30 giugno 2013

In questi giorni si è dato risalto dalla solita informazione anticlericale e nonché da certi esaltati pentecostali, discepoli di presunti "dottori della parola", alle "rivelazioni" di un ex sacerdote sulla prostituzione gay in Vaticano


L'EX SACERDOTE E' STATO ARRESTATO IN QUANTO INDAGATO PER CALUNNIA AGGRAVATA:

CALUNNIA, ARRESTATO L'EX SACERDOTE POGGI
IL PROCURATORE: «SI È INVENTATO TUTTO VOLEVA VENDICARSI E RICATTARE IL PAPA»

Roma - I carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno arrestato l’ex sacerdote Patrizio Poggi, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Aldo Morgigni, su richiesta del procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Roma, Maria Monteleone.
Poggi è indagato del reato di calunnia aggravata e continuata per avere denunciato, a marzo 2013, circostanze non veritiere in ordine alla presunta esistenza di un’organizzazione criminale gestita da tre personaggi romani, attiva nel procacciare ragazzi italiani e stranieri, anche minorenni, per avviarli alla prostituzione maschile in favore di vari esponenti del clero romano, di cui Poggi aveva indicato i nominativi in sede di denuncia.

Le indagini eseguite dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci hanno dimostrato come Poggi abbia concepito e attuato un piano calunnioso, prospettando circostanze non veritiere o, comunque, basate su mere dicerie, in quanto animato da risentimento per motivazioni personali nei confronti di alcuni dei prelati da lui accusati di fruire di prestazioni sessuali omosessuali a pagamento con minorenni, nonché dalla convinzione che l’esito positivo delle indagini da lui stimolate sul fenomeno dei cosiddetti “preti pedofili” potesse incidere positivamente, anche con iniziative ricattatorie, sul suo tentativo di ottenere dal Vaticano la revoca del provvedimento di dimissione dallo stato clericale e su un’eventuale revisione del processo con cui era stato condannato, in passato, per atti sessuali con minorenni.

Durante le indagini è anche emerso che Poggi ha pianificato di costruire false prove testimoniali concernenti abusi su minori commessi dalle persone da lui denunciate, al fine di suffragare ulteriormente le sue dichiarazioni; - cercato di influire su alcuni soggetti da lui citati quali testimoni affinché, convocati dall’autorità giudiziaria per essere sentiti quali persone informate sui fatti, fornissero una versione coerente con il quadro da lui delineato in sede di denuncia. Poggi è stato portato nel carcere di Regina Coeli.

Le intercettazioni. «Se avessi avuto disponibilità economiche li avrei fatti uccidere». Così, a quanto si è appreso, l'ex sacerdote arrestato per calunnia Patrizio Poggi affermava in una conversazione con la madre intercettata dagli inquirenti riferendosi ad alcuni sacerdoti e alti prelati che considerava nemici e che lo avevano ostacolato dopo la sua condanna, divenuta definitiva, per abusi sessuali nei confronti di minori nella parrocchia di San Filippo Neri.

Per adescare giovani con i quali avere rapporti sessuali l'ex sacerdote Patrizio Poggi si spacciava per magistrato, anche procuratore della repubblica. È quanto emerso nelle indagini sfociate oggi nel suo arresto per calunnia. In una conferenza stampa tenuta nel pomeriggio dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal colonnello del Nucleo Investigativo dei carabinieri Lorenzo Sabatino è stato precisato che l'ex prete ha cominciato ad intrattenersi con giovani dediti alla prostituzione, anche minorenni, fin dal 2001-2002. L'ultimo episodio accertato, sempre millantando di essere un magistrato, risale a circa un mese fa.

Poggi voleva ricattare il Papa. Voleva organizzare «un vero e proprio sordido 'complotto'» al fine «di destare uno scandalo con risonanza potenzialmente mondiale per il coinvolgimento finanche dei più stretti collaboratori della Curia romana e, indirettamente, del Sommo Pontefice, chiamato a valutare le pressanti richieste di Poggi che non esitava a manifestare sostanziali propositi estortivi nei confronti del Papa, pur di ottenere la restituzione allo stato clericale». È uno dei passaggi dell'ordinanza di arresto di Patrizio Poggi.
Una persona «mossa da inestinguibile rancore» nei confronti di chi era convinto lo avesse 'incastrato, contro i quali «nutriva il medesimo proposito, giungendo anche a prospettare la possibilità di assoldare dei killer per fare uccidere alcuni dei suoi ipotetici nemici». È la definizione che il gip dà di Poggi. Si legge nel provvedimento di custodia cautelare che l'ex sacerdote «stava contattando freneticamente altri Ecclesiastici, Magistrati e personale amministrativo nel tentativo di avere notizie sulle indagini in corso ed al fine di indirizzarle nei confronti dei bersagli individuati»; suo scopo era quello di «causare uno scandalo, ottenendo a suo parere in tal modo la revisione della sua precedente condanna e la riammissione allo stato clericale». Un modo di agire definito dal gip 'spregiudicatò, anche se in realtà «ingenuo, nel non prevedere un legittimo ed immediato intervento dell'Autorità giudiziaria».

http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/clero_pedofilia_prostituzione_poggi_ex_prete/notizie/297838.shtml

29 giugno 2013

Di chi è questa supervilla?



Edir Macedo, si è autonominato "bispo" (vescovo) ed è il capo supremo della Igreja Universal do Reino de Deus. Si tratta di una Chiesa evangelica pentecostale che in una decina d'anni è diventata un colosso finanziario, mediatico e immobiliare, con buona pace di coloro che continuano a chiamare semplicemente "sette" questi fenomeni epocali.
La Universal ha già sottratto ai cattolici svariati milioni di fedeli (ne dichiara addirittura 8) e ha il quasi monopolio della fede religiosa nelle periferie urbane. Il bispo Macedo, che ha iniziato come venditore di casse da morto, convince ogni mese milioni di poveri a versargli la decima parte dello stipendio, vende loro la prosperità sulla Terra invece che nel regno dei cieli e accumula denaro. I bilanci della Chiesa sono top secret, ma gli introiti sono stati più che sufficienti in questi anni per costruire migliaia di templi, acquistare decine di stazioni radio e mettere le mani sulla seconda rete tv del Brasile, la Record.
.......
Macedo ha precedenti penali e una serie di processi che si sono insabbiati nel tempo. Si sa che conduce vita da miliardario tra Rio e gli Stati Uniti. Non ha mai accettato una intervista nè di aprire i bilanci della Universal al pubblico. Cosa, tra l'altro, che nessun governo brasiliano gli ha mai chiesto. Macedo è potente ed è troppo rischioso mettersi contro di lui. Ora poi che la sua tv sta iniziando a insidiare il quasi monopolio della rete Globo è diventato ancora più intoccabile.

ATTENZIONE: In Italia tale "chiesa" è presente ed è conosciuta come:

"Comunità Cristiana dello Spirito Santo"

http://iurditalia.org/chi-siamo/

http://americas.corriere.it/2007/10/diavolo_e_acqua_sporca.html

28 giugno 2013

Visto che tempo fa c'e' stato chi disse: "Ma gli Evangelici non sono Cattolici?"...



E' DA RICORDARE CHE LA MAGGIORANZA DEGLI EVANGELICI:

1) crede in tutto quanto ha affermato Lutero;

2) nega qualunque autorità al papa e ai concili, qualunque funzione salvatrice alla chiesa;

3) afferma il sacerdozio universale dei fedeli (cioè, pur esistendo un episcopato, il clero è elettivo: non c'è sacramento dell'ordine). Ciò implica il "libero esame" della Bibbia. Per la corretta interpretazione della Bibbia, Dio manda lo Spirito a chi vuole: senza lo Spirito la ragione è impotente. Sarà poi la storia a decidere quale interpretazione era la migliore. In ogni caso l'uomo può comunicare con Dio senza intermediari. Non c'è quindi un confine preciso fra laici e pastori: le diversità sono solo funzionali.

4) I pastori (fra i quali ci sono anche le donne) si possono sposare e, come i laici, possono anche divorziare. Non sono contrari, per principio, all'aborto.

5) I sacramenti che riconoscono sono solo quelli che, secondo loro, Cristo avrebbe istituito: battesimo ed eucarestia, più che altro accettati sul piano simbolico (ad es. la frase "Questo è il mio corpo" va intesa in senso allegorico o metaforico: "Questo sembra il mio corpo"). Il battesimo può essere dato anche ai neonati. Nell'eucarestia non si rinnova il sacrificio di Cristo, neanche in forma simbolica. Il sacramento serve più che altro al credente per rapportarsi a Dio chiedendo la grazia o il perdono dei peccati. Il momento fondamentale resta il sermone.

6) Ogni altro rito (ad es. la cresima) o funzione liturgica (inclusi i paramenti sacri) è molto semplificato e austero. Il matrimonio non è un sacramento, in quanto considerato un'istituzione comune ad altre religioni: gli sposi vengono però benedetti dalla chiesa. L'unzione degli infermi è ritenuta una superstizione.

7) Non venerano Maria, gli angeli e i santi. Ignorano il culto delle reliquie e delle icone, non credono nel Limbo e nel Purgatorio. Non praticano il monachesimo. Nelle chiese hanno l'altare, la croce, le candele, l'organo, pochi dipinti religiosi. Usano il pane azzimo e recitano il Credo con il Filioque.

9) Le cerimonie vengono svolte nella lingua nazionale dei credenti.

10) Le chiese nazionali sono indipendenti fra loro, però molte si riconoscono nella Federazione luterana mondiale. Comunque il Protestantesimo è diviso in tantissime correnti.

11) Politicamente affermano una netta separazione del civile dal religioso. (non esattamente)

12) In Italia sono presenti come Valdesi, Metodisti, Pentecostali, Avventisti, Battisti ecc. (circa mezzo mil.).

13) I Luterani si trovano in Germania, Scandinavia, Paesi Bassi, USA ecc. (circa 75 mil.).

TUTTO QUESTO A GRANDI LINEE, POI VISTA L'ENORME FRAMMENTAZIONE CHE C'E' TRA DI LORO SI POSSONO ANCHE TROVARE PENTECOSTALI CHE CREDONO NELLA TRINITA' E PENTECOSTALI CHE LA RIFIUTANO....

UNA GRANDE BABILONIA INSOMMA....

27 giugno 2013

Goebbels e l’operazione preti pedofili

“Ci sono casi di abusi sessuali che vengono alla luce ogni giorno contro un gran numero di membri del clero cattolico. Purtroppo non si può più parlare di casi individuali ma di una crisi morale collettiva che forse la storia culturale dell’umanità non ha mai conosciuto in una dimensione così spaventosa e sconcertante. Numerosi sacerdoti e religiosi sono rei confessi. Non c’è dubbio che le migliaia di casi venuti a conoscenza della giustizia rappresentino solo una piccola frazione dell’ammontare autentico, dal momento che molti molestatori sono stati coperti e nascosti dalla gerarchia”.

Quanto avete letto credete sia un editoriale del New York Times del 2010?

No: un discorso del 28 maggio 1937 di joseph goebbels (1897-1945), ministro della propaganda del Terzo Reich.

Questo discorso, di grande risonanza internazionale, si situa al culmine di una campagna lanciata dal regime nazista per screditare la chiesa cattolica coinvolgendola in uno scandalo di preti pedofili.

276 religiosi e 49 sacerdoti secolari sono arrestati nel 1937. gli arresti si susseguono in tutte le diocesi tedesche, in modo da tenere gli scandali sempre sulla prima pagina dei giornali.

Il 10 marzo 1937 con l’enciclica Mit brennender Sorge papa Pio XI (1857-1939) condanna l’ideologia nazista. Alla fine dello stesso mese il Ministero della Propaganda guidato da Goebbels lancia la campagna contro gli abusi sessuali dei sacerdoti. La programmazione e la gestione di questa campagna è nota grazie a documenti la cui storia è all’altezza dei migliori romanzi di spionaggio. Nel 1937 il capo del servizio di controspionaggio militare tedesco è l’ammiraglio Wilhelm Canaris (1887-1945). È diventato gradualmente antinazista e sta maturando le convinzioni che lo porteranno a organizzare il fallito attentato a Hitler del 1944, in seguito al quale sarà impiccato nel 1945. Canaris disapprova le manovre di Goebbels contro la Chiesa e incarica l’avvocato cattolico Josef Müller (1878-1979) di portare a Roma una serie di documenti segretissimi sul tema. A diverse riprese Müller – prima di essere arrestato e internato nel campo di sterminio di Dachau, cui sopravvivrà diventando nel dopoguerra ministro della giustizia della Baviera – porta i documenti segreti a Pio XII (1876-1958), che chiede alla Compagnia di Gesù di studiarli.

Con l’approvazione della segreteria di Stato le indagini sul complotto nazista contro la Chiesa sono affidate al gesuita tedesco Walter Mariaux (1894-1963), che dopo avere animato in Germania l’organizzazione antinazista Pauluskreis è stato prudentemente inviato come missionario in Brasile e in Argentina. Qui come dirigente della Congregazione Mariana esercita la sua influenza su tutta una generazione di laici cattolici, tra cui il noto pensatore cattolico brasiliano Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995), che frequenta un suo gruppo a San Paolo. Mariaux pubblica nel 1940 a Londra in inglese e nel 1941 a Buenos Aires in spagnolo, con lo pseudonimo di “Testis Fidelis”, due volumi sulla persecuzione anti-cattolica nel Terzo Reich: oltre settecento pagine di documenti commentati, che suscitano una grande emozione in tutto il mondo.

L’espressione “panico morale” è stata coniata dai sociologi solo negli anni 1970 per identificare un allarme sociale creato ad arte amplificando fatti reali ed esagerandone il numero attraverso statistiche folkloriche, nonché “scoprendo” e presentando come “nuovi” avvenimenti in realtà già noti e risalenti nel tempo. Alla base ci sono eventi reali, ma è il loro numero che è sistematicamente distorto. Anche senza avere a disposizione la sociologia moderna, Goebbels risponde all’enciclica Mit brennender Sorge nel 1937 con un’operazione da manuale di creazione di un panico morale.

Come sempre nei panici morali, i fatti non sono totalmente inventati. Prima dell’enciclica vi erano stati in Germania alcuni casi di abusi su minori. Lo stesso Mariaux considera colpevoli un religioso di una scuola di Bad Reichenall, un professore laico, un giardiniere e un bidello condannati nel 1936, rilevando però che la sanzione decisa dal Ministero della Pubblica Istruzione della Baviera – la revoca dell’autorizzazione a gestire istituti scolastici a quattro ordini religiosi – è del tutto sproporzionata e si collega alla volontà del regime di stroncare le scuole cattoliche. Anche sul caso di alcuni francescani di Waldbreitbach, in Renania, Mariaux rimane aperto all’ipotesi di una colpevolezza degli accusati, benché storici successivi non abbiano escluso una montatura nazista.

I casi – pochissimi ma reali – avevano determinato una fermissima reazione dell’episcopato. Il 2 giugno 1936 il vescovo di Münster, il beato Clemens August von Galen (1878-1946) – l’anima della resistenza cattolica al nazismo, beatificato nel 2005 da Benedetto XVI – fa leggere nelle Messe domenicali una dichiarazione dove esprime “il dolore e la tristezza” per gli “abominevoli delitti” che “coprono d’ignominia la nostra Santa Chiesa”. Il 20 agosto 1936 dopo i fatti di Waldbreitbach l’episcopato tedesco pubblica una lettera pastorale collettiva nella quale “condanna severamente” i responsabili e sottolinea la collaborazione della Chiesa con i tribunali dello Stato. Alla fine del 1936 le severe misure prese – a fronte di pochissimi casi, alcuni dei quali dubbi – dai vescovi tedeschi sembrano avere risolto i problemi reali. Sommessamente, i vescovi fanno anche rilevare che fra i maestri delle scuole di Stato e nella stessa organizzazione giovanile del regime, la Hitlerjugend, i casi di condanne per abusi sessuali sono molto più numerosi che nel clero cattolico.

È l’enciclica contro il nazismo di Pio XI che determina la grande campagna del 1937. Mariaux lo prova pubblicando istruzioni dettagliatissime inviate da Goebbels pochi giorni dopo la pubblicazione della Mit brennender Sorge alla GESTAPO, la polizia politica del Terzo Reich, e soprattutto ai giornalisti, invitati a “riscoprire” i casi giudicati nel 1936, e anche episodi più antichi, riproponendoli costantemente all’opinione pubblica. ALLA GESTAPO GOEBBELS ORDINA DI TROVARE COMUNQUE TESTIMONI CHE ACCUSINO UN CERTO NUMERO DI SACERDOTI, MINACCIANDOLI DI ARRESTO IMMEDIATO SE NON COLLABORANO, ANCHE QUANDO SI TRATTA DI BAMBINI. La frase proverbiale “c’è un giudice a Berlino”, che nella tradizione tedesca indica una fiducia nell’indipendenza della magistratura dai potenti di turno, vale però – entro certi limiti – perfino nel Terzo Reich. Dei 325 sacerdoti e religiosi arrestati dopo l’enciclica solo 21 sono condannati. È pressoché certo che fra questi ci siano degli innocenti calunniati. Quasi tutti finiranno nei campi di sterminio, dove molti moriranno.

Il tentativo di squalificare la Chiesa Cattolica su scala internazionale tramite le accuse di immoralità e pedofilia ai sacerdoti, invece, non riuscirà. Grazie al coraggio di Canaris e dei suoi amici e alla persistenza del gesuita detective Mariaux la verità verrà fuori già durante la guerra. La perfidia della campagna di Goebbels susciterà più indignazione dell’eventuale colpevolezza di alcuni religiosi. Il padre di tutti i panici morali in materia di preti pedofili scoppierà in mano agli stessi propagandisti del nazismo che avevano cercato di organizzarlo.

http://www.cesnur.org/2010/mi-goebbels.html

"Supercristiani D.O.C."



Come accade dal primo giorno di esistenza di questa pagina. non poteva mancare il solito invito contro il nostro "gruppo di m**da"

Ma ormai ci siamo abituati a certi supercristiani che danno indicazione per segnalarci per farci chiudere.

Chissa' se mettono lo stesso impegno nel voler far chiudere le numerose pagine di bestemmiatori che infestano facebook.

Il linguaggio di chi viene qui (tra l'altro con un suo anonimo profilo) facendosi credere un devotissimo cattolico DOC tradizionalista....



IL PEZZO DI M***A SAREBBE IL SOTTOSCRITTO....

SOTTOSCRITTO CHE IL "FINE" SUPERCRISTIANO HA CHIAMATO "EMILIO COG***NE" CON EVIDENTE STORPIATURA DEL COGNOME, E IO TRA LE ALTRE COSE NEANCHE SONO EMILIO....

CI DISPIACE PER LEI CHE PORTA IL FALSO NOME DI BENIEL DANTE, MA IL COG***NE E' STATO PROPRIO LEI CHE PENSAVA DI FAR SPARIRE TUTTO DISATTIVANDO IL SUO PROFILO CREDENDO COSI' DI FAR SPARIRE OGNI TRACCIA DEL SUO INDECENTE LINGUAGGIO.

PENSI CHE E' STATO COSI' COG***NE CHE LO SCREEN CE LO HA FORNITO DIRETTAMENTE LEI PRIMA CHE DISATTIVASSE IL SUO PROFILO...

DA UNA MAIL DEL "SIG". BENIEL

23:31
...... puoi fare tutti i fotomontaggi che vuoi x mostrare che ti ho chiamato coglione su quel sito, fatto sta che se vanno a controllare non esiste + quel post
ma il tuo "imbecille" rivolto a me è bello impresso
ora vediamo come va a finire con la denuncia

A NULLA SERVE DISATTIVARE I PROFILI E CANCELLARE POST E COMMENTI PER ELIMINARE TRACCE.
TUTTO CIO' CHE VIENE SCRITTO IN FACEBOOK E' CONSERVATO ANCHE CANCELLATO

E NEL CASO IN QUESTIONE NON CI SIAMO NEANCHE AFFATICATI PER FARE LO SCREEN.... CE LO HA FORNITO LEI.... GRAZIE!.... UN VERO E PROPRIO IM****LLE E COG***NE


26 giugno 2013

"mi piace".... "non mi piace più"

Diverse volte è successo, anche poca fa, che c'è stato chi non soddisfatto di ciò che scriviamo, ci ha comunicato di togliere il "mi piace" alla nostra pagina.

Chiariamo che noi non siamo qui a fare una raccolta di "mi piace", un gara per vincere non si sa bene cosa.

Non abbiamo mai chiesto di mettere il "mi piace" alla nostra pagina come fanno altri che vanno elemosinando "mi piace", come vedete nell'immagine.
Questo proprio non ci interessa. Siamo qui, con tutti i nostri limiti, per farvi conoscere gli inganni di chi vuole rubarvi la fede.

Quindi è inutile che ci si viene a "minacciare" o a "comunicare" di togliere il "mi piace", perché non vi assecondiamo con risposte che piacerebbe sentire

Non rinunciamo a dire quella che per noi è la Verità,
Non rinunciamo a denunciare le menzogne, gli imbrogli
solo per mantenere o conquistare qualche mi piace.

La corsa ai "mi piace" facebook la lasciamo ad altri,
a noi ci interessa il "mi piace", che ci vorrà dare il nostro Signore Cristo Gesù.


Ossessioni settarie


Caratteristica comune di quasi ogni settarismo è la convinzione che il mondo sia governato da una forza oscura che, con un ristretto gruppo di persone, controlla la politica e l’economia a livello globale (insieme ad ogni ambito della società, media compresi). Argomento molto suggestivo e quindi costante nelle propagande totalitarie. L’ultima moda è quella dei cosiddetti “illuminati” che presto ci controllerà la mente per mezzo di microchip sottocutanei. Tutte cose che spopolano tra i settari e che spesso contagiano anche i cattolici meno avveduti. Infatti solo chi ha una visione semplicistica delle cose non si rende conto che il mondo è un posto troppo complicato per essere governato da poche decine di persone. I sociologi e gli storici ci insegnano che i complotti internazionali non esistono e non sono mai esistiti, per il semplice motivo che sono impossibili. Per cui, a differenza delle normali congiure o complotti, essi appartengono solo al campo dell’immaginazione e di una certa religiosità un po’ sballata.

Nonostante il grande successo degli Illuminati, però, la massoneria resta sempre nei pensieri dei settari (fino ad identificare le due cose tra loro). Tutto quello che non rientra nei loro schemi viene additato come “massonico”, e cioè praticamente tutto. Anche se non esiste nemmeno una sola massoneria ma una serie infinita di logge nate da varie scissioni (è il destino di tutti i settari, non solo di quelli religiosi). Questo non vuol dire che la massoneria non sia qualcosa da tenere sotto controllo e da cui guardarsi, ma creare lo spauracchio massonico porta a risultati grotteschi.

Infatti il settario vede la massoneria dappertutto, in qualsiasi realtà che non gli aggrada la sua mente trova dei simboli massonici o satanici. Ad esempio, molti sono convinti che la croce al contrario che compare in alcune foto di Giovanni Paolo II sia la prova inconfutabile che egli fosse l’anticristo (o non so cosa). Inutile spiegare che quello è solo uno dei tanti modelli di croce (la cossidetta croce di san Pietro) come la croce latina, quella greca o quella di sant’Andrea. Con l’unica differenza che i satanisti hanno pensato bene di appropriarsene, ma fondamentalmente resta un simbolo della tradizione cristiana.

Lo stesso dicasi per i simboli massonici, che i settari vedono in ogni cosa, tutti perlopiù copiati dalla tradizione cristiana e rielaborati in senso massonico. La massoneria ha poi creato una simbologia molto vasta e complessa, sarebbe difficile – oltre che ridicolo – pensare di adeguarsi a queste appropriazioni indebite. Sempre ammesso che non si tratti solo di fantasie mentali, in molti casi sono semplici figure geometriche che il settario associa arbitrariamente ad altre immagini. Quindi non c'è chiesa al mondo nelle cui decorazioni egli non sia capace di scorgere simboli arcani, rivelatrici di astrusi complotti internazionali di cui egli solo - e i suoi fortunati amici - è a conoscenza.

http://ettorebarra.blogspot.it/2013/04/ossessioni-settarie.html

25 giugno 2013

Maria era pentecostale.... anche gli Apostoli.... e anche San Paolo....



Si.... hanno ricevuto lo Spirito Santo...

Cio' che invece non si legge negli Atti degli Apostoli è che Maria, gli apostoli e anche San Paolo, a differenza degli odierni pentecostali. si siano comportati allo stesso modo di coloro che si vedono nel filmato....

sembrano decisamente ripieni di altro spirito tutt'altro che santo....




22 giugno 2013

Le cosiddette "lingue" dei pretesi "pentecostali" sono false!


Gentili amici, cari lettori.
Purtroppo mi trovo a scrivere riguardo a ciò che può apparire un'offesa alla maggior percentuale del mondo evangelico italiano e mondiale, quella che solitamente è definita e che si autodefinisce "pentecostale". Propongo la mia riflessione sotto forma di forum in modo da dare la più amplia libertà a chiunque voglia presentare le proprie confutazioni alla seguenti domande e alla mia conclusione:
se dei vari segni di Pentecoste citati nella Bibbia, i "pentecostali" attuali non hanno nulla di nulla, perché pretendono dunque di definirsi "pentecostali"?
Mi spiego meglio: se l'unico segno odierno riconosciuto da tutti i presunti pentecostali su cui si basa la dottrina che li contraddistingue dal resto delle denominazioni cristiane sono le loro vantate "lingue strane", o spirituali, o addirittura angeliche, ma comunque tutte incomprensibili e mai riconosciute da nessuno, e queste NON sono le stesse di Pentecoste che invece FURONO RICONOSCIUTE DA TUTTI I PRESENTI, come possono asserire così in tanti di aver ricevuto lo Spirito Santo allo stesso modo di 2000 anni fa, dal momento che è un segno totalmente opposto all'originale?

Infatti, il segno prodigioso pubblico di Pentecoste (e fatti successivi descritti nella Parola) fu esattamente il parlare miracolosamente delle grandi cose di Dio nelle lingue che tutti i presenti riconobbero come dialetti dei loro luoghi d'origine. Fu questo un prodigio meraviglioso che molti teologi nei secoli a seguire hanno contrapposto a quello operato da Dio contro l'umanità con l'episodio di Babele.
Quindi, tutti quelli che si definiscono "pentecostali", che pretendono cioè di ricondurre le loro esperienze (spero in buona fede) alla manifestazione di quel giorno glorioso, in realtà non sperimentano, non credono, e non insegnano il giusto segno-dono-prodigio. Ma piuttosto credono e insegnano al fenomeno opposto, quello cioè di Babele (cioè lingue riconoscibili da nessuno e che generano solo confusione).

Con quale diritto, quindi, si definiscono "PENTECOSTALI"?
Mi dispiace, qualsiasi altra cosa, ma non certo possono definirsi tali, sempre che tengano al rispetto verso le Verità presentate nelle Scritture. Posso capire che vi sia un tentativo di volersi distinguere per quei cristiani che (come me) non riconoscono il cessazionismo dei carismi (o doni dello Spirito Santo), convincimento che caratterizza molte denominazioni evangeliche storiche, ma credo sia più giusto per noi definirsi "continuazionisti" o qualcosa di simile.
Ma il voler farsi riconoscere tramite un appellativo che ricorda gli eventi di Pentecoste mi pare seriamente azzardato e fuori luogo, tra l'altro nella vera Pentecoste biblica vi credono tutti i cristiani indistintamente, sia che credono che i carismi siano per oggi, sia che no.
Inoltre, nel caso in cui questa auto-definizione, "pentecostali", sia da ricondursi alla volontà di riconoscersi e nel voler proseguire il movimento di inizio secolo proveniente dall'America, è bene che si sappia che i precursori e i protagonisti di tale avvenimento hanno sempre insegnato (almeno nella teoria) che il vero segno di Pentecoste furono lingue straniere parlate in modo miracoloso e no linguaggi inventati e poi fatti passare astutamente per "lingue spirituali".
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Ripeto, questa mia esternazione NON è per il gusto di attaccare qualcuno, ma solo perché vorrei che quante più persone possibili possano riflettere su ciò che finora ci hanno propinato (in buona o cattiva fede che sia) i nostri maestri e fratelli anziani mediante tradizioni umane e anti-bibliche che coi decenni sono divenute dottrine riconosciute su larga scala, che non si limitano ad essere tramandate popolarmente, ma addirittura vengono propinate su tutti i banchi degli istituti biblici anch'essi auto-definitesi "pentecostali".

Il cristianesimo non può e non deve essere vituperato e svergognato da questi fraintendimenti e falsità come questa storia delle lingue "dello spirito" che non sono altro che l'eccellenza della spiritualità pagana e nel migliore dei casi sono solo suoni provenienti da lingue mosse volutamente a caso, proprio come quando si canticchia una canzone in una lingua che non si conosce e si pronunciano delle parole somiglianti al testo che ascoltiamo.
Basta emulazioni, basta lasciarsi andare alla maniera pagana, basta lasciarsi coinvolgere in manifestazioni che di "pentecostale" non hanno nulla di nulla. Basta nascondersi dietro il proprio orgoglio denominazionale. Basta gonfiarsi di presunti riempimenti di Spirito Santo, spesso senza nemmeno essere rigenerati dall'Alto perché totalmente assenti frutti di reale ravvedimento.
Siano invece difesi e riconosciuti i VERI SEGNI, I VERI PRODIGI, E I VERI DONI DI DIO!

Non abbiate paura ad accettare e a proclamare la Verità! Non fatevi intimorire da chi professa amore (falso) a tutte le ore, che è l'atteggiamento per coprire la propria paura di esporsi e che alimenta inevitabilmente i compromessi nella vera Chiesa di nostro SIGNORE.
La Sua Chiesa è PURA, sempre che vogliate far parte di Essa e non di quella di comodo e di facciata contraddistinta della tolleranza verso bugie e verso il peccato, governata da codardi e profittatori che tengono alta la bandiera del "non giudicare" e del "prega e zitto", per difendere i propri interessi personali e per mandare avanti i loro piccoli regni religiosi. ESSI SONO ACCAREZZATI DA SATANA!
Gridatelo sui tetti! Questi sono i profeti di Dio! Questo è il Vangelo!

Possiate veramente volgere i vostri cuori a Dio in purezza e perfetta onestà.
Pace agli amati dal Signore.

http://vocechegrida.ning.com/forum/topics/le-cosiddette-lingue-dei-pretesi-pentecostali-sono-false

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L'AUTORE DI QUANTO RIPORTATO NON E' CATTOLICO

"personalmente mi definisco "cristiano" nel senso biblico della parola (seguace di Cristo Gesù), per scelta non aderisco a nessuna denominazione, credo in un unico Corpo mistico di Cristo che opera attraverso le chiese locali (adunanze dei riscattati). Ritengo che non ci sia bisogno di nessuna etichetta aggiuntiva per chi si attiene fermamente alla Parola di Dio, nella sua purezza ed integrità, senza niente aggiungere e senza niente togliere."

21 giugno 2013

Quando credono che Gesù alle nozze di Cana trattò male sua madre...



L'Omelia 8 di S'Agostino. Le nozze di Cana.

Invitato, il Signore è andato alle nozze. Nessuna meraviglia che sia andato alle nozze in Cana di Galilea, lui che è venuto alle nozze in questo mondo. Il Verbo è lo sposo, e la carne umana è la sposa.

1. Il miracolo con cui nostro Signore Gesù Cristo cambiò l'acqua in vino, non sorprende se si considera che fu Dio a compierlo. Infatti, chi in quel banchetto di nozze fece comparire il vino in quelle sei anfore che aveva fatto riempire di acqua (Gv 2, 6-11), è quello stesso che ogni anno fa ciò nelle viti. Quel che i servi avevano versato nelle anfore, fu cambiato in vino per opera del Signore, come per opera del medesimo Signore si cambia in vino ciò che cade dalle nubi. Se questo non ci meraviglia, è perché avviene regolarmente ogni anno: la regolarità con cui avviene impedisce la meraviglia. Eppure questo fatto meriterebbe maggior considerazione di quanto avvenne dentro le anfore piene d'acqua. Come è possibile, infatti, osservare le risorse che Dio dispiega nel reggere e governare questo mondo, senza rimanere ammirati e come sopraffatti da tanti prodigi? Che meraviglia, ad esempio, e quale sgomento prova chi considera la potenza anche d'un granello di un qualsiasi seme! Ma siccome gli uomini, ad altro intenti, trascurano di considerare le opere di Dio, e trarne argomento di lode quotidiana per il Creatore, Dio si è come riservato di compiere alcune cose insolite, per scuotere gli uomini dal loro torpore e richiamarli al suo culto con nuove meraviglie. Risuscita un morto, e tutti rimangono meravigliati; eppure ogni giorno ne nascono tanti, e nessuno ci bada. Ma se consideriamo più attentamente, è un miracolo più grande creare ciò che non era, che risuscitare ciò che era. Ed è il medesimo Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che compie tutte queste cose per mezzo del suo Verbo, e lui che le ha create, le regge. I primi miracoli li ha fatti per mezzo del suo Verbo, che è presso di lui e Dio egli stesso; gli altri per mezzo del suo Verbo incarnato e fatto uomo per noi. Come ammiriamo le cose fatte per mezzo di Gesù uomo, così dobbiamo ammirare quelle fatte per mezzo di Gesù Dio. Per mezzo di lui sono stati fatti il cielo e la terra, il mare, ogni ornamento del cielo, l'ubertà della terra, la fecondità del mare: tutte queste cose che ci circondano sono state fatte per mezzo di Gesù Dio. Noi contempliamo queste cose, e se in noi c'è il suo Spirito, ci piacciono e c'invitano a lodare l'artefice; eviteremo così di volgerci a queste opere allontanandoci dal loro artefice o di rivolgere, per così dire, il volto a queste creature voltando le spalle al loro creatore.

2. Queste sono le cose che vediamo e che tocchiamo con mano; ma che dire di quelle che non vediamo, come sono gli Angeli, le Potestà, le Virtù, le Dominazioni, ogni abitante di quella dimora sopraceleste, che non ci è dato di vedere? Sebbene anche gli angeli, all'occorrenza, siano apparsi agli uomini. Non è Dio che, sempre per mezzo del suo Verbo, cioè del suo Figlio Unigenito nostro Signore Gesù Cristo, ha creato tutti questi esseri? La stessa anima umana, che non si vede e che mediante le sue manifestazioni nella carne riempie di ammirazione chi ben la consideri, da chi è stata fatta se non da Dio? e per mezzo di chi è stata fatta, se non per mezzo del Figlio di Dio? Né parlo soltanto dell'anima dell'uomo: guardate l'anima di un qualsiasi animale, come regge il suo corpo! Rende attivi tutti i sensi: gli occhi per vedere, le orecchie per udire, le narici per fiutare, il gusto per discernere i sapori, le membra stesse, infine, per compiere le loro funzioni. Forse che tutto questo lo compie il corpo, e non invece l'anima che abita nel corpo? Non si vede con gli occhi, e tuttavia la sua attività suscita ammirazione. Si rivolga ora in particolare l'attenzione all'anima dell'uomo, cui Dio ha accordato la capacità di conoscere il suo Creatore, di discernere e distinguere il bene dal male, il giusto da ciò che non è giusto: che cosa non compie essa per mezzo del corpo! Osservate l'ordine che regna nell'universo della società umana: l'ordinamento amministrativo, la gerarchia dei poteri, le istituzioni, le leggi, i costumi, le arti. E' l'anima che compie tutto, e nessuno vede la potenza dell'anima. Appena viene sottratta al corpo, questo giace cadavere; finché gli è unita, è come se ne impedisse la corruzione, come se lo imbalsamasse. Ogni carne, difatti, è corruttibile e si decompone, se non viene conservata e sostentata dall'anima. Ma questo potere lo ha anche l'anima dei bruti. Più mirabili sono le cose che ho detto prima, quelle che son proprie dello spirito e dell'intelligenza, dove l'uomo, che fu fatto a immagine del suo Creatore (cf. Col 3, 10), secondo questa immagine è rinnovato. Quale sarà la potenza dell'anima, quando anche questo nostro corpo si sarà rivestito dell'incorruttibilità e, mortale qual'è si sarà rivestito dell'immortalità (cf. 1 Cor 15, 53)? Se tanto è il suo potere anche servendosi della carne corruttibile, che cosa non potrà quando, in seguito alla resurrezione dei morti, potrà servirsi d'un corpo spirituale? Quest'anima, tuttavia, di natura e sostanza mirabili, invisibile e intelligibile com'è, è stata fatta anch'essa per mezzo di Gesù Dio, poiché egli è il Verbo di Dio, e le cose tutte furono fatte per mezzo di lui, e senza di lui nulla fu fatto (Gv 1, 3).

[La sobria ebbrezza.]

3. Di fronte a tanti prodigi compiuti per mezzo di Gesù Dio, c'è da meravigliarsi se l'acqua è mutata in vino per mezzo di Gesù uomo? Diventando uomo, egli non ha cessato di essere Dio: si è aggiunto l'uomo, non è venuto meno Dio. Chi ha compiuto questo prodigio è colui che ha creato tutte le cose. Non dobbiamo meravigliarci che Dio abbia fatto questo, ma piuttosto ringraziarlo perché lo ha fatto in mezzo a noi, e per la nostra salvezza. Attraverso le stesse circostanze egli ci vuole suggerire qualcosa, poiché ritengo che non senza una ragione il Signore intervenne alle nozze. A parte il miracolo, il contesto stesso adombra qualche mistero, qualche sacramento. Bussiamo perché ci apra e c'inebri del vino invisibile. Anche noi eravamo acqua e ci ha convertiti in vino, facendoci diventare sapienti; gustiamo infatti la sapienza che viene dalla fede in lui, noi che prima eravamo insipienti. Credo sia proprio mediante la sapienza - non disgiunta dall'onore reso a Dio, dalla lode della sua maestà e dall'amore della sua potentissima misericordia - è proprio mediante la sapienza che potremo pervenire all'intelligenza spirituale di questo miracolo.

[Lo sposo avanza.]

4. Invitato, il Signore si reca ad un festino di nozze. C'è da meravigliarsi che vada alle nozze in quella casa, lui che è venuto a nozze in questo mondo? Se non fosse venuto a nozze, non avrebbe qui la sposa. E che senso avrebbero allora le parole dell'Apostolo: Vi ho fidanzati ad uno sposo unico, come una vergine pura da presentare a Cristo? Che cosa teme l'Apostolo? Che la verginità della sposa di Cristo venga corrotta dall'astuzia del diavolo. Temo - dice - che come nel caso di Eva, il serpente nella sua astuzia corrompa i vostri sentimenti, deviandoli dall'amore sincero e casto verso Cristo. Il Signore ha qui, dunque, una sposa che egli ha redento col suo sangue, e alla quale ha dato come pegno lo Spirito Santo (2 Cor 11, 2-3; 1, 22). L'ha strappata alla tirannia del diavolo, è morto per le sue colpe, è risuscitato per la sua giustificazione (cf. Rm 4, 25). Chi può offrire tanto alla sua sposa? Offrano pure gli uomini quanto c'è di meglio al mondo: oro, argento, pietre preziose, cavalli, schiavi, ville, possedimenti: ci sarà forse qualcuno che può offrire il suo sangue? Se uno offrisse il suo sangue per la sposa, come potrebbe sposarla? Il Signore invece affronta serenamente la morte, dà il suo sangue per colei che sarà sua dopo la risurrezione, colei che già aveva unito a sé nel seno della Vergine. Il Verbo, infatti, è lo sposo e la carne umana è la sposa; e tutti e due sono un solo Figlio di Dio, che è al tempo stesso figlio dell'uomo. Il seno della vergine Maria è il talamo dove egli divenne capo della Chiesa, e donde avanzò come sposo che esce dal talamo, secondo la profezia della Scrittura: Egli è come sposo che procede dal suo talamo, esultante come campione nella sua corsa (Sal 18, 6). Esce come sposo dalla camera nuziale e, invitato, si reca alle nozze.

5. Non è certo senza un motivo recondito che egli sembra non riconoscere la madre, dalla quale era uscito come sposo, quando le dice:

CHE C'È TRA ME E TE, O DONNA? LA MIA ORA NON È ANCORA GIUNTA (GV 2, 4). COSA SIGNIFICANO QUESTE PAROLE? HA FORSE PRESENZIATO ALLE NOZZE PER INSEGNARCI A DISPREZZARE LA MADRE? ERA ANDATO ALLE NOZZE D'UN UOMO CHE PRENDEVA MOGLIE PER GENERARE DEI FIGLI, E CHE CERTAMENTE ASPIRAVA AD ESSERE ONORATO DAI FIGLI CHE AVREBBE GENERATO. E GESÙ AVREBBE PARTECIPATO ALLE NOZZE PER MANCARE DI RISPETTO ALLA MADRE, MENTRE LE NOZZE VENGONO CELEBRATE E CI SI SPOSA PER AVERE DEI FIGLI, AI QUALI DIO COMANDA DI RENDERE ONORE AI GENITORI?

Certamente, fratelli, c'è qui nascosto un mistero. E si tratta di cosa tanto importante che taluni - contro cui, come già abbiamo ricordato, ci ha messo in guardia l'Apostolo dicendo: Temo che, come nel caso di Eva, il serpente nella sua astuzia corrompa i vostri sentimenti, deviandoli dall'amore sincero e casto verso Gesù Cristo (2 Cor 11, 3) - i quali, contraddicendo il Vangelo, sostengono che Gesù Cristo non è nato da Maria Vergine, credono d'aver trovato una conferma al loro errore proprio in queste parole del Signore. Come poteva essere sua madre - essi dicono - colei alla quale Cristo disse: Che c'è tra me e te, o donna? Bisogna rispondere a costoro spiegando il significato della frase del Signore, affinché non credano d'aver trovato, sragionando, un argomento contro la fede, che corrompa la purezza della sposa vergine, cioè la fede della Chiesa. E davvero si corrompe, o fratelli, la fede di coloro che preferiscono la menzogna alla verità. Costoro infatti che credono di onorare Cristo negando la realtà della sua carne, lo fanno passare per bugiardo. Coloro che costruiscono negli uomini la menzogna, che altro eliminano da essi se non la verità? Vi introducono il diavolo e ne escludono Cristo; vi fanno entrare l'adultero e ne fanno uscire lo sposo. Sono paraninfi o, meglio, agenti del diavolo: con le loro parole aprono la porta al diavolo e scacciano Cristo. In che modo il serpente s'impossessa dell'uomo? Facendo sì che l'uomo ceda alla menzogna. Quando la menzogna domina, domina il serpente; quando la verità domina, domina Cristo. Egli infatti ha detto: Io sono la verità (Gv 14, 6); del diavolo invece ha detto: Non rimase nella verità, perché in lui non c'è verità (Gv 8, 44). Ora, Cristo è talmente la verità che tutto in lui è vero: Egli è il vero Verbo, Dio uguale al Padre, vera anima, vera carne, vero uomo, vero Dio; vera è la sua nascita, vera la sua passione, la sua morte, la sua risurrezione. Se neghi una sola di queste verità, entra il marcio nella tua anima, il veleno del diavolo genera i vermi della menzogna, e nulla rimarrà integro in te.

6. Qual è, dunque, il significato della frase del Signore: Che c'è tra me e te, donna? Forse in ciò che segue il Signore ci mostra perché si è espresso così: Non è ancora giunta la mia ora. Questa è, infatti, l'intera frase: Che c'è tra me e te, donna? Non è ancora giunta la mia ora. Cerchiamo di capire perché si è espresso così. Prima, però, confutiamo gli eretici. Che cosa dice l'inveterato serpente, l'antico istigatore e iniettatore di veleni? Che cosa dice? Che Gesù non ebbe per madre una donna. Come puoi provarlo? Con le parole, tu mi dici, del Signore: Che c'è tra me e te, donna? Ma, rispondo, chi ha riportato queste parole, perché possiamo credere che davvero si sia espresso così? Chi? L'evangelista Giovanni. Ma è proprio l'evangelista Giovanni che ha detto: E la madre di Gesù si trovava là. Questo è infatti il suo racconto: Il terzo giorno in Cana di Galilea si celebrò un festino di nozze, e la madre di Gesù si trovava là. Alle nozze fu invitato anche Gesù con i suoi discepoli (Gv 2, 1-2). Abbiamo qui due affermazioni dell'evangelista. Egli dice: la madre di Gesù si trovava là; ed egli stesso riferisce le parole di Gesù a sua madre. Affinché voi possiate custodire la verginità del cuore di fronte alle insinuazioni del serpente, notate, o fratelli, come nel riferire la risposta di Gesù a sua madre, l'evangelista cominci col dire: Sua madre gli dice... Nella medesima narrazione, nel medesimo Vangelo, il medesimo evangelista riferisce: La madre di Gesù si trovava là, e: Sua madre gli disse. Di chi è questa narrazione? Dell'evangelista Giovanni. E che cosa Gesù risponde alla madre? Che c'è tra me e te, o donna? Ed è lo stesso evangelista Giovanni a narrarcelo. O evangelista fedelissimo e veracissimo, tu mi racconti che Gesù disse a sua madre: Che c'è tra me e te, donna? Perché hai dato l'appellativo di madre a colei che non riconosce tale? Tu infatti hai detto che là si trovava la madre di Gesù, e che sua madre gli disse... Perché non hai detto piuttosto: Là si trovava Maria, e Maria gli disse? Tu riferisci tutte e due le espressioni: e sua madre gli disse, e Gesù le rispose: Che c'è tra me e te, donna? Perché questo, se non perché tutte e due le espressioni sono vere? Gli eretici, invece, credono all'evangelista quando narra che Gesù disse a sua madre: Che c'è tra me e te, donna?, e non vogliono credere all'evangelista che riferisce: Là si trovava la madre di Gesù, e sua madre gli disse... Ebbene, chi è che resiste al serpente e custodisce la verità, e la cui integrità spirituale non è violata dall'astuzia del diavolo? Certamente chi ritiene vere ambedue le cose: che là si trovava la madre di Gesù, e che Gesù rispose a sua madre in quel modo. Se ancora non riesci a capire come mai Gesù abbia risposto: Che c'è tra me e te, donna?, tuttavia credi che Gesù ha detto queste parole, e che le ha dette a sua madre. Se la fede è fondata sulla pietà, anche l'intelligenza raccoglierà il suo frutto.

[Cercate la verità senza polemizzare.]

7. Domando a voi, fedeli cristiani: C'era la madre di Gesù alle nozze? Voi rispondete che c'era. Come lo sapete? Voi rispondete: Lo dice il Vangelo. Che cosa rispose Gesù a sua Madre? Voi dite: Che c'è tra me e te, donna? Non è ancora giunta la mia ora. E anche questo come lo sapete? Voi rispondete: Lo dice il Vangelo. Che nessuno vi corrompa questa fede, se volete conservare per lo sposo una casta verginità. Se poi qualcuno vi domanda perché Gesù rispose così a sua madre, parli chi è riuscito a capire; e chi non è ancora riuscito a capire, creda fermissimamente che Gesù ha dato questa risposta, e l'ha data a sua madre. Questo spirito di pietà gli otterrà anche di capire il senso di quella risposta, se busserà pregando, e non si accosterà alla porta della verità solo discutendo. Soltanto eviti, mentre ritiene di sapere o si vergogna di non sapere il motivo di quella risposta, di ridursi a credere che l'evangelista riferendo che là si trovava la madre di Gesù, ha mentito; oppure che Cristo ha sofferto per le nostre colpe una morte fittizia, ha mostrato per la nostra giustificazione false cicatrici, ed ha affermato il falso quando disse: Se voi rimanete nella mia parola, siete veramente miei discepoli; e conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi (Gv 8, 31-32). Perché se la madre è fittizia, fittizia è la carne, fittizia è la morte, fittizie le ferite della passione, fittizie le cicatrici della risurrezione; allora non sarà la verità a liberare quelli che credono in lui, ma piuttosto la falsità. E invece la falsità ceda il passo alla verità, e siano confusi tutti quelli che vorrebbero sembrare veraci proprio mentre si sforzano di dimostrare che Cristo è menzognero, e non vogliono sentirsi dire: - Non vi crediamo perché mentite -, mentre loro vanno dicendo che la verità stessa ha mentito. Se poi domandiamo a costoro come fanno a sapere che Cristo ha detto: Che c'è tra me e te, donna?, essi rispondono che hanno creduto al Vangelo. Ma perché allora non credono al Vangelo, quando dice: là si trovava la madre di Gesù, e sua madre gli disse...? Che se dicendo questo il Vangelo mentisce, come gli si può credere quando riferisce le parole di Gesù: Che c'è tra me e te, donna? Non farebbero molto meglio, questi miserabili, a credere sinceramente che il Signore ha dato questa risposta a sua madre e non ad una estranea? e cercare religiosamente il senso di questa risposta? C'è infatti una grande differenza tra chi dice: - Vorrei sapere perché Cristo ha risposto così a sua madre -, e chi dice: - Io so che questa risposta Cristo non l'ha data a sua madre -. Altro è voler chiarire ciò che è oscuro, altro è rifiutare di credere ciò che è chiaro. Chi dice: - Voglio sapere perché Cristo ha risposto così a sua madre -, desidera gli sia chiarito il Vangelo, al quale crede; chi invece dice: - So che Cristo non ha dato questa risposta a sua madre -, accusa di menzogna il Vangelo, dal quale ha appreso che Cristo ha risposto così.

[Fede e intelligenza.]

8. E adesso, fratelli, che abbiamo risposto a costoro, che nella loro cecità son destinati a rimanere nell'errore fin quando umilmente accetteranno di essere guariti, se volete, noi cercheremo di sapere perché nostro Signore abbia risposto in quel modo a sua madre. Caso unico, egli è nato dal Padre senza madre, dalla madre senza padre: senza madre come Dio, senza padre come uomo; senza madre prima dei tempi, senza padre nella pienezza dei tempi. Questa risposta l'ha data proprio a sua madre, perché là c'era la madre di Gesù, e la madre di Gesù gli disse... Tutto questo lo dice il Vangelo. Dal Vangelo sappiamo che là c'era la madre di Gesù, e dallo stesso Vangelo sappiamo che Gesù disse a sua madre: Che c'è tra me e te, donna? Non è ancora giunta la mia ora. Crediamo tutto, e mettiamoci a cercare ciò che ancora non abbiamo capito. E anzitutto state attenti che, come i manichei han trovato pretesto alla loro incredulità nel fatto che il Signore disse: Che c'è tra me e te, donna?, così gli astrologhi non trovino pretesto per la loro ciarlataneria nel fatto che il Signore disse: Non è ancora giunta la mia ora. Se il Signore ha detto questo nel senso degli astrologi, noi abbiamo commesso un sacrilegio bruciando i loro scritti. Se, invece, abbiamo fatto bene, seguendo il costume del tempo degli Apostoli (cf. At 19, 19), è perché le parole del Signore: Non è ancora giunta la mia ora, non sono da interpretare nel senso che pretendono loro. Infatti, questi ciarlatani, sedotti e seduttori, vanno dicendo: Come vedete, Cristo era soggetto al fato, poiché dice: Non è ancora giunta la mia ora. A chi risponderemo prima: agli eretici, o agli astrologi? Sia gli uni che gli altri provengono dal serpente, e si propongono di violare la verginità spirituale della Chiesa, che consiste nell'integrità della sua fede. Se volete, prima rispondiamo a coloro ai quali per primi mi sono riferito, ai quali peraltro in gran parte abbiamo già risposto. Ma affinché non pensino che noi non sappiamo che dire in merito alla risposta che il Signore ha dato a sua madre, vi vogliamo documentare meglio contro di loro; perché, a confutarli, credo bastino le cose già dette.

9. Perché dunque il figlio ha detto alla madre: Che c'è tra me e te, donna? Non è ancora giunta la mia ora? Nostro Signore Gesù Cristo era Dio e uomo. Come Dio non aveva madre, come uomo l'aveva. Maria, quindi, era madre della carne di lui, madre della sua umanità, madre della debolezza che per noi assunse. Ora, il miracolo che egli stava per compiere, era opera della sua divinità, non della sua debolezza: egli operava in quanto era Dio, non in quanto era nato debole. Ma la debolezza di Dio è più forte degli uomini (1 Cor 1, 25). La madre esigeva un miracolo ed egli, accingendosi a compiere un'opera divina, sembra insensibile ai sentimenti di tenerezza filiale. E' come se dicesse: Quel che di me compie il miracolo, non l'hai generato tu: tu non hai generato la mia divinità; ma siccome hai generato la mia debolezza, allora ti riconoscerò quando questa mia infermità penderà dalla croce. E' questo il senso della frase: Non è ancora giunta la mia ora. Sulla croce riconobbe la madre, lui che da sempre la conosceva. Conosceva sua madre prima di nascere da lei, quando la predestinò; e prima di creare, come Dio, colei della quale come uomo sarebbe stato creatura. Tuttavia, in una certa ora misteriosamente non la riconosce, e poi in un'altra ora, che ancora doveva venire, di nuovo misteriosamente la riconosce. La riconobbe nell'ora in cui stava morendo ciò che ella aveva partorito. Moriva, infatti, non il Verbo per mezzo del quale Maria era stata creata, ma la carne che Maria aveva plasmato; non moriva Dio che è eterno, ma la carne che è debole. Con quella risposta, dunque, il Signore vuole aiutare i credenti a distinguere, nella loro fede, la sua persona dalla sua origine temporale. E' venuto per mezzo di una donna, che gli è madre, lui che è Dio e Signore del cielo e della terra. In quanto Signore del mondo, Signore del cielo e della terra, certamente egli è anche Signore di Maria; in quanto creatore del cielo e della terra, è anche creatore di Maria; ma in quanto nato da donna e fatto sotto la legge (Gal 4, 4) - secondo l'espressione dell'Apostolo -, egli è il figlio di Maria. E' ad un tempo Signore e figlio di Maria, ad un tempo creatore e creatura di Maria. Non meravigliarti del fatto che è ad un tempo figlio e Signore: Vien detto figlio di Maria come vien detto figlio di Davide, ed è figlio di Davide perché è figlio di Maria. Ascolta la testimonianza esplicita dell'Apostolo: Egli è nato dalla stirpe di Davide secondo la carne (Rm 1, 3). Ma egli è altresì il Signore di Davide. E' lo stesso Davide che lo afferma. Ascolta: Parola del Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra (Sal 109, 1). Gesù pose i Giudei di fronte a questa testimonianza, e con essa li ridusse al silenzio. Come dunque egli è insieme figlio e Signore di Davide (Mt 22, 45), figlio secondo la carne e Signore secondo la divinità, così è figlio di Maria secondo la carne e Signore di Maria secondo la maestà. E poiché Maria non era madre della divinità, e il miracolo che ella chiedeva doveva compiersi in virtù della divinità, per questo disse: Che c'è tra me e te, donna? Non credere però, o Maria, che io voglia rinnegarti come madre; gli è che non è ancora giunta la mia ora; allora, quando l'infermità di cui sei madre penderà dalla croce, io ti riconoscerò. Ecco la prova di questa verità. Narrando la passione del Signore, il medesimo evangelista, che conosceva la madre del Signore e che come tale ce l'ha presentata in queste nozze, dice così: Stava là, presso la croce, la madre di Gesù, e Gesù disse a sua madre: Donna, ecco tuo figlio; poi al discepolo: Ecco tua madre (Gv 19, 25-27). Affida la madre al discepolo; affida la madre, egli che stava per morire prima di lei e che sarebbe risorto prima che ella morisse: egli, uomo, raccomanda ad un uomo una creatura umana. Ecco la natura umana che Maria aveva partorito. Era venuta l'ora alla quale si riferiva quando aveva detto: Non è ancora giunta la mia ora.

10. Mi pare che abbiamo risposto sufficentemente agli eretici; rispondiamo ora, fratelli, agli astrologi. Che prova adducono, costoro, per convincere che Gesù era soggetto al fato? La parola stessa del Signore: Non è ancora giunta la mia ora; e noi - continuano - crediamo alla sua parola. Se egli avesse detto: "Non ho alcuna ora", avrebbe liquidato gli astrologi; e invece egli ha detto: Non è ancora giunta la mia ora. Ripeto, se avesse detto: "Non ho alcuna ora", avrebbe liquidato gli astrologi, e le loro calunnie sarebbero senza fondamento; ma siccome ha detto: Non è ancora giunta la mia ora, che possiamo opporre alle loro parole? E' davvero strano che gli astrologi ricorrano alle parole di Cristo per convincere i cristiani che Cristo visse soggetto ad un'ora fatale. Allora credano a Cristo quando dice: Ho il potere di dare la mia vita, per riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la do da me, e di nuovo la riprendo (Gv 10, 18). Anche questo potere, forse, è soggetto al fato? Mi mostrino un uomo che abbia il potere di morire quando vuole, di vivere quanto gli pare; non me lo potranno mostrare. Credano dunque a Dio che dice: Ho il potere di dare la mia vita, e di riprenderla di nuovo; e cerchino di capire la frase: Non è ancora giunta la mia ora, e di conseguenza non assoggettino al fato il Creatore del cielo, il Creatore e ordinatore degli astri. Se esistesse questo fato che viene dagli astri, il Creatore degli astri non potrebbe essere soggetto al loro influsso. Aggiungi, che non solo Cristo non fu soggetto al fato: ma neppure tu, né io, né quello lì, né alcun uomo.

11. Essi tuttavia, sedotti seducono, e spacciano i loro errori, tentando di accalappiare gli uomini perfino nelle pubbliche piazze. Coloro che tendono lacci per catturare le belve, lo fanno nelle foreste o in luoghi deserti: come sono da compiangere quei semplicioni che si lasciano accalappiare perfino nelle piazze! Quando un uomo si vende ad un altro, viene pagato; costoro, invece, pagano per vendersi alle menzogne. Ricorrono all'astrologo per comprarsi dei padroni, quelli che all'astrologo piacerà loro assegnare: Saturno, Giove, Mercurio, o altro nome sacrilego. Quest'uomo è entrato libero, ed ha pagato per uscire schiavo. Veramente, se fosse stato libero non sarebbe entrato; è entrato dove lo hanno spinto quei tiranni che sono l'errore e la cupidigia. Per questo la Verità dice: Chi commette il peccato, diventa schiavo del peccato (Gv 8, 34).

[Il capo e il corpo.]

12. Perché dunque il Signore ha detto: Non è ancora giunta la mia ora? Soprattutto perché essendo in suo potere morire quando avesse voluto, giudicava che ancora non era giunto il momento di usare tale potere. Anche noi, o fratelli, ci esprimiamo in modo analogo quando, ad esempio, diciamo: E' giunta l'ora di andare a celebrare i divini misteri. Se vi andassimo prima del tempo, dimostreremmo di essere precipitosi e intempestivi. Ma per il fatto che non operiamo se non al momento opportuno, si dirà perciò che compiendo queste azioni ed esprimendoci in questo modo, noi teniamo conto del fato? Che significa dunque: Non è ancora giunta la mia ora? Non è ancora giunta l'ora in cui ritengo opportuno patire, in cui ritengo utile la mia passione; quando sarà giunto il momento, allora patirò volontariamente. Devi tener conto dell'affermazione: Non è ancora giunta la mia ora; e dell'altra: Ho il potere di dare la mia vita, e di riprenderla di nuovo. Egli era venuto col potere di morire quando avesse voluto. Se però fosse morto prima di scegliere gli Apostoli, certamente la sua morte sarebbe stata prematura; se fosse stato uno che non potesse liberamente disporre della sua ora, poteva accadergli di morire anche prima di scegliere i discepoli; e se gli fosse accaduto di morire dopo aver scelto e formato i discepoli, ciò sarebbe stato un favore a lui concesso, non una cosa da lui decisa. Colui, invece, che era venuto col potere di decidere l'ora di lasciare questa vita e quella di ritornarvi, come pure il termine del suo cammino, e al quale erano aperti gli inferi non soltanto alla sua morte ma anche alla sua risurrezione, volendo rivelare a noi, che siamo la sua Chiesa, la speranza dell'immortalità, mostrò in se stesso, che era il Capo, ciò che le membra dovevano sperare. Colui che risuscitò come Capo, risorgerà anche nelle altre membra. Quindi, non era ancora giunta l'ora, non era ancora il momento opportuno. Si dovevano prima chiamare i discepoli, si doveva annunziare il regno dei cieli, si dovevano compiere i prodigi; si doveva prima confermare con i miracoli la divinità del Signore, e con i patimenti la sua umanità. Colui che soffriva la fame perché era uomo, sfamò migliaia di persone perché era Dio; colui che dormiva perché era uomo, comandava ai venti e ai flutti perché era Dio. Era necessario che prima fosse testimoniato tutto questo, affinché gli Evangelisti avessero di che scrivere e la Chiesa potesse ricevere il messaggio della salvezza. E allorché il Signore ebbe compiuto quanto ritenne necessario compiere, giunse l'ora sua, l'ora segnata, non dalla necessità ma dalla libera volontà, non l'ora della fatalità ma della sovrana potestà.

13. E adesso, o fratelli, che abbiamo risposto agli uni e agli altri, non diremo nulla del significato misterioso delle anfore e dell'acqua mutata in vino, del maestro di tavola, dello sposo, della madre di Gesù e delle nozze stesse? Cose tutte di cui bisognerebbe parlare, ma non debbo affaticarvi. Avrei voluto farlo già ieri, giorno in cui siamo soliti tenere il sermone alla vostra Carità; avrei voluto nel nome di Cristo trattare questi temi, se non che impegni urgenti me lo hanno impedito. Se quindi piace alla Santità vostra, possiamo rimandare a domani ciò che si riferisce al mistero contenuto in questo fatto, avendo riguardo alla vostra debolezza e alla mia. Oggi forse ci sono molti che sono accorsi a motivo della solennità di questo giorno, più che per ascoltare un discorso. Quelli che verranno domani, verranno per ascoltare; così non defrauderemo i volenterosi e non appesantiremo chi è svogliato.

19 giugno 2013

Molte volte, in nome di un falso bonismo sentiamo dire:

"non giudicare... solo Dio giudica"... ed è giusto.... ma quando si tratta di difendere la verità che è Cristo, lì non si puo' tacere! e a proposito di ciò posto la risposta di un sacerdote in merito... sperando che molti capiscano che proprio perché si è "cristiani", bisogna correggere il fratello che sbaglia , cercando di ricondurlo sulla retta via... la verità che è Cristo, và difesa sempre!

"Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi".
Ringrazio la persona che ha voluto mettermi di fronte alla parola del Signore, valida per ogni cristiano e tremendamente seria. Essa mi consente di rispondere per chiarire, ancora una volta, il pensiero mio e di tanti sacerdoti.
Il giudizio della singola coscienza spetta a Dio. Su questo siamo tutti d'accordo, mi auguro. Le parole e le azioni che si propongono in maniera pubblica, esulano dal campo dell'intimità e richiedono un giudizio. Anche Gesù ha parlato espressamente di giudizio nei riguardi della sua generazione, oltre che di giudizio per chi non crede nella sua parola e nella verità che Egli è.
Giudicare significa emettere una sentenza, ma anche valutare. Nelle parole sopra riportate, sembra avere questo senso, poiché si pensa di potersi sostituire a Dio. Bisogna considerare, tuttavia, il senso più ampio che il termine ha nel linguaggio della Scrittura e nel greco dei vangeli. Giudicare significa, in senso più ampio, discernere, mettere assieme, esaminare. Per un cristiano comporta la capacità di leggere le parole e gli eventi alla luce della Rivelazione e quindi della volontà salvifica di Dio. Se così non fosse, non avremmo i Comandamenti, le Beatitudini, gli insegnamenti di Cristo, le ammonizioni delle Lettere, il Magistero della Chiesa. Ciascuno sarebbe giudice di se stesso in assenza di una verità oggettiva. La coscienza del singolo è insindacabile, non infallibile. Diviene infallibile soltanto quando è in accordo con la volontà di Dio. E poiché nessuno può presumere di conoscere questa volontà, se Dio stesso non provvede a farla conoscere e a renderla attuale, ne consegue che il Magistero della Chiesa è vincolante per ogni coscienza che voglia dirsi cattolica. Chi dunque si oppone a quanto Dio ha rivelato e la Chiesa trasmette, può essere giudicato. Non nel senso del giudizio che spetta soltanto a Dio in ordine alla salvezza, ma nel senso di quel giudizio che deve preservare la verità che Dio ha voluto affidare alla Chiesa tutta, fedeli e pastori.
La sospensione di questo giudizio si chiama buonismo, che è la svalutazione della misericordia.
Siamo tutti peccatori. Tutti! Ma se la consapevolezza della propria miseria diventasse il pretesto per non alzare la voce, come si diffonderebbe il Vangelo? Noi non dobbiamo trasmettere una parola che è vera perché ci fa vivere da perfetti, ma che è vera perché è la Verità. In quanto tale può e deve rendere perfetti noi, poveri peccatori. Se riconosciamo che può rendere perfetti, non possiamo tacerla. Quindi la coerenza personale c'entra fino ad un certo punto. la Chiesa diventerebbe una setta, un circolo privato, un salotto di buone maniere. E' solo la grazia che ci permette di corrispondere alla volontà di Dio. Da qui derivano la conversione e le opere che dobbiamo fare per vivere secondo la grazia.
Ogni uomo deve realizzarsi secondo la volontà di Dio manifestata in Cristo. Devo essere contento se uno riesce meglio di me a farsi santo. Per lo stesso principio, come non devo disperare della possibilità che è data anche a me, devo fare di tutto perché l'altro possa vivere secondo quella volontà. E questo comporta necessariamente un giudizio.
Probabilmente sfugge a tanti che la battaglia di questo momento della storia richiede la difesa dei valori non negoziabili. E' una battaglia di fede. S. Paolo usa questo linguaggio. C'è una battaglia che riguarda la mia povera vita, una battaglia che riguarda la Chiesa, sempre provata da errori e da divisioni, e una battaglia che riguarda la nostra presenza nel mondo. Conformarsi al mondo significa non solo aver perso in partenza, ma pure non aver provato nemmeno a combattere. E questo, secondo l'Apocalisse, comporta l'essere vomitati.
Invece di preoccuparci del fatto che stiamo giudicando dei fratelli, pensiamo più seriamente a quel giudizio che ci attende e nel quale dovremo rispondere anche delle omissioni." 
(Don Antonio Ucciardo)

Dalla pagina facebook "Apologetica"

Ispirati dallo Spirito Santo?...

non sempre, i sermoni si possono anche acquistare  

Sei un pastore troppo impegnato? il sermone te lo vendiamo no!!


Nell’era tecnologica non poteva mancare il “postalmarket del sermone”, la “predicona lunga e noiosa” che tanti non amano particolarmente ascoltare.

E a quanto pare, neanche ai pastori piace scriverla.
«Quante volte vi siete trovati in una posizione di necessità durante la preparazione di un sermone o uno studio biblico? Le pressioni della vita quotidiana e le esigenze di ministero spesso non danno al pastore il tempo necessario per preparare un messaggio d’effetto. Le nostre congregazioni meritano il meglio! Diamoglielo!»
E’ qui che entra in gioco “la merce” che il sito preachit.org propone. Alla modica cifra di 129 dollari, infatti, è possibile rifornirsi di sermoni Pentecostali già pronti per il pastore impegnato.

“Preachit.org è un sito Apostolico/Pentecostale di risorse con oltre 2850 manoscritti e sermoni su varie tematiche. Possono essere utilizzati così come sono, modificati o scaricati dal sito e stampati”. Alle spalle di preachit, sono 110 gli autori che contribuiscono con i propri sermoni. Alcuni di loro, sarebbero “tra i maggiori predicatori Pentecostali”.

http://www.preachit.org/index.cfm

Tra i sermoni disponibili, sono presenti tematiche come “Profezie Bibliche”, “Miracoli”, “Guerra Spirituale”, “Come ricevere lo Spirito Santo” e “Malattie Mentali”.
«I nostri autori comprendono che molti predicatori in tutto il mondo vanno al pulpito due-tre volte la settimana e hanno bisogno di un buon contenuto che sia di ispirazione per il loro prossimo sermone o studio biblico,» si legge sul sito.
E se non dovessero soddisfare, entro sette giorni è possibile dare disdetta e ricevere indietro il proprio denaro.

http://abateoimpertinente.wordpress.com/2009/09/14/sei-un-pastore-troppo-impegnato-il-sermone-te-lo-vendiamo-noi/


18 giugno 2013

Nel Sudamerica la maggioranza non sarà piu' Cattolica...

Sarà evangelica e gay! 

Brasile: si moltiplicano chiese cristiane "gay frendly"


Sono sempre di piu' e crescono a ritmo accelerato le chiese evangeliche per omosessuali in Brasile a discapito dei cattolici e della stragrande maggioranza dei battisti che si oppongono strenuamente ad accogliere fedeli gay in un tempio cristiano. Un sondaggio brasiliano indica che adesso esistono gia' piu' di dieci congregazioni religiose ''homosex-frendly'' su tutto il territorio nazionale, con una quarantina di missioni sparse per il Paese. E continuano ad ingrandirsi a vista d'occhio.

''Il numero di frequentatori delle nostre chiese che definiamo 'inclusive' supera i diecimila fedeli – afferma il carioca Marcos Gladstone, di 36 anni, che con il suo compagno Fabio Inacio, di 31, ha fondato a Rio de Janeiro la ''Igreja Crista Contemporanea'' (Chiesa Cristiana Contemporanea) – Questo numero deve raddoppiare nei prossimi cinque anni. Nelle chiese conservatrici i gay sono obbligati a nascondere le proprie opzioni sessuali. Se scoperti, vengono espulsi o, eventualmente, sono sottoposti a trattamenti di 'conversione', per trasformarli in eterosessuali. Nella nostra chiesa e' tutto libero''.

La maggior parte dei membri delle chiese gay in Brasile e' composta da maschi (70%), includendo le coppie, ma tutti i GLBT (gay, lesbiche, bisessuali, transgender) in un termine inventato per la Parata Gay di San Paolo, la piu' grande del mondo con tre milioni di componenti) che frequentano i riti, sono dei piu' diversi livelli sociali. Si calcola, secondo dati ufficiali dell'Ibge (il maggiore istituto brasiliano di statistica) che esistono in Brasile 60 mila coniugi omosessuali ufficiali. Secondo ong del ramo il numero di gay brasiliani e' arrivato ai 10 milioni di persone su un totale di 200 milioni.

''Con un discorso che predica la tolleranza, queste chiese permettono la manifestazione della fede, nella tradizione cristiana, indipendentemente dall'orientamento sessuale – osserva Fatima Weiss, ricercatrice dell'Universita' di Santa Catarina, che segue l'emancipazione del settore dal 2008 – La crescita del numero di frequentatori di queste chiese inclusive accompagna la diminuzione del preconcetto nell'opinione pubblica e la creazione di politiche di lotta all'omofobia''.

Queste chiese, concentrate specialmente sull'asse San Paolo-Rio, devono vedersela con una forte resistenza delle comunita' cattoliche ed evangeliche convenzionali (secondo un studio della Fondazione Getulio Vargas attualmente questi credi rispondono rispettivamente per il 68% e il 20% della popolazione totale brasiliana). Nonostante professino il celibato prima del matrimonio e la monogamia dopo, non sono ancora state riconosciute da nessuna chiesa tradizionale.
''Secondo la Bibbia l'omosessualita' e' peccato – tuona Silas Malafaia, fondatore della ''Assembleia de Deus'', una delle maggiori chiese evangeliche brasiliane – Nelle nostre chiese un gay non entra, a meno che non voglia trasformarsi in eterossessuale. E' una regola di Dio. Ho molti casi di ex gay nelle nostre comunita'''.

L'omosessuale pernambucana Lanna Holder, di 37 anni, e' la fondatrice a San Paolo della ''Comunita' Citta' Rifugio'', chiesa derivata dall'Assembleia de Deus che promuove una volta al mese degli affolatissimi balli funk (le baladas di Michel Telo') chiamati ''Eletro Gospel'', dove le bevande alcoliche non sono permesse. E, visto il terreno proficuo, e' gia' entrata in Brasile la chiesa pentecostale della 'Comunita' Metropolitana', proveniente dai quartieri gay americani di San Francisco.

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/brasile-si-moltiplicano-chiese-cristiane-gay-frendly-1210383/


Ma guarda!.... ci hanno segnalato un post!


Quindi non possiamo che prendere atto che certe immagini anche per facebook sono deplorevoli: omofobi!

Oppure non possiamo prendere atto che c'e' chi tra gli evangelici si e' di nuovo arrabbiato e di conseguenza non ha potuto fare a meno di segnalarci     

ma quale colpa ha la nostra pagina, che degli ultras pentecostali hanno definito "famigerata", se ci sono evangelici che secondo i quali Gesù ha detto di mescolarci con i gay?     

RIPROPONIAMO:

TORINO – GAY PRIDE ED EVANGELICI: GESÙ CI CHIAMA A MESCOLARCI

Non sono piaciute le parole usate così come non sono piaciute le certezze bibliche presentate come un codice di leggi cui dare seguito in qualità di “fedeli attuatori”. Stiamo parlando della polemica suscitata dall’articolo de La Stampa del 10 giugno che ha visto una netta presa di posizione da parte delle chiese avventista, battiste, luterana e valdese di Torino. In un comunicato i pastori e i responsabili di queste Chiese evangeliche hanno preso le distanze dagli organizzatori di “Torino io ti…”, manifestazione giunta alla seconda edizione e che sabato 16 giugno si troverà a convivere a distanza con il Torino Pride.
Oltre al titolo virgolettato “Non possiamo mescolarci con i gay” a far saltare sulla sedia pastori e membri di chiesa è stata una frase di Nicola Giardiello, responsabile organizzativo della manifestazione e pastore della Chiesa Cristiana Parola della Grazia Torino.
«Fatta eccezione per la maggioranza dei valdesi – spiega Giardiello – che la pensano diversamente, noi evangelici siamo contrari ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, una delle richieste del Pride. Rispettiamo i gay, ma siccome siamo fedeli attuatori della Bibbia, la questione per noi non è accettabile. La Bibbia è chiara».
«Su queste presa di posizione abbiamo ritenuto di dover dire qualche cosa – dice il pastore valdese Paolo Ribet – Una cosa è avere idee diverse o giudizi severi nei confronti dell’altro. Altra cosa è il netto rifiuto nei confronti dell’altro. Questo non è rispetto, ma mancanza di rispetto e riconoscimento dell’altro. Chiedere all’altro di non venirmi vicino. Il non mescolarsi francamente è una parola che ci dà terribilmente fastidio perchè lo riteniamo ampiamente anti-evangelico, contrario all’Evangelo».
«Se il titolo dell’articolo corrispondesse all’intenzione degli organizzatori della manifestazione – aggiunge il pastore battista Luca Negro – saremo lontani dallo spirito di Gesù, che al contrario si è sempre “mescolato”. Uno dei motivi per cui Gesù si è messo in opposizione con le autorità religiose del suo tempo è stato per il fatto che si “mescolava troppo” con i famosi publicani, i peccatori e le prostitute e ai benpensanti religiosi ha detto parole forti come “questo tipo di persone vi precederanno nel Regno di Dio”».
Ed è anche su questo terreno che divergono le strade. «La Bibbia non è un codice di leggi – ribadisce Ribet – ma una Parola che ti chiama in questione ti chiede di convertirti, spesso, da quelle posizioni che tu ritieni sane e sagge, ma che forse tanto sane e sagge non sono. Penso che il credente debba essere sempre in cammino e debba cercare di dare delle risposte riferite all’oggi. La sessualità è un momento di relazione e come tale vive anche nell’ambiguità di ogni persona».
«Anche su questa sacralità del matrimonio che si vuol far derivare dalla Bibbia si può discutere – aggiunge Negro – nel senso che nella Bibbia il matrimonio è un contratto civile tra due persone e non c’è traccia della sacralità del matrimonio come la intendiamo oggi. È uno dei temi che abbiamo approfondito quest’anno con battisti e valdesi di Torino organizzando per la prima volta un ciclo di studi biblici comune sul tema della famiglia nella Bibbia, dove abbiamo rigorosamente parlato di famiglie al plurale».
Sul matrimonio poi Ribet è netto. «Il Sinodo metodista e valdese non ha mai parlato di matrimoni omosessuali, ma si è interrogato sulle benedizioni delle coppie dello stesso sesso, come di una richiesta al Signore di accompagnare con la sua benedizione una relazione stabile e fondata sull’amore».
Anche perchè non si tratta più semplicemente di una questione relativa ad diverse idee sulle unioni omosessuali, ma a come ci si pone di fronte « ai problemi che il mondo moderno oggi presenta in modo diverso rispetto al tempo passato. È una discussione che coinvolge molti aspetti della vita, anche intimi. Un tema che coinvolge la tua psicologia più profonda, e quindi da affrontare».

http://rbe.it/vocedellechiese/2012/06/torino-gay-pride-ed-evengelici-gesu-ci-chiama-a-mescolarci/

CI HANNO SEGNALATO ANCHE UNA TERZA VOLTA E ANCHE CON I VOLTI OSCURATI.... SI DEVONO ESSERE PROPRIO ARRABBIATI!

COME SONO SUSCETTIBILI!

17 giugno 2013

Queen James Bible, la bibbia gay friendly

Un pastore protestante di San Francisco ripesca l’antica versione della bibbia anglicana, nella quale non vi era nessuna condanna dell’omosessualità




Una croce color arcobaleno su sfondo bianco è la copertina della controversa ristampa della King James Bible, la classica versione delle Sacre Scritture della Chiesa Anglicana. Solo che con questa pubblicazione, curata dal reverendo Pearson, pastore protestante di San Francisco, si è voluto restituire la prima Bibbia “gay friendly”, semplicemente recuperando le traduzioni antecedenti il 1946.

Prima di quell’anno, infatti, nella King James Bible non si trovava alcun riferimento all’omosessualità, quindi nessun tipo di esplicita condanna nei confronti dei gay. Il testo originale fu commissionato nel XV secolo da Re Giacomo I, diventando il testo ufficiale della chiesa di Sua Maestà.
Il reverendo Pearson ha così motivato il suo lavoro:
“I riferimenti anti gay nella Bibbia si riducono a solo otto versetti nei quali l’omosessualità viene interpretata come peccato. In questa nuova versione affronto tali controversi passi modificandoli leggermente per una maggiore chiarezza interpretativa”

Anche il titolo è stato ritoccato, passando da King James Bible a Queen James Bible, giocando sull’ambigua sessualità del sovrano inglese, che ebbe amanti di entrambi i sessi.
Il libro è disponibile su Amazon e ha anche un sito internet su cui ci si può informare sul lavoro interpretativo e di revisione fatto dal reverendo Pearson, con vari esempi e citazioni tratte dal testo sacro.

http://cultura.panorama.it/libri/la-bibbia-gay-queen-james-bible

Il pastore anti gay che si scopre orgogliosamente gay



Succede tutto durante un tornado. Dapprima, dice che è il “castigo di Dio per l’ingresso dei gay nel clero luterano” poi, un anno dopo, fa coming out ed ammette di essere lui stesso omosessuale.

E’ passato giusto un anno dal passaggio del grande tornado che aveva colpito il centro di Minneapolis. Al suo passaggio furono scoperchiate case, abbattuti segnali stradali e sradicati alberi. La furia degli elementi si abbatté anche sulla croce che sovrasta la chiesa evangelica luterana. Il caso volle che proprio in quei giorni a Minneapolis, i luterani d’America stessero celebrando il loro congresso ecumenico nazionale nel quale fu sancito – tra molto scalpore – che anche il clero dichiaratamente gay, potesse celebrare le funzioni religiose. Decisione, questa, molto contestata da altre chiese cristiane, a cominciare proprio da quella cattolica.

ANATEMA, ANATEMA CADA SU DI VOI! – il Pastore di Minneapolis, Tom Brock si dichiarò apertamente contrario. Lo fece usando toni a dir poco apocalittici. Arrivò a sostenere addirittura che quel tornado non era altro che il “castigo di Dio per la Chiesa Evangelica Luterana dopo quel voto scellerato che favorirà l’ascesa dei peccatori sodomiti nella nostra Comunità”. Erano, infatti, circa le due del pomeriggio, proprio l’ora in cui doveva essere messa ai voti da ministranti luterani quella impegnativa dichiarazione. Proprio in quel momento, il tornado si abbatté con tutta la sua violenza sulla chiesa, facendo brandelli del tetto ed abbattendo la croce posta in cima alla chiesa. “Una punizione divina “-sostenne a caldo il Pastore Brock – “un rimprovero di Dio affinché non si andasse oltre”. La dichiarazione, tuttavia, fu votata ed approvata con il 66,6% dei consensi. “6-6-6, il marchio della Bestia”, sentenziò livido il pastore Brock ad una radio. Dopo quel voto, il congresso luterano fu aggiornato e rinviato, del resto i danni furono ingenti.

ADESSO È ORGOGLIOSAMENTE GAY - E’ passato un anno, 365 e forse più giorni da quel tornado, il tetto è tornato nuovamente al suo posto, nella chiesa luterana di Minneapolis si celebrano nuovamente le funzioni religiose. Manca solo il pastore Tom Brock, fuori per suoi improcrastinabili impegni, dicono. Infatti, secondo quanto riferisce il “MinnPost”, il principale giornale della città più importante del Minnesota, il pastore ha pubblicamente ammesso la sua omosessualità. Sposato e con due figli, quello di Brock è stato un vero e proprio coming out, in cui ha ammesso che proprio grazie a quel voto, anzi a quel 66,6% di sì, in cui prima diceva di scorgeva il segno del demonio, oggi può continuare a celebrare funzioni religiose. Brock ha inoltre dichiarato al giornale: “l’ho detto per levarmi un peso ed oggi la mia anima è piena di orgoglio”. Una storia, a suo modo, che sembra una moderna parabola degna di un Vangelo, magari apocrifo.

http://www.giornalettismo.com/archives/69749/pastore-anti-gay-scopre-orgogliosamente/

La chiesa Presbiteriana scozzese avrà pastori gay

Lo ha deciso ieri l'assemblea generale: la decisione arriva dopo anni di controversie e proteste, da entrambe le parti



La Chiesa presbiteriana di Scozia, comunemente chiamata Kirk, ha votato a favore dell’ordinazione di gay e lesbiche. Il testo è stato adottato lunedì 20 maggio dopo sei ore di discussione all’Assemblea Generale che ogni anno, nel mese di maggio, riunisce i rappresentanti dei vari presbiteri: con 340 voti favorevoli e 282 contrari l’Assemblea ha confermato «la dottrina storica e attuale della Chiesa e la sua pratica per quel che riguarda la sessualità umana», permettendo «ugualmente a quelle comunità della Chiesa che lo consentono, di scostarsi da questa dottrine e da questa pratica».

La decisione dovrà ora essere approvata dai 48 presbiteri regionali e tornare il prossimo anno all’Assemblea Generale. Con questo voto, che è stato definito “storico”, l’Assemblea sembra aver messo fine a un dibattito che su questo tema vede schierate da almeno quattro anni due differenti posizioni: quella più liberale dei revisionisti e quella conservatrice dei tradizionalisti.
La controversia è iniziata nel 2009, quando alla guida di una congregazione di Aberdeen fu nominato Scott Rennie, un pastore dichiaratamente gay che conviveva con il suo compagno. La nomina era stata contestata da molti fedeli e più di 12mila avevano firmato una petizione di protesta. Una commissione formata per esaminare il caso aveva affermato che circa un quinto degli ecclesiastici e 100mila fedeli avrebbero potuto lasciare la Chiesa in segno di protesta contro l’ordinamento degli omosessuali. Anche la parte più liberale della Chiesa, da parte sua, avvertì che ci sarebbero state decine di defezioni se la Chiesa di Scozia non avesse accettato l’apertura ai gay. La Kirk impose allora una moratoria temporanea sull’ammissione di ecclesiastici gay e lesbiche.

Nel 2011 l’Assemblea Generale ha cancellato la moratoria per consentire ai pastori gay e lesbiche già nominati di rimanere al loro posto, e ha deciso l’istituzione di una seconda commissione per studiare l’impatto di ogni possibile presa di posizione. Con il voto di ieri è stato trovato un compromesso che da una parte conferma la posizione storica della Chiesa, e dall’altra lascia anche alle singole congregazioni la libertà di scelta.

http://www.ilpost.it/2013/05/21/la-chiesa-scozzese-avra-ministri-gay/

16 giugno 2013

"Gay Pride ed evangelici: Gesù ci chiama a mescolarci"




Non sono piaciute le parole usate così come non sono piaciute le certezze bibliche presentate come un codice di leggi cui dare seguito in qualità di “fedeli attuatori”. Stiamo parlando della polemica suscitata dall’articolo de La Stampa del 10 giugno che ha visto una netta presa di posizione da parte delle chiese avventista, battiste, luterana e valdese di Torino. In un comunicato i pastori e i responsabili di queste Chiese evangeliche hanno preso le distanze dagli organizzatori di “Torino io ti…”, manifestazione giunta alla seconda edizione e che sabato 16 giugno si troverà a convivere a distanza con il Torino Pride.

Oltre al titolo virgolettato “Non possiamo mescolarci con i gay” a far saltare sulla sedia pastori e membri di chiesa è stata una frase di Nicola Giardiello, responsabile organizzativo della manifestazione e pastore della Chiesa Cristiana Parola della Grazia Torino.

«Fatta eccezione per la maggioranza dei valdesi – spiega Giardiello – che la pensano diversamente, noi evangelici siamo contrari ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, una delle richieste del Pride. Rispettiamo i gay, ma siccome siamo fedeli attuatori della Bibbia, la questione per noi non è accettabile. La Bibbia è chiara».

«Su queste presa di posizione abbiamo ritenuto di dover dire qualche cosa – dice il pastore valdese Paolo Ribet – Una cosa è avere idee diverse o giudizi severi nei confronti dell’altro. Altra cosa è il netto rifiuto nei confronti dell’altro. Questo non è rispetto, ma mancanza di rispetto e riconoscimento dell’altro. Chiedere all’altro di non venirmi vicino. Il non mescolarsi francamente è una parola che ci dà terribilmente fastidio perchè lo riteniamo ampiamente anti-evangelico, contrario all’Evangelo».

«Se il titolo dell’articolo corrispondesse all’intenzione degli organizzatori della manifestazione – aggiunge il pastore battista Luca Negro – saremo lontani dallo spirito di Gesù, che al contrario si è sempre “mescolato”. Uno dei motivi per cui Gesù si è messo in opposizione con le autorità religiose del suo tempo è stato per il fatto che si “mescolava troppo” con i famosi publicani, i peccatori e le prostitute e ai benpensanti religiosi ha detto parole forti come “questo tipo di persone vi precederanno nel Regno di Dio”».

Ed è anche su questo terreno che divergono le strade. «La Bibbia non è un codice di leggi – ribadisce Ribet – ma una Parola che ti chiama in questione ti chiede di convertirti, spesso, da quelle posizioni che tu ritieni sane e sagge, ma che forse tanto sane e sagge non sono. Penso che il credente debba essere sempre in cammino e debba cercare di dare delle risposte riferite all’oggi. La sessualità è un momento di relazione e come tale vive anche nell’ambiguità di ogni persona».

«Anche su questa sacralità del matrimonio che si vuol far derivare dalla Bibbia si può discutere – aggiunge Negro – nel senso che nella Bibbia il matrimonio è un contratto civile tra due persone e non c’è traccia della sacralità del matrimonio come la intendiamo oggi. È uno dei temi che abbiamo approfondito quest’anno con battisti e valdesi di Torino organizzando per la prima volta un ciclo di studi biblici comune sul tema della famiglia nella Bibbia, dove abbiamo rigorosamente parlato di famiglie al plurale».

Sul matrimonio poi Ribet è netto. «Il Sinodo metodista e valdese non ha mai parlato di matrimoni omosessuali, ma si è interrogato sulle benedizioni delle coppie dello stesso sesso, come di una richiesta al Signore di accompagnare con la sua benedizione una relazione stabile e fondata sull’amore».

Anche perchè non si tratta più semplicemente di una questione relativa ad diverse idee sulle unioni omosessuali, ma a come ci si pone di fronte « ai problemi che il mondo moderno oggi presenta in modo diverso rispetto al tempo passato. È una discussione che coinvolge molti aspetti della vita, anche intimi. Un tema che coinvolge la tua psicologia più profonda, e quindi da affrontare».



Mescolatevi.... mescolatevi...