"nessun argomento biblico sembra essere in assoluto contrasto con le parole solenni usate da Cristo nella nomina di Pietro a suo vicario. Anzi, i ripetuti passi biblici Mt 16,18-20, Lc 22,31-32 e Gv 21,15-17 ci dicono con chiarezza la volontà di Gesù nei riguardi di Pietro: egli sarà la "pietra" su cui Gesù fonderà la Sua Chiesa; egli - per cui Gesù ha pregato particolarmente perché non venisse meno la sua fede - dovrà confermare i fratelli nella fede; egli dovrà pascere, al posto di Cristo, i suoi agnelli e le sue pecorelle. A lui Gesù promette di dare le "chiavi” del regno dei cieli."
.......
Il contenuto teologico del testo di Matteo, è evidente nella chiara trasparenza delle espressioni semitiche. Pietro è costituito fondamento della Chiesa (cf anche Matteo 7,24: "Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile ad un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia ...." ), cioè causa della sua stabilità e compattezza; egli sarà il detentore delle chiavi, cioè del supremo potere, il soprintendente di Dio nella Chiesa.
9 settembre 2014
8 settembre 2014
Credenti al verde investono sul “Vangelo della Ricchezza”
Sul palco, di fronte a migliaia di credenti appesantiti dai debiti e dall’insicurezza economica, Kenneth e Gloria Copeland e la loro squadra di celebrità nei panni di predicatori, hanno deliziato il pubblico con aneddoti riguardanti le lussuose vite che hanno raggiunto seguendo la Parola di Dio.
Aerei privati e barche, una moto ricevuta da un supporter anonimo, vacanze alle Hawaii e crociere in Alaska, borse firmate, un anello di smeraldi e diamanti.
«Dio sa dove c’è denaro, e sa come far arrivare il denaro a voi,» ha predicato la signora Copeland, vestita con un completo simile a quello indossato normalmente da un direttore esecutivo.
Anche se piegati dalla crisi economica, tantissimi fedeli vengono attirati dai predicatori del “Vangelo della Ricchezza”, un credo religioso incentrato sulla nozione che Dio provveda prosperità materiale ai Suoi favoriti.
Il loro messaggio – «se hai abbastanza fede in Dio e nella Bibbia e fate donazioni abbondanti, Dio moltiplicherà le vostre offerte rendendovi il centuplo» – è rassicurante per molti in tempi difficili.
I predicatori hanno appena risentito della recessione, sebbene sostengano che non sia una scusa sufficiente per limitare le donazioni. «La paura vi renderà avari», ha detto Gloria Copeland.
Ma secondo chi ha partecipato altre volte ai loro incontri, i cestini delle offerte sono meno pieni rispetto agli anni precedenti.
Tanti fedeli non hanno fiducia nelle banche, nei media o nel governo, dove la Commissione per le Finanze del Senato sta investigando sulla possibilità che i Copeland e gli altri “evangelisti della prosperità” utilizzino le offerte per arricchirsi abusando del privilegio della non tassabilità.
Però credono nei Copeland. La famiglia perfetta, con una robusta salute fisica ed economica, abbondante di figli e nipoti che li hanno seguiti nel culto. «Se Dio lo ha fatto per loro, lo farà anche per noi,» ha affermato Edwige Ndoudi, che ha affrontato con suo marito e i suoi tre figli il viaggio dal Canada al Texas per il Southwest Believers’ Convention, dove i Copeland e i loro amici predicano a turno per cinque giorni, 10 ore al giorno, al Fort Worth Convention Center.
Alla manifestazione, ad ingresso gratuito, si sono registrate 9000 presenze di ogni razza, provenienti da 48 Stati e 27 paesi. Motociclisti vestiti di pelle, pastori, operai, professionisti e moltissime famiglie con bambini.
Un corposo contingente è arrivato sulla sedia a rotelle, sperando in una guarigione miracolosa. Stephen Biellier, un autotrasportatore su lunghe distanze, ha detto che lui e sua moglie, Millie, sono andati alla manifestazione pregando che questo sia “l’anno della svolta”. «Siamo indebitati per 102mila dollari, e la banca ci ha negato altri prestiti,» ha detto la signora Biellier.
Dicono che i Copeland li avrebbero già salvati dal fallimento 23 anni fa, quando comprarono il loro primo camion al 22% di interesse e dovettero cambiare il motore due volte.
«Saremmo falliti se i Copeland non avessero pregato per noi ogni giorno,» afferma convinta Millie Bieller. In quel periodo la coppia vide i Copeland in televisione e iniziò a spedirgli 50 centesimi alla settimana.
I Biellier ora sono tra le 386mila persone nel mondo che i Copeland chiamano “partner”, molti dei quali inviano regolarmente donazioni ricevendo in cambio speciali preghiere.
Le trasmissioni dei Copeland raggiungono 134 paesi, e gli introiti del culto raggiungono i 100 milioni di dollari l’anno. Il loro centralino riceve 60mila richieste di preghiera al mese.
In un convegno di qualche anno fa in cui erano presenti anche i Bieller, un fedele ha proposto di creare un team di elite con il quale raccogliere i fondi necessari per l’acquisto di un Cessna Citation X, aereo da 22 milioni di dollari, da donare al culto. In quel momento Millie Bieller ha detto di aver udito la voce del Santo Spirito che le diceva: «sei nata per sostenere
Recentemente ha donato altri 1800 dollari per l’ultimo progetto del team: comprare equipaggiamento televisivo ad alta definizione per aggiornare il network internazionale del culto.
Ma mentre una banda esaltava la folla, Jonathan L. Walton – professore di religione all’Università della California – ha definito «borseggiatori spirituali» i “predicatori della prosperità”.
«Respingere e ignorare la dura realtà di questa crisi economica – afferma il professore – va oltre l’irresponsabilità, al punto di essere riprovevole.»
Il culto ha rifiutato di produrre tutti i documenti richiesti dall’indagine del Senato. Secondo Kellie Copeland, figlia dei Copeland, il diniego è volto a tutelare i “partner”, di cui non vogliono che siano resi pubblici i nomi.Un portavoce della commissione ha reso noto che l’indagine, che potrebbe produrre nuove leggi, è ancora in corso. Tra gli indagati, anche Creflo Dollar, presente al convegno.
Convegno nel quale i predicatori non hanno risparmiato nessuno: attacchi ai governi, proposte di riorganizzazione dei servizi sanitari, scuole, media e altre chiese, molte delle quali condannano il “Vangelo della Ricchezza”.
Ma principalmente i predicatori hanno lavorato con forza per ricorda alla folla di essere gli “eletti da Dio”. «Mentre tutti gli altri soffrono la carestia – ha detto il signor Savelle, televangelista texano – il
Suo popolo eletto vivrà sempre tempi migliori».
«Ogni volta che un pensiero di preoccupazione per il denaro si accende nella vostra mente – continua Savelle – la cosa da fare è seminare: spargere denaro, come semi, in “terra buona”, come quella dei ministeri dei predicatori.»
«Smettete di preoccuparvi, iniziate a seminare,» ha aggiunto a gran voce. «Questo è lo stimolo di Dio, per voi.»
A quel punto, centinaia di persone si sono riversate dalle navate al palco, lasciando buste, banconote e monete sugli scalini coperti dalla moquette.
Sarà un caso la somiglianza tra Kenneth Copeland e Donnie Pfaster, feticista necrofilo di X-Files?
Fonte: New York Times
Il Papa: «Suore uccise siano seme di pace»
Le tre sorelle vivevano nel quartiere più disagiato di Bujumbura, luogo di violenti scontri tra etnie Hutu e Tutsi. Insieme con i missionari saveriani promuovevano la conciliazione fra etnie, aprendo laboratori di formazione lavoro per i giovani e le donne del posto. Suor Bernardetta Boggian sarebbe stata decapitata. Lo ha detto all'agenzia France Presse il vice direttore generale della polizia burundese, Godefroid Bizimana, aggiungendo che "tutte e tre sono state violentate". Circostanza però smentita categoricamente dalla vicaria generale delle missionarie saveriane di Parma, suor Silvia Marsili (LEGGI).
La testimonianza. “Un episodio del tutto inaspettato, un enorme dolore…”: così padre Mario Pulcini, superiore dei missionari saveriani in Burundi, riferisce all'agenzia Misna delle tre religiose saveriane italiane uccise nella zona nord della capitale Bujumbura. “Verso le 16 di ieri la sorella Bernadetta è venuta nel mio ufficio chiedendo notizie delle sorelle Lucia e Olga che erano rimaste a casa mentre lei e la sorella Mercedes si erano recate all’aeroporto per accogliere le altre sorelle di ritorno in Burundi dal loro capitolo generale a Parma. C’era apprensione soprattutto perché dall’interno della casa non c’erano segnali di vita, tutto era chiuso e con le tende tirate” racconta padre Pulcini. Dopo alcune ricerche è stata proprio suor Bernadetta a trovare una porta di servizio laterale alla loro casa aperta e, una volta entrata con altre consorelle, i corpi senza vita di Olga e Lucia. Sono state quindi allertate le autorità civili, militari e giudiziarie e religiose; si è proceduto ai primi accertamenti e sono iniziati gli interrogatori, soprattutto al personale di casa. Nonostante l’accaduto, le religiose della missione hanno deciso di restare a dormire nella loro casa. “Poi questa notte – dice ancora padre Pulcini – le sorelle sono tornate a chiamarmi, temevano che l’aggressore fosse in casa. Quando siamo riusciti ad entrare abbiamo trovato anche suor Bernadetta, senza vita”. L'aggressore - o uno degli aggressori - dunque, era forse rimasto in casa.
Papa Francesco: loro sangue diventi seme di fraternità. In un telegramma inviato a suo nome dal segretario di Stato, Pietro Parolin alla superiora generale delle missionarie saveriane, suor Ines Frizza, papa Francesco inoltre assicura "la sua viva partecipazione al profondo dolore" delle saveriane per l'uccisione, nel convento di Kamenge in Burundi, di suor Lucia Pulici e suor Olga Raschietti. Papa Francesco poi prega per queste "generose testimoni del Vangelo" e invia la propria benedizione ai famigliari, alle consorelle e a tutti coloro che piangono la scomparsa delle due suore italiane. Il Papa, "profondamente colpito dalla tragica morte" delle suore, auspica che "il sangue versato diventi seme di speranza per costruire l'autentica fraternità tra i popoli".
Monsignor Evariste Ngoyagoye, arcivescovo di Bujumbura, si dice choccato. Nel "rendere omaggio ai missionari saveriani, specialmente le missionarie saveriane che stanno soffrendo in questo momento invio loro le mie condoglianze, alle famiglie delle vittime, per la perdita di queste donne che si sono totalmente spese per la missione".
L'aggressore. Le religiose sono state uccise da un giovane che poi è fuggito, secondo fonti amministrative e di polizia. Il sindaco di Kamenge, Damien Baseka ha riferito che "le anziane religiose italiane sono state uccise selvaggiamente". "Il sospetto è un giovane che poi è stato visto fuggire dal luogo verso le 17 (di ieri)", ha precisato Baseka. Un responsabile della polizia ha spiegato che "l'assassino ha sgozzato le due religiose, suor Lucia, 75 anni, e suor Olga, 83 anni, prima di accanirsi su una di loro a colpi di pietra sul viso". Secondo la polizia locale, le missionarie non sono state uccise nel corso di un tentativo di furto, come sostenuto dalla diocesi di Parma, poichè "secondo le prime ricostruzioni l'assassino non ha portato via nulla, neppure il denaro che era sul posto (...). Siamo sulle tracce dell'uomo che è stato identificato". Un uomo è stato visto fuggire dalla scena del delitto con un coltello in mano. Due sospetti sarebbero stati fermati e i tre guardiani del convento sono stati sottoposti ad interrogatorio.
«Siamo sconvolte e molto meravigliate. La popolazione locale è sconvolta come noi, e la missione è piena di gente che va ad esprimere la loro solidarietà alle religiose" ha raccontato all'Agenzia Fides suor Giordana Bertacchini, direttrice generale delle Missionarie saveriane di Parma. Suor Giordana descrive così le tre suore uccise: “Erano tre missionarie anziane con grandi problemi di salute che erano appena tornate in Burundi perché desideravano tornare dalla loro gente”. Stasera alle 20,30 nella casa madre di Parma viene recitato il Rosario per le tre religiose, mentre martedì alle 18.30 in Cattedrale ci sarà una celebrazione in suffragio presieduta dal vescovo Solmi..
A diffondere la prima notizia é stata la diocesi di Parma, di appartenenza delle religiose, attraverso il suo sito internet. "Ancora oscure", si legge sul sito, le circostanze esatte e la dinamica dell'accaduto. Anche se, in base alle prime informazioni raccolte dalle fonti ecclesiastiche, "sembra che il duplice omicidio sia il tragico esito di una rapina da parte di una persona squilibrata". Immediata la conferma della Farnesina. Il vescovo di Parma, monsignor Enrico Solmi, ha affiancato alle condoglianze un invito alla preghiera. "A nome di tutta la Chiesa di Parma - si legge ancora sul sito ufficiale della diocesi della città emiliana - il vescovo ha espresso la vicinanza e il cordoglio alla Congregazione delle Missionarie Saveriane e ai familiari delle due sorelle affidandole, nella preghiera, al Signore della Vita". Invitando "i cristiani di Parma alla preghiera", monsignor Solmi ha poi rivolto agli uomini e alle donne di buona volontà un appello "al raccoglimento e all'omaggio verso persone umili, forti, che erano votate al bene di tutti". L'arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, ha concluso la messa di inizio anno pastorale ricordando una delle tre religiose, suor Lucia Pulici, originaria di Desio e ha espresso «la vicinanza ai nostro fratelli» cristiani in tutto il mondo.
Dolore e sgomento anche nella diocesi di Padova, retta da monsignor Antonio Mattiazzo: suor Bernadetta Boggian era nativa di Ospedaletto Euganeo proprio della diocesi di Padova.
7 settembre 2014
Salvati per grazia o per le opere?
"Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi." (Mt 25,31-36)
"Le opere degli uomini PER SE' non meriterebbero mai il Paradiso; lo meritano perchè il Signore si è degnato di avvalorarle con la grazia che ci ha conferito nel Battesimo o restituito nel Sacramento della Penitenza. Le nostre opere buone hanno merito perchè, compiute in grazia di Dio, esse partecipano dei meriti stessi di Gesù Cristo."
"Le opere degli uomini PER SE' non meriterebbero mai il Paradiso; lo meritano perchè il Signore si è degnato di avvalorarle con la grazia che ci ha conferito nel Battesimo o restituito nel Sacramento della Penitenza. Le nostre opere buone hanno merito perchè, compiute in grazia di Dio, esse partecipano dei meriti stessi di Gesù Cristo."
6 settembre 2014
Pennivendoli pseudocattolici
che vogliono far credere che Papa Francesco se ne stia infischiando della persecuzione dei cristiani (e non solo) in Iraq e Siria.
QUESTI ANNEBBIATI DAL FUMO DI SATANA NON SE NE SONO ACCORTI CHE:
Iraq, il Papa ha donato ai rifugiati un milione di dollari
Il contributo del Papa "è stato distribuito per il 75% alle comunità cattoliche e per il 25% alla minoranza yazida"
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Iraq-Filoni-Papa-ha-donato-a-rifugiati-1-milione-dollari-a68315cf-12a9-46eb-8913-22cd72b3a430.html
Iraq, Papa: "Prego per i cristiani e le minoranze perseguitate"
Il Pontefice invita alla preghiera per il conflitto in corso
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Iraq-Papa-Prego-per-i-cristiani-e-le-minoranze-perseguitate-f0488087-eebf-43d6-bf10-e4103f1faba2.html
Papa Francesco: «Sabato una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria»
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_settembre_1/papa-sabato-giornata-digiuno-siria-2222853140642.shtml
Papa Francesco prega per i cristiani di Mosul. E per la pace in Ucraina e Gaza: "La violenza si vince con la pace"
http://www.huffingtonpost.it/2014/07/20/papa-francesco-prega-per-mosul_n_5603093.html
Iraq, nuovo appello Papa per pace
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/2014/notizia/iraq-nuovo-appello-papa-per-pace_2062139.shtml
Papa Francesco, un invito a pregare per la pace in Iraq, Gaza e Ucraina
http://dailyworditalia.com/papa-francesco-invito-pregare-per-pace-in-iraq-gaza-ucraina-2/
L'appello del Papa all'Angelus per i cristiani in Iraq: «Sono perseguitati»
ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/appello_papa_angelus_cristiani_iraq_mosul_perseguitati/notizie/807554.shtml
7 settembre 2014: ancora una Giornata di Preghiera per la pace in Siria
http://www.zenit.org/it/articles/7-settembre-2014-ancora-una-giornata-di-preghiera-per-la-pace-in-siria
Cattolici vietnamiti pregano con Papa Francesco per i cristiani in Iraq e la pace in Ucraina
http://www.asianews.it/notizie-it/Cattolici-vietnamiti-pregano-con-Papa-Francesco-per-i-cristiani-in-Iraq-e-la-pace-in-Ucraina-32042.html
Papa Francesco lancia un appello per la pace a Gaza, Iraq e Ucraina: «Serve dialogo»
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-07-27/papa-francesco-lancia-appello-la-pace-gaza-iraq-e-ucraina-serve-dialogo--122132.shtml?uuid=ABsosoeB
La preghiera di Francesco per l'Iraq
http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/papa-appello-iraq.aspx
Appello di Papa Francesco per l’Iraq : Auspico pace e riconciliazione
https://it.notizie.yahoo.com/video/appello-di-papa-francesco-per-110056390.html
Giornata di preghiera per la pace in Iraq
http://acs-italia.org/notizie-dal-mondo/giornata-di-preghiera-per-la-pace-in-iraq/#.VAW_7EtcDM0
Papa Francesco torna dalla Corea del Sud, prega per l'Iraq e benedice la Cina
http://www.polisblog.it/post/251490/papa-francesco-in-viaggio-verso-la-corea-del-sud
Veglia di preghiera per la pace in Siria e Iraq
http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new_v3/v3_s2ew_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=58394
I cristiani dell’Iraq nel cuore del Papa
http://www.korazym.org/16534/i-cristiani-delliraq-nel-cuore-papa/
e solo per dare qualche link
ATTENZIONE AL FUMO DI SATANA
"“Io debbo accusare la sensazione che da qualche fessura sia entrato il fumo di satana nel tempio di Dio. C’è il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto, non ci si fida più della Chiesa. CI SI FIDA DEL PRIMO PROFETA PROFANO CHE VIENE A PARLARCI DA QUALCHE GIORNALE"
OMELIA DI PAOLO VI
Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo
Giovedì, 29 giugno 1972
http://www.vatican.va/.../hf_p-vi_hom_19720629_it.html
QUESTI ANNEBBIATI DAL FUMO DI SATANA NON SE NE SONO ACCORTI CHE:
Iraq, il Papa ha donato ai rifugiati un milione di dollari
Il contributo del Papa "è stato distribuito per il 75% alle comunità cattoliche e per il 25% alla minoranza yazida"
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Iraq-Filoni-Papa-ha-donato-a-rifugiati-1-milione-dollari-a68315cf-12a9-46eb-8913-22cd72b3a430.html
Iraq, Papa: "Prego per i cristiani e le minoranze perseguitate"
Il Pontefice invita alla preghiera per il conflitto in corso
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Iraq-Papa-Prego-per-i-cristiani-e-le-minoranze-perseguitate-f0488087-eebf-43d6-bf10-e4103f1faba2.html
Papa Francesco: «Sabato una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria»
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_settembre_1/papa-sabato-giornata-digiuno-siria-2222853140642.shtml
Papa Francesco prega per i cristiani di Mosul. E per la pace in Ucraina e Gaza: "La violenza si vince con la pace"
http://www.huffingtonpost.it/2014/07/20/papa-francesco-prega-per-mosul_n_5603093.html
Iraq, nuovo appello Papa per pace
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/2014/notizia/iraq-nuovo-appello-papa-per-pace_2062139.shtml
Papa Francesco, un invito a pregare per la pace in Iraq, Gaza e Ucraina
http://dailyworditalia.com/papa-francesco-invito-pregare-per-pace-in-iraq-gaza-ucraina-2/
L'appello del Papa all'Angelus per i cristiani in Iraq: «Sono perseguitati»
ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/appello_papa_angelus_cristiani_iraq_mosul_perseguitati/notizie/807554.shtml
7 settembre 2014: ancora una Giornata di Preghiera per la pace in Siria
http://www.zenit.org/it/articles/7-settembre-2014-ancora-una-giornata-di-preghiera-per-la-pace-in-siria
Cattolici vietnamiti pregano con Papa Francesco per i cristiani in Iraq e la pace in Ucraina
http://www.asianews.it/notizie-it/Cattolici-vietnamiti-pregano-con-Papa-Francesco-per-i-cristiani-in-Iraq-e-la-pace-in-Ucraina-32042.html
Papa Francesco lancia un appello per la pace a Gaza, Iraq e Ucraina: «Serve dialogo»
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-07-27/papa-francesco-lancia-appello-la-pace-gaza-iraq-e-ucraina-serve-dialogo--122132.shtml?uuid=ABsosoeB
La preghiera di Francesco per l'Iraq
http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/papa-appello-iraq.aspx
Appello di Papa Francesco per l’Iraq : Auspico pace e riconciliazione
https://it.notizie.yahoo.com/video/appello-di-papa-francesco-per-110056390.html
Giornata di preghiera per la pace in Iraq
http://acs-italia.org/notizie-dal-mondo/giornata-di-preghiera-per-la-pace-in-iraq/#.VAW_7EtcDM0
Papa Francesco torna dalla Corea del Sud, prega per l'Iraq e benedice la Cina
http://www.polisblog.it/post/251490/papa-francesco-in-viaggio-verso-la-corea-del-sud
Veglia di preghiera per la pace in Siria e Iraq
http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new_v3/v3_s2ew_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=58394
I cristiani dell’Iraq nel cuore del Papa
http://www.korazym.org/16534/i-cristiani-delliraq-nel-cuore-papa/
e solo per dare qualche link
ATTENZIONE AL FUMO DI SATANA
"“Io debbo accusare la sensazione che da qualche fessura sia entrato il fumo di satana nel tempio di Dio. C’è il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto, non ci si fida più della Chiesa. CI SI FIDA DEL PRIMO PROFETA PROFANO CHE VIENE A PARLARCI DA QUALCHE GIORNALE"
OMELIA DI PAOLO VI
Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo
Giovedì, 29 giugno 1972
http://www.vatican.va/.../hf_p-vi_hom_19720629_it.html
"La Grande Meretrice" - Scacco matto da sette donne ai pregiudizi anticattolici
“Negli Stati Uniti (e non solo) non ci sono cento persone che odiano la Chiesa cattolica, ma ce ne sono milioni che odiano quella che percepiscono erroneamente essere la Chiesa cattolica”. (Fulton Sheen)
«La Chiesa è la madre di tutte le Inquisizioni». E, soprattutto, «nemica di scienza e filosofia». «Il celibato è una norma nociva», perlopiù disattesa e per questo fonte di corruzione e infelicità. «I protestanti sono più aperti alle sfide della modernità rispetto ai cattolici». Per salvarsi l’istituzione ecclesiastica «deve tornare alle origini». Quanti «luoghi comuni» sulla storia bimillenaria della Chiesa, molti dei quali avallati da «un’opinione diffusa e politicamente corretta» che tenta di portare l’istituzione ecclesiale davanti al tribunale della storia, come sostiene il teologo Bruno Forte. Ma è sempre stato così? No, non è sempre stato così. E per dimostrarlo non c’è che una strada: far entrare in scena proprio la storia. Uno sguardo cioè capace di circoscrivere e contestualizzare tante credenze, per scoprire che la verità ha molte facce, alcune delle quali davvero sorprendenti.
A far luce sui più diffusi luoghi comuni sulla storia della Chiesa è il libro «La grande meretrice» (Editrice Vaticana, pp. 260, 18 euro) scritto da sette donne, tutte storiche ma non tutte cattoliche, e curato da Lucetta Scaraffia, membro del Comitato nazionale di bioetica, consultore del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione e responsabile dell’inserto mensile «Donne Chiesa mondo» dell’«Osservatore romano». Sette donne che hanno accettato di confrontarsi, senza pregiudizi, con dieci stereotipi sulla Chiesa, nati quasi sempre nell’Ottocento sull’onda della secolarizzazione e di un montante anticlericalismo. Obiettivo: fare piazza pulita delle opinioni che si fondano sui giudizi sommari, «perché è davvero arrivata l’ora di valutare la tradizione teorica della Chiesa cattolica partendo da una concezione condivisa della verità storica». Una rettifica, spiegano le autrici, che non ha nulla di apologetico, e che anzi non risparmia ammissioni di limiti e ritardi nella vita della Chiesa.
Ecco i dieci stereotipi: l’infedeltà rispetto alle origini del movimento cristiano, l’imposizione del celibato ecclesiastico, i tribunali dell’Inquisizione, l’arretratezza cattolica rispetto al progressismo evangelico, l’antisemitismo, la sessuofobia, l’anti-scientismo, la svalutazione della donna, la scelta della sofferenza. Ma perché proprio dieci? Risponde Lucetta Scaraffia: «Naturalmente potevamo aggiungerne altri, ma questi non solo sono i più diffusi, ma anche quelli che generano il maggior numero di incomprensioni». Ed ecco le sette autrici: Sylvie Barnay dell’Institut chatolique di Parigi, la teologa Cristiana Dobner, carmelitana scalza, Anna Foa dell’Università «La Sapienza» di Roma, Giulia Galeotti dal 2011 redattrice dell’«Osservatore romano», Sandra Isetta dell’Università di Genova, Margherita Pelaja della Società italiana delle storiche e la stessa Scaraffia. Perché tutte donne?, è stato chiesto. «Per tanti motivi, naturalmente», hanno risposto, «ma anche perché sono fra i migliori storici sulla piazza, e forse fra i pochi che sanno scrivere in un linguaggio divulgativo».
E se c’è un pregio del libro è proprio la sua capacità di affrontare ciascun tema scegliendo la strada meno comoda, cioè il saggio scientificamente documentato, senza però perdere di vista la regola della semplicità narrativa per ottenere la massima divulgazione possibile. L’obiettivo dichiarato è infatti quello di raggiungere i non specialisti, quelli che sono più facilmente vittime dei luoghi comuni sulla Chiesa. Ma anche quei «cattolici tiepidi», che non sanno difendere la loro storia, probabilmente perché non la conoscono. Perché sarà pur vero che la Bibbia è il libro più venduto del mondo, ma forse anche quello meno letto, il «libro dimenticato».
E allora partiamo da quello che forse è il più diffuso: l’idea che la Chiesa sia «nemica» delle donne o, nella migliore delle ipotesi, abbia sempre rappresentato le figure femminili della storia sacra come docili e mansuete presenze di contorno, incapaci di caratterizzare una vicenda da cui risultavano estranee. Falso. Scrive Giulia Galeotti nel suo saggio: «Anche se la Chiesa storicamente ha avuto più di un problema con le donne, quelle reali e quelle del Vangelo, è indubbio che il messaggio di Gesù fu femminista, e non solo rispetto alla società in cui egli visse…». Gli esempi più eclatanti sono due: Maria di Nazareth e Maria Maddalena.
Al centro della Sacra famiglia, ricorda il saggio della Galeotti, Gesù ha messo Maria, una donna (e non Giuseppe): la scelta di rottura con gli schemi del tempo è radicale. Per questo, inizialmente, «la sua figura scomoda e destabilizzante è stata messa sullo sfondo». Sarà solo dopo il concilio di Trento «che il suo culto conoscerà fortuna», in particolare ad opera di un’altra donna, Teresa d’Avila, che le era molto devota. Dirompente è stata anche la scelta di Gesù di rivelarsi a Maria Maddalena, prima testimone della risurrezione. E’ lei «la sentinella, l’araldo donna che annuncia, nell’immediato e per l’eternità, la buona novella».
Non basta, dice la Galeotti, la Chiesa per prima si è fatta anche portavoce di una rivoluzionaria concezione del vincolo matrimoniale, chiedendo sia al marito che alla moglie il medesimo dovere di fedeltà: «A lungo il diritto canonico è stato il solo a parificare adulterio maschile e adulterio femminile». Tutto questo, e altro ancora (ricordiamo le religiose fondatrici di congregazioni, che col tempo conquistarono autonomia economica e organizzativa), spinge le autrice del libro a sostenere che l’emancipazione femminile sia stata proposta e realizzata con successo soltanto in Paesi che, pur secolarizzati, si rifacevano alla tradizione cristiana. E’ stato il cristianesimo per primo a presupporre una «eguale dignità spirituale» a donne e uomini, «ponendo così le basi storiche, se pure lungamente fraintese e contrastate, per un’uguaglianza dei sessi». La sfida oggi è di rinnovare l’alleanza fra donne e Chiesa, che ha caratterizzato il cristianesimo fin dalle origini.
Altro tema che disturba molto la coscienza moderna è quello della castità. Tanto che uno degli aspetti della vita cattolica più criticati è il celibato, al quale sono tenuti religiosi e preti. Pochi sanno però l’origine di questa norma (non dogma), la difficoltà che ha incontrato all’interno della stessa Chiesa («Un’affermazione lenta e contrastata dagli stessi preti», spiega nel suo saggio la Scaraffia), l’originalità della scelta di Gesù, «che ha deciso di non aderire al modello del pater familias a cui si erano omologati invece i grandi patriarchi e profeti», facendo una scelta di rottura per la società ebraica. Senza dimenticare l’esperienza della mistica cristiana, che faceva della castità una scelta individuale, valida per uomini e donne (rendendoli per la prima volta uguali…).
E poi c’è il mito delle origini, che idealizza i primi cristiani. E che nasce dalla sofferenza nel vedere la discrepanza tra ciò che è stato il Gesù storico (ciò che ha predicato, vissuto, patito) e ciò che oggi la Chiesa istituzionale rappresenta. Scrive Sandra Isetta: «Che l’istituzione, la Chiesa terrena, sia stata protagonista di pagine non edificanti è dato inalienabile, fatalmente connesso alla natura umana. Ma è la grande sintesi di Agostino che costruisce quel monumento delle “due città”, Babilonia e Gerusalemme, che condizioneranno il pensiero della storia occidentale. La Chiesa dunque comprende e accomuna buoni e cattivi». Così è quantomeno superficiale rinfacciare alla Chiesa corrotta la Chiesa delle origini, quella dei santi martiri, senza ricordare che anche oggi, in tutto il mondo, scorre il sangue dei cristiani.
E poi c’è il saggio interessante di Anna Foa, storica ebrea, dedicato alla Chiesa «madre di tutte le Inquisizioni», destinato a suscitare reazioni di segno diverso. L’Inquisizione nell’immaginario collettivo è alla base di tutte le repressioni del pensiero e della libertà religiosa. E questo è un fatto. Non tutti sanno invece che il fenomeno è formato da tre entità diverse: l’inquisizione medievale (XIII sec. per combattere le eresie), quella spagnola (1478, dipendente direttamente dalla monarchia) e quella romana (1542, dal Sant’Uffizio). E che il passaggio dal sistema «accusatorio» a quello «inquisitorio» (originario nel diritto romano, ma poi abbandonato, e che prevedeva ricerca di prove, deposizione dei testimoni, ricerca della confessione, il tutto nella massima segretezza) nacque in seno alla Chiesa per svilupparsi a macchia d’olio agli apparati statali, civili e alla società. Tanto che nel Duecento «in tutti i comuni italiani dominava la procedura inquisitoria, che cominciò a svilupparsi in Francia, Germania, e in molta parte d’Europa. Unica eccezione l’Inghilterra, dove non fu mai introdotta». Morale? L’Inquisizione, scrive la Foa, ha emanato meno condanne a morte dei tribunali laici ed ecclesiastici non inquisitoriali o misti. Non è un tentativo di assolvere (e non potrebbe esserlo), ma apre alla domanda successiva: quanto è rimasto attuale dell’Inquisizione? E lo scenario è quello dei tribunali dei totalitarismi del Novecento. La conclusione dell’autrice fa perlomeno riflettere: «Vogliamo confessarlo alla fine? Se proprio dovessi scegliere da quali di questi temibili tribunali umani preferirei essere processata per quello che penso o credo, non sceglierei mai un tribunale sovietico dell’epoca delle grandi purghe staliniane. E nemmeno dai tribunali laici dell’età dell’assolutismo. Sceglierei nonostante tutto l’Inquisizione, quella romana naturalmente. Sperando sempre che Dio me la mandi buona».
L’intento del libro è sempre quello di leggere dentro le pieghe della storia, anche nel caso di un tema scomodo per la Chiesa come quello dell’Inquisizione (ma anche l’accusa di antisemitismo o l’idea che l’esaltazione del dolore cristiano fosse la strada per la salvezza affrontato nel bel saggio della Dobner), scoprendo che è molto più variegata di come la si conosce. La Chiesa concludono le autrici «rimane in cammino verso la santità, peccatrice per natura, perfettibile per grazia. Non è dunque né la Chiesa dei puri, né la Chiesa grande meretrice». E’ la Chiesa umana che spera di diventare divina.
http://www.ilnostrotempo.it/?q=node%2F642

«La Chiesa è la madre di tutte le Inquisizioni». E, soprattutto, «nemica di scienza e filosofia». «Il celibato è una norma nociva», perlopiù disattesa e per questo fonte di corruzione e infelicità. «I protestanti sono più aperti alle sfide della modernità rispetto ai cattolici». Per salvarsi l’istituzione ecclesiastica «deve tornare alle origini». Quanti «luoghi comuni» sulla storia bimillenaria della Chiesa, molti dei quali avallati da «un’opinione diffusa e politicamente corretta» che tenta di portare l’istituzione ecclesiale davanti al tribunale della storia, come sostiene il teologo Bruno Forte. Ma è sempre stato così? No, non è sempre stato così. E per dimostrarlo non c’è che una strada: far entrare in scena proprio la storia. Uno sguardo cioè capace di circoscrivere e contestualizzare tante credenze, per scoprire che la verità ha molte facce, alcune delle quali davvero sorprendenti.
A far luce sui più diffusi luoghi comuni sulla storia della Chiesa è il libro «La grande meretrice» (Editrice Vaticana, pp. 260, 18 euro) scritto da sette donne, tutte storiche ma non tutte cattoliche, e curato da Lucetta Scaraffia, membro del Comitato nazionale di bioetica, consultore del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione e responsabile dell’inserto mensile «Donne Chiesa mondo» dell’«Osservatore romano». Sette donne che hanno accettato di confrontarsi, senza pregiudizi, con dieci stereotipi sulla Chiesa, nati quasi sempre nell’Ottocento sull’onda della secolarizzazione e di un montante anticlericalismo. Obiettivo: fare piazza pulita delle opinioni che si fondano sui giudizi sommari, «perché è davvero arrivata l’ora di valutare la tradizione teorica della Chiesa cattolica partendo da una concezione condivisa della verità storica». Una rettifica, spiegano le autrici, che non ha nulla di apologetico, e che anzi non risparmia ammissioni di limiti e ritardi nella vita della Chiesa.
Ecco i dieci stereotipi: l’infedeltà rispetto alle origini del movimento cristiano, l’imposizione del celibato ecclesiastico, i tribunali dell’Inquisizione, l’arretratezza cattolica rispetto al progressismo evangelico, l’antisemitismo, la sessuofobia, l’anti-scientismo, la svalutazione della donna, la scelta della sofferenza. Ma perché proprio dieci? Risponde Lucetta Scaraffia: «Naturalmente potevamo aggiungerne altri, ma questi non solo sono i più diffusi, ma anche quelli che generano il maggior numero di incomprensioni». Ed ecco le sette autrici: Sylvie Barnay dell’Institut chatolique di Parigi, la teologa Cristiana Dobner, carmelitana scalza, Anna Foa dell’Università «La Sapienza» di Roma, Giulia Galeotti dal 2011 redattrice dell’«Osservatore romano», Sandra Isetta dell’Università di Genova, Margherita Pelaja della Società italiana delle storiche e la stessa Scaraffia. Perché tutte donne?, è stato chiesto. «Per tanti motivi, naturalmente», hanno risposto, «ma anche perché sono fra i migliori storici sulla piazza, e forse fra i pochi che sanno scrivere in un linguaggio divulgativo».
E se c’è un pregio del libro è proprio la sua capacità di affrontare ciascun tema scegliendo la strada meno comoda, cioè il saggio scientificamente documentato, senza però perdere di vista la regola della semplicità narrativa per ottenere la massima divulgazione possibile. L’obiettivo dichiarato è infatti quello di raggiungere i non specialisti, quelli che sono più facilmente vittime dei luoghi comuni sulla Chiesa. Ma anche quei «cattolici tiepidi», che non sanno difendere la loro storia, probabilmente perché non la conoscono. Perché sarà pur vero che la Bibbia è il libro più venduto del mondo, ma forse anche quello meno letto, il «libro dimenticato».
E allora partiamo da quello che forse è il più diffuso: l’idea che la Chiesa sia «nemica» delle donne o, nella migliore delle ipotesi, abbia sempre rappresentato le figure femminili della storia sacra come docili e mansuete presenze di contorno, incapaci di caratterizzare una vicenda da cui risultavano estranee. Falso. Scrive Giulia Galeotti nel suo saggio: «Anche se la Chiesa storicamente ha avuto più di un problema con le donne, quelle reali e quelle del Vangelo, è indubbio che il messaggio di Gesù fu femminista, e non solo rispetto alla società in cui egli visse…». Gli esempi più eclatanti sono due: Maria di Nazareth e Maria Maddalena.
Al centro della Sacra famiglia, ricorda il saggio della Galeotti, Gesù ha messo Maria, una donna (e non Giuseppe): la scelta di rottura con gli schemi del tempo è radicale. Per questo, inizialmente, «la sua figura scomoda e destabilizzante è stata messa sullo sfondo». Sarà solo dopo il concilio di Trento «che il suo culto conoscerà fortuna», in particolare ad opera di un’altra donna, Teresa d’Avila, che le era molto devota. Dirompente è stata anche la scelta di Gesù di rivelarsi a Maria Maddalena, prima testimone della risurrezione. E’ lei «la sentinella, l’araldo donna che annuncia, nell’immediato e per l’eternità, la buona novella».
Non basta, dice la Galeotti, la Chiesa per prima si è fatta anche portavoce di una rivoluzionaria concezione del vincolo matrimoniale, chiedendo sia al marito che alla moglie il medesimo dovere di fedeltà: «A lungo il diritto canonico è stato il solo a parificare adulterio maschile e adulterio femminile». Tutto questo, e altro ancora (ricordiamo le religiose fondatrici di congregazioni, che col tempo conquistarono autonomia economica e organizzativa), spinge le autrice del libro a sostenere che l’emancipazione femminile sia stata proposta e realizzata con successo soltanto in Paesi che, pur secolarizzati, si rifacevano alla tradizione cristiana. E’ stato il cristianesimo per primo a presupporre una «eguale dignità spirituale» a donne e uomini, «ponendo così le basi storiche, se pure lungamente fraintese e contrastate, per un’uguaglianza dei sessi». La sfida oggi è di rinnovare l’alleanza fra donne e Chiesa, che ha caratterizzato il cristianesimo fin dalle origini.
Altro tema che disturba molto la coscienza moderna è quello della castità. Tanto che uno degli aspetti della vita cattolica più criticati è il celibato, al quale sono tenuti religiosi e preti. Pochi sanno però l’origine di questa norma (non dogma), la difficoltà che ha incontrato all’interno della stessa Chiesa («Un’affermazione lenta e contrastata dagli stessi preti», spiega nel suo saggio la Scaraffia), l’originalità della scelta di Gesù, «che ha deciso di non aderire al modello del pater familias a cui si erano omologati invece i grandi patriarchi e profeti», facendo una scelta di rottura per la società ebraica. Senza dimenticare l’esperienza della mistica cristiana, che faceva della castità una scelta individuale, valida per uomini e donne (rendendoli per la prima volta uguali…).
E poi c’è il mito delle origini, che idealizza i primi cristiani. E che nasce dalla sofferenza nel vedere la discrepanza tra ciò che è stato il Gesù storico (ciò che ha predicato, vissuto, patito) e ciò che oggi la Chiesa istituzionale rappresenta. Scrive Sandra Isetta: «Che l’istituzione, la Chiesa terrena, sia stata protagonista di pagine non edificanti è dato inalienabile, fatalmente connesso alla natura umana. Ma è la grande sintesi di Agostino che costruisce quel monumento delle “due città”, Babilonia e Gerusalemme, che condizioneranno il pensiero della storia occidentale. La Chiesa dunque comprende e accomuna buoni e cattivi». Così è quantomeno superficiale rinfacciare alla Chiesa corrotta la Chiesa delle origini, quella dei santi martiri, senza ricordare che anche oggi, in tutto il mondo, scorre il sangue dei cristiani.
E poi c’è il saggio interessante di Anna Foa, storica ebrea, dedicato alla Chiesa «madre di tutte le Inquisizioni», destinato a suscitare reazioni di segno diverso. L’Inquisizione nell’immaginario collettivo è alla base di tutte le repressioni del pensiero e della libertà religiosa. E questo è un fatto. Non tutti sanno invece che il fenomeno è formato da tre entità diverse: l’inquisizione medievale (XIII sec. per combattere le eresie), quella spagnola (1478, dipendente direttamente dalla monarchia) e quella romana (1542, dal Sant’Uffizio). E che il passaggio dal sistema «accusatorio» a quello «inquisitorio» (originario nel diritto romano, ma poi abbandonato, e che prevedeva ricerca di prove, deposizione dei testimoni, ricerca della confessione, il tutto nella massima segretezza) nacque in seno alla Chiesa per svilupparsi a macchia d’olio agli apparati statali, civili e alla società. Tanto che nel Duecento «in tutti i comuni italiani dominava la procedura inquisitoria, che cominciò a svilupparsi in Francia, Germania, e in molta parte d’Europa. Unica eccezione l’Inghilterra, dove non fu mai introdotta». Morale? L’Inquisizione, scrive la Foa, ha emanato meno condanne a morte dei tribunali laici ed ecclesiastici non inquisitoriali o misti. Non è un tentativo di assolvere (e non potrebbe esserlo), ma apre alla domanda successiva: quanto è rimasto attuale dell’Inquisizione? E lo scenario è quello dei tribunali dei totalitarismi del Novecento. La conclusione dell’autrice fa perlomeno riflettere: «Vogliamo confessarlo alla fine? Se proprio dovessi scegliere da quali di questi temibili tribunali umani preferirei essere processata per quello che penso o credo, non sceglierei mai un tribunale sovietico dell’epoca delle grandi purghe staliniane. E nemmeno dai tribunali laici dell’età dell’assolutismo. Sceglierei nonostante tutto l’Inquisizione, quella romana naturalmente. Sperando sempre che Dio me la mandi buona».
L’intento del libro è sempre quello di leggere dentro le pieghe della storia, anche nel caso di un tema scomodo per la Chiesa come quello dell’Inquisizione (ma anche l’accusa di antisemitismo o l’idea che l’esaltazione del dolore cristiano fosse la strada per la salvezza affrontato nel bel saggio della Dobner), scoprendo che è molto più variegata di come la si conosce. La Chiesa concludono le autrici «rimane in cammino verso la santità, peccatrice per natura, perfettibile per grazia. Non è dunque né la Chiesa dei puri, né la Chiesa grande meretrice». E’ la Chiesa umana che spera di diventare divina.
http://www.ilnostrotempo.it/?q=node%2F642
4 settembre 2014
La Bibbia Cattolica in libertà vigilata?
"Martin Lutero, quando capì lo scompiglio in cui aveva gettato con le sue dottrine la Chiesa e l'Europa, fu preso dall’angoscia e dal dubbio e scrisse, in una specie di dialogo con se stesso queste parole:
“Pensi che tutti i maestri del passato non lo sapessero? Tutti i nostri Padri sarebbero stati degli sciocchi? Tu solo sei stato ispirato dallo Spirito Santo in questi ultimi tempi? Dio avrebbe lasciato errare il suo popolo per tanti anni? Quante volte il mio cuore ha palpitato, mi ha punito e rimproverato con il suo unico fortissimo argomento: solo tu sei saggio? Tutti gli altri sbaglierebbero e avrebbero sbagliato per tanto tempo? E se sbagli e trascini tanta gente nell'errore quanti saranno dannati in eterno?” (Edizioni di Weimar, 1883 - vedi "Perchè Cattolici" di Gerlando Lentini, pag. 23, Editrice LDC)."
“Pensi che tutti i maestri del passato non lo sapessero? Tutti i nostri Padri sarebbero stati degli sciocchi? Tu solo sei stato ispirato dallo Spirito Santo in questi ultimi tempi? Dio avrebbe lasciato errare il suo popolo per tanti anni? Quante volte il mio cuore ha palpitato, mi ha punito e rimproverato con il suo unico fortissimo argomento: solo tu sei saggio? Tutti gli altri sbaglierebbero e avrebbero sbagliato per tanto tempo? E se sbagli e trascini tanta gente nell'errore quanti saranno dannati in eterno?” (Edizioni di Weimar, 1883 - vedi "Perchè Cattolici" di Gerlando Lentini, pag. 23, Editrice LDC)."
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prima traduzione italiana della Vulgata del monaco
camaldolese Nicolò Malermi - Anno 1471
2 settembre 2014
Apocalisse, quando sarà il duello finale?
l’Apocalisse di san Giovanni, un libro sacro non solo simbolico ma con riferimenti chiari e precisi. Dove nascerà il falso Profeta? In quale città si manifesterà l’Anticristo? Sarà Roma o Istanbul? E cosa succederà nel mondo secondo la descrizione di San Giovanni? E soprattutto chi sono gli attori principali dell’ultima battaglia tra il Bene e il Male? In studio Padre Ugo Vanni, tra i massimi esperti mondiali sull’interpretazione dell’Apocalisse, e il teologo Walter Binni.
1 settembre 2014
Il battesimo amministrato da Giovanni Battista non è il battesimo cristiano
La differenza è enorme. Infatti Giovanni amministrava il battesimo anche ai non Giudei, perchè era un semplice rito che disponeva alla conversione dei peccati che Dio perdonava non per il rito, ma per il pentimento. Esso mirava anche a preparare alla venuta del Messia: "Intanto le speranze del popolo crescevano e tutti si chiedevano: "Chissà, forse Giovanni è il Messia?"" (Lc 3,15).
Gesù non aveva bisogno di conversione, né di remissione dei peccati (cf 1Pt 2,22). Esso fu voluto dal Padre e da Gesù come circostanza per la presentazione ufficiale della ormai venuta e presenza del Messia nel mondo (cf Mt 3,13-17). Infatti, Giovanni lo indica a tutti: "Ecco l'Agnello di Dio che prende su di sè il peccato del mondo" (cf Gv 1,29-31). E lo Spirito Santo fu visto scendere su di Lui: "All'improvviso si aprì il cielo... e veniva una voce: "Questo è il Figlio mio che amo. Io l'ho mandato" (cf Mt 3,16-17). Diversi sono i passi biblici che si riferiscono al battesimo cristiano, ben differente da quello di Giovanni.
Infatti:
- Mt 3,11: "Io vi.battezzo con acqua per la conversione; ma Colui che viene dopo di me è più potente di me e io non sono degno neanche di portargli i sandali; Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco";
- Mt 28,19: "Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo";
- At 1,5: "Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni";
-At 19,4: " ... Giovanni ha amministrato un battesimo di penitenza, dicendo al popolo di credere in Colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù
Gesù non aveva bisogno di conversione, né di remissione dei peccati (cf 1Pt 2,22). Esso fu voluto dal Padre e da Gesù come circostanza per la presentazione ufficiale della ormai venuta e presenza del Messia nel mondo (cf Mt 3,13-17). Infatti, Giovanni lo indica a tutti: "Ecco l'Agnello di Dio che prende su di sè il peccato del mondo" (cf Gv 1,29-31). E lo Spirito Santo fu visto scendere su di Lui: "All'improvviso si aprì il cielo... e veniva una voce: "Questo è il Figlio mio che amo. Io l'ho mandato" (cf Mt 3,16-17). Diversi sono i passi biblici che si riferiscono al battesimo cristiano, ben differente da quello di Giovanni.
Infatti:
- Mt 3,11: "Io vi.battezzo con acqua per la conversione; ma Colui che viene dopo di me è più potente di me e io non sono degno neanche di portargli i sandali; Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco";
- Mt 28,19: "Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo";
- At 1,5: "Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni";
-At 19,4: " ... Giovanni ha amministrato un battesimo di penitenza, dicendo al popolo di credere in Colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù
IL SACRAMENTO DEL BATTESIMO
INFERNO, LIMBO E PURGATORIO
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