18 gennaio 2015

Ecco cosa c’è dietro l’antipapismo di Antonio Socci

In questi giorni il Santo Padre è impegnato nel suo viaggio pastoralein Sri Lanka e Filippine ed è intervenuto rispondendo alle domande sui giornalisti. Puntualmente il giornalista di “Libero” Antonio Socci, da tempo impegnato in una guerra ideologica contro Francesco, ne ha approfittato per riattivare la sua macchina del fango antipapista.
Lo ha fatto con un articolo il quale, però, contiene ben dieci menzogne(dette appositamente o per disinformazione) a cui abbiamo risposto:

1) La prima accusa di Socci è che Francesco vorrebbe la «legittimazione della violenza fisica». Si riferisce ad una battuta umoristica di Francesco nel dialogo informale con i giornalisti e in risposta ad una domanda sull’esistenza di una illimitata libertà d’espressione, in seguito all’attentato a Charlie Hebdo. Il Papa ha spiegato che invece dev’esserci un limite, «abbiamo l’obbligo di dire apertamente, avere questa libertà, ma senza offendere». Per farlo capire meglio ha quindi fatto una battuta: «Perché è vero che non si può reagire violentemente, ma se il dott. Gasbarri, grande amico, mi dice una parolaccia contro la mia mamma, gli arriva un pugno! E’ normale! Non si può provocare, non si può insultare la fede degli altri, non si può prendere in giro la fede. E questa è un’eredità dell’illuminismo. Tanta gente che sparla delle religioni, le prende in giro, diciamo “giocattolizza” la religione degli altri, questi provocano, e può accadere quello che accade se il dott. Gasbarri dice qualcosa contro la mia mamma. C’è un limite. Ogni religione ha dignità, ogni religione che rispetti la vita umana, la persona umana. E io non posso prenderla in giro. E questo è un limite. Ho preso questo esempio del limite, per dire che nella libertà di espressione ci sono limiti come quello della mia mamma».
Fingendo di non aver capito che si trattava di una metafora ironica, il giornalista di “Libero” ha avviato la ramanzina moralista sul Papa contrario «alla civiltà giuridica e soprattutto cestina il Vangelo», che è tornato alla «legge del taglione», così da oggi «si può rispondere con i pugni». Mentre Francesco si riferiva al limite della libertà d’espressione, la cosa più tragica è che Socci è arrivato a sostenere che il Papa avrebbe in questo modo anche legittimato il fanatismo religioso a uccidere i cristiani in Medio Oriente a suon di pugni, «mentre se si è cristiani bisogna subire e zitti». Ha quindi incolpato Francesco se i gesuiti (come Bergoglio) francesi hanno pubblicato per solidarietà alcune vignette satiriche di Charlie Hebdo, ma non ha onorato il Papa per il fatto che altri gesuiti (come Bergoglio) hanno replicato molto perplessi all’iniziativa.
Bisognerebbe anche ricordare che Socci si dichiara discepolo di don Luigi Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione, anch’egli amante di metafore colorite: «Quando uno mi viene a dire: “Ma io voglio bene a questa ragazza, è un pezzo che siamo insieme, però non sono più innamorato di lei!», gli darei un pugno, perché l’unico modo per rispondere è quello di fargli capire che c’è qualcosa di storto (il naso, per esempio!)». (L. Giussani, “Uomini senza patria, 1982-1983″, Bur 2008, p. 332). Lo disse nel 1983 quando Socci aveva 24 e militava in CL, eppure lo scrittore non accusò il celebre teologo ed educatore di aver legittimato la violenza dei preti contro i fidanzati, come oggi fa contro Bergoglio. Don Giussani si rivolgeva direttamente ai giovani e Papa Francesco era in un informale dialogo con i vaticanisti, tanto da citare l’organizzatore dei voli papali, suo grande amico, come vittima di questo ipotetico pugno. Il senso era di sottolineare un limite alla libertà di satira, non certo una legittimazione alla violenza o al terrorismo religioso.

2) La seconda accusa di Socci è che il Papa avrebbe taciuto sui massacri dei cristiani: «in agosto e per giorni Bergoglio tacque» sulla persecuzione, scrive il giornalista. Peccato che invece intervenne il 20 luglio, l’8 agosto,  il 10 agosto, il 18 agosto, il 3 settembre ecc. Ha quindi aggiunto che «le sue sporadiche dichiarazioni evitarono accuratamente di nominare i carnefici e di condannare la loro ideologia islamista». Peccato che Francesco abbia più volte fatto appello ai leader islamici a condannare il terrorismo, operando giustamente una distinzione tra islam e fondamentalismo religioso («sarebbe bello che tutti i leader islamici parlino chiaramente e condannino quegli atti ecc..»). Anche pochi giorni fa lo ha fatto, ovviamente Socci si è ben guardato di parlarne: «Nel sollecitare la comunità internazionale a non essere indifferente davanti a tale situazione, auspico che i leader religiosi, politici e intellettuali specialmente musulmani, condannino qualsiasi interpretazione fondamentalista ed estremista della religione, volta a giustificare tali atti di violenza».
D’altra parte, nemmeno Benedetto XVI volle mai condannare “l’islamismo”, ovvero creare la generalizzazione equiparando l’islam al terrorismo come vorrebbe il giornalista conservatore, preferendo restare sul generale: il 18/07/05, parlò solo di “orribile attentato”; il 19/04/06, parò di “atto terroristico”; il 9/05/09, parò di “perversione della religione”; il 15/05/09 /parlò di “terrorismo”)l’11/11/10, parlò di “discriminazione e violenza”; il 2/01/11, parlò di “strategia di violenza!; il 25/01/11, parlò di “grave atto di violenza”; il 20/10/12, parlò di “terribile attentato”; il 7/01/13 parlò di “pernicioso fanatismo di matrice religiosa” e di “falsificazione della religione stessa” ecc. Tanto che nel 2009 la Chiesa di Benedetto XVI fu accusata dal rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, di avere “reazioni ammiccanti all’islam”.

3) La terza accusa di Socci è che «Bergoglio ha evitato sempre di chiedere l’“ingerenza umanitaria” per salvare la vita a popolazioni inermi». Invece il Pontefice ha rivolto numerosi appelli a «quanti hanno responsabilità politiche a livello locale e internazionale affinché si intraprenda una vasta mobilitazione di coscienze in favore dei cristiani perseguitati», come ad esempio ha detto nel novembre scorso, nell’agosto 2014 ecc.

4) La quarta accusa di Socci è che Francesco, solo quando «si sentì “costretto” a dire che la vita di quella povera gente andava difesa, aggiunse che non lo si doveva fare con la forza (e come si fermano gli sgozzatori e gli stupratori dell’Is?)». Un’altra manipolazione del pensiero del Papa il quale, nella conferenza durante il viaggio in Corea, disse un’altra cosa:  «dove c’è un’aggressione ingiusta, posso soltanto dire che è lecito fermare l’aggressore ingiusto. Sottolineo il verbo: fermare. Non dico bombardare, fare la guerra, ma fermarlo. I mezzi con i quali si possono fermare, dovranno essere valutati. Fermare l’aggressore ingiusto è lecito. Ma dobbiamo anche avere memoria! Quante volte, con questa scusa di fermare l’aggressore ingiusto, le potenze si sono impadronite dei popoli e hanno fatto una vera guerra di conquista! Una sola nazione non può giudicare come si ferma un aggressore ingiusto». Parole sagge e prudenti, lontane dall’interventismo violento e armato tanto caro ai conservatori tradizionalisti. Socci oggi accusa Francesco di tradire il Vangelo per una battuta di spirito, ma nel frattempo vorrebbe iniziare la guerra contro il mondo islamista. Questo sarebbe evangelico per lui.

5) La quinta accusa di Socci è che Francesco avrebbe detto che «era disposto a dialogare con quelle belve sanguinarie e poi se la prese duramente contro quello che chiamò il “terrorismo di stato”, riferendosi a quei paesi che si difendevano dal terrorismo con le armi, come Israele e Usa». In realtà Francesco in quell’occasione disse ancora una volta una cosa diversa: «Io mai do per persa una cosa, mai. Forse non si può avere un dialogo, ma mai chiudere una porta. E’ difficile, puoi dire ‘quasi impossibile’, ma la porta sempre aperta […]. C’è la minaccia di questi terroristi. Ma anche un’altra minaccia, ed è il terrorismo di Stato. Quando le cose salgono, salgono, salgono e ogni Stato per conto suo si sente di avere il diritto di massacrare i terroristi, e con i terroristi cadono tanti che sono innocenti. E questa è un’anarchia di alto livello che è molto pericolosa. Con il terrorismo si deve lottare, ma ripeto quello che ho detto nel viaggio precedente: quando si deve fermare l’aggressore ingiusto, si deve fare con il consenso internazionale». Francesco non critica affatto chi si difende con le armi dai terroristi, come ha affermato Socci, ma spiega che bisogna lottare ma la strategia di difesa va decisa tra gli Stati, optando per una difesa che coinvolga il meno possibile vittime innocenti.  Si nota in modo evidente come Socci costantemente manipoli i discorsi del Papa.

6) La sesta accusa di Socci è un must della sua critica antipapista, ovvero l’ormai famosa intervista a Scalfari in cui avrebbe detto “io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico”sostenendo che il Papa stia «declassando i cattolici a dei “senza Dio”». Come sempre ricordiamo che la Santa Sede è intervenuta in merito a questa intervista -e solo questa- ritenendola «attendibile in senso generale ma non nelle singole formulazioni». Scalfari, oltretutto, ha ammesso di aver manipolato l’intervista. Inoltre, Francesco ha più volte indicato l’esatto opposto di quanto Scalfari gli ha fatto dire nell’intervista, ad esempio ha detto: «Non si capisce un cristiano senza Chiesa. E per questo il grande Paolo VI diceva che è una dicotomia assurda amare Cristo senza la Chiesa; ascoltare Cristo ma non la Chiesa; stare con Cristo al margine della Chiesa. Non si può. E’ una dicotomia assurda. Il messaggio evangelico noi lo riceviamo nella Chiesa e la nostra santità la facciamo nella Chiesa, la nostra strada nella Chiesa. L’altro è una fantasia o, come lui diceva, una dicotomia assurda». Ma l’intervista a Scalfari è una sorta di ossessione del conservatorismo antipapista dell’estrema destra, la ritroveremo citata migliaia di altre volte.

7) La settima accusa di Socci è che Bergoglio valorizzerebbe tutte le religioni mentre «al cattolicesimo toccano quasi sempre e solo durezze e bastonate». A parte il fatto che se gran parte dei cattolici italiani sono d’accordo con la militanza antipapista Socci evidentemente queste bastonate del Pontefice sono più che meritate, in ogni caso Francesco ha dichiarato proprio l’opposto: «dobbiamo però fare attenzione a permettere ai fedeli di tutte le confessioni cristiane di vivere la loro fede in maniera inequivocabile e libera da confusione, e senza ritoccare cancellando le differenze a scapito della verità. Quando, per esempio, con il pretesto di un certo andarsi incontro dobbiamo nascondere la nostra fede eucaristica, non prendiamo sufficientemente sul serio né il nostro patrimonio, né quello del nostro interlocutore». 

8) L’ottava accusa di Socci è che il Papa sarebbe sincretista per essere andato a «pregare (e adorare) nella Moschea blu di Istanbul rivolto alla Mecca (mentre i cristiani sono massacrati da musulmani)». Eppure anche Benedetto XVI nel 2006 si recò nella Moscha Blu accompagnato dal Gran Mufti, si tolse le scarpe e si fermò davanti al Mihrab, l’edicola islamica rivolta in direzione della Mecca verso la quale indirizzano le loro preghiere i fedeli musulmani (come descrisse Andrea Tornielli). Padre Federico Lombardi precisò anche in quell’occasione: «Davanti al Mihrab, nella Moschea Blu, il Papa ha sostato in meditazione e certamente ha rivolto a Dio il suo pensiero». Lo stesso Francesco ha spiegato così il suo gesto nella moschea: «Sono venuto come pellegrino, non come turista. Ma poi, quando sono andato in Moschea, io non potevo dire: “No, adesso sono turista”. No, era tutto religioso. E ho visto quella meraviglia! Il muftì mi spiegava bene le cose, con tanta mitezza, e anche con il Corano, dove si parlava di Maria e di Giovanni il Battista, mi spiegava tutto… In quel momento ho sentito il bisogno di pregare. E ho detto: “Preghiamo un po’?” – “Sì, sì”, ha detto lui. E io ho pregato: per la Turchia, per la pace, per il muftì… per tutti. E ho pregato per la pace, soprattutto. Ho detto: “Signore, finiamola con la guerra…”. Così, è stato un momento di preghiera sincera». Sull’accaduto è intervenuto anche uno dei maggiori studiosi di Islam turco, Padre Alberto Fabio Ambrosio, domenicano, e professore associato presso il dipartimento di teologia dell’Università di Metz in Francia, che ha valorizzato il gesto di Francesco spiegando che non vi è nulla di sincretistico, blasfemo o relativistico.

9) La nona accusa di Socci è che il Papa, durante la visita in Sri Lanka, «non ha trovato il tempo per la benedizione della neonata Università Cattolica, ma l’ha trovato per un fuori programma: la visita al tempio buddista». Innanzitutto, come si evince dal programma ufficiale, il viaggio non prevedeva affatto una visita in Sri Lanka all’Università Cattolica, Socci si è confuso (volontariamente?) con la visita che Francesco farà domenica 18 all’Università Cattolica a Manila. Ma, se anche fosse stato vero, si tratta di retorica di bassa lega: allo stesso modo si potrebbe accusare Socci di non aver trovato il tempo per scrivere un articolo sui cristiani perseguitati indicando il modo concreto per aiutarli, ma l’ha invece trovato per un articolo di militanza contro il Papa. Per quanto riguarda la visita al tempio buddista, nemmeno questa era prevista dal programma: Francesco doveva incontrare i vescovi ma, essendo questi in ritardo all’appuntamento, ha deciso di accettare l’invito rivoltogli il giorno prima dal capo del tempio, il monaco Banagala Upatissa. Per il dispiacere dello scrittore, ricordiamo che anche Giovanni Paolo II osò visitare un tempio buddista durante il viaggio in Thailandia nel 1984.

10) La decima accusa di Socci è ancora sul presunto sincretismo del Papa poiché sarebbe favorevole ad un «minestrone di religioni diverse: il Concilio che parla di “unica vera religione”. Non mi pare che Bergoglio ripeta queste parole, anzi lancia segnali che – forse anche contro la sua volontà – possono creare enormi equivoci». Oltre al fatto che la “Nostra Aetate” afferma anche che «la Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini», Papa Francesco ha più volte parlato contro il minestrone sincretista delle religioni. Un esempio: «In questo dialogo, sempre affabile e cordiale, non si deve mai trascurare il vincolo essenziale tra dialogo e annuncio, che porta la Chiesa a mantenere ed intensificare le relazioni con i non cristiani. Un sincretismo conciliante sarebbe in ultima analisi un totalitarismo di quanti pretendono di conciliare prescindendo da valori che li trascendono e di cui non sono padroni. La vera apertura implica il mantenersi fermi nelle proprie convinzioni più profonde, con un’identità chiara e gioiosa, ma aperti “a comprendere quelle dell’altro” e “sapendo che il dialogo può arricchire ognuno”»(“Evangelii Gaudium“).

Ecco cosa si nasconde dietro l’antipapismo di Socci: dieci menzogne e tanta manipolazione.
fonte: UCRR

17 gennaio 2015

Il pastore evangelico Anthony Stallo svergogna Giacinto Butindaro e i suoi seguaci butindariani, riguardo la predestinazione

Il Giacinto Butindaro ed i suoi seguaci dichiarano che Dio ha creato molti con l'intento di farli andare all'inferno , nessuna possibilità, nessuna speranza di salvezza, mentre solo a pochi ha concesso la salvezza ma anche a questi pochi che Dio ha concesso la salvezza possono comunque perdere la salvezza. (assurdità totale)Il falso ministro del vangelo Giacinto Butindaro dice che non esiste la possibilità di scelta per gli esseri umani, non esiste il libero arbitrio, gli esseri umani non possono scegliere il bene o il male ma Dio ha programmato il destino degli esseri umani ed è lui che sceglie per loro. Dunque gli esseri umani sono tutti dei burattini di dio. (Questa dichiarazione di butindaro è un insulto verso Dio che è Santo, Giusto, Buono e Misericordioso con tutti).Infatti Dio che è imparziale non costringe nessuno a scegliere il male o il bene ma ha creato delle persone con una propria volontà individuale che permette di fare delle scelte. Dunque chi commette un omicidio è per sua scelta non che Dio manovra qualcuno per farlo essere un assassino. chi commette abusi verso i bambini è per sua scelta non che Dio manovra i pedofili per farli fare del male ai bambini. e questo vale per qualsiasi altra situazione, Dio è giusto in tutte le sue vie. il Giacinto butindaro ed i suoi seguaci sono diabolici ma lo vogliono essere per loro scelta. Dio non fa essere diabolici nessuno.

 

Il dio mostro di Butindaro 
di Antonio Rozzini pastore della Chiesa ADI di Bergamo 
Abbiamo ospitato degli amici di Butindaro sul nostro sito in risposta ad un articolo riguardante il legalismo. Per loro il problema era l’abbigliamento. Mentre due di loro erano decisi ma educati, uno, un certo Aldo si è spinto a dire che per colpa di noi pastori corrotti le donne delle nostre chiese si vestono come le prostitute. Il concetto mi lascia di stucco. La prima domanda è come si vestono le prostitute? Io non ne conosco e non ne frequento. Da anni mi sono allenato, quando vedo queste povere ragazze sulle strade, a non guardare e pregare per loro. Non mi sembra che le donne nelle chiese si vestono così. E comunque se non ricordo male Gesù preferiva la compagnia delle prostitute a quella dei bigotti religiosi. Come lo capisco!
Ma perché queste persone sono così arrabbiate, bigotte, senza amore, senza perdono e francamente cattive? Se uno guarda la pagina web intitolato il blog di Giacinto Butindaro vede un ampio reportage contro Benigni e il suo show sui 10 comandamenti con foto del comico, poi foto di idoli e demoni, richiami a interventi contro il rock cristiano, contro il romanzo Il Rifugio, contro le ADI e contro Nicola Martella con foto allegato. (C’è anche un invito a visitare il suo english blog (sic!) Not very English!) C’era un periodo che era pieno di foto di serpenti e avevo deciso di non guardarlo più. Ma che razza di mente psicotica è questo che tiene i simboli delle sue presunte vittorie sulle ADI o su Martella come trofei da mettere in mostra a tutti? Come gli Assiri ammassavano i teschi dei nemici uccisi fuori dalle porta di Nineve così fa Butindaro sul suo blog. Quelli facevano paura, lui, mi dispiace, fa ridere… e piangere. Dov’è il perdono, la tenerezza, la preghiera? Niente, condanna, veleni, trionfalismi e basta.
Da dove nasce una tale spietatezza, quasi una voglia di umiliare? Nell’Otello di Verdi il meschino Iago canta “Credo in un Dio crudel!” Il nocciolo è tutto qui. Tu diventi come il tuo dio. Riferendosi agli idoli il Salmo 115:8 afferma: 
“Come loro sono quelli che li fanno, tutti quelli che in essi confidano.” 
Tu diventi come il tuo idolo. Romani 6:16 è ancora più forte, tu diventi schiavo del dio o signore che scegli. Ossia non puoi fare a meno di eseguire i suoi ordini. Sei schiavo.
Ora com’è il dio di Butindaro? Prima di tutto è un dio capriccioso. Butindaro crede nella predestinazione assoluta e manda all’inferno chi non è d’accordo con lui. La predestinazione assoluta vuol dire che Dio, prima della fondazione del mondo ha scelto alcuni, tipi allegri, simpatici e gioviali come il nostro Giacinto, alla salvezza eterna, in Cielo, e molti altri all’inferno, alle fiamme eterne. (Per favore risparmiatevi le battute facili!) In questo ha parecchio in comune con molti Calvinisti del passato e alcuni del presente. Dio non sceglie perché ti vede bello, buono o simpatico. Dio sceglie perché gli piace così. E’ suo divino piacere che miliardi di uomini, donne e bambini brucino all’inferno per l’eternità ed altri godano il Cielo. 
Per illustrare maggiormente questo orrore, prendiamo due esempi. Giuda ha tradito Gesù. Secondi molti Gesù amava Giuda ed ha fatto di tutto per convertirlo. Non secondo Butindaro. Dalla fondazione del mondo Dio ha predestinato una lunga linea biologica che avrebbe prodotto in un preciso giorno un cromosoma che avrebbe fecondato un ovolo che sarebbe diventato Giuda. (La predestinazione di ogni individuo presuppone l’esistenza di quell’individuo. L’esistenza di quell’individuo presuppone l’incontro dei suoi genitori e solo quei genitori avrebbero prodotto quell’individuo in un preciso momento del tempo…. La predestinazione di un individuo praticamente presuppone la predestinazione di tutto. Ma questa è un’altra storia.) Ora Giuda è stato bambino, crebbe, divenne discepolo di Gesù e poi lo tradì. Poi si impiccò ed ora la sua anima brucia all’inferno in attesa della risurrezione quando anche il corpo lo raggiungerà. Forse Giuda aveva scelta in questo? No, tutto predestinato. Giuda non poteva, non può e non potrà mai chiedere a qualcuno il perché della sua misera sofferenza. Questo è il dio di Butindaro. Mi ricorda i bambini capricciosi che strappano i baffi ai gatti. Ah, dimenticavo, è comunque un dio d’amore. Ama Butindaro e i suoi seguaci. 
Prendiamo Gandula, anche lui predestinato. Nasce in un villaggio poverissimo dell’Etiopia, in una capanna con dentro gli animali, come Gesù. A 3 anni muore di fame. Ora è all’inferno perché così è stato predestinato. Non abbiamo letto da qualche parte Beati i poveri perché di loro è il regno dei Cieli? Ma qui siamo anni luce lontano dalla semplicità di Gesù. 
Poi il dio di Butindaro è confusionario. Giacinto crede nella predestinazione, ma a differenza dei Calvinisti crede che la salvezza possa essere perduta. La cosa non ha logica. Dio ti sceglie prima della fondazione del mondo per essere salvato. Sei salvato per grazia. Fede e salvezza sono doni di Dio. Come posso perdere la salvezza? Per opere; se mi piace il rock cristiano, se non sono d’accordo sul velo, se sono divorziato e mi risposo ecc. Quindi mantengo la salvezza anche per opere; non andare al mare, uscire dalle ADI ecc. Allora io non sarò mai sicuro della salvezza fino alla fine. Pur essendo predestinato, non posso mai stare tranquillo. E con il dio capriccioso che abbiamo visto prima, c’è poco da scherzare. Ma queste persone sanno cos’è la pace, la pace che Gesù ci dà? 
Infine è un dio sadico. Se andate a vedere le pagine sul blog di Giacinto vedrete alcuni lunghi e noiosi articoli sui terremoti ed altri disastri naturali. Bene, ci afferma il dottore della Parola, sono atti di Dio, voluti da Dio, come avvertimento di giudizio che avverrà. Tu non puoi dire che Dio usa i terremoti per avvertire il mondo riguardo al giudizio; no Dio causa i terremoti, carestie, tsunami ecc. Uno si chiede che senso ha? Io causo un terremoto, provoco migliaia di morti, sofferenze indicibili e con questo dico al mondo di ravvedersi altrimenti succederà di peggio? Ma la gente non potrà credere se non è predestinata acredere. Anche se apparisse un angelo dal cielo, se non sei predestinato non crederai mai. E se sei predestinato non c’è bisogno di un terremoto per farti credere. Sono avvertimenti completamente inutili. Ma il dio di Butindaro a quanto pare, ama infliggere sofferenza su vittime innocenti, che rimarranno innocenti finché non saranno moralmente liberi di scegliere. Ma non saranno mai liberi di scegliere; sono predestinati. E mi chiedo se tutti i volontari cristiani che sono in prima fila per aiutare le vittime sanno che stanno ostacolando l’opera di Dio? Come può Dio avvertire il mondo con la sofferenza se i cristiani allievano quella stessa sofferenza? 
Capriccioso, confusionario e sadico è il dio di Butindaro, e così è lui. Ci si chiede come può un credente evangelico diventare così. Come hanno fatto nel deserto gli israeliti a diventare idolatri dopo i segni e i prodigi fatti da Dio in favor loro? Voglia di emergere, di farsi un nome, di crearsi un popolo? Non lo so. 
So che Butindaro ha un versetto per ogni dottrina, per quanto aberrante, che sostiene. Purtroppo nella storia ogni abominio quali le crociate, lo schiavismo nero, l’olocausto, l’inquisizione, è stato giustificato dalla Bibbia. Se prendiamo la Bibbia come elenco di leggi cadiamo nel legalismo, e come dice Paolo, la lettera uccide, eccome uccide! Se vediamo la Bibbia attraverso Gesù, tutto cambia. Amiamo e preghiamo persino per Giacinto! 
Cari seguaci di Butindaro che leggete queste pagine, ecco a voi la scelta; il dio capriccioso, confuso e sadico esposto a voi dal vostro maestro, o il meraviglioso Dio d’amore incarnato in Gesù?



http://evangelicibergamo.it/il-dio-mostro-di-butindaro/

13 gennaio 2015

Risposta alla propaganda antipapista di Antonio Socci (11/01/15)

Nell’altro articolo di oggi abbiamo commentato il decisivo intervento di ieri di Papa Francesco al corpo diplomatico. Tra i temi trattati anche quello della famiglia e del terrorismo religioso, intervento dettato anche in seguito all’attacco al settimanale francese Charlie Hebdo.
Francesco ha spiegato che questo fondamentalismo «rifiuta Dio stesso, relegandolo a un mero pretesto ideologico». Così ha invitato la comunità internazionale a non essere indifferente, auspicando che «i leader religiosi, politici e intellettuali specialmente musulmani, condannino qualsiasi interpretazione fondamentalista ed estremista della religione, volta a giustificare tali atti di violenza». Ha voluto così giustamente scindere la religione islamica dalla sua deriva fondamentalista, chiedendo però -come già fece il 30/11/14- ai leader musulmani una presa di posizione di condanna.
Abbiamo fatto notare che proprio il giorno prima lo scrittore Antonio Socci aveva pubblicato l’ennesimo articolo anti-bergogliano, accusando il Papa di non citare l’Islam nei suoi discorsi sul terrorismo, una «reticenza» frequente. Tuttavia, dopo il discorso di ieri, il giornalista della destra conservatrice non ha chiesto scusa al Papa ma nemmeno si è ricordato che anche Benedetto XVI operava questa scissione: frequenti sono infatti suoi attestati di stima per l’Islam e i musulmani (come ad esempio fece il 7/01/10), i quali «rendono culto a Dio soprattutto con la preghiera, l’elemosina e il digiuno» scrisse nella “Ecclesia in Medio Oriente“. In questo documento il Papa emerito scrisse anche: «Da parte loro, i musulmani condividono con i cristiani la convinzione che in materia religiosa nessuna costrizione è consentita, tanto meno con la forza […]. Lancio un accorato appello a tutti i responsabili religiosi ebrei, cristiani e musulmani della regione, affinché cerchino col loro esempio e il loro insegnamento di adoperarsi in ogni modo al fine di sradicare questa minaccia che tocca indistintamente e mortalmente i credenti di tutte le religioni». Nessun accenno “all’islamismo” nemmeno in Benedetto XVI, dunque, nessuna equiparazione dei musulmani ai terroristi, nessuna invocazione alla guerra Santa contro la religione di Maometto, come vorrebbe sentir dire Antonio Socci.
Il giornalista di “Libero” ha anche cercato di trovare una contraddizione tra le parole di condanna di Papa Francesco al terrorismo religioso e le parole “relativiste” che avrebbe detto a Eugenio Scalfari sul fatto che ognuno dovrebbe essere «incitato a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene». E’ utile far notare che tutte le accuse di contraddizione che il “tradizionalismo” rivolge al Papa si riducono sempre alle famose due interviste a Scalfari, è la loro ossessione, un po’ come le Crociate per il laicismo. Peccato che le due interviste siano state anche le uniche che la Santa Sede ha ritenuto «inattendibili nelle singole formulazioni», anche perché lo stesso Scalfari ha ammesso di averle manipolate (sono poi state pubblicate, assieme a tutte le altre interviste a Francesco, in un libro edito dalla Libreria Editrice Vaticana come espressione del rapporto con la stampa, padre Federico Lombardi aveva infatti spiegato: «è stato ritenuto più corretto lasciargli la sua natura giornalistica, con l’intervista pubblicata su Repubblica, e non il testo sul sito della Santa Sede». Non aveva senso, infatti, censurarle a causa di due frasi ambigue e scalfarizzate).
In ogni caso Francesco è ritornato sullo stesso concetto, facendo ben capire come la pensa e quel che in realtà disse a Scalfari (e che Scalfari manipolò). Infatti, nel discorso al Parlamento Europeo ha invitatol’uomo a «fare appello alla sua natura, alla sua innata capacità di distinguere il bene dal male, a quella “bussola” inscritta nei nostri cuori e che Dio ha impresso nell’universo creato». Parla chiaramente della legge naturale, individuabile dal credente come dal non credente attraverso la ragione, alla quale ogni uomo può fare appello per una vita morale. Lo stesso Benedetto XVI spiegava che «la legge morale naturale costituisce così la base per entrare in dialogo con tutti gli uomini che cercano la verità e, più in generale, con la società civile e secolare». Allora Socci era cattolico e papista e non si stracciò le vestiaccusando Benedetto XVI di relativismo.
Infine, lo scrittore ha sparato un’altra munizione per tentare di contrapporre Benedetto XVI a Francesco: nel 2006 il portavoce dell’arcidiocesi di Buenos Aires, padre Guillermo Marcó, non approvò il famoso discorso a Ratisbona del Papa emerito. Socci, venuto a saperlo soltanto in questi giorni, ha subito usato questo episodio come ennesima prova della sua spy-story di un Francesco abusivo in Vaticano a causa di un conclave nullo -bufala smentita da una nota canonista, la prof.ssa Geraldina Boni-, e di un Benedetto XVI ancora regnante -bufala smontata proprio da quest’ultimo che l’ha definita «speculazione semplicemente assurda», così come dal suo segretario personale, mons. Georg Gänswein, che ha parlato di «sciocchezza teologica e anche logica».
Tornando ai fatti citati da Socci, il vaticanista Andrea Tornielli aveva già chiarito come andarono le cose scrivendo: «l’ultima – nel senso della più recente – puntata di questa “guerra” contro il successore di Pietro combattuta con la carta e il web s’inventa un’opposizione tra l’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, e Papa Benedetto, sul caso Ratisbona». Dopo aver descritto la vicenda ha precisato: «L’intervista di padre Guillermo Marcó fece ovviamente scalpore, anche in Vaticano. Egli spiegò di aver rilasciato l’intervista non in quanto incaricato dei media della diocesi, ma come presidente dell’Istituto per il dialogo interreligioso. Leggendola appare del tutto evidente che il sacerdote parlava a titolo personale (“quelle parole non MI rappresentano”), senza alcun mandato della diocesi né tantomeno dell’allora arcivescovo di Buenos Aires. Ciononostante, visto il comprensibile imbarazzo che quell’intervista – e anche altre dichiarazioni – avevano provocato, padre Marcó, venne rimosso dal suo incarico di responsabile dei rapporti con la stampa, per volere del cardinale Bergoglio, e destinato altrove. Una circostanza che quanti hanno scovato e rilanciato la presunta notizia si guardano dal raccontare, perché rovinerebbe questa nuova pretestuosa accusa. Attribuire al futuro Papa le parole di Marcó, per contrapporlo a Benedetto XVI è dunque un’operazione propagandistica».

12 gennaio 2015

Tu sei un sasso!

  

Mettiamola così: Gesù dice: «Tu sei Simone, figlio di Giona; tu sarai chiamato Cefa, che vuol dire: sasso» (Gv 1,42 Nuova Diodati)

Poi in seguito Gesù chiese agli apostoli: «E voi, chi dite che io sia?»

Risponde Pietro=Cefa=sasso: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mt 16,15-16 Nuova Diodati)

A quel punto Gesù: «Tu sei beato, o Simone, figlio di Giona, perché né la carne né il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. Ed io altresì ti dico, che tu sei Pietro(=sasso), e sopra questa roccia (attenzione!, "roccia" che è Cristo non il “sasso” Pietro!) io edificherò la mia chiesa e le porte dell'inferno non la potranno vincere. (sempre Nuova Diodati)

Per i settari è chiaro: Pietro avrebbe capito che Cristo è la roccia e su quella roccia, che è Cristo stesso, avrebbe edificato la sua Chiesa.

E quel punto il povero Pietro con espressione alla Carlo Verdone si chiede: "beato ma de che? che so 'n sasso?"



7 gennaio 2015

Quanto mi hai fatto soffrire, Chiesa, eppure...

di fratel Carlo Carretto


Quanto sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo!
Quanto mi hai fatto soffrire, eppure quanto a te devo!
Vorrei vederti distrutta, eppure ho bisogno della tua presenza.
Mi hai dato tanti scandali, eppure mi hai fatto capire la santità!
Nulla ho visto al mondo di più oscurantista, più compresso, più falso e nulla ho toccato di più puro, di più generoso, di più bello.
Quante volte ho avuto la voglia di sbatterti in faccia la porte della mia anima, quante volte ho pregato di poter morire tra le tue braccia sicure.

No, non posso liberarmi di te, perché sono te, pur non essendo completamente te.
E poi, dove andrei?
A costruirne un'altra?
Ma non potrò costruirla se non con gli stessi difetti, perché sono i miei che porto dentro. E se la costruirò, sarà la mia Chiesa, non più quella di Cristo.
Sono abbastanza vecchio per capire che non sono migliore degli altri.

L'altro ieri un amico ha scritto una lettera ad un giornale: "Lascio la Chiesa perché, con la sua compromissione con i ricchi, non è più credibile". Mi fa pena!
O è un sentimentale che non ha esperienza, e lo scuso; o è un orgoglioso che crede di essere migliore degli altri.
Nessuno di noi è credibile finché è su questa terra...
La credibilità non è degli uomini, è solo di Dio e del Cristo.

Forse che la Chiesa di ieri era migliore di quella di oggi? Forse che la Chiesa di Gerusalemme era più credibile di quella di Roma?
Quando Paolo arrivò a Gerusalemme portando nel cuore la sua sete di universalità, forse che i discorsi di Giacomo sul prepuzio da tagliare o la debolezza di Pietro che si attardava con i ricchi di allora e che dava lo scandalo di pranzare solo con i puri, poterono dargli dei dubbi sulla veridicità della Chiesa, che Cristo aveva fondato fresca fresca, e fargli venire la voglia di andarne a fondare un'altra ad Antiochia o a Tarso?
Forse che a Santa Caterina da Siena, vedendo il Papa che faceva una sporca politica contro la sua città, poteva saltare in capo l'idea di andare sulle colline senesi, trasparenti come il cielo, e fare un'altra Chiesa più trasparente di quella di Roma cosi spessa, così piena di peccati e così politicante?

...La Chiesa ha il potere di darmi la santità ed è fatta tutta quanta, dal primo all'ultimo, di soli peccatori, e che peccatori!
Ha la fede onnipotente e invincibile di rinnovare il mistero eucaristico, ed è composta di uomini deboli che brancolano nel buio e che si battono ogni giorno contro la tentazione di perdere la fede.
Porta un messaggio di pura trasparenza ed è incarnata in una pasta sporca, come è sporco il mondo.
Parla della dolcezza dei Maestro, della sua non-violenza, e nella storia ha mandato eserciti a sbudellare infedeli e torturare eresiarchi.
Trasmette un messaggio di evangelica povertà, e non fa' che cercare denaro e alleanze con i potenti.

Coloro che sognano cose diverse da questa realtà non fanno che perdere tempo e ricominciare sempre da capo. E in più dimostrano di non aver capito l'uomo.

Perché quello è l'uomo, proprio come lo vede visibile la Chiesa, nella sua cattiveria e nello stesso tempo nel suo coraggio invincibile che la fede in Cristo gli ha dato e la carità dei Cristo gli fa vivere.
Quando ero giovane non capivo perché Gesù, nonostante il rinnegamento di Pietro, lo volle capo, suo successore, primo Papa- Ora non mi stupisco più e comprendo sempre meglio che avere fondato la Chiesa sulla tomba di un traditore, di un uomo che si spaventa per le chiacchiere di una serva, era un avvertimento continuo per mantenere ognuno di noi nella umiltà e nella coscienza della propria fragilità.

No, non vado fuori di questa Chiesa fondata su una roccia così debole, perché ne fonderei un'altra su una pietra ancora più debole che sono io.

...E se le minacce sono così numerose e la violenza del castigo così grande, più numerose sono le parole d'amore e più grande è la sua misericordia. Direi proprio, pensando alla Chiesa e alla mia povera anima, che Dio è più grande della nostra debolezza.

E poi cosa contano le pietre? Ciò che conta è la promessa di Cristo, ciò che conta è il cemento che unisce le pietre, che è lo Spirito Santo. Solo lo Spirito Santo è capace di fare la Chiesa con delle pietre mai tagliate come siamo noi!...
E il mistero sta qui.
Questo impasto di bene e di male, di grandezza e di miseria, di santità e di peccato che è la Chiesa, in fondo sono io...

Ognuno di noi può sentire con tremore e con infinito gaudio che ciò che passa nel rapporto Dio-Chiesa è qualcosa che ci appartiene nell'intimo.
In ciascuno di noi si ripercuotono le minacce e la dolcezza con cui Dio tratta il suo popolo di Israele, la Chiesa. A Ognuno di noi Dio dice come alla Chiesa: "Io ti farò mia sposa per sempre" (Osea 2, 21), ma nello stesso tempo ci ricorda la nostra realtà: "La tua impurità è come la ruggine. Ho cercato di toglierla, fatica sprecata! E' così abbondante che non va via nemmeno col fuoco" (Ezechiele 24, 12).

Ma poi c'è ancora un'altra cosa che forse è più bella. Lo Spirito Santo, che è l'Amore, è capace di vederci santi, immacolati, belli, anche se vestiti da mascalzoni e adulteri.

Il perdono di Dio, quando ci tocca, fa diventare trasparente Zaccheo, il pubblicano, e immacolata la Maddalena, la peccatrice.

E' come se il male non avesse potuto toccare la profondità più intima dell'uomo. E' come se l'Amore avesse impedito di lasciar imputridire l'anima lontana dall'amore.

"Io ho buttato i tuoi peccati dietro le mie spalle", dice Dio a ciascuno di noi nel perdono, e continua: "Ti ho amato di amore eterno; per questo ti ho riservato la mia bontà. Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata, vergine Israele" (Geremia 3 1, 3-4).

Ecco, ci chiama "vergini" anche quando siamo di ritorno dall'ennesima prostituzione nel corpo, nello spirito e nel cuore.
In questo, Dio è veramente Dio, cioè l'unico capace di fare le "cose nuove".
Perché non m'importa che Lui faccia i cieli e la terra nuovi, è più necessario che faccia "nuovi" i nostri cuori.
E questo è il lavoro di Cristo.
E questo è l'ambiente divino della Chiesa..

6 gennaio 2015

Da che parte stare? con Messori e Socci o con Farinella e Boff?

No grazie! Sto con il Papa

Fino a poco tempo fa era molto più semplice: i Papi venivano insultati e denigrati quotidianamente dalla stampa e dai grandi e tolleranti laicisti e opinionisti di “Repubblica”. Bastava porgere l’altra guancia e, tutti assieme, replicare alle accuse del giorno che venivano instancabilmente create nelle redazioni dei quotidiani.

Con Papa Francesco è cambiato tutto: i primi giorni hanno provato ad addossarli presunte frasi misogine e collussioni con la dittatura argentina ma è bastata una frase sul “non giudicare”, prelevata dal Catechismo e applicata alle persone con tendenze omosessuali, e una lettera a Eugenio Scalfari per trasformare i più accaniti anticlericali in bigotti baciapile. Corrado Augias oggi fa il chierichetto, Furio Colombo il sacrestano, Vito Mancuso grida “viva il Papa”, Flores d’Arcais è in silenzio stampa dal marzo 2013, il “Fatto Quotidiano” è diventato il bollettino parrocchiale e “Repubblica” sembra l’organo di stampa della Conferenza Episcopale. L’unico della vecchia guardia a resistere è, per fortuna, il buon vecchio e instancabile Piergiorgio Odifreddi.

Il voltagabbanismo del laicismo italiano ha però messo in crisi gli intellettuali cattolici: certo, sanno perfettamente che si tratta di false e strumentali amicizie, ovvero una forma più sofisticata di attacco alla Chiesa che consiste nel creare la mitologia del supereroe Papa Francesco per farlo combattere contro il Vaticano stesso, la curia, i vescovi e i cardinali. Lo capiscono perfettamente ma, al posto di smascherare la bufala degli improbabili clericali, molti hanno scelto di prendersela direttamente con il Papa, accusandolo di essere circondato da questi “nuovi amici” perché effettivamente si sarebbe staccato dalla dottrina cattolica, abbracciando l’ambiguità dell’ideologia progressista. Dato che però tali accuse sono oggettivamente inconsistenti, da qualche mese si sta battendo un’altra strada: far credere che Francesco non sia il vero Papa perché eletto attraverso un Conclave fasullo.

Il promotore di questa spy-story degna di Dan Brown è, incredibilmente, Antonio Socci, un grande intellettuale che tanto bene ha fatto alla comunità cattolica attraverso i suoi libri, le sue inchieste, le sue riflessioni. Oggi è misteriosamente rimasto incastrato nel personaggio antipapista che si è creato in questi mesi e, ogni settimana, nelle stesse pagine in cui fino a ieri difendeva a spada tratta il successore di Pietro contro i “cattolici adulti”, compaiono veementi accuse ad ogni intervento pubblico del Papa in nome “della mia coscienza” (come si è giustificato nel libro “Non è Francesco”). Per chi legge i suoi articoli è fin troppo chiaro che quella di Socci è ormai una guerra ideologica, il castello delle sue accuse è basato su piccole bugie, dimenticanze, estrapolazioni e retorica superficiale, degna di un Corrado Augias qualunque (lo dimostreremo, stiamo preparando un dossier apposito). Tanto male sta facendo ai suoi estimatori, confondendoli enormemente.

Se dunque i laicisti son diventati clericali e molti apologeti si sono trasformati in antipapisti, un’altra area culturale ha preso coraggio: sono i cosiddetti “martiniani”, i seguaci del compianto card. Martini, ottimo padre di pessimi figli. I più famosi sono Mancuso e Ignazio Marino, ma esiste tutto un sottobosco di “cattolici adulti”, dai preti rossi e gay-friendly ai vatikanisti appollaiati nelle redazioni dei principali quotidiani. In seguito alle repentine mutazioni appena descritte, marxisti e martiniani sono usciti dall’ombra e -prevedibilmente- hanno stretto l’occhiolino alla campagna laicista professandosi i veri amici di Francesco. Il caso più eclatante è quello di Leonardo Boff, il leader della Teologia della Liberazione brasiliana, che lasciò il saio francescano per protesta verso Giovanni Paolo II e Ratzinger, trovando una rossa compagna e, tuttavia, continuando a celebrare i sacramenti. Oggi si dichiara ammiratore e collaboratore di Papa Francesco.

Tutto questo fenomeno è emerso in modo visibile poco prima di Natale quando Vittorio Messori, nota e apprezzata firma cattolica, ha espresso sul “Corriere della Sera” le sue (legittime) perplessità verso il pontificato di Francesco. Ha sostenuto che il Papa starebbe turbando il cattolico medio a causa di «aspetti che paiono – e forse sono davvero – contraddittori». Se si leggono le motivazioni, tuttavia, non si nota affatto questa contraddizione, a patto che non si prenda sul serio -come invece Messori ha fatto-, l’intervista al Papa realizzata da Eugenio Scalfari, la quale però è risultata inattendibile dato che il fondatore di “Repubblica” ha candidamente ammesso di aver virgolettato parole e frasi inventate da lui e che Francesco non ha mai pronunciato. Tuttavia Messori si è espresso, come sempre fa, con gentilezza anzi, ricordando che «capo unico e vero della Chiesa è quel Cristo onnipotente e onnisciente che sa un po’ meglio di noi quale sia la scelta migliore, quanto al suo temporaneo rappresentante terreno. Una scelta che può apparire sconcertante alla vista limitata dei contemporanei ma che poi, nella prospettiva storica, rivela le sue ragioni». Per questo, ha continuato, «ho scelto , per quanto mi riguarda, di osservare, ascoltare, riflettere senza azzardarmi in pareri intempestivi se non addirittura temerari. E a chi volesse giudicare, non dice nulla l’approvazione piena, più volte ripetuta – a voce e per iscritto – dell’attività di Francesco da parte di quel «Papa emerito» pur così diverso per stile, per formazione, per programma stesso?».

Più che una critica, quella di Messori appare dunque una difesa del Papa dalle sguaiate e imprudenti accuse che riceve da Socci e altri. Ma un “conservatore”, come è ritenuto Messori, che difende Francesco ha spiazzato laicisti, martiniani e rossi progressisti tanto che contro la firma del “Corriere” si è scatenato il putiferio. La reazione più patetica è stata la raccolta firme, sostenuta da “Repubblica”, intitolata “Fermiamo gli attacchi a Papa Francesco“ organizzata nientemeno che da don Paolo Farinella, il prete di “Micromega” condannato per diffamazione, che nel marzo scorso diceva: «Se Berlusconi morisse direi: grazie Signore che te lo sei portato via, si tolga dalle palle e non se ne parli più» e nel 2008 affermava che la Madonna aveva chiesto di votare per Walter Veltroni (in seguito a questo è stato richiamato ufficialmente dal Vaticano al rispetto della laicità). Oggi Farienella vorrebbe difendere il Papa dalle accuse, mentre nel novembre 2013 era lui stesso ad attaccarlo e ridicolizzarlo: «Papa Francesco domenica 17 novembre 2013 ha fatto cilecca e mi dispiace: si è messo a propagandare la “misericordina”, la scatoletta fatta dai polacchi più retrogradi. Ah! Cecco, Cecco! Non è così che si riforma la Chiesa».

La raccolta firme è sostenuta anche da un altro prete rosso militante, don Aldo Antonelli, dal Coordinamento Teologhe italiane e dalle fantomatiche “comunità di base”, tra cui l’associazione “Noi siamo Chiesa”, i cui fondatori sono stati scomunicati proprio da Papa Francesco nel maggio scorso. Parallelamente Messori è stato attaccato dai martiniani, come il presidente dell’Azione Cattolica Luigi Alici, contento del fatto che Francesco avrebbe avviato «un’opera provvidenziale di desacralizzazione della figura del papa». Il marxista Leonardo Boff ha rivolto insulti e cattiverie a Messori, accusandolo di non essersi del tutto convertito. Purtroppo anche il direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio, ha voluto intervenire criticando la firma cattolica e parlando di «ruvida uscita». Messori ha risposto con un secondo articolo e in sua difesa si è posto, con la veemenza apocalitticista che contraddistingue i suoi ultimi interventi, Antonio Socci, ovviamente senza tralasciare i soliti e ridicoli insulti a Francesco, definendolo «candidato della sinistra cattoprogressista».

Allora, dopo questa sintesi di quanto accaduto nelle ultime settimane, ritornando al titolo: da che parte stare? Gli opinionisti cattolici sono in confusione e gli opinionisti anticattolici ci marciano sopra, proclamandosi improvvisamente paladini del Papa. La domanda vera è: perché non lasciamo gli opinionisti in balia delle loro opinioni e andiamo direttamente sul sito del Vaticano a leggere integralmente gli interventi di Papa Francesco? Noi lo facciamo da sempre e vi assicuriamo che le sintesi che appaiono sui quotidiani (ai quali si accede tranquillamente online) contengono sempre piccole manipolazioni del testo originale. E su queste sintesi, purtroppo, nascono poi i dibattiti, la confusione e la paura di eresia del Papa. Lo stesso Papa Francesco lo ha riconosciuto a proposito della strumentalizzazione dei vaticanisti nell’ottobre scorso: «Sempre ci sono timori, però perché non leggono le cose, o leggono una notizia in un giornale, un articolo, e non leggono quello che ha deciso il Sinodo, quello che si è pubblicato […]. Io ho scritto un’enciclica a quattro mani, e un’esortazione apostolica, di continuo faccio dichiarazioni e omelie, e questo è magistero. Questo sta lì, è ciò che penso, non ciò che i media dicono che io pensi. Vada lì, e lo trova ed è ben chiaro. L’”Evangelii gaudium” è molto chiara». Questo è un metodo che dobbiamo imparare se non vogliamo farci manipolare e prendere in giro.

Noi stiamo con Francesco. Certo, oggi lo dicono anche rossi martiniani, comunità di base scomunicate e improbabili anticattolici. Ma stare con Francesco veramente significa mettere da parte le nostre opinioni, metterci in una posizione di ascolto, figli della Chiesa, disponibili a farci educare dal successore di Pietro anche a costo di rivedere e contraddire le nostre stesse convinzioni. Certo, chi vuole può legittimamente rimanere perplesso per questo, ma nella convinzione che il compito di Pietro è quello che gli ha affidato Gesù: “Pasci le mie pecore”, ovvero “guida il mio popolo”. E’ Francesco che guida e noi, se vogliamo essere cattolici, dobbiamo seguire la guida altrimenti ci perdiamo nella confusione dell’effemericità dei nostri pareri e delle nostre opinioni. Come ha affermato il card. Gerhard Ludwig Müller, fedelissimo di Ratzinger e, suo malgrado, punto di riferimento dei contestatori di Francesco: «la rinuncia di Benedetto XVI è stata sorprendente, ha deciso perché si potesse eleggere il nuovo Papa, e adesso Francesco è “il” Papa. Ratzinger è come un Padre della Chiesa e il suo pensiero resterà, Francesco lo richiama spesso anche per sottolineare la continuità teologica. Ma il Papa può essere solo una persona, non un collettivo. Non ce ne sono due. È il fondamento e principio permanente dell’unità della Chiesa. Eletto dai cardinali ma istituito dallo Spirito Santo».

http://www.uccronline.it/2015/01/06/da-che-parte-stare-con-messori-e-socci-o-con-farinella-e-boff/

Mangiato troppo durante le feste?

Che ne dite di una bella dieta biblica?      

DIETA ALLELUIA: del reverendo George Malkmus che riferendosi al testo della Genesi sentenzia: «Il Signore ci ha dato tutto quello che ci serve per mangiare», vale a dire solo frutta e verdure. No a tutti i prodotti animali, dalle carni alle uova ai latticini, unica eccezione il miele. A colazione un cucchiaino di elisir derbe, a metà mattina un bicchierino di succo di carote, a pranzo verdura o frutta fresca non cotta, a cena una bella insalatona di lattuga e verdure varie con lunico piatto cotto della giornata patate al forno, riso bollito, verdure lesse; per concludere in bellezza, un bel bicchiere di succo di mela o pera prima di andare a dormire. In sostanza, nella «dieta alleluja» solo il 15% di quello che si mangia può non essere crudo.

DIETA DEL CREATORE: di Jordan Rubin, il quale non chiude del tutto la porta a cibi di origine animale, ma bandisce quelli pompati con ormoni e il latte pastorizzato.
Dieta del Vangelo. Don Colbert, un medico della Florida, ha invaso le librerie americane coi suoi libri sui rimedi consigliati dalla Bibbia. Ha venduto finora 4 milioni di copie. E a proposito di alimentazione, è uscito con Cosa mangerebbe Gesù?, in cui si proibiscono non solo i cibi derivati dagli animali ma anche quelli che hanno subito un processo di trasformazione. «Se vuoi veramente seguire Cristo in ogni aspetto della tua vita, non puoi trascurare come mangi» sentenzia Colbert. Niente pasta, salse, bevande gassate.

CHRISTIAN VEGETARIAN: È una dieta rigorosamente vegetariana. Chi la segue è convinto di poter rendere omaggio al Signore.

I PRODOTTI

LA LINEA «EZECHIELE» prevede pasta, pane, cereali e tortillas ispirate alla ricetta del profeta.

Barrette di cereali di varie marche come I «BIBLE BARS» (con i sette ingredienti descritti nel deuteronomio),

I «SCRIPTURE BARS», LE «BARRE DEL BUON PASTORE» E «DI RE DAVIDE».

IL PANE BIBLICO «SPLENDORE DELLA GALILEA»



http://www.ilgiornale.it/news/pane-ezechiele-ai-sette-cereali-deuteronomio.html

4 gennaio 2015

Vi dice nulla i nome di Kevin Annet?

Ne abbiamo già riportato dei deliri di un tizio ex pastore di una denominazione protestante messo fuori dalla sua stessa chiesa

LA VERA STORIA DEI PAPI CHE UCCIDONO I BAMBINI
I simpaticoni dell'ITCSS ancora all'attacco

L’International Tribunal into Crimes of Church and State annuncia un nuovo “testimone” per rivitalizzare il racconto di una donna olandese, sparso sui siti complottisti e ormai deriso a morte, e c’è chi ci casca ancora.

UN GRUPPO DELIRANTE - L’International Tribunal into Crimes of Church and State è diretto da Kevin Annet, uno scrittore canadese, ex sacerdote della Chiesa Unita del Canada che poi ha preferito darsi alle denunce contro i grandi complotti mondiali, non per niente il video nel quale si parla di sacrifici rituali di bambini officiati da Ratzinger e altri potenti, è piaciuto tantissimo anche a David Ike. Annet vive denunciando questi intrighi e le sue panzane hanno sempre una buona accoglienza tra i fan dei racconti su NWO, illuminati e rettiliani.

Ora è il turno di Papa Francesco, ma lo era stato anche di Papa Benedetto e hanno quelli del fantomatico tribunale ITCSS hanno raccontato questa loro ennesima bufala, secondo la quale Papa Benedetto avrebbe eluso l'arresto (   ) grazie ad un decreto di Papa Francesco che ha consentito a Papa Benedetto di rimanere entro le mura vaticane:
"Lo scorso 11 febbraio, poco dopo le sue dimissioni dalla carica di papa, Ratzinger è stato condannato per crimini contro l’umanità in data 25/02/2013, dalla Common Law Court of Justice con sede a Bruxelles, e un mandato d’arresto globale è stato emesso contro di lui. Da allora, egli ha eluso l’arresto rimanendo all’interno delle mura della Città del Vaticano con un decreto dell’attuale papa Francesco."
CIALTRONATE - Peccato che anche questa sia una bufala e che la Common Law Court of Justice sia in realtà un tribunale informale composto dallo stesso gruppo, che non gode di alcun riconoscimento, ne potete fare uno anche voi con i vostri amici. Ed è sicuramente una bufala che innominati politici italiani stano collaborando con questi per:
"L’emergere di questa nuova prova ha spinto un gruppo di politici italiani ad accettare di lavorare con l’ITCCS nell’affrontare il papato con un caso giudiziario con papa Bergoglio, per il suo riparo di Ratzinger e la sua complicità in crimini di guerra.“Stiamo cercando di rivedere se non abolire i Patti Lateranensi del nostro paese con il Vaticano, le cui azioni ad ospitare stupratori e assassini di bambini certamente soddisfano la definizione di un’organizzazione criminale transnazionale nell’ambito del diritto internazionale”, ha dichiarato un portavoce di uno dei politici."
LE MANI AVANTI - OVVIAMENTE QUELLI DELL’ITCSS SANNO BENISSIMO CHE SARANNO COPERTI DI PERNACCHIE, così non mancano di denunciare il complotto volto a smentire le loro sciocchezze, al quale forse appartiene anche chi scrive, magari a sua insaputa:
"Operatori retribuiti hanno sabotato il lavoro in Olanda e Irlanda dell’ITCCS e il 14 ottobre il sito principale dell’ITCCS è stato distrutto dagli stessi sabotatori.Fonti politiche a Roma hanno rivelato che questi attacchi sono stati pagati e cordinati attraverso l’ufficio dell’agenzia di spionaggio del Vaticano, conosciuta come la “Santa Alleanza” fondata a Roma nel 1913. Sono coinvolti anche gli agenti del Nunzio Apostolico in Olanda, Mons. Andrè Dupuy coinvolto direttamente con 2 dei sabotatori, e l’arcivercovo di Dublino, Diarmuid Martin, che pure ha pagato tangenti per disturbare il lavoro dell’ITCCS fatto in Irlanda.
E ANCORA - E non basta, i nostri eroi continueranno a indagare sull’attuale Papa e altri prelati perché, come si evince dal comunicato successivo alla “rivelazione”:
"Jorge Bergoglio (alias papa Francesco) e altri funzionari del Vaticano sono ora sotto inchiesta penale per reati schifosi che coinvolgono il traffico, la tortura e l’uccisione di bambini."
http://www.giornalettismo.com/archives/1208473/la-bufala-dei-papi-che-uccidono-i-bambini/

Rimane solo da stabilire chi sia il più psicopatico, se l'ex pastore o se chi diffonde la notizia, compresi certi ex protestanti, poi ex cattolici, ora di nuovo protestanti non meglio identificati, per poi divenire ex di qualche altra cosa



1 gennaio 2015

Papa Francesco - Angelus - Piazza San Pietro Giovedì, 1° gennaio 2015

"CARI FRATELLI E SORELLE, BUONGIORNO E BUON ANNO!



In questo primo giorno dell’anno, nel clima gioioso - anche se freddo - del Natale, la Chiesa ci invita a fissare il nostro sguardo di fede e di amore sulla Madre di Gesù. In Lei, umile donna di Nazaret, «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Per questo è impossibile separare la contemplazione di Gesù, il Verbo della vita che si è fatto visibile e tangibile (cfr 1 Gv 1,1), dalla contemplazione di Maria, che gli ha donato il suo amore e la sua carne umana.
Oggi ascoltiamo le parole dell’apostolo Paolo: «Dio mandò suo Figlio, nato da donna» (Gal 4,4). Quel «nato da donna» dice in maniera essenziale e per questo ancora più forte la vera umanità del Figlio di Dio. Come afferma un Padre della Chiesa, sant’Atanasio: «Il nostro Salvatore fu veramente uomo e da ciò venne la salvezza di tutta l’umanità» (Lettera a Epitteto: PG 26).
Ma san Paolo aggiunge anche: «nato sotto la legge» (Gal 4,4). Con questa espressione sottolinea che Cristo ha assunto la condizione umana liberandola dalla chiusa mentalità legalistica La legge infatti, privata della grazia, diventa un giogo insopportabile, e invece di farci bene ci fa male. Gesù diceva: “Il sabato è stato fatto per l’uomo, non l’uomo per il sabato. Ecco allora il fine per cui Dio manda il suo Figlio sulla terra a farsi uomo: una finalità di liberazione, anzi di rigenerazione. Di liberazione «per riscattare coloro che erano sotto la legge» (v. 5); e il riscatto avvenne con la morte di Cristo sulla croce. Ma soprattutto di rigenerazione: «perché ricevessimo l’adozione a figli» (v. 5). Incorporati in Lui, gli uomini diventano realmente figli di Dio. Questo passaggio stupendo avviene in noi con il Battesimo, che ci innesta come membra vive in Cristo e ci inserisce nella sua Chiesa.
All’inizio di un nuovo anno ci fa bene ricordare il giorno del nostro Battesimo: riscopriamo il regalo ricevuto in quel Sacramento che ci ha rigenerato a vita nuova: la vita divina. E questo attraverso la Madre Chiesa, che ha come modello la Madre Maria. Grazie al Battesimo siamo stati introdotti nella comunione con Dio e non siamo più in balia del male e del peccato, ma riceviamo l’amore, la tenerezza, la misericordia del Padre celeste. Vi domando nuovamente: “Chi di voi ricorda il giorno in cui è stato battezzato? Per quelli che non ricordano la data del loro Battesimo, dò un compito da fare a casa: cercare tale data e custodirla bene nel cuore. Potete anche chiedere l’aiuto dei genitori, del padrino, della madrina, degli zii, dei nonni… Il giorno nel quale siamo stati battezzati è un giorno di festa! Ricordate o ricercate la data del vostro Battesimo, sarà molto bello per ringraziare Dio del dono del Battesimo.
Questa prossimità di Dio alla nostra esistenza ci dona la vera pace: il dono divino che vogliamo implorare specialmente oggi, Giornata Mondiale della Pace. Io leggo lì: “La pace è sempre possibile”. Sempre è possibile la pace! Dobbiamo cercarla… E di là leggo: “Preghiera alla radice della pace”. La preghiera è proprio la radice della pace. La pace è sempre possibile e la nostra preghiera è alla radice della pace. La preghiera fa germogliare la pace. Oggi Giornata Mondiale della Pace, “Non più schiavi, ma fratelli”: ecco il Messaggio di questa Giornata. Perché le guerre ci fanno schiavi, sempre! Un messaggio che ci coinvolge tutti. Tutti siamo chiamati a combattere ogni forma di schiavitù e a costruire fraternità. Tutti, ciascuno secondo la propria responsabilità. E ricordate bene: la pace è possibile! E alla radice della pace, sempre c’è la preghiera. Preghiamo per la pace. Ci sono anche quelle belle scuole di pace, scuole per la pace: dobbiamo andare avanti con questa educazione alla pace.
A Maria, Madre di Dio e Madre nostra, presentiamo i nostri propositi di bene. A Lei chiediamo di stendere su di noi e su tutti i giorni del nuovo anno il manto della tua materna protezione: «Santa Madre di Dio, non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta».
E vi invito tutti a salutare oggi la Madonna come Madre di Dio. Salutarla con quel saluto: “Santa Madre di Dio!”. Come è stata acclamata dai fedeli della città di Efeso, all’inizio del cristianesimo, quando all’entrata della Chiesa gridavano ai loro pastori questo saluto rivolto alla Madonna: “Santa Madre di Dio!”. Tutti insieme, tre volte, ripetiamo: “Santa Madre di Dio”.
Dopo l'Angelus:
Cari fratelli e sorelle,
rivolgo a tutti voi qui presenti il mio cordiale saluto, augurando un felice e sereno anno nuovo. Saluto in particolare i pellegrini dei Paesi Scandinavi e della Slovacchia, i fedeli di Asola, Castiglione delle Stiviere, Saccolongo, Sotto il Monte, Bonate Sotto e Benevento, i giovani di Andria e Castelnuovo del Garda. Un cordiale saluto va agli Sternsinger, venuti dalla diocesi di Fulda in Germania. Ringrazio tutti gli Sternsinger in Germania, Austria e Svizzera per il loro impegno di andare di casa in casa per annunciare la nascita del Signore e raccogliere offerte per i bambini bisognosi. Frohe Weihnachten und ein gutes neues Jahr!
Rivolgo il mio pensiero a quanti, nelle Diocesi del mondo intero, hanno promosso momenti di preghiera per la pace, perché la preghiera è alla radice della pace. Ricordo in particolare la marcia nazionale che si è svolta ieri a Vicenza e la manifestazione “Pace in tutte le terre”, promossa a Roma e in numerose città del mondo.
In questo momento siamo collegati con Rovereto, nel Trentino, dove si trova la grande campana denominata "Maria Dolens", realizzata in onore dei caduti di tutte le guerre e benedetta dal beato Paolo VI nel 1965. Tra poco sentiremo risuonare i rintocchi di quella campana. Che sia l’auspicio che mai più vi siano guerre – mai più le guerre! - ma sempre desiderio e impegno di pace e di fraternità tra i popoli.
Buon anno a tutti. Sia un anno di pace nell’abbraccio di tenerezza del Signore e con la protezione materna di Maria, Madre di Dio e Madre nostra. Saluto tutti e vedo che ci sono tanti messicani: li saluto...Sono rumorosi i messicani!

Buon Anno e per favore non dimenticate di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci."


Papa Francesco: "Senza la Chiesa, Gesù Finisce per ridursi a un'idea, in balia dei nostri umori"



Nella Messa per la Solennità di Maria Ss. Madre di Dio, il Papa ricorda l'indissolubile legame tra Cristo e la Chiesa, riflesso di quello tra Lui e sua Madre. Esorta poi a lottare contro ogni moderna forma di schiavitù

Come i pastori, che tornarono da Betlemme con un canto di ringraziamento dopo aver visto il Bambino e la sua giovane mamma, anche noi fedeli possiamo affrontare questo 2015 appena iniziato con gioia e speranza contemplando il volto di Cristo che risplende in Maria.

È una ode alla Madonna l’omelia di Papa Francesco di oggi nella Messa della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, celebrata nella Basilica Vaticana, nella ricorrenza anche della 48a Giornata Mondiale della Pace.

“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!”, esclama Bergoglio rievocando le parole di Elisabetta nella sua benedizione sulla Vergine Santa. Una benedizione – spiega - che si pone “in continuità” con la benedizione sacerdotaleche Dio suggerì a Mosè per trasmetterla ad Aronne e a tutto il popolo, e di cui Maria è la prima destinataria.

“Nessun’altra creatura ha visto brillare su di sé il volto di Dio come Maria”, sottolinea infatti il Santo Padre; Lei “ha dato un volto umano al Verbo eterno, così che tutti lo possiamo contemplare”. E sin dalla nascita nella umile greppia si è posta accanto al suo Figlio, condividendone “intimamente” tutta la missione fino alla morte sul Calvario.

“Cristo e sua Madre sono inseparabili”, afferma Papa Francesco, “tra loro esiste un rapporto strettissimo, come tra ogni figlio e la sua madre”. Maria, prosegue, “è così unita a Gesù perché ha avuto di Lui la conoscenza del cuore, la conoscenza della fede”. La Vergine è la “donna di fede” che “ha fatto posto a Dio nel suo cuore, nei suoi progetti”; è la “credente” capace di cogliere nel dono del Figlio “l’avvento di quella ‘pienezza del tempo’ nella quale Dio è entrato personalmente nel solco della storia della salvezza”.

Per questo “non si può capire Gesù senza sua Madre”, chiosa Bergoglio.

Allo stesso modo, “non si può capire la salvezza operata da Gesù senza considerare la maternità della Chiesa”. Cristo e la Chiesa sono altrettanto inseparabili, rimarca il Santo Padre, "perché la Chiesa e Maria vanno sempre insieme e questo è proprio il mistero della donna nella comunità ecclesiale". Cita poi il beato Paolo VI quando, nella Evangelii nuntiandi, scrisse che “separare Gesù dalla Chiesa sarebbe voler introdurre una dicotomia assurda”.

Proprio la Chiesa è infatti “la grande famiglia di Dio, che ci porta Cristo”: solo nella "Santa Madre Chiesa gerarchica" (come amava dire Sant'Ignazio di Loyola) possiamo incontrare il Figlio di Dio. Perché “è la Chiesa che Lo annuncia” ed è “nella Chiesa che Gesù continua a compiere i suoi gesti di grazia che sono i Sacramenti”.

Pertanto, “nessuna manifestazione di Cristo, neanche la più mistica, può mai essere staccata dalla carne e dal sangue della Chiesa, dalla concretezza storica del Corpo di Cristo”, sottolinea il Pontefice. Senza di essa, soggiunge, Gesù “finisce per ridursi a un’idea, a una morale, a un sentimento”, e il nostro rapporto con Lui “sarebbe in balia della nostra immaginazione, delle nostre interpretazioni, dei nostri umori”.

Come una madre, dunque, la Chiesa “custodisce Gesù con tenerezza e lo dona a tutti con gioia e generosità”. Dona, cioè “la pienezza della benedizione del Signore per ogni uomo e per l’intera umanità”. E compito di ogni credente è di “irradiare su tutti popoli la benedizione di Dio incarnata in Gesù Cristo”.

In questa missione l’esempio è sempre Maria, “la prima e perfetta discepola di Gesù, modello della Chiesa in cammino”. La Vergine Santa “apre questa strada di maternità della Chiesa” e con la sua testimonianza “discreta e materna” cammina al suo fianco fin dalle origini.

La Madre di Dio è poi Madre di tutti i popoli. Per questo Bergoglio invoca la sua dolce e premurosa intercessione per le sorti dell’intera famiglia umana, affinché “il Signore doni pace a questi nostri giorni: pace nei cuori, pace nelle famiglie, pace tra le Nazioni”.

Un ultimo pensiero, infine, al tema della Giornata Mondiale della Pace: «Non più schiavi, ma fratelli». “Tutti – conclude il Papa - siamo chiamati a essere liberi, tutti a essere figli e ciascuno secondo le proprie responsabilità, a lottare contro le moderne forme di schiavitù. Da ogni popolo, cultura e religione, uniamo le nostre forze. Ci guidi e ci sostenga Colui che, per renderci tutti fratelli, si è fatto nostro servo”

http://www.zenit.org/it/articles/senza-la-chiesa-gesu-finisce-per-ridursi-a-un-idea-in-balia-dei-nostri-umori