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1 aprile 2017

Don Minutella, il santone dei cattolici protestanti si è separato da Roma


Un prete sedevacantista di Palermo, don Alessandro Minutella, ha ricevuto ordine dall’arcivescovo Corrado Lorefice di allontanarsi ed interrompere i suoi tentativi di separare i suoi seguaci dalla comunione ecclesiale con i vescovi e il Papa.
Il sacerdote ha risposto ieri con queste parole (più sotto il video), pronunciate durante l’omelia: «Corrado, vescovo di Palermo, consegnandomi questo decreto hai compiuto una vera profanazione di migliaia di anime! Hai fatto un passo falso, hai profanato tante coscienze, sei causa di tanto dolore e di tanta sofferenza! Ne risponderai a Dio».
Don Minutella ha quindi scomunicato la Chiesa cattolica: «Addio falsa Chiesa, i tuoi sforzi per riempire le chiese di gente resteranno inutili perché non hai la benedizione di Dio. Sei solo una multinazionale della menzogna e della falsità, prostituta indegna venduta ai poteri del mondo e hai scommesso sulla scomparsa del cattolicesimo». Sembrano citazioni di Lutero, ma non lo sono, anche se assomigliano molto alle parole usate dal padre della Riforma protestante, che giustificò così la sua denuncia verso la Chiesa romana: «Il papato è diventato infedele al Vangelo, il Papa è l’anticristo e la sua Chiesa la meretrice babilonese».
Il prete palermitano ha proseguito: «La polizia di regime ha individuato in me il vero nemico da eliminare, reo di essere costretto a denunciare la manomissione ereticale in alto per rendere la solenne sposa di Cristo ridicola concubina del mondo. Ho un risalto nazionale e se continuano a perseguitarmi sarà internazionale! Ciò che stanno facendo, sollevandomi da parroco, è una sfida non a me, a voi, ma direttamente alla Madonna». Dopo aver accusato la Chiesa di «piacere al mondo» e aver sottolineato più volte quanto la sua parrocchia sia sempre «stracolma» di gente, (quindi, anche lui piace al mondo?), don Minutella ha annunciato convinta resistenza al «vescovo che accoglie gli immigrati», ovvero mons. Lorefice. «Vi dico, se altri hanno chinato il capo per le loro ragioni spirituali, io andrò avanti per la difesa della fede cattolica, rischiando così la vita. Io di qua non mi muovo!».
Poco dopo, però, ha cambiato idea: «Fuggiremo in luoghi clandestini, dove però ci precederà il soffio della Pentecoste. Questa Chiesa menzognera, che crea lei disaffezione, non noi che che difendiamo la verità cattolica, riuscirà a rendermi vagabondo e ramingo. Il cuore immacolato di Maria ha ingaggiato la battaglia finale mentre il Drago infernale trema, la falsa Chiesa è molto forte e ce ne andremo negli scantinati e nelle catacombe. Io sarò sospeso a divinis e ridotto allo stato laicale ma le loro manovre sanzionatorie non solo non le temo ma non le ritengo neanche efficaci, sono un onore per me».
“Noi” e “loro”, Don Minutella si è da solo separato dalla Chiesa dando così ragione al decreto del vescovo Lorefice: era reale e fondata la minaccia di violare la comunione ecclesiale. Il sacerdote ha anche tradito pubblicamente la promessa fatta davanti a Dio di portare al vescovo che lo ha ordinato, e ai suoi successori, «filiale rispetto ed obbedienza» (Pontificale Romanum). Estrapolando varie profezie, ha inoltre fatto riferimento a Papa Francescocome «il falso profeta» a capo «del corpo mistico dell’Anticristo: il corpo mistico sulla terra avrà il suo Giuda Iscariota e sarà il falso profeta, Satana lo assumerà dai vescovi». Ha poi concluso annunciando, a partire dal prossimo mese, l’inizio dei raduni della sua “nuova chiesa”, quella autentica, protestante verso i cattolici romani: «Svolgo il mio ruolo di profeta e il raduno si farà».
Il sacerdote pare un evidente e affezionato lettore dei noti giornalisti dissidenti, uno che ha preso per vere e reali le falsità da loro scritte, eccone alcune: il Papa celebra Lutero, vuole le donne prete, detesta i cristiani perseguitati a cui preferisce l’ecologia del pianeta, si vergogna di Cristo, insulta i cattolici e rinnega il Catechismo, vuole l’immigrazione incontrollata perché la religione islamica sovverta quella cattolica, intende distruggere Medjugorje, ha istituito il divorzio cattolico ecc. Ecco a dove portano gli articoli di Antonio Socci, Riccardo Cascioli, Marco Tosatti e Roberto De Mattei (e colleghi), verso i quali abbiamo ritenuto da diverso tempo doverci esprimere, annusando nell’aria di questa disinformazione totale un insano desiderio di seconda ribellione sessantottina.
E’ un ottimo oratore don Minutella e sa conquistare la folla citando parole evangeliche, di Santi e del Catechismo per convincere i seguaci a frequentare solo la sua (ex) parrocchia e non le altre di Palermo, immerse nell’eresia poiché fedeli a Roma. La rottura con la Chiesa cattolica è però iniziata quando il cardinale Paolo Romeo (scelto nel 2006 da Benedetto XVI a guida dell’arcidiocesi di Palermo) e l’arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi (nominato nel 2013 da Benedetto XVI), lo hanno intimato alla conversione e al divieto a parlare pubblicamente dei suoi sedicenti poteri sovrannaturali. Sì, il prete aveva infatti già provato a far parlare di sé qualche anno fa sostenendo di ricevere locuzioni divine, indicazioni dagli angeli e messaggi dalla Madonna, che rivelava attraverso il suo sito web. Ha anche fondato il centro “Piccola Nazareth”, sostenendo che la Madonna gli avrebbe indicato -come fece con Bernadette- un luogo dove scavare e trovare acqua miracolosa dalle proprietà terapeutiche ed esorcistiche, che poi ha iniziato a distribuire ai seguaci. La Curia gli aveva chiesto di interrompere questa messinscena, imitazione di Medjugorje e Lourdes, «per non turbare le coscienze e per non dare scandalo ai fedeli». I suoi discepoli hanno aggredito il vescovo.
Don Minutella si è così reinventato profeta del web, cadendo nella vanità e scoprendo la facile celebrità su Facebook. Oggi tiene infatti lunghissime denunce alla Chiesa in auto, in casa, sull’altare: la videocamera è sempre accesa e puntata su di sé, l’inizio del quotidiano show virtuale del predicatore viene annunciato dai post sui social network, l’omelia trasformata in comizio dove i fedeli urlano e applaudono ad ogni suo affondo, sognando la rivoluzione. Ci sono però da fare due importanti precisazioni.

1) Prima precisazione. Il prete siciliano odia Martin Lutero ma è colui che più gli assomiglia e non soltanto per le identiche parole utilizzate. Infatti, se Lutero, di fronte alla decadenza della Chiesa rinascimentale aveva legittime intenzioni di riforma (come hanno spiegato Francesco, Benedetto XVI e Giovanni Paolo II) -poi finite, in scisma e relativa scomunica-, anche don Minutella ha qualche legittima ragione dalla sua parte. Nella diocesi di Palermo, infatti, vi sono effettivamente altri preti a dir poco scandalosi verso i quali non sembra vi sia stato alcun provvedimento. Il principale è don Fabrizio Fiorentino, noto alle cronache per aver augurato la morte al card. Angelo Bagnasco. Recandosi sul suo profilo Facebook lo si vede spesso esibirsi in costume da bagno o in vestiti attillati, con sigaretta in bocca su spiagge dorate e in comportamenti ambigui. E’ un esplicito militante Lgbt e deride le omelie dei suoi colleghi, ha definito «criminale» don Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria. Abbiamo scritto in passato all’arcivescovo Lorefice chiedendo se fosse a conoscenza di tutto questo, non ricevendo però alcuna risposta.
Purtroppo i don Farinella, i don Gallo, i don Antonelli, i don De Capitani, i Vito Mancuso e gli Hans Küng sono sempre esistiti nella Chiesa e ben prima di mons. Lorefice, senza che verso di loro fossero presi particolari provvedimenti. Nessuno di essi, però, ha mai esplicitamente minacciato la divisione, lo scisma della comunità ecclesiale, come ha fatto don Minutella. Quest’ultimo mostra di avere alcune intenzioni corrette e pienamente condivisibili, ma appena nega l’autorità dei vescovi e del Pontefice, giustificandosi con loro presunte mancanze, allora diventa più pericoloso per i fedeli di qualunque prete ambiguo (compreso il suo nemico, don Fiorentino).
«Nella figura, nella missione e nel ministero di Pietro», ha scritto Joseph Ratzinger, «la Chiesa contempla una profonda realtà, che è in rapporto essenziale con il suo stesso mistero di comunione e di salvezza: “Ubi Petrus, ibi ergo Ecclesia”. Il ministero dell’unità, affidato a Pietro, appartiene alla perenne struttura della Chiesa di Cristo» e la comunione con il Santo Padre e con i vescovi «è necessaria per il compimento della missione salvifica della Chiesa». Le schegge impazzite, pur animate da buone intenzioni, non salvano la Chiesa e provocano soltanto danni irreparabili. Gli errori umani dei pastori e del Papa, aggiunse il futuro pontefice, «non sono mai mancati. Pietro, uomo debole, fu eletto come roccia, proprio perché fosse palese che la vittoria è soltanto di Cristo e non risultato delle forze umane. Il Signore volle portare in vasi fragili il proprio tesoro attraverso i tempi: così la fragilità umana è diventata segno della verità delle promesse divine e della misericordia di Dio».

2) Seconda precisazione. La misericordia proclamata da Francesco viene oggi usata dai seguaci di don Minutella e dai tradizionalisti in generale come “ricatto morale” verso l’allontanamento del sacerdote. Non c’è in realtà alcuna contraddizione e a scriverlo è il giornalista antipapista Aldo Maria Valli: «La scomunica», o la sottrazione della parrocchia come è stato fatto nei riguardi di don Minutella, «non è una rinuncia alla misericordia, ma una sua forma di esercizio. A volte il massimo della misericordia consiste proprio nel far capire al figlio la gravità di ciò che ha commesso. Altrimenti si cade nel relativismo e nell’indifferentismo morale. La Chiesa, che è madre, quando prevede una pena non lo fa per il gusto di punire, ma perché il figlio ritrovi la strada della conversione e della comunione. Non rinuncia ad accogliere, ci ricorda la distinzione dei ruoli: chi ha autorità morale la deve esercitare, sulla base della propria sapienza, per il bene di tutti. E se il colpevole prova vergogna? Tanto meglio, risponde san Paolo (e qualche volta l’ha detto anche papa Francesco), perché provare vergogna fa bene sulla strada del pentimento».
Se nel 2014 Francesco è arrivato a scomunicare i fondatori di Noi siamo Chiesa, associazione di cattolici progressisti vicina a Vito Mancuso, per don Minutella si tratta per ora solo di allontanamento, ennesimo atto misericordioso in speranza di un suo ravvedimento. E’ quello che ci auguriamo tutti, 

24 gennaio 2017

La "Cyber guerra" contro Papa Francesco

di Pierluigi Mele 

I siti web tradizionalisti scatenano una sorta di “cyber guerra” contro l’operato di Papa Francesco. Quali sono i siti e chi sono questi super integralisti “cattolici”? Ne parliamo con Giacomo Galeazzi, vaticanista del quotidiano La Stampa, autore, insieme ad Andrea Tornielli, di una inchiesta su questa area ecclesiale che vive di nostalgici risentimenti contro il Vaticano II e la modernità.

Galeazzi, lei e Andrea Tornielli siete stati autori di una bella inchiesta giornalistica sulla resistenza (o dissenso) a Papa Francesco pubblicata nei giorni scorsi su Vatican Insider, vogliamo approfondire alcuni nodi della vostra inchiesta. Incominciamo col fare una piccola mappa: Dove è collocata maggiormente l'area del dissenso? 
“Quando un mese fa abbiamo iniziato il nostro viaggio nella galassia degli oppositori di Bergoglio, abbiamo applicato subito un metodo rigorosissimo. Incontri, colloqui, visite: tutto registrato, scritto, inattaccabile. E infatti, dopo l’uscita della nostra inchiesta, le reazioni dei siti ultratradizionalisti devono arrampicarsi sugli specchi della dietrologia perché non hanno elementi per contestare neppure una virgola di quello che abbiamo riportato. Ci siamo immersi per settimane in un fronte ecclesiale, politico e culturale che sul web e nei circoli unisce leghisti, nostalgici di Ratzinger, nemici del Concilio. Per esempio, nella sua pagina ufficiale su Facebook, Antonio Socci sostiene che Benedetto XVI non si sia voluto davvero dimettere ma si consideri ancora Papa volendo in qualche modo condividere il «ministero petrino» con il successore. Interpretazione che lo stesso Ratzinger ha smentito”

Il dissenso si manifesta maggiormente, non solo con libri, ma, come già detto, con lo strumento del web. La rete diventa, così, l'arma per scatenare l'opposizione a Francesco. Può farci qualche nome dei maggiori oppositori? 
“A tenere unita la galassia del dissenso è l’avversione a Francesco. E’ un' area composita che spazia dai lefebvriani che hanno deciso di «attendere un Pontefice tradizionale» per tornare in comunione con Roma, ai cattolici leghisti che contrappongono Francesco al suo predecessore Ratzinger e lanciano la campagna «Il mio papa è Benedetto». Ci sono gli ultraconservatori d ella Fondazione Lepanto e i siti web vicini a posizioni sedevacantiste, convinti che abbia ragione Socci a sostenere l’invalidità dell’elezione di Bergoglio soltanto perché nel conclave del marzo 2013 una votazione era stata annullata senza essere scrutinata. Il motivo? Una scheda in più inserita per errore da un cardinale. La votazione era stata immediatamente ripetuta proprio per evitare qualsiasi dubbio e senza che nessuno dei porporati elettori sollevasse obiezioni. In questa galassia ci sono anche prelati e intellettuali tradizionalisti firmano appelli o protestano contro le aperture pastorali del Pontefice argentino sulla comunione ai divorziati risposati e sul dialogo con il governo cinese”.

Quanto peso ha questa area? 
“Dopo l’uscita della nostra inchiesta sulla “Stampa”, un bravo collega del quotidiano “Avvenire”, Luigi Rancilio si è fatto proprio questa domanda: quante persone coinvolge questo fronte anti Bergoglio sul web? Così, ha analizzato il traffico dei blog e dei siti citati nel mese di settembre, usando Similarweb (che non sarà preciso al 100% ma è molto affidabile). Ecco i risultati: La nuova Bussola quotidiana 11.200 lettori medi al giorno.Il blog di Antonio Socci 6.833 lettori medi al giorno. Il Timone 3.253 lettori medi al giorno. Il blog di Sandro Magister sull'Espresso 2.870 lettori medi al giorno. Riscossa Cristiana 2.440 lettori medi al giorno. Unavox 1.456 lettori medi al giorno .Il blog di Don Giorgio De Capitani 730 lettori medi al giorno. Il blog Chiesa e postconcilio 284 lettori medi al giorno Rosso porpora 57 lettori medi al giorno. Facendo anche finta che nessuno di questi siti o blog abbia lettori in comune (cosa impossibile) stiamo parlando di 29.123 persone al giorno. Quindi, Papa Francesco può dormire sonni tranquilli. Il dissenso verso il Papa unisce persone e gruppi tra loro molto diversi e non assimilabili”.

La linea pastorale di Francesco che, sulla scia del Vaticano II, propone una ecclesiologia inclusiva (la visione della "Chiesa come ospedale da campo") è contestata da alcuni cardinali e da una parte della Curia Romana. Cosa contestano a Papa Francesco? Qual è la critica più feroce dal punto di vista teologico? 
“Uno dei principali centri di resistenza, secondo lo storico ultratradizionalista Roberto De Mattei (presidente della fondazione Lepanto) è l’Istituto Giovanni Paolo II per la famiglia. Nel mirino dei critici c’è anche il contributo che la politica migratoria di Francesco, a giudizio dei suo detrattori, fornisce alla destabilizzazione dell’Europa e alla fine della civiltà occidentale. Tra coloro che vengono considerati stelle polari da parte di questo mondo ci sono soprattutto il porporato statunitense Raymond Leo Burke, patrono dei Cavalieri di Malta, e il vescovo ausiliare di Astana, Athanasius Schneider. I vescovi cattolici nel mondo sono più di cinquemila, ci ha ricordato il sociologo Massimo Introvigne, il dissenso riesce a mobilitarne una decina, molti dei quali in pensione, il che mostra appunto la sua scarsa consistenza”.

Abbiamo visto che la Rete diventa il grande contenitore dove alberga il risentimento, la delegittimazione (e in taluni casi anche l'odio) nei confronti del Papa. Pur tra differenze di posizioni, quello che appare è che vi sia una "regia" comune che alimenta questo dissenso. C'è? Oppure è una visione da "complottisti" immaginare questo?
“Introvigne sostiene che questo dissenso è presente più sul web che nella vita reale ed è sopravvalutato: ci sono infatti dissidenti che scrivono commenti sui social sotto quattro o cinque pseudonimi, per dare l’impressione di essere più numerosi. Ed è un movimento che non ha successo perché non è unitario. Ci sono almeno, secondo Introvigne, tre dissensi diversi: quello politico delle fondazioni americane, di Marine Le Pen e di Matteo Salvini che non sono molto interessati ai temi liturgici o morali - spesso non vanno neppure in chiesa - ma solo all’immigrazione e alle critiche del Papa al turbo-capitalismo. Quello nostalgico di Benedetto XVI, che però non contesta il Vaticano II. E quello radicale della Fraternità San Pio X o di de Mattei e Gnocchi, che invece rifiuta il concilio e quanto è venuto dopo”.

Tra i protagonisti, oltre a teologi ed alcuni elementi della gerarchia, vi sono i giornalisti. Tra i più noti ricordiamo: Magister (più sofisticato), Socci (sostenitore della tesi della invalidità della elezione di Francesco) e Rusconi (tradizionalista ticinese). Ho notato l'assenza di Aldo Maria Valli, vaticanista del TG1, tra i più critici, sia pure raffinato, nei confronti del Papa. Perché? 
“Abbiamo scattato una fotografia dell’esistente. E’ stato un lavoro capillare e faticoso. Sicuramente ci sono anche altre voce di dissenso a Francesco, abbiamo riportato quelle che riteniamo più significative. Il dissenso verso il Papa unisce persone e gruppi tra loro molto diversi e non assimilabili: ci sono le prese di distanza soft del giornale online «La Bussola quotidiana» e del mensile «Il Timone», diretti da Riccardo Cascioli. C’è il quasi quotidiano rimprovero al Pontefice argentino messo in rete dal vaticanista emerito dell’«Espresso», Sandro Magister. Ci sono i toni apocalittici e irridenti di Maria Guarini, animatrice del blog «Chiesa e Postconcilio», fino ad arrivare alle critiche più dure dei gruppi ultratradizionalisti e sedevacantisti, quelli che ritengono non esserci stato più un Papa valido dopo Pio XII”.

Non c'è solo la teologia il dissenso riguarda anche la "politica", e anche la "geopolitica della misericordia", di Francesco. Qui lo spettro va dai cattolici conservatori americani (che votano Trump) ai cattoleghisti che tifano per Putin. Non è assurdo avere come interlocutore Putin da contrapporre a Papa Francesco? Senza dimenticare la destra "sovranista". Su che basi si fonda questa fronda? “Abbiamo visitato i luoghi e incontrato i protagonisti di questa opposizione a Francesco, numericamente contenuta ma molto presente sul web, per descrivere un arcipelago che attraverso Internet ma anche con incontri riservati tra ecclesiastici, mescola attacchi frontali e pubblici a più articolate strategie. Introvigne ci ha fatto notare una sorprendente caratteristica comune a molti di questi ambienti: È l’idealizzazione mitica del presidente russo Vladimir Putin, presentato come il leader “buono” da contrapporre al Papa leader “cattivo”, per le sue posizioni in materia di omosessuali, musulmani e immigrati. Con il dissenso anti-Francesco collaborano fondazioni russe legatissime a Putin”.

Pensa che queste posizioni abbiano una qualche possibilità di avere un consenso più largo nella comunità ecclesiale?
“Nel libro “Il Concilio di Papa Francesco” (Elledici) ho avuto modo di elencare ragioni e temi che dividono questi oppositori di Bergoglio dalla larghissima maggioranza dei fedeli. Tra i nemici di Francesco, molti hanno come “grande nemico” il Vaticano II. Francesco, proprio perché è il primo Papa che non ha partecipato al Concilio, ha come indirizzo fondamentale la realizzazione e l’attualizzazione della primavera conciliare. E ciò contrasta con il luogo comune di un periodo storico della Chiesa del tutto concluso e, ormai, da celebrare con un obbligato ossequio retorico, più o meno convinto, più o meno ipocrita. Francesco ritiene che il Concilio, al contrario, sia rimasto largamente inapplicato e che, invece di celebrarlo ritualmente, appunto, vada vissuto nella quotidiana esperienza pastorale. Il richiamo al Concilio mi ha consentito, anche attraverso una vasta ricognizione tra le opinioni dei più autorevoli protagonisti del dibattito ecclesiale, di formulare distinzioni tra termini che si confondono troppo per essere chiarificatori. Quelli che ricordano l’essenziale differenza, per esempio, tra miseria e povertà, per cui la prima è indegnità, la seconda è stile di vita e il Vangelo dice, appunto, «beati i poveri», non «beati i miseri». Proprio per contestare ingenue o maligne assimilazioni ideologiche, è utile ricordare le parole di Francesco che rivendicano la primogenitura della parola evangelica sull’importanza della «cura dei poveri», rispetto a rivendicazioni marxiste totalmente estranee alla concezione cristiana della vita”.

Papa Francesco come reagisce di fronte a tutto questo?
“Francesco è un dono provvidenziale alla Chiesa e al mondo. Basta seguire ogni giorno su “Vatican Insider” l’attività di Bergoglio e vederne gli straordinari effetti globali per capire la portata storica del suo pontificato. A chi acriticamente attacca Bergoglio a testa bassa e, pur definendosi cattolico, arriva a insultarlo sui siti ultratradizionalisti definendo il Vicario di Cristo “un monotono clown di basso conio” di leggere “Il nome di Dio è misericordia” (Piemme), il libero nel quale il Papa dimostra splendidamente e in maniera inequivocabile ad Andrea Tornielli come il Vangelo sia l’unica linea guida della sua azione. Le risposte di Bergoglio a Tornielli fanno capire in maniera inequivocabile come il Pontefice abbia a cuore esclusivamente l’evangelizzazione. Mediocri e meschini veleni di piccole pozze inquinate non riescono neppure a sfiorare il grande fiume alimentato dallo Spirito Santo”.

RaiNews

11 gennaio 2017

Quando "TRADIZIONE" fa rima con "DEMENZIALITÀ"

Quando la loro capacità di intendere e di volere di chi si ritiene cattolico DOC è finita nel frullatore, magari in uno di quello del set venduto per € 6,66...




... io li voglio con il prosciutto di Norcia così aiuto i terremotati


le immagini che vedete provengono da chi si ritiene rispettoso della tradizione cattolica e che naturalmente non può che essere antibergogliano. Gli occhiali ovviamente con il prosciutto siamo noi "Bergogliani"a portarli. Noi "Bergogliani" che accusiamo loro veri cattolici DOC e DOP di essere settari, legalisti, farisei ed altro salvo poi essere loro stessi ad accusare noi "Bergogliani" di esserlo. 

18 dicembre 2016

La Provvidenza e lo scandalo del male



Ci sono "don" pronti a dare risposte sul perché del male, specie per quanto riguarda i bambini, e ovviamente lo fanno attaccando il Papa per cose da lui dette incontrando i piccoli malati dell'Ospedale Bambino Gesù.
Attacco basato sul nulla, fraintendendo ampiamente quanto detto dal Papa amputando quanto detto dal Papa stesso. Il Papa ha detto cose comprensibili anche da i bambini ma non evidentemente dai superbi sapienti che ti citano anche il catechismo a loro comodo omettendone altre parti fin troppo chiare sul perché del male.
 

Nel Video il bellissimo discorso di Papa di Papa Francesco nell'Udienza all'Ospedale Bambino Gesù. Discorso però frainteso da certi dono come anche da settari cattolici che hanno qui trovato l'ennesi occasione per attaccare Papa Francesco.

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica

La provvidenza e lo scandalo del male
309 Se Dio Padre Onnipotente, creatore del mondo ordinato e buono, si prende cura di tutte le sue creature, perché esiste il male? 
A questo interrogativo tanto pressante quanto inevitabile, tanto doloroso quanto misterioso, nessuna risposta immediata potrà bastare. 
È l'insieme della fede cristiana che costituisce la risposta a tale questione: la bontà della creazione, il dramma del peccato, l'amore paziente di Dio che viene incontro all'uomo con le sue alleanze, con l'incarnazione redentrice del suo Figlio, con il dono dello Spirito, con la convocazione della Chiesa, con la forza dei sacramenti, con la vocazione ad una vita felice, alla quale le creature libere sono invitate a dare il loro consenso, ma alla quale, per un mistero terribile, possono anche sottrarsi. Non c'è un punto del messaggio cristiano che non sia, per un certo aspetto, una risposta al problema del male.

15 dicembre 2016

Francesco e i “dubia”. “il diavolo probabilmente”…

“I grandi si possono permettere il dubbio e questo è bello. Sono sicuri della vocazione ma ogni volta che il Signore fa vedere loro una nuova strada del cammino entrano nel dubbio. ‘Ma questo non è ortodosso, questo è eretico, questo non è il Messia che io aspettavo’. Il diavolo fa questo lavoro e qualche amico anche aiuta, no?”. Senza espliciti rimandi, con assoluta discrezione ed educazione, nell’omelia di Santa Marta, Papa Francesco questa mattina ha fatto riferimento ai “dubia” dei quattro cardinali circa l’Amoris laetitia e le aperture pastorali (e sacramentali) ai divorziati risposati. “Questa è la grandezza di Giovanni, un grande, l’ultimo di quella schiera di credenti che è incominciata con Abramo, quello che predica la conversione, quello che non usa mezze parole per condannare i superbi, quello che alla fine della vita si permette di dubitare. E questo è un bel programma di vita cristiana”, ha proseguito Bergoglio prendendo spunto dalla figura di Giovanni Battista che, ha ricordato, “predicava forte, diceva delle cose brutte ai farisei, ai dottori della legge, ai sacerdoti, non diceva loro: ‘Ma cari, comportatevi bene’. No. Semplicemente diceva loro: ‘Razza di vipere’. Non andava con sfumature. Perché si avvicinavano per controllare e per vedere ma mai col cuore aperto: ‘Razza di vipere’. Rischiava la vita, si’, ma lui era fedele. Poi a Erode, in faccia, gli diceva: ‘Adultero, non ti è lecito questo vivere così, adultero!’. In faccia! Ma è sicuro che se un parroco oggi nell’omelia domenicale dicesse: ‘Fra voi ci sono alcuni che sono razza di vipere e ci sono tanti adulteri’, di sicuro il vescovo riceverebbe lettere di sconcerto: ‘Ma mandate via questo parroco che ci insulta’. E questo insultava. Perché? Perché fedele alla sua vocazione e alla verità”.

Tuttavia – come sottolinea l’AGI– c’è differenza tra il Battista e i 4 porporati che intignano contro la comunione ai divorziati risposati: il Battista “con la gente era comprensivo: ai pubblicani, peccatori pubblici perché sfruttavano il popolo, diceva: ‘Non chiedete più del giusto’. “Incominciava da poco. Poi vedremo. E li battezzava”, ha spiegato Francesco. “Prima questo passo. Poi vediamo”. E nonostante Giovanni fosse grande, forte, sicuro della sua vocazione, anche lui attraversava momenti bui, con i suoi dubbi, ha osservato Francesco. Giovanni infatti “dal carcere comincia a dubitare, anche se aveva battezzato Gesù, perché era un Salvatore non come lui lo aveva immaginato. E quindi invia due dei suoi discepoli a chiedergli se fosse proprio Lui il Messia. E Gesù corregge la visione di Giovanni con una risposta chiara. Dice infatti di riferire a Giovanni che i ciechi riacquistano la vista, i sordi odono, i morti risuscitano”. “I grandi si possono permettere di dubitare, perché sono grandi”, ha quindi concluso il Papa.

FarodiRoma

29 ottobre 2016

Puntiamo decisamente al demenziale.

Ora Papa Francesco è il "primo papa non cattolico della storia". 



Poi ci sono coloro che credono che in Svezia il Papa celebrerà (orrore!) L'Eucarestia con i luterani e varie altre demenziali da T.S.O.

La realtà è che il Papa non celebrerà affatto l'Eucarestia con i luterani.

Se non avete letto l'intervista al Papa nel quale si parla del suo viaggio in Svezia leggete solo questa risposta di Papa Francesco che da a chi lo intervista:

«Rispondendo alla fervida richiesta della comunità cattolica, ho deciso di celebrare una Messa, allungando il viaggio di un giorno. Infatti volevo che la Messa fosse celebrata non nello stesso giorno e non nello stesso luogo dell’incontro ecumenico per evitare di confondere i piani. L’incontro ecumenico va preservato nel suo significato profondo secondo uno spirito di unità, che è il mio. Questo ha creato problemi organizzativi, lo so, perché sarò in Svezia anche nel giorno dei Santi, che qui a Roma è importante. Ma pur di evitare fraintendimenti, ho voluto che fosse così».
http://www.laciviltacattolica.it/articoli_download/extra/Intervista_Francesco_in_Svezia.pdf

Quindi sarà un incontro paragonabile a quanto già avvenuto lo scorso anno in una Chiesa luterana di Roma e altrettanto paragonabile all'incontro che c'è stato tra Papa Benedetto e i rappresentanti della Chiesa Evangelica in Germania dove per l'occasione tra le altre cose disse: "Il pensiero di Lutero, l’intera sua spiritualità era del tutto cristocentrica...."
https://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2011/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20110923_evangelical-church-erfurt.html

Poi credo che se si vogliono riportare anime nella Chiesa cattolica non credo che il modo migliore di farlo sia quello di prospettargli le fiamme dell'inferno. Cristo ha pregato il Padre affinché chiunque creda in lui siano una cosa sola.... ha pregato, non minacciato l'inferno come ormai fanno tanti pseudocattolici





Papa Francesco Visita alla Chiesa Evangelica Luterana di Roma

10 settembre 2016

Nella mente di chi odia il Papa (il Vangelo e la Chiesa):

Dialogo con dei presunti cattolici che credono il Papa sia l'Anticristo (eresie giostrate da non sottovalutare!)





Espongo una delle tante discussioni che intrattengo con chi crede che il Papa sia un impostore credendo e leggendo le frottole che girano in internet e non che sono frutto certamente oltre che di ignoranza, di orgoglio, disobbedienza, presunzione e fariseismo, di una strategia del maligno e di certe sette.






(Tempo fa) Tizio (sarebbe il mio nome inventato)
(scomunica contro falsi messaggi mistici già condannati da Vescovi e teologi)

Lucio (nome di fantasia per la privacy però è originale il dialogo)
Le scomuniche degli pseudo-vescovi modernisti non mi interessano. Grazie ! Andrebbero scomunicati loro e Bergoglio l'Anticristo.

Tizio: E cip e ciop!. Siamo seri dove hai visto che Bergoglio è l'anticristo?

(Oggi) Tizio: Buon giorno!. Spero non disturbarla ma mi chiedevo come mai pensa che il nostro Papa Francesco sia un antipapa, poiché ho visto che aderisce a delle pagine sataniche che riguardano tutti i Papi (antipapi per loro): https://www.facebook.com/pages/Lapostata-antipapa-Bergoglio-Il-Precursore-Dellanticristo/1400690793475797?sk=likes Santa giornata! Emoticon smile

Lucio: Si lo penso, anzi penso sia il Precursore dell'Anticristo o l'Anticristo stesso.

Tizio: E il perché me lo sai dire?

Lucio: Per gli atti del suo pseudo-pontificato, cripto-massonico e comunista.
E per il suo pseudo-magistero ordinario.

Tizio: Fammi esempi concreti

Lucio: Oltre che per le sue pseudo-encicliche, quelle scritte solo da lui.
Come la pseudo "esortazione apostolica" "Evangeli Gaudium" e la pseudo enciclica "Laudato sì".

Tizio: E cosa hanno di satanico?

Lucio: I temi contengono eresie palesi, specialmente la "Laudato sì".
Totalmente panteista.

Tizio: Tipo?

Lucio: Se la Legga pare un Comunicato di Green Peace.
O di qualche Associazione Animalista.

Tizio: No amico, mi faccia capire precisamente quale eresie, altrimenti non è credibile.
Quali parole?
Anche io voglio capire

(Corrado Gnerre. Commento all’Enciclica “Laudato sì” di papa Francesco, dico solo che io non leggerei da questo blog!....)

Tizio: Non si parla di eresie ma di aspetti non condivisi o problematici
Se lei non è d'accordo con un Papa quando parla di inquinamento... lo condannerebbe di eresia?
Siamo messi bene!.

Lucio: Si.

Tizio: Quindi se io ti dico:" L'inquinamento è causato dall'uomo" tu mi diresti che sono eretico?

Lucio: Senta io disprezzo costui, quindi mi lasci in pace.
Non sono comunista.

Tizio: L'odio è da Dio?

(Socci è tra gli eretici sedevacantisti preghiamo per lui e per coloro che leggono le sue congetture...)

No, ma gli eretici non vanno amati.

Tizio: C'è nel Vangelo non ricordo?
Gesù non ha detto mai di odiate chi non la pensa come noi

Lucio: S. Paolo dice in Galati 1, 6Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo. 7In realtà, però, non ce n'è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire (capovolgere) il vangelo di Cristo. 8Orbene, se anche vi (vuol dire insegnare, discernere, interpretare) un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato (cioè Paolo e il resto degli apostoli), sia anàtema (maledetto)! 9L'abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!

Tizio: Appunto

Lucio: Appunto lo dico io.

Tizio: Io non odio il Papa lei si

Lucio: Quello predicato da Jorge Mario Bergoglio è un vangelo sociale, diverso da quello insegnato dalla Chiesa per 2000 anni ed egli non è il Papa.
La sua elezione è totalmente invalida.
Era un Eretico anche prima dell'Elezione, quindi non poteva essere Eletto Papa Validamente.

(La sua elezione è validissima, se non era valida che facevano li i Cardinali?.
Su questo si può approfondire:

Tizio: Senza prove senza le sue dichiarazioni, solo ascoltando siti che fomentano odio giusto?

Lucio: No mi riferisco alla Costituzione Apostolica "Cum Ex-Apostolatus Officio", Emanata da S.S Paolo IV, nel 1559, che riporta al Canone 188, al paragrafo 4 Afferma: OGNI UFFICIO RIMANE VACANTE, PER TACITA RINUNCIA, "IPSO FACTO", E SENZA ALCUNA DICHIARAZIONE SE IL CHIERICO SI ALLONTANA DALLA FEDE CATTOLICA".

Tizio: Il che non c'è mai stato ne in alcuna dichiarazione ne in una sola parola.

Lucio: Le relazioni del vescovo Jorge M. Bergoglio con il "Parlamento delle Religioni Unite"
Il il "Parlamento delle Religioni Unite" (PRU) è un organismo ispirato dalla Massoneria con la pretesa di realizzare la falsa unione delle religioni nel massonico concetto di pluralità e fraternità, mettendo sullo stesso piano il Cattolicesimo e le false religioni. IL 5 MAGGIO DEL 2006, il Cardinale Bergoglio impartì la sua benedizione al PARLAMENTO delle RELIGIONI (ente con sede a Buenos Aires, che mira ad unire tutte le religioni). Il presidente di questa ente è un induista, MAHATMA KRISHANADA . Nel sito ufficiale di questa associazione si trova (per ora) tutta la documentazione - prova. Ecco il link, doveho estrapolato la foto. Fonte:http://statveritasblog.blogspot.it/…/recordamos-las-relacio …

(questo è un blog che fomenta l'odio ingiustificato, vi sono solo foto del Papa ancora Vescovo in un conferenza e due righe in spagnolo, nessuna abiura! Sarà tra peccatori ma non sta facendo altro)

Lucio: Allora era Vescovo di Buenos Aires.
E' stata una riunione eretica e sincretista.
Oltre che Panreligiosa.

Tizio: Partecipare ad una relazione non significa adottare le loro idee. Anche i preti dialogano con gli atei e fanno dibattiti e confronti ma non diventano certo atei!

Lucio: Quì c'è stata una preghiera comune non c'è stata una comunione semplice.

Lucio: Altra Eresie, con chi nega una o più Verità della Fede non esiste "Comunicatio in Sacris": https://www.facebook.com/Tv2000it/videos/827290067360696/?pnref=story

(questo video contiene le dichiarazioni del Papa in cui dice solamente che è bene pregare con i cristiani non cattolici)

Tizio: Pregare lo si può fare, ad esempio i testimoni di geova pregano pure il padre nostro!

Lucio: Si ma pregare con chi nega una o più Verità di Fede è impossibile.
Non esiste "Comunicatio in Sacris" alcuna.
Il Battesimo dei Luterani, o dei Riformati Calvinisti non è Valido, al contrario di come afferma lui.

Tizio: Non è così esistono due battesimi quello di San Giovanni Battista che è comune a tutti i cristiani che è quello della conversione!.

Lucio: No lei dice sciocchezze assolute.
Il Battesimo Amministrato con Riti non Cattolici, né Ortodossi non è Valido !
Il battesimo luterano e quello dei riformati non è nemmeno un battesimo.

Tizio: Mt 21,25 Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: «Dal cielo», ci risponderà: «Perché allora non gli avete creduto?»
Ho capito però a livello teologico il Papa non ha torto perché esiste un battesimo di conversione che è valido per tutti contro i peccati e il maligno. Tutti si chiamano cristiani.

Lucio: Non è così.

Tizio: Credono in Gesù? Sono cristiani!. Anche se non credono a tutta la verità.

24 agosto 2016

Ora c’è chi vuol insegnare a francesco a fare il Papa!


«In teoria dovrei essere tra quelli che “parteggiano” per Bergoglio. Inizialmente avevo creduto molto in questo Papa, Ma ama il protagonismo e mi inquieta il suo “riformismo religioso”...». Voci critiche contro papa Francesco, anche tra i nostri lettori: don Sciortino risponde


Ho letto molti vostri articoli su papa Francesco. Premetto che sono una credente anche se non praticante, e in teoria dovrei essere tra quelli che “parteggiano” per Bergoglio. Inizialmente avevo creduto molto in questo Papa, così positivo, brioso, gentile, “misericordioso”. Poi, con il passare del tempo, ha cominciato a stravolgere la fede cristiana, risponde in modo ambiguo alle interviste, ama il protagonismo. Ma quello che mi inquieta del suo “riformismo religioso” sono le posizioni sui rapporti coniugali e la famiglia. Perché, poi, dovremmo far entrare nelle nostre chiese i musulmani la cui religione non è affatto paci fica? Il Papa l’ha letto il Corano? Concordo con la tolleranza, ma non sono d’accordo con la “fusione” delle religioni. Perché dovremmo essere misericordiosi con quel terrorista islamico che con il camion ha stroncato la vita di ottantaquattro persone sul lungomare di Nizza, tra cui molti bambini? Io sono cresciuta con princìpi cristiani solidi e a questi voglio attenermi nella mia vita.
BARBARA - Bergamo


Leggendo la tua lettera, cara Barbara, mi è venuto in mente l’episodio dell’ambasciatrice americana in Italia, Clare Boothe Luce, cattolica convinta, la quale ricevuta in udienza particolare da Pio XII si prodigava nel dargli consigli su come contrastare il comunismo e come favorire un cattolicesimo integrale. Il Papa, dopo aver ascoltato le sue esternazioni, l’ha ripresa bonariamente con queste parole: «Signora cara, si ricordi che anch’io sono cattolico e non ho bisogno di essere convertito». Mi pare che la stessa cosa stia capitando con papa Francesco: molti si ergono a suoi “tutori” per insegnargli a fare il Papa. Come se Bergoglio non conoscesse la dottrina e la morale cristiana. Siamo all’assurdo!

15 agosto 2016

Eucarestia, un "super-premio" per i "super-buoni"?

NO, secondo Papa Francesco: "l’Eucaristia attualizza l’Alleanza che ci santifica, ci purifica e ci unisce in comunione mirabile con Dio. Così impariamo che l’Eucaristia non è un premio per i buoni, ma è la forza per i deboli, per i peccatori. E’ il perdono, è il viatico che ci aiuta ad andare, a camminare."

Dall'omelia del Corpus Domini - 4 giugno 2015

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Ci si dimentica che prima di accostarci a prendere l’Eucarestia diciamo: «Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma dì soltanto una parola e io sarò salvato»
Quindi umilmente ci si riconosce comunque dei peccatori, anche se poco prima ci si è riconciliati. Non ci si deve sentire dei "super-buoni" che superbamente si apprestano a ricevere il loro "super-premio".




1 agosto 2016

Cattoislamisti che vogliono la morte del Papa al grido di "Gesù Akbar"!


BENE!.... si fa per dire. Quindi dopo chi ha dato dell'assassino a Papa Francesco, chi gli ha dato del criminale augurandogli al più presto di crepare ora ci sta anche chi dice che se gli sparano proprio se lo merita.
Tutti devoti cattolici che magari dopo aver sparato cose del genere poi devotamente fanno l'Adorazione Eucaristica.

Ma quando l'ISIS fa gli attentati nelle moschee è terrorista islamico anche chi l'attentato lo subisce?

Baghdad, attentato Isis a moschea sciita: otto morti, 33 feriti

Attentato rivendicato dallo Stato islamico


http://www.askanews.it/minaccia-isis/baghdad-attentato-isis-a-moschea-sciita-otto-morti-33-feriti_711793718.htm



Attentato in una moschea sciita a Kuwait City, l’Isis rivendica l’attacco

Il bilancio provissorio è di 24 morti e 50 feriti. Il luogo di culto era pieno di fedeli in preghiera per il Ramadan


http://www.lastampa.it/2015/06/26/esteri/attentato-in-una-moschea-sciita-a-kuwait-city-lisis-rivendica-lattacco-eYa10RWyT2dkmXmLyBkDwI/pagina.html


Attentato alla Moschea del Profeta di Medina. In Iraq 165 vittime


http://www.ultimaedizione.eu/attentato-alla-moschea-del-profeta-medina-iraq-165-vittime/


L'ISIS rivendica l'attacco in una moschea sciita del Bangladesh

A causa dell'attentato è morta una persona e tre sono rimaste ferite. Si tratta del secondo attentato nel giro di un mese contro la piccola comunità sciita del Paese


http://www.tpi.it/mondo/bangladesh/isis-rivendica-attentato-moschea-sciita-bangladesh




Ancora un attentato contro la popolazione sciita in Arabia Saudita. ISIS rivendica, il bilancio provvisorio è di 4 vittime.


http://it.sputniknews.com/mondo/20150529/462474.html




Camerun, strage in moschea: due donne kamikaze in azione, 10 i morti

http://www.secoloditalia.it/2016/01/camerun-strage-in-moschea-due-donne-kamikaze-in-azione-10-i-morti/

26 luglio 2016

Tutto sommato oggi a Papa Francesco è andata abbastanza bene, "pie donne" gli hanno solo detto che è un'assassino...


e dopo aver dato dell'assassino al Papa questa preghiera ci sta proprio bene

Anatemi....

Secondo Concilio di Costantinopoli

X. Se qualcuno non confessa che il signore nostro Gesù Cristo, crocifisso nella sua carne, è vero Dio, Signore della gloria ed uno della santa Trinità, costui sia anatema.



Però simpatici certi supercattolici, prima sostengono che avrei fatto una figura di m.... vista la giustificazione data un certo don riguardo sue performance un pochino eretiche, ma poi anche se il don in questione ha fatto un errorino teologico in fondo è giustificato visto il contenuto originario del post.... insomma, ovvio, prima il pensiero del dotto don e poi Cristo, che secondo un dotto don, in paradiso prega la Trinità, il che sembra tanto un vero è proprio sdoppiamento di personalità, Cristo che prega se stesso, seconda persona della S.S. Trinità!




15 luglio 2016

Cattodemenziali

Informiamo che esiste anche un'altra (l'ennesima) categoria di cattolici: i cattodemenziali
C'era da aspettarselo, ovviamente per certi "cattolici" l'attentato di Nizza non può che essere colpa del Concilio Vaticano II, di Ratzinger, di Bergoglio, ecc ecc...

27 giugno 2016

AMATE IL PAPA!

Siamo i soliti "papolatri", penseranno certi cattolici DOC.... vabbé, una volta ce lo dicevano i protestanti, ora la platea di chi ce lo dice si è allargata 😊😊

"Sembra incredibile, ed è pur doloroso, che vi siano dei sacerdoti ai quali debbasi fare questa raccomandazione, ma siamo purtroppo ai nostri giorni in questa dura, infelice condizione di dover dire a dei sacerdoti: amate il Papa!"


Ebbene questa tirata d'orecchi nei confronti di certi sacerdoti che neanche mancano ai nostri giorni (anzi!), viene nientepopodimenoché da San Pio X
Vi credevate che era qualche "papolatra" che parla di Papa Francesco! 😊😊

DISCORSO DEL SANTO PADRE PIO X
AI SACERDOTI DELL'UNIONE APOSTOLICA
IN OCCASIONE DEL CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO
DELLA FONDAZIONE 
Lunedì, 18 novembre 1912

Vi ringrazio, diletti confratelli, del delicato pensiero che vi ha condotti al Vaticano per celebrare qui con l'antico confratello il cinquantesimo anniversario della fondazione dell' Unione Apostolica. Vi ringrazio di tutto cuore, e prego il Signore che voglia ricompensarvi per questo atto di squisita carità. Mi congratulo poi con voi di esservi ascritti a questa Unione, perchè con tale atto avete preso impegno di adempiere fedelmente tutti gli obblighi sacerdotali: obblighi che io ho procurato di riassumere nell'Exhortatio ad clerum, pubblicata in occasione del mio Giubileo sacerdotale, e coll'adempimento dei quali potremo mantenerci fedeli alla vocazione alla quale ci ha chiamato il Signore: vocavit vocatione sua sancta: potremo cioè conseguire la santità necessaria per il sacerdozio a cui fummo chiamati. Se parlando dei semplici cristiani san Pietro li chiamava gens sancta, genus electum, regale sacerdotium, quanto più si dovrà questo dire di noi rappresentanti di Dio sulla terra e suoi ministri, quos elegit Deus in Christo ante mundi constitutionem, ut essemus sancti et imrnaculati in caritate, quos non dixit servos sed amicos, pro Christo legatione fungentes, ministros Christi et dispensatores mysteriorum Dei?
Per raggiungere pertanto questa santità vi raccomando di mantenervi sempre fedeli alla osservanza delle regole della vostra Unione, guardandovi bene dal dispensarvi in nessun giorno e per nessun motivo dagli obblighi che da esse vi sono imposti, cioè dalla meditazione, dalla lettura spirituale, dall'esame, dalla visita al SS. Sacramento, perchè osservando quest'ordine, vi conserverete buoni e diverrete santi. 
Distratti da tante altre occupazioni, è facile dimenticare le cose che conducono alla perfezione della vita sacerdotale; è facile illudersi e il credere che occupandosi della salute delle anime altrui, si lavori di proposito anche alla propria santificazione. Ma non v'induca in errore questa lusinga, perchè nemo dat quod non habet; e per santificare gli altri bisogna non trascurare alcuno dei mezzi proposti a santificare noi stessi. 
Avete poi detto assai bene che caratteristica dei sacerdoti del-1' Unione Apostolica e loro particolare divisa dev'essere, ed è di fatto, l'amore pel Papa, e anche questo contribuirà mirabilmente alla vostra santificazione. Per amarlo poi basta riflettere chi è il Papa: 
Il Papa è il guardiano del dogma e della morale; è il depositario dei principi che formano onesta la famiglia, grandi le nazioni, sante le anime; è il consigliere dei principi e dei popoli; è il capo sotto del quale nessuno sentesi tiranneggiato, perchè rappresenta Dio stesso; è il padre per eccellenza che in sé riunisce tutto che vi può essere di amorevole, di tenero, di divino. 
Sembra incredibile, ed è pur doloroso, che vi siano dei sacerdoti ai quali debbasi fare questa raccomandazione, ma siamo purtroppo ai nostri giorni in questa dura, infelice condizione di dover dire a dei sacerdoti: amate il Papa! 
E come si deve amarlo il Papa? Non verbo neque lingua, sed opere et veritate. Quando si ama una persona si cerca di uniformarsi in tutto ai suoi pensieri, di eseguirne i voleri, di interpretarne i desideri. E se nostro Signor Gesù Cristo diceva di sè: si quis diligit me, sermonem meum servabit, così per dimostrare il nostro amore al Papa è necessario ubbidirgli. 
Perciò quando si ama il Papa, non si fanno discussioni intorno a quello che Egli dispone od esige, o fin dove debba giungere l'obbedienza, ed in quali cose si debba obbedire; quando si ama il Papa, non si dice che non ha parlato abbastanza chiaro, quasi che Egli fosse obbligato di ripetere all'orecchio d'ognuno quella volontà chiaramente espressa tante volte non solo a voce, ma con lettere ed altri pubblici documenti; non si mettono in dubbio i suoi ordini, adducendo il facile pretesto di chi non vuole ubbidire, che non è il Papa che comanda, ma quelli che lo circondano; non si limita il campo in cui Egli possa e debba esercitare la sua autorità; non si antepone alla autorità del Papa quella di altre persone per quanto dotte che dissentano dal Papa, le quali se sono dotte non sono sante, perchè chi è santo non può dissentire dal Papa. 
È questo lo sfogo di un cuore addolorato, che con profonda amarezza faccio non per voi, diletti confratelli, ma con voi per deplorare la condotta di tanti preti, che non solo si permettono discutere e sindacare i voleri del Papa, ma non si vergognano di arrivare alle impudenti e sfacciate disubbidienze con tanto scandalo dei buoni e con tanta rovina delle anime. 
Questo lamento non è provocato (lo ripeto) da voi, diletti confratelli, che, osservanti delle regole dell'Unione, professate solennemente il vostro ossequio, il vostro affetto, la vostra pietà verso il Papa. - Iddio vi mantenga in questi santi propositi e vi conforti della sua benedizione; quella benedizione che invoco sopra di voi, sui vostri confratelli, sulle vostre famiglie, sulle persone tutte a voi care e che avete in mente, perchè a tutti sia. apportatrice di ogni consolazione. 

AVVERTENZA
A togliere l' equivoco che certi giornali vanno creando in mezzo al clero ed ai fedeli, si dichiara che la santa Sede non riconosce per conformi alle direttive pontificie ed alle norme della Lettera di Sua Santità all' Episcopato Lombardo, in data del 1° Luglio 1911, i giornali seguenti: L'Avvenire d'Italia, Il Momento, Il Corriere d'Italia, Il Corriere di Sicilia, L'Italia, ed altri dello stesso genere, checchè ne sia delle intenzioni di alcune egregie persone che li dirigono ed aiutano.