Visualizzazione post con etichetta Tradizionalista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tradizionalista. Mostra tutti i post

24 ottobre 2016

Ormai c'è un problema di sanità mentale. Cose da T.S.O.

Certi pseudocattolici sarebbero capaci di fare novene, e perfino scomunicare Gesù perché ha dialogato con la samaritana, samaritani che erano ritenuti degli eretici

19 agosto 2016

Papa Francesco attaccato da modernisti e tradizionalisti

Vito Mancuso deluso dal Papa: «perché non vuole cambiare la dottrina?»

C’è forte delusione nel progressismo cattolico: Papa Francesco non ha alcuna intenzione di cambiare la dottrina, nessuna fantomatica apertura, nessun adeguamento al mondo.
Dopo fiumi di inchiostro sulle rivoluzioni dottrinali che avrebbe portato “il nuovo corso” di Francesco, il vaticanista del Fatto Quotidiano, Marco Politi, ha smesso da mesi di scrivere libri e articoli ritirandosi in un impacciato e quanto mai salutare silenzio (l’ultimo articolo risale al marzo 2015). Se è sempre più palpabile l’imbarazzo degli storici Alberto Melloni e Massimo Faggioli, il vatiKanista del Manifesto, Luca Kocci, è ancora frastornato dalla scomunica di Papa Francesco dei fondatori dell’associazione Noi siamo Chiesa, leader del progressismo cattolico internazionale a cui Kocci è molto legato e a cui continua imperterrito a dare voce (assieme all’agenzia Adista). Per non parlare del teologo Vito Mancuso. Nel marzo 2014 arrivò a fare pressioni al Papa in un editoriale di Repubblica, minacciando cataclismi se non avesse portato la Chiesa sulla strada dell’aborto libero, dell’eutanasia selvaggia e del matrimonio gay: «che ne sarebbe della Chiesa se fallisse Francesco? Che cosa avverrebbe se le riforme auspicate non andassero in porto e le attese di una nuova primavera si rivelassero solo illusioni? Sarebbe la fine della luce che si è accesa nell’esistenza di tutti gli esseri umani, con Roma che tornerebbe a essere periferia del mondo». 
Francesco ha risposto picche: non solo ha denunciato la falsa compassione che muove i sostenitori della cultura dello scarto (aborto e eutanasia), non solo ha beatificato Paolo VI, ma ha elogiato il suo coraggio per l’enciclica Humanae Vitae –vero incubo di Mancuso in quanto incardina definitivamente la dottrina cattolica sulla sessualità-, affermando: «Paolo VI non è stato un arretrato, un chiuso. No, è stato un profeta». Si è anche più volte scagliato contro il gender, legittimando la grande sollevazione popolare che il 21 giugno scorso ha portato in piazza un milione di persone. Proprio in queste ore la portavoce nazionale dei Socialisti, Maria Cristina Pisani, ha accusatoPapa Francesco di non essere progressista in quanto, tramite un suo appello pochi giorni fa, ha influito sulla vittoria dei difensori della famiglia nel referendum in Slovenia, abbattendo la legge favorevole ai matrimoni omosessuali. In questi giorni, dopo aver rinnegato il Dio cristiano abbracciando pubblicamente il panenteismo, non potendo negare l’evidenza, Mancuso ha manifestato la sua delusione per Francesco, “tirandogli le orecchie”: «Sta facendo un ottimo lavoro, però occorrerebbe che non si limitasse alla dimensione disciplinare e interna della Curia, che va raddrizzata, ma che la riforma toccasse la dottrina, se si vuole parlare alla coscienza contemporanea».
Per farsi più attraenti agli occhi del mondo, è questa la nota ricetta di Mancuso, la Chiesa dovrebbe riformare quei punti della dottrina che gli stanchi uomini moderni faticano ad accettare. Un po’ come dire: al catechismo vanno pochi bambini? Smettiamo di parlare di Gesù, è troppo difficile, riempiamo le aule di videogiochi e vedrete quanta affluenza avremo! Ma Papa Francesco ha già risposto ai Mancuso, ai Melloni, ai Kocci e a tutti coloro che -ignorando il vicolo buio in cui si è infilata la chiesa protestante-, pensano di “attirare” gli uomini alla Chiesa rivoluzionando le tematiche sessuali e bioetiche. Si chiama, ha detto il Papa, «la tentazione di scendere dalla croce, per accontentare la gente, e non rimanerci, per compiere la volontà del Padre; di piegarsi allo spirito mondano invece di purificarlo e piegarlo allo Spirito di Dio. E’ la tentazione del buonismo distruttivo, che a nome di una misericordia ingannatrice fascia le ferite senza prima curarle e medicarle; che tratta i sintomi e non le cause e le radici. È la tentazione dei “buonisti”, dei timorosi e anche dei cosiddetti “progressisti e liberalisti”». Parole limpide e durissime. La Chiesa, semmai, deve adeguare il modo di comunicare la dottrina cattolica, invitando e accompagnando gli uomini a passare per la porta stretta. Non certo allargare la porta per far fare a loro meno fatica: sarebbe un’illusione e un tradimento.
Il colmo è che, se da una parte il Papa viene criticato per non voler cambiare la dottrina cattolica, dall’altra i tradizionalisti-socciani -devoti della chiesa mediatico-opinionista, il cui pastore spirituale è il giornalista Antonio Socci-, criticano pesantemente Francesco, accusandolo di aver (e di voler) cambiato la dottrina cattolica, annunciando a loro volta catastrofici cataclismi apocalittici. Arrivando a rallegrarsi per la diminuzione dei fedeli cattolici alle udienze dell’impostore Bergoglio, come lo chiamano loro, contrapponendolo ai numeri delle udienze del (vero) Papa, Benedetto XVI (rispetto ai numeri, è tutto da approfondire perché la situazione sembra essere ben più complessa).
L’accusa recente più circoscritta dei socciani è quella di aver “aperto” al divorzio cattolico tramite il Motu Proprio “mitis iudex dominus Iesus”. Lo sostiene apertamente il vaticanista dell’Espresso Sandro Magister, che da mesi si sta vendicando di essere stato allontanato dalla Sala Stampa del Vaticano per aver violato l’embargo sull’enciclica del Papa (proprio oggi gli è stato restituito l’accredito), arrivando a compiere veri e propri «atti di disturbo» -così li ha definiti padre Federico Lombardi- verso i lavori del Sinodo. Peccato che lo stesso card. Camillo Ruini, noto pupillo di Magister, ha chiaramente spiegato che «la decisione di papa Francesco», tramite il “motu proprio”, «che molti di noi —me compreso — auspicavano, non ha niente a che fare con un’ipocrisia del genere». Niente a che vedere con il “divorzio cattolico”. Aggiungendo che «bisogna essere ciechi per non vedere l’enorme bene che papa Francesco sta facendo alla Chiesa e alla diffusione del Vangelo».
Sempre il card. Ruini –da sempre riempito di complimenti da Antonio Socci-, è tornato recentemente a criticare i tradizionalisti-socciani affermando: «Il valore di papa Benedetto e del suo pontificato emergerà sempre di più, nel tempo. I rapporti tra lui e papa Francesco dimostrano quanto sia sbagliato contrapporli», ricordando che è anche errato parlare di vescovi conservatori che resistono a Papa Francesco: «Le contrapposizioni non fanno bene, specialmente all’intemo della Chiesa. Quella tra Papa e vescovi è però una leggenda metropolitana».
Anche da casa Ratzinger è arrivata pochi giorni fa un’altra difesa del Pontefice, il segretario personale di Benedetto XVI, mons. Georg Gänswein ha infatti ribadito: «Papa Francesco non vuole creare qualcosa di diverso, tagliare o aggiungere qualcosa ma soltanto mostrare nel concreto il messaggio di Cristo. Lui non è il successore di Benedetto XVI, ma il successore di Pietro e come ogni Pontefice porta con sé le sue capacità e le sue proprie priorità nel suo ministero. Papa Francesco è concentrato sulle domande sociali, su quelle persone che non hanno nessun ruolo nella società. Ma questo non significa che gli altri Papi non lo facessero, soltanto che lui mette l’accento sulle persone nelle periferie». Mons. Georg aveva già criticato gli “anti-bergogliani” nel gennaio 2015, nel febbraio 2015 e nel marzo 2015.
Progressisti-mancusiani da una parte e tradizionalisti-socciani dall’altra. Francesco, come abbiamo scritto nell’introduzione del nostro dossier, è il Papa più incompreso degli ultimi secoli, colpito contemporaneamente da due fuochi. Lo riconosceva perfettamente lo stesso Antonio Socci, prima di fondare la sua virtuale chiesa social-mediatica: «Giù le mani dal papa», scriveva con la solita foga nell’ottobre 2013. «Bisogna ripeterlo oggi che Francesco si trova strattonato a destra e a sinistra. Bersagliato da contestatori cattolici superficiali e imprudenti che lo rappresentano come modernista eterodosso e stravolto da sostenitori laicisti che lo applaudono attribuendogli idee egualmente eterodosse e quasi atee. Un circo mediatico assurdo». Un circo mediatico di cui lo stesso Socci è diventato nel tempo il leader indiscusso, contendendo il posto al suo alter-ego progressista Vito Mancuso.

3 agosto 2016

Orrore! chiesa in demolizione a Parigi.... ah! si sono dimenticati che l'avevano venduta

Un minimo di informazione non è che guasti prima di tirare fuori i soliti massoni e vario armamentario di contorno con il quale stanno facendo tanto baccano




IN BREVE. La Chiesa di Santa Rita a Parigi era proprietà della "société des chapelles catholiques et apostoliques" che nell'anno 2000 decise di venderla. Ed è stata quindi venduta. Non c'è stata nessuna opposizione da parte di autorità governative nel dare autorizzazione nel demolire la chiesa in quanto non ci sta alcun bene di carattere artistico da preservare. Mi sembra ovvio che a questo punto l'acquirente che ha versato la cifra dovuta per l'acquisto, quindi legittimo proprietario, ne faccia ciò che vuole.

Invece no, la chiesa è stata occupata illegalmente da un'associazione tradizionalista neanche vicina alla Chiesa di Roma. A questo punto è partito l'ordine di sgombro: l'orrore dove sta?
Secondo certi cattolici è giusto prima vendersi qualcosa, incassare i soldi e poi rientrare dalla finestra e continuare ad usare illegalmente ciò che si è venduto?

http://www.lexpress.fr/actualite/societe/evacuation-de-l-eglise-sainte-rita-squattee-par-des-militants-catholiques_1818203.html

8 giugno 2016

Dio gradisce la lingua latina!

Quindi la preghiera per essere più gradita in cielo deve essere in latino... 

Ma non credo che Gesù mentre pregava il Padre lo faceva in tale lingua...

A volte c'è da chiedersi cosa si fuma certa gente...


nulla togliendo al latino che a me non dispiace....


16 febbraio 2016

“Cattolicesimi” ideologici di sinistra e di destra: eresie farisaiche camuffate da zelo

I farisei di destra e di sinistra saranno sempre pronti a condannare la giustizia,
l'amore e la misericordia in nome delle regole


“Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13, 35).

Non esiste assolutamente alcuna forma di “provare” il cattolicesimo che non sia l’amore per il prossimo.

E come si prova l’amore per il prossimo?

Cristo risponde: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13).

E chi è amico di Cristo?

Cristo risponde: “Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando” (Gv 15, 14).
E cosa ci comanda Cristo?
Cristo risponde: “Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?” (Mt 5, 44-46).

Tutto questo dovrebbe essere scontato per chi si azzarda a descriversi come un “cristiano autentico”.

Ma…

Come accadeva all’epoca in cui Gesù era su questa terra, l’apparente zelo religioso può essere un abominevole camuffamento per un livello assassino, apostata e diabolico di egoismo, vanità, arroganza, settarismo e disprezzo scandaloso per il prossimo.

Ostentavano grande zelo coloro che non esitavano a “filtrare il moscerino e ingoiare il cammello” (cfr. Mt 23, 24), denunciava Gesù dopo averli descritti: “Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito” (Mt 23, 4). Ancora più veemente: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi”. (Mt 23, 15).

I farisei ipocriti lodano la forma al di sopra del contenuto. Per loro, ciò che conta è il protocollo, la regola, la legge esteriore – anche se lo spirito è tradito nel modo più nefasto e satanico in nome delle apparenze.

Un fariseo loda l’esteriorità e si preoccupa delle apparenze, delle formalità e delle rigidità protocollari. E in questo non c’è niente di sbagliato – a patto che non ci si concentri solo su questo. “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle” (Mt 23, 23).

Giustizia, misericordia, fedeltà. Amore per il prossimo – anche per i nemici. Amore per il prossimo fino a dare la vita per gli amici. Pregare per chi ci perseguita. Perdonare fino a settanta volte sette.

L’errore dei farisei, che si esplicita nelle loro parole e nelle loro azioni (perché “dai loro frutti dunque li potrete riconoscere” (cfr. Mt 7, 20), è un errore di priorità.

Nei tempi attuali, come in qualsiasi altra epoca, questi errori continuano ad essere commessi dando priorità alla forma, al protocollo, alla regola, che pur essendo necessari non possono mai sovrapporsi all’amore. Alla fine, le buone forme di comportamento esistono solo al servizio dell’amore.

Papa Francesco va a Cuba? Non può. È comunista. Ma l’amore per il prossimo? Non può. È comunista. Ma come aiutare i cubani a vivere la fede con libertà senza andare alle cause della loro mancanza di libertà per superarle con amore, misericordia, giustizia? Non può. È comunista.
Papa Francesco incontra il patriarca Kirill? Non può. C’è di mezzo il KGB. E la riconciliazione? E la richiesta di Cristo affinché tutti siano una cosa sola? Non può. C’è di mezzo il KGB. Ma la Chiesa ortodossa esiste da mille anni, secoli e secoli prima della nascita del KGB. Non può. C’è di mezzo il KGB.

Papa Francesco scrive un’enciclica sulla cura della nostra casa comune? Non può. È New Age, ecologismo e comunismo verde. Ma Dio non ci ha affidato la cura responsabile della creazione già nel primo libro della Bibbia? Non può. È New Age, ecologismo e comunismo verde. Ma Gesù stesso non era sempre a contatto con la natura, non contemplava e citava costantemente nelle sue parabole e nei suoi discorsi semi, rami, alberi, campi, gigli, fiori, grano, frutti, mare, uccelli? Non può. È New Age, ecologismo e comunismo verde. E San Francesco, che chiamava fratelli e sorelle il sole, la luna, gli animali e le piante? Non può. È New Age, ecologismo e comunismo verde.

Papa Francesco parla di giustizia nella distribuzione dei beni materiali? Non può. È teologia della liberazione. Il papa difende un’economia al servizio delle persone e non le persone al servizio dell’economia? Non può. È teologia della liberazione. Andare alle periferie esistenziali, promuovere l’equità nell’accesso alle risorse, garantire una sopravvivenza degna, sconfiggere il peccato gravissimo dell’usura? Non può. È teologia della liberazione.

Papa Francesco denuncia la cultura dello scarto e della cosificazione degli esseri umani? Non può. È oscurantismo e insensibilità reazionaria. Il papa si scaglia contro l’irresponsabilità nel godimento del sesso fine a se stesso? Non può. È oscurantismo e insensibilità reazionaria. Il papa ribadisce che l’aborto è un crimine abominevole, perpetrato in nome dell’egoismo, dell’utilitarismo e dell’eugenetica, che hanno inventato il presunto “diritto” di avere “figli perfetti”, come se una vita umana fosse paragonabile a un “sogno di consumo”? Non può. È oscurantismo e insensibilità reazionaria.

Papa Francesco riafferma la dottrina morale della Chiesa? Non può. È dogmatismo e intolleranza. Ribadisce che il sacerdozio istituito da Cristo è stato affidato solo ai suoi discepoli uomini? Non può. È dogmatismo e intolleranza. Papa Francesco ribadisce che il matrimonio – non solo cristiano, ma naturale – è esclusivamente tra un uomo e una donna, è indissolubile e aperto alla vita? Non può. È dogmatismo e intolleranza.

Papa Francesco dà la priorità alla misericordia nella pastorale familiare? Non può. È modernismo, eresia e sentimentalismo. Le coppie in seconda unione devono ricevere comprensione, amore e misericordia, proprio perché è necesario testimoniare al mondo l’impegno indissolubile del matrimonio per le prossime generazioni? Non può. È modernismo, eresia e sentimentalismo. Gli omosessuali non devono essere giudicati e condannati, ma accolti con rispetto, fraternità e amore cristiano? Non può. È modernismo, eresia e sentimentalismo. Ma Cristo non girava con prostitute, peccatori e pubblicani? Non può. È modernismo, eresia e sentimentalismo. Ma Cristo non accoglieva e offriva amore e misericordia a samaritani, pagani e romani drasticamente immorali? Non può. È modernismo, eresia e sentimentalismo.

Papa Francesco chiede accoglienza per migranti e rifugiati? Non può. Sono terroristi infiltrati. Il papa ha fatto aprire le porte delle chiese di tutto il mondo per accogliere i rifugiati, anche se non sono cristiani, anche se sono musulmani? Non può. Sono terroristi infiltrati. Ma molti di loro sono bambini. Non può. Sono terroristi infiltrati. Ma migliaia di loro, anche musulmani, vengono perseguitati, torturati e assassinati nei loro Paesi. Non può. Sono terroristi infiltrati. E le opere di misericordia? Non può. Sono terroristi infiltrati.

Papa Francesco chiede ecumenismo tra i cristiani e dialogo civile e amorevole con le altre religioni? Non può. È stupidità, debolezza e tradimento. Ma come faranno i non cristiani a conoscere Cristo se i cristiani non lo testimoniano nella pratica? Non può. È stupidità, debolezza e tradimento. E come brillerà la nostra luce davanti agli uomini se gliela nascondiamo, rifiutandoci anche di mantenere un contatto con loro? Non può. È stupidità, debolezza e tradimento.

I farisei di sinistra e di destra saranno sempre pronti a condannare la giustizia, l’amore e la misericordia in nome di regole e protocolli, dimenticando che le regole e i protocolli hanno senso solo quando sono basati proprio sulla giustizia, sull’amore e sulla misericordia.

Di fronte alla tentazione costante del fariseismo di destra e di sinistra, dobbiamo essere giusti, amare e praticare la misericordia.

Alla fin fine, “se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna” (1 Cor 13, 1).

E allora, “ama e fa’ ciò che vuoi” (Sant’Agostino), perché se ami davvero vorrai fare solo ciò che è meglio per il prossimo.

Amiamo. Con le opere. Nella pratica. Anche i nemici. Fino a dare la vita. Questo è il Vangelo. Questo è il cristianesimo.

Il resto è ideologia farisaica.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]