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19 agosto 2016

Papa Francesco attaccato da modernisti e tradizionalisti

Vito Mancuso deluso dal Papa: «perché non vuole cambiare la dottrina?»

C’è forte delusione nel progressismo cattolico: Papa Francesco non ha alcuna intenzione di cambiare la dottrina, nessuna fantomatica apertura, nessun adeguamento al mondo.
Dopo fiumi di inchiostro sulle rivoluzioni dottrinali che avrebbe portato “il nuovo corso” di Francesco, il vaticanista del Fatto QuotidianoMarco Politi, ha smesso da mesi di scrivere libri e articoli ritirandosi in un impacciato e quanto mai salutare silenzio (l’ultimo articolo risale al marzo 2015). Se è sempre più palpabile l’imbarazzo degli storici Alberto Melloni e Massimo Faggioli, il vatiKanista del ManifestoLuca Kocci, è ancora frastornato dalla scomunica di Papa Francesco dei fondatori dell’associazione Noi siamo Chiesa, leader del progressismo cattolico internazionale a cui Kocci è molto legato e a cui continua imperterrito a dare voce (assieme all’agenzia Adista). Per non parlare del teologo Vito Mancuso. Nel marzo 2014 arrivò a fare pressioni al Papa in un editoriale di Repubblica, minacciando cataclismi se non avesse portato la Chiesa sulla strada dell’aborto libero, dell’eutanasia selvaggia e del matrimonio gay: «che ne sarebbe della Chiesa se fallisse Francesco? Che cosa avverrebbe se le riforme auspicate non andassero in porto e le attese di una nuova primavera si rivelassero solo illusioni? Sarebbe la fine della luce che si è accesa nell’esistenza di tutti gli esseri umani, con Roma che tornerebbe a essere periferia del mondo». 
Francesco ha risposto picche: non solo ha denunciato la falsa compassione che muove i sostenitori della cultura dello scarto (aborto e eutanasia), non solo ha beatificato Paolo VI, ma ha elogiato il suo coraggio per l’enciclica Humanae Vitae vero incubo di Mancuso in quanto incardina definitivamente la dottrina cattolica sulla sessualità-, affermando«Paolo VI non è stato un arretrato, un chiuso. No, è stato un profeta». Si è anche più volte scagliato contro il gender, legittimando la grande sollevazione popolare che il 21 giugno scorso ha portato in piazza un milione di persone. Proprio in queste ore la portavoce nazionale dei Socialisti, Maria Cristina Pisaniha accusatoPapa Francesco di non essere progressista in quanto, tramite un suo appello pochi giorni fa, ha influito sulla vittoria dei difensori della famiglia nel referendum in Slovenia, abbattendo la legge favorevole ai matrimoni omosessuali. In questi giorni, dopo aver rinnegato il Dio cristiano abbracciando pubblicamente il panenteismo, non potendo negare l’evidenza, Mancuso ha manifestato la sua delusione per Francesco, “tirandogli le orecchie”: «Sta facendo un ottimo lavoro, però occorrerebbe che non si limitasse alla dimensione disciplinare e interna della Curia, che va raddrizzata, ma che la riforma toccasse la dottrina, se si vuole parlare alla coscienza contemporanea».
Per farsi più attraenti agli occhi del mondo, è questa la nota ricetta di Mancuso, la Chiesa dovrebbe riformare quei punti della dottrina che gli stanchi uomini moderni faticano ad accettare. Un po’ come dire: al catechismo vanno pochi bambini? Smettiamo di parlare di Gesù, è troppo difficile, riempiamo le aule di videogiochi e vedrete quanta affluenza avremo! Ma Papa Francesco ha già risposto ai Mancuso, ai Melloni, ai Kocci e a tutti coloro che -ignorando il vicolo buio in cui si è infilata la chiesa protestante-, pensano di “attirare” gli uomini alla Chiesa rivoluzionando le tematiche sessuali e bioetiche. Si chiama, ha detto il Papa, «la tentazione di scendere dalla croce, per accontentare la gente, e non rimanerci, per compiere la volontà del Padre; di piegarsi allo spirito mondano invece di purificarlo e piegarlo allo Spirito di Dio. E’ la tentazione del buonismo distruttivo, che a nome di una misericordia ingannatrice fascia le ferite senza prima curarle e medicarle; che tratta i sintomi e non le cause e le radici. È la tentazione dei “buonisti”, dei timorosi e anche dei cosiddetti “progressisti e liberalisti”». Parole limpide e durissime. La Chiesa, semmai, deve adeguare il modo di comunicare la dottrina cattolica, invitando e accompagnando gli uomini a passare per la porta stretta. Non certo allargare la porta per far fare a loro meno fatica: sarebbe un’illusione e un tradimento.
Il colmo è che, se da una parte il Papa viene criticato per non voler cambiare la dottrina cattolica, dall’altra i tradizionalisti-socciani -devoti della chiesa mediatico-opinionista, il cui pastore spirituale è il giornalista Antonio Socci-, criticano pesantemente Francesco, accusandolo di aver (e di voler) cambiato la dottrina cattolica, annunciando a loro volta catastrofici cataclismi apocalittici. Arrivando a rallegrarsi per la diminuzione dei fedeli cattolici alle udienze dell’impostore Bergoglio, come lo chiamano loro, contrapponendolo ai numeri delle udienze del (vero) Papa, Benedetto XVI (rispetto ai numeri, è tutto da approfondire perché la situazione sembra essere ben più complessa).
L’accusa recente più circoscritta dei socciani è quella di aver “aperto” al divorzio cattolico tramite il Motu Proprio “mitis iudex dominus Iesus”. Lo sostiene apertamente il vaticanista dell’Espresso Sandro Magister, che da mesi si sta vendicando di essere stato allontanato dalla Sala Stampa del Vaticano per aver violato l’embargo sull’enciclica del Papa (proprio oggi gli è stato restituito l’accredito), arrivando a compiere veri e propri «atti di disturbo» -così li ha definiti padre Federico Lombardi- verso i lavori del Sinodo. Peccato che lo stesso card. Camillo Ruini, noto pupillo di Magister, ha chiaramente spiegato che «la decisione di papa Francesco», tramite il “motu proprio”, «che molti di noi —me compreso — auspicavano, non ha niente a che fare con un’ipocrisia del genere». Niente a che vedere con il “divorzio cattolico”. Aggiungendo che «bisogna essere ciechi per non vedere l’enorme bene che papa Francesco sta facendo alla Chiesa e alla diffusione del Vangelo».
Sempre il card. Ruini –da sempre riempito di complimenti da Antonio Socci-, è tornato recentemente a criticare i tradizionalisti-socciani affermando: «Il valore di papa Benedetto e del suo pontificato emergerà sempre di più, nel tempo. I rapporti tra lui e papa Francesco dimostrano quanto sia sbagliato contrapporli», ricordando che è anche errato parlare di vescovi conservatori che resistono a Papa Francesco: «Le contrapposizioni non fanno bene, specialmente all’intemo della Chiesa. Quella tra Papa e vescovi è però una leggenda metropolitana».
Anche da casa Ratzinger è arrivata pochi giorni fa un’altra difesa del Pontefice, il segretario personale di Benedetto XVI, mons. Georg Gänswein ha infatti ribadito: «Papa Francesco non vuole creare qualcosa di diverso, tagliare o aggiungere qualcosa ma soltanto mostrare nel concreto il messaggio di Cristo. Lui non è il successore di Benedetto XVI, ma il successore di Pietro e come ogni Pontefice porta con sé le sue capacità e le sue proprie priorità nel suo ministero. Papa Francesco è concentrato sulle domande sociali, su quelle persone che non hanno nessun ruolo nella società. Ma questo non significa che gli altri Papi non lo facessero, soltanto che lui mette l’accento sulle persone nelle periferie». Mons. Georg aveva già criticato gli “anti-bergogliani” nel gennaio 2015, nel febbraio 2015 e nel marzo 2015.
Progressisti-mancusiani da una parte e tradizionalisti-socciani dall’altra. Francesco, come abbiamo scritto nell’introduzione del nostro dossier, è il Papa più incompreso degli ultimi secoli, colpito contemporaneamente da due fuochi. Lo riconosceva perfettamente lo stesso Antonio Socci, prima di fondare la sua virtuale chiesa social-mediatica: «Giù le mani dal papa», scriveva con la solita foga nell’ottobre 2013. «Bisogna ripeterlo oggi che Francesco si trova strattonato a destra e a sinistra. Bersagliato da contestatori cattolici superficiali e imprudenti che lo rappresentano come modernista eterodosso e stravolto da sostenitori laicisti che lo applaudono attribuendogli idee egualmente eterodosse e quasi atee. Un circo mediatico assurdo». Un circo mediatico di cui lo stesso Socci è diventato nel tempo il leader indiscusso, contendendo il posto al suo alter-ego progressista Vito Mancuso.

16 febbraio 2016

“Cattolicesimi” ideologici di sinistra e di destra: eresie farisaiche camuffate da zelo

I farisei di destra e di sinistra saranno sempre pronti a condannare la giustizia,
l'amore e la misericordia in nome delle regole


Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13, 35).

Non esiste assolutamente alcuna forma di “provare” il cattolicesimo che non sia l’amore per il prossimo.

E come si prova l’amore per il prossimo?

Cristo risponde: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13).

E chi è amico di Cristo?

Cristo risponde: “Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando” (Gv 15, 14).
E cosa ci comanda Cristo?
Cristo risponde: “Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?” (Mt 5, 44-46).

Tutto questo dovrebbe essere scontato per chi si azzarda a descriversi come un “cristiano autentico”.

Ma…

Come accadeva all’epoca in cui Gesù era su questa terra, l’apparente zelo religioso può essere un abominevole camuffamento per un livello assassino, apostata e diabolico di egoismo, vanità, arroganza, settarismo e disprezzo scandaloso per il prossimo.

Ostentavano grande zelo coloro che non esitavano a “filtrare il moscerino e ingoiare il cammello” (cfr. Mt 23, 24), denunciava Gesù dopo averli descritti: “Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito” (Mt 23, 4). Ancora più veemente: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi”. (Mt 23, 15).

I farisei ipocriti lodano la forma al di sopra del contenuto. Per loro, ciò che conta è il protocollo, la regola, la legge esteriore – anche se lo spirito è tradito nel modo più nefasto e satanico in nome delle apparenze.

Un fariseo loda l’esteriorità e si preoccupa delle apparenze, delle formalità e delle rigidità protocollari. E in questo non c’è niente di sbagliato – a patto che non ci si concentri solo su questo. “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle” (Mt 23, 23).

Giustizia, misericordia, fedeltà. Amore per il prossimo – anche per i nemici. Amore per il prossimo fino a dare la vita per gli amici. Pregare per chi ci perseguita. Perdonare fino a settanta volte sette.

L’errore dei farisei, che si esplicita nelle loro parole e nelle loro azioni (perché “dai loro frutti dunque li potrete riconoscere” (cfr. Mt 7, 20), è un errore di priorità.

Nei tempi attuali, come in qualsiasi altra epoca, questi errori continuano ad essere commessi dando priorità alla forma, al protocollo, alla regola, che pur essendo necessari non possono mai sovrapporsi all’amore. Alla fine, le buone forme di comportamento esistono solo al servizio dell’amore.

Papa Francesco va a Cuba? Non può. È comunista. Ma l’amore per il prossimo? Non può. È comunista. Ma come aiutare i cubani a vivere la fede con libertà senza andare alle cause della loro mancanza di libertà per superarle con amore, misericordia, giustizia? Non può. È comunista.
Papa Francesco incontra il patriarca Kirill? Non può. C’è di mezzo il KGB. E la riconciliazione? E la richiesta di Cristo affinché tutti siano una cosa sola? Non può. C’è di mezzo il KGB. Ma la Chiesa ortodossa esiste da mille anni, secoli e secoli prima della nascita del KGB. Non può. C’è di mezzo il KGB.

Papa Francesco scrive un’enciclica sulla cura della nostra casa comune? Non può. È New Age, ecologismo e comunismo verde. Ma Dio non ci ha affidato la cura responsabile della creazione già nel primo libro della Bibbia? Non può. È New Age, ecologismo e comunismo verde. Ma Gesù stesso non era sempre a contatto con la natura, non contemplava e citava costantemente nelle sue parabole e nei suoi discorsi semi, rami, alberi, campi, gigli, fiori, grano, frutti, mare, uccelli? Non può. È New Age, ecologismo e comunismo verde. E San Francesco, che chiamava fratelli e sorelle il sole, la luna, gli animali e le piante? Non può. È New Age, ecologismo e comunismo verde.

Papa Francesco parla di giustizia nella distribuzione dei beni materiali? Non può. È teologia della liberazione. Il papa difende un’economia al servizio delle persone e non le persone al servizio dell’economia? Non può. È teologia della liberazione. Andare alle periferie esistenziali, promuovere l’equità nell’accesso alle risorse, garantire una sopravvivenza degna, sconfiggere il peccato gravissimo dell’usura? Non può. È teologia della liberazione.

Papa Francesco denuncia la cultura dello scarto e della cosificazione degli esseri umani? Non può. È oscurantismo e insensibilità reazionaria. Il papa si scaglia contro l’irresponsabilità nel godimento del sesso fine a se stesso? Non può. È oscurantismo e insensibilità reazionaria. Il papa ribadisce che l’aborto è un crimine abominevole, perpetrato in nome dell’egoismo, dell’utilitarismo e dell’eugenetica, che hanno inventato il presunto “diritto” di avere “figli perfetti”, come se una vita umana fosse paragonabile a un “sogno di consumo”? Non può. È oscurantismo e insensibilità reazionaria.

Papa Francesco riafferma la dottrina morale della Chiesa? Non può. È dogmatismo e intolleranza. Ribadisce che il sacerdozio istituito da Cristo è stato affidato solo ai suoi discepoli uomini? Non può. È dogmatismo e intolleranza. Papa Francesco ribadisce che il matrimonio – non solo cristiano, ma naturale – è esclusivamente tra un uomo e una donna, è indissolubile e aperto alla vita? Non può. È dogmatismo e intolleranza.

Papa Francesco dà la priorità alla misericordia nella pastorale familiare? Non può. È modernismo, eresia e sentimentalismo. Le coppie in seconda unione devono ricevere comprensione, amore e misericordia, proprio perché è necesario testimoniare al mondo l’impegno indissolubile del matrimonio per le prossime generazioni? Non può. È modernismo, eresia e sentimentalismo. Gli omosessuali non devono essere giudicati e condannati, ma accolti con rispetto, fraternità e amore cristiano? Non può. È modernismo, eresia e sentimentalismo. Ma Cristo non girava con prostitute, peccatori e pubblicani? Non può. È modernismo, eresia e sentimentalismo. Ma Cristo non accoglieva e offriva amore e misericordia a samaritani, pagani e romani drasticamente immorali? Non può. È modernismo, eresia e sentimentalismo.

Papa Francesco chiede accoglienza per migranti e rifugiati? Non può. Sono terroristi infiltrati. Il papa ha fatto aprire le porte delle chiese di tutto il mondo per accogliere i rifugiati, anche se non sono cristiani, anche se sono musulmani? Non può. Sono terroristi infiltrati. Ma molti di loro sono bambini. Non può. Sono terroristi infiltrati. Ma migliaia di loro, anche musulmani, vengono perseguitati, torturati e assassinati nei loro Paesi. Non può. Sono terroristi infiltrati. E le opere di misericordia? Non può. Sono terroristi infiltrati.

Papa Francesco chiede ecumenismo tra i cristiani e dialogo civile e amorevole con le altre religioni? Non può. È stupidità, debolezza e tradimento. Ma come faranno i non cristiani a conoscere Cristo se i cristiani non lo testimoniano nella pratica? Non può. È stupidità, debolezza e tradimento. E come brillerà la nostra luce davanti agli uomini se gliela nascondiamo, rifiutandoci anche di mantenere un contatto con loro? Non può. È stupidità, debolezza e tradimento.

I farisei di sinistra e di destra saranno sempre pronti a condannare la giustizia, l’amore e la misericordia in nome di regole e protocolli, dimenticando che le regole e i protocolli hanno senso solo quando sono basati proprio sulla giustizia, sull’amore e sulla misericordia.

Di fronte alla tentazione costante del fariseismo di destra e di sinistra, dobbiamo essere giusti, amare e praticare la misericordia.

Alla fin fine, “se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna” (1 Cor 13, 1).

E allora, “ama e fa’ ciò che vuoi” (Sant’Agostino), perché se ami davvero vorrai fare solo ciò che è meglio per il prossimo.

Amiamo. Con le opere. Nella pratica. Anche i nemici. Fino a dare la vita. Questo è il Vangelo. Questo è il cristianesimo.

Il resto è ideologia farisaica.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

26 novembre 2014

10 citazioni dimostrano che Papa Francesco è un progressista

Se pensi che Papa Francesco sia la luce e Benedetto XVI il buio, se pensi che Francesco sia un
militante pro-choice e Benedetto XVI un pro-life, se pensi che Francesco sia un no-global e Benedetto XVI un capitalista, se pensi che Francesco sia un militante dei diritti umani e Benedetto XVI li contrasti… ma anche solo se credi che Francesco sia un banale progressista e Benedetto XVI un arcigno conservatore…bene, sei il benvenuto in questo articolo.

Innanzitutto vorremmo elencare alcune illuminanti citazioni di Francesco dette in questi primi mesi di pontificato. Soffermati sulla luce che emanano queste parole, assapora il “cambiamento”, respira il vento nuovo che sembra calato sulla Chiesa!

1) Partiamo dalla sua innovativa apertura alle persone omosessuali: «Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei pastori della Chiesa, ovunque si verifichino. Essi rivelano una mancanza di rispetto per gli altri, lesiva dei principi elementari su cui si basa una sana convivenza civile. La dignità propria di ogni persona dev’essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni».

2) La sua innovativa vocazione per i poveri: «Se ci rifiutiamo di condividere ciò che abbiamo con il povero e l’affamato, rendiamo il nostro possesso un falso dio. Quante voci nella nostra società materialista ci dicono che la felicità si trova nell’accumulare proprietà e lussi! Ma questo è rendere il possesso un falso dio. Invece di portare la vita, essi portano la morte».

3) La sua innovativa desacralizzazione del Papato teocratico: «L’autorità del Papa non è illimitata. I signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore. Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare ed agire anche con strumenti insufficienti e soprattutto mi affido alle vostre preghiere».

4) Il suo innovativo riconoscimento del ruolo della donna: «È importante dal punto di vista teologico e antropologico che la donna sia al centro della cristianità. Attraverso Maria, e le altre donne sante, l’elemento femminile è posto al centro della religione cristiana».

5) La sua innovativa condanna del capitalismo: «La prevalenza di una mentalità egoista e individualistica che trova espressione anche in un capitalismo sregolato».

6) La sua innovativa vocazione ambientalista: «sono molto preoccupanti le minacce originate dalla noncuranza – se non addirittura dall’abuso – nei confronti della terra e dei beni naturali. L’essere umano si è lasciato dominare dall’egoismo, perdendo il senso del mandato di Dio, e nella relazione con il creato si è comportato come sfruttatore, volendo esercitare su di esso un dominio assoluto. Quando l’uomo si sostituisce a Dio finisce col provocare la ribellione della natura, piuttosto tiranneggiata che governata da lui».

7) Il suo innovativo rispetto per le altre religioni: «Nel rispetto delle differenze delle varie religioni, tutti siamo chiamati a lavorare per la pace e ad un impegno fattivo per promuovere la riconciliazione tra i popoli»

8) La sua innovativa critica al potere della Chiesa: «Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa? A quante volte si abusa del santo sacramento della sua presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra! Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza!».

9) La sua innovativa richiesta di una “chiesa povera per i poveri”: «Liberata dai fardelli e dai privilegi materiali e politici, la Chiesa può dedicarsi meglio e in modo veramente cristiano al mondo intero, può essere veramente aperta al mondo».

10) La sua innovativa apertura alla tecnologia: «Le nuove tecnologie digitali stanno determinando cambiamenti fondamentali nei modelli di comunicazione e nei rapporti umani, hanno uno straordinario potenziale e sono un vero dono per l’umanità, a condizione che i vantaggi che esse offrono siano messi al servizio di tutti gli esseri umani e di tutte le comunità, soprattutto di chi è bisognoso e vulnerabile»

È evidente che da questi pronunciamenti si dimostri che Francesco sia un progressista, un innovatore e crei una discontinuità totale con i suoi predecessori. 

Già, peccato che abbiamo voluto farti uno scherzo!! tutte le citazioni che hai letto non sono di Francesco  le citazioni che hai letto sono di Benedetto XVI.   

Eh si, ci sei cascato? la prossima volta non fidarti dei media. non ci sei cascato? bravo, sei un libero pensatore.

Questa è una piccola burla inventata da Pat Archbold nel suo blog, sul sito americano del “National Catholic Register”, per prendere in giro la mania dei media nell’attribuire a papa Francesco idee opposte a quelle di Benedetto XVI, soprattutto sui temi più cari al mainstream giornalistico, cioè gay, donne, ambiente, capitalismo, povertà. Queste le fonti delle citazioni: 1); 2); 3) e 4); 5); 6); 7); 8); 9); 10)

In realtà si può fare anche il gioco inverso:
«Difendere la testimonianza dell’autentica natura del matrimonio e della famiglia, della santità e della dignità inviolabile della vita umana, e della bellezza e verità della sessualità umana». Benedetto XVI? No, Papa Francesco nella lettera del 9 agosto ai “Cavalieri di Colombo”. Ancora: «La vita deve essere sempre difesa, sin dal grembo materno, riconoscendovi un dono di Dio e garanzia del futuro dell’umanità». I principi non negoziabili di Ratzinger? No, sempre Francesco nel messaggio in occasione della Settimana nazionale della famiglia. «La Chiesa si è già espressa perfettamente su questo [matrimonio omosessuale, nda]. Non era necessario tornarci, come non ho parlato neppure della frode, della menzogna o di altre cose sulle quali la Chiesa ha una dottrina chiara! Non era necessario parlare di questo, bensì delle cose positive che aprono il cammino ai ragazzi. Inoltre i giovani sanno perfettamente qual è la posizione della Chiesa! E la mia posizione è la stessa perché sono figlio della Chiesa». Sempre Papa Bergoglio, in questo caso durante il suo recente viaggio a Rio per la Giornata mondiale della gioventù.

Apriamo la ragione, pensiamo con la nostra testa e non lasciamoci imboccare dai quotidiani e dalla televisione. Il consiglio è che qualunque informazione ascoltate sul Papa o sul Vaticano, essendo sempre manipolata, va confrontata con le fonti mediatiche ufficiali (“Avvenire”, “Osservatore Romano”, “Radio Vaticana” ecc.). Mi raccomando, non lasciatevi ingannare!

http://www.uccronline.it/2013/08/28/10-citazioni-dimostrano-che-papa-francesco-e-un-progressista/