Visualizzazione post con etichetta Conversioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Conversioni. Mostra tutti i post

31 marzo 2016

Farhad Bitani, l’ex mujaheddin afgano che ama Dio

Era un ufficiale dell'esercito di Karzai. Un viaggio in Italia e un attentato hanno aperto il suo cuore al Signore. «Ho ricevuto un aiuto dal cielo nel momento più difficile. Così sono diventato cristiano».


Ex capitano dell’esercito afghano, figlio di un alto esponente dei mujaheddin, convertito dall’odio in nome di Dio e dal gusto del potere all’amore di Dio e alla gratuità del dono di sé al mondo, per il bene del mondo (Tempi,it, 18 novembre 2013).
Una conversione frutto dei segni della benevolenza divina, dall’essere sopravvissuto a un agguato dei talebani all’aver incontrato in Italia persone che in questi anni di separazione dalla famiglia di origine sono state per lui fratello, sorella e madre.
Oggi Farhad Bitani lavora per un’associazione che dà lavoro agli immigrati afgani e gira l’Italia per raccontare a tutti la sua incredibile storia. Lui che da ufficiale dell’esercito di Karzai e spettatore fisso delle esecuzioni capitali allo stadio di Kabul, ha deciso di abbandonare l’Islam e abbracciare il Signore (Tempi.it, 30 marzo 2015).

VALORI MAI CONOSCIUTI

Faahrad durante la scalata nell’esercito afgano viene inviato in Italia per formarsi prima all’Accademia militare di Modena e poi a quella di Torino. Ma in queste due esperienza trova un clima diverso da quello afgano: niente odio, inimicizia, sofferenza per il prossimo, ma una serie di valori che a lui risultavano inesistenti. Come amicizia, fratellanza, unione, tolleranza. Alcuni conoscenti gli spiegano il senso della religione cattolica, cosa rappresenta Dio, perché l’amare il prossimo è una virtù’ inestimabile. 

LA CRISI DI COSCIENZA

Quando torna in patria una profonda crisi di coscienza sta covando dentro al cuore di Farhad. Il soggiorno in Italia ha contribuito in misura decisiva a innescarla. «Come quasi tutti gli afghani, sia mujaheddin che talebani, io ero un fondamentalista islamico nell’anima. Disprezzavo gli infedeli, pensavo che tutti quelli che non erano musulmani sarebbero andati all’inferno, e che sarebbe stato giusto che l’islam trionfasse con le armi in tutto il mondo. Ma in Italia ho conosciuto tante persone migliori di me: non erano afghani e non erano musulmani. Così ho cominciato a cambiare il mio modo di pensare».

L’ATTENTATO DEI TALEBANI

La svolta decisiva avviene il 3 aprile 2011. Farhad è andato a visitare una zia a Laghman; lungo la strada per rientrare a Jalalabad, da cui proviene, cade in un’imboscata che i talebani hanno preparato contro di lui. Benché colpito riesce a mantenere la guida del suo fuoristrada e ad accelerare fino a portarsi fuori della portata dei proiettili. Sopravvive alle ferite e poco tempo dopo prende un volo per l’Italia: la sua domanda di asilo viene accolta immediatamente. «Non sono veramente sopravvissuto», racconta con gli occhi che gli luccicano.

LA “MANO” DI DIO

«Quel giorno è morto il vecchio Farhad, e ora la mia vita appartiene tutta a Dio. Lui mi ha risparmiato dalla morte quel giorno perché io capissi che aveva una missione da affidarmi. Io devo testimoniare la verità davanti a tutto il mondo, devo confessare le ingiustizie che si compiono in Afghanistan. Ilmondo deve sapere, e il popolo afghano deve cambiare la sua mentalità come io ho cambiato la mia».

“IL DESIDERIO DI CAPIRE”

Ciò che sorprende nella testimonianza di Farhad non è lo schema che vede il passaggio dall’islam estremista all’islam moderato, ma il suo insistere sul fatto di essere un musulmano che ha approfondito la sua fede in Dio e ha risposto alla chiamata di Dio grazie all’incontro con alcuni cristiani. «Su questa cosa le reazioni sono diverse e non sono uniformi né tra i cristiani né tra i musulmani. In tutte le reazioni c’è un denominatore comune che è la fatica a comprendere come ciò sia stato possibile. In molti cristiani ho trovato un desiderio di capire».

“RESTA CRISTIANA!”

L’ex mujaheddin fa l’esempio di una studentessa che durante uno dei suoi incontri pubblici gli domandò se fosse giusto che lei si convertisse all’islam, come richiesto dal suo fidanzato marocchino per sposarla. «Io le risposi che se lei è nata in una tradizione cristiana deve innanzitutto approfondire la propria identità cristiana, e se alla fine del suo percorso scopre che il cristianesimo non soddisfa il suo cuore, allora può cercare la propria identità nell’islam, altrimenti la conversione non serve a nulla. Questa ragazza dopo qualche tempo mi scrisse che aveva iniziato il percorso che le avevo suggerito e il suo fidanzato l’aveva accettato. Naturalmente ci sono anche alcuni che rimangono diffidenti, sia tra i cristiani che tra i musulmani, ma questo succede perché non accettano di fare un percorso personale».

IL “COSTO” DELLA CHIAMATA

Rispondere alla chiamata di Dio all’inizio costa, ma presto rende la vita ricca e fruttuosa. Piena di rapporti umani autentici. «La mia vita è diventata sempre più appassionante. Quando ho iniziato il mio percorso la mia vita era un deserto, mi sentivo abbandonato da tutti. Pur avendo già riconosciuto che la mia vita era stata salvata per un compito e avendo già incontrato l’umanità diversa che mi si era fatta incontro attraverso piccoli gesti di carità, mi sembrava che la mia strada fosse bloccata. Poi Dio ha mandato dal cielo l’aiuto giusto e la strada è diventata fiorita. Ora sono circondato dall’amore della gente oltre che dall’amore di Dio – conclude Farhed – Moltissime persone sono rimaste in contatto con me, specialmente studenti. Molti di loro hanno scritto delle tesi a partire dalla mia testimonianza. Per ora spero che sia durevole il cambiamento che si è generato in tanti che hanno fatto propria la mia testimonianza e ora la diffondono».

13 marzo 2014

Ulf Ekman: «Lascio la chiesa evangelica»



Uppsala (Svezia) - Ulf Ekman, Fondatore in Svezia del movimento pentecostale Word of Life, ha annunciato domenica scorsa davanti alla sua comunità di Uppsala la decisione di lasciare la fede evangelica e aderire, insieme alla moglie Birgitta, alla Chiesa Cattolica Romana. 

Ekman, che nei primi anni Ottanta ha fondato la Word of Life church di Uppsala, giunta a distanza di trent'anni a contare 3300 membri, si era dimesso dal pastorato la scorsa primavera.

«Mi sono reso conto che il movimento che ho rappresentato negli ultimi trent'anni, nonostante i successi ottenuti, fa parte della frammentazione protestante della cristianità», ha spiegato Ekman in un editoriale per il quotidiano svedese Daegens Nyheter. Nell'aderire alla chiesa cattolica, il pastore ha precisato che intende perseguire l'unità tra denominazioni cristiane.

Ministro della Chiesa luterana svedese dal 1979, Ekman lasciò la denominazione e, dopo un periodo di studio negli USA presso il Rhema Bible College di Kenneth Hagin, nel 1983 fondò la chiesa di Uppsala e un movimento che, nel Paese, raccoglie oggi oltre ventimila credenti; nella sua scuola biblica, la più grande della penisola scandinava, nel corso degli anni si sono diplomati quasi diecimila studenti. Ekman è anche autore di numerosi saggi, pubblicati in italiano da Uomini Nuovi.

«Ulf Ekman, nonostante le controversie sorte nel tempo, è senza dubbio il leader cristiano più dinamico e influente che abbiamo avuto in Svezia durante l'ultimo mezzo secolo», ha commentato Stefan Gustavsson, segretario generale dell'Alleanza evangelica svedese.

In merito alla decisione, il segretario dell'Alleanza evangelica ha evidenziato che «una delle ragioni che Ekman pone alla base della sua decisione è il desiderio di unità; ma se l'unità è nelle preghiere e nei desideri di tutti i cristiani – o almeno così dovrebbe essere –, allo stesso tempo c'è un problema di fondo»: ci sono infatti, sottolinea Gustavsson, «linee di demarcazione cruciali» tra cattolici e gli evangelici che non possono essere ignorate.

E, ha aggiunto il segretario dell'Alleanza evangelica, sul piano pratico «non vanno sottovalutati la sofferenza e il disorientamento che questa scelta creerà in molte persone».

http://www.evangelici.net/notizie/1394630366.html#sthash.TarlkYJr.dpuf

http://www.charismamag.com/spirit/church-ministry/19936-ulf-ekman-converts-to-roman-catholicism

28 dicembre 2012

Maurice Caillet era massone, ora è cattolico

Storia della conversione di un venerabile maestro del grande oriente

E’ appena arrivato nelle librerie italiane un libro più affascinante di un romanzo dal titolo “Ero Massone. La mia conversione dalla massoneria alla fede” (Piemme). E’ la storia vera di Maurice Caillet, un medico ginecologo, non battezzato, materialista, abortista e anticattolico.

Coerente con la sua formazione illuminista, il dott. Caillet entra a far parte della Massoneria. Nel giro di 15 anni viene iniziato alla conoscenza di tutti i segreti delle Logge: iniziazioni, riti, giuramenti, trattamenti di favore, facilitazioni nella raccolta di denaro, incarichi di potere e cariche politiche.

Diventa Venerabile Maestro della Loggia di Rennes e fa carriera nel lavoro e in politica, fino a diventare un notabile del Partito Socialista Francese e dirigente del Centro di Esami della Salute di Rennes.

Ma è proprio all’apice della sua carriera politica e professionale che accade l’imprevisto. La moglie Claude si ammala gravemente e lo trascina con sé in un pellegrinaggio a Lourdes.

Mentre lei è nelle piscine, Maurice è intirizzito e si ripara nella cripta posta sotto la grotta delle apparizioni.

Vi stavano celebrando una Messa. Maurice non aveva mai prestato attenzione alla celebrazioni di una messa cattolica. La considerava un rito sorpassato, una sorta di superstizione primitiva, ma quando il sacerdote pronuncia le parole di Gesù “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto…” il suo cuore viene toccato.

“Ero razionalista, massone e ateo – scrive nel libro –. Non ero neanche battezzato, ma mia moglie Claude era malata e decidemmo di andare a Lourdes. Mentre lei era nelle piscine, il freddo mi costrinse a rifugiarmi nella Cripta, dove assistetti con interesse alla prima Messa della mia vita. Quando il sacerdote, leggendo il Vangelo, disse: ‘Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto’, ebbi uno shock tremendo perché avevo sentito questa frase il giorno della mia iniziazione al grado di Apprendista ed ero solito ripeterla quando, già Venerabile, iniziavo i profani”.

“Nel silenzio successivo sentii chiaramente una voce che mi diceva: ‘Bene, chiedi la guarigione di Claude, ma cosa offri?’. Istantaneamente, e sicuro di essere stato interpellato da Dio stesso, pensai che avevo solo me stesso da offrire. Al termine della Messa, andai in sacrestia e chiesi immediatamente il Battesimo al sacerdote. Questi, stupefatto quando gli confessai la mia appartenenza massonica e le mie pratiche occultiste, mi disse di andare dall'Arcivescovo di Rennes. Quello fu l'inizio del mio itinerario spirituale”.

Da allora Maurice Caillet ha lasciato la Massoneria ed ha compiuto un itinerario di conversione e purificazione. L’entusiasmo per la fede trovata gli ha dato la forza di affrontare e superare le tante difficoltà e minacce che il mondo materialista e la Massoneria gli hanno posto di fronte.

E’ stato minacciato di morte, lo hanno licenziato per motivi inesistenti, hanno cercato di impedirgli di continuare la sua attività di medico, gli hanno messo contro parenti e figlie.

A causa delle minacce vive ora sotto protezione in Spagna, ma la sua storia e testimonianza sta sollevando dalle paure tante vittime della Massoneria e sta generando altre conversioni.

Il libro scritto da Caillet è la descrizione più chiara e dettagliata di come funziona la Massoneria che lui ha frequentato per 15 anni. Tutto viene spiegato: riti, iniziazione, ragioni, finalità, metodo di controllo, corruzione, negoziazione di promozioni agli alti vertici delle aziende, distribuzione illegale di appalti per le opere pubbliche, intimidazione ed eliminazione di personaggi scomodi.

Caillet non cede mai al sensazionalismo né alle teorie cospiratorie, con metodo razionale e argomenti che emergono dalla sua esperienza personale, illustra le meschinità, la bramosia di potere, l’ideologia, e l’ipocrisia di gruppi di persone che si nascondono dietro ad un ridicolo ritualismo sincretista e agnostico.

Altro che ideali umanisti, secondo Caillet, dietro ai principi di liberà, uguaglianza e fraternità, si nasconde un gruppo di persone il cui fine è il raggiungimento del potere e del possesso, cancellando il Dio unico dei Cristiani e proponendo l’adorazione di idoli vari.

Per l’ex Venerabile Maestro, “la Massoneria, in tutte le sue obbedienze, sostiene il relativismo, che colloca tutte le religioni su uno stesso piano. Da ciò si deduce un relativismo morale: nessuna norma morale ha in sé un'origine divina e, quindi, definitiva, intangibile. La sua morale evolve in funzione del consenso delle società”.

A questo proposito nel libro il dott. Caillet racconta che la Massoneria francese è stata determinante per l'introduzione dell'aborto libero in Francia nel 1974.

Tra i responsabili di questa legge l’ex Venerabile Maestro indica Jean-Pierre Prouteau, Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, consigliere dell’allora Primo Ministro Jacques Chirac. Il dottor Pierre Simon, Gran Maestro della Grande Loggia di Francia, consigliere di Simone Veil, allora Ministro della Sanità. I politici erano circondati da quelli che venivano chiamati i "Fratelli tre punti", e il disegno di legge sull'aborto venne elaborato rapidamente. I deputati e i senatori massoni di destra e di sinistra votarono all'unanimità.

Secondo Caillet il materialismo e il relativismo morale hanno portato la Massoneria francese a promuovere tutte le leggi che favoriscono il libertinaggio sessuale, il divorzio senza colpa, la contraccezione chimica e meccanica, l’aborto, le unioni civili e omosessuali, la manipolazione degli embrioni, la depenalizzazione delle droghe leggere e la legalizzazione dell’eutanasia.

Nel suo libro “De la vie avant toute autre chose” (Ed. Mazarine) apparso nel 1979 e poi ritirato dalle librerie su indicazione delle autorità massoniche dell’epoca, il Gran Maestro Pierre Simon ha scritto che “è l’intero concetto di famiglia che si sta ribaltando”.

Per la sua storia, l’ex Venerabile Maestro è diventato uno dei maggiori esperti di Massoneria nel mondo cattolico. Nella parte finale del libro, in molte conferenze e nel suo sito (http://www.cailletm.com/) Maurice spiega che cosa è la Massoneria e perchè è incompatibile con coloro che credono in Gesù Cristo.

Per non aver più paura e per favorire le conversioni Caillet propone una preghiera che recita ogni giorno: “Padre infinitamente buono, tu vedi nel segreto del cuore e delle logge. Tu sai che molti massoni, persi in una filosofia ingannevole, cercano vane verità. Liberali, Signore, dagli spiriti che li traggono in inganno. Che lo Spirito Santo, lo Spirito di verità, investa la loro intelligenza e il loro cuore e riveli loro la Verità iniziale e filiale, l’alfa e l’omega: Tuo Figlio, Gesù il Cristo, la sua Vita, il suo insegnamento: La Buona novella del Tuo Amore”.

Antonio Gaspari

ROMA, lunedì, 14 giugno 2010 (ZENIT.org)

23 dicembre 2012

Alcune piccole e “fastidiose” conversioni cattoliche

Fortunatamente sono tante le persone che ogni anno trovano o ritrovano la strada della fede, e -come disse Gesù- «ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione» (Lc 15,1-10).
Ma parlare di conversioni cattoliche è sempre fastidioso per alcuni, il motivo lo ha spiegato molto bene lo scrittore Manlio Cancogni, anche lui convertito, in un’intervista del 2005: «per lungo tempo la religione per me è stata un insieme confuso di ricordi, pensieri e emozioni contrastanti dai quali tutto sommato preferivo stare lontano. Una tranquilla indifferenza mi sembrava la soluzione migliore, la stessa indifferenza che condividevo con i miei amici da giovane, tutti laici o addirittura apertamente anticlericali. Poi quando la fede è diventata per me un argomento centrale, molti dei miei amici non c’erano più, e con quelli rimasti ho finito per non parlare di questo argomento. Oggi mi ritengo un cattolico osservante: la fede si vive con la pratica, ogni giorno, non è un sentimento individuale, ha bisogno di un corpo cioè della Chiesa. E in questo senso ho capito solo dopo la mia conversione quanto la cultura italiana sia profondamente anticattolica. Anche se non in maniera clamorosa, esiste una ghettizzazione del credente, soprattutto dell’intellettuale cattolico che è escluso, guardato con sospetto, magari deriso. Oggi ci si può convertire al buddismo o frequentare sette di occultisti, ma dirsi cattolici è quasi scandaloso. Non c’è odio antireligioso, questo no; ma c’è molto fastidio, e lo sento».
Sui mass-media internazionali c’è più spazio per storie di conversioni, sopratutto quelle più curiose, come la vita dell’ex fidanzata del primo ministro inglese David Cameron, che da poco è diventata una delle 36 suore di clausura di un monastero benedettino negli Stati Uniti. Il suo nome è Laura Adshead e potrebbe essere stata la First Lady britannica, era una manager a Manhattan della Ogilvy & Mather, poi -dopo la rottura del fidanzamento con Cameron- è caduta nella tossicodipendenza e nell’alcool prima di convertirsi e decidere a 44 anni di dedicare la vita a Dio e al mondo.
Il rettore dell’Università cattolica ucraina, Myroslav Marynovych, ha avuto una conversione ancora più drammatica. Lo ha raccontato nella sua  recente partecipazione ad EncuentroMadrid.  evento spagnolo organizzato dal movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. Myroslav ha trascorso 7 anni in un campo di lavoro comunista in Kazakistan. Era ateo e scettico, anche se stranamente rispetto per le persone religiose, forse perché nipote di un sacerdote e cresciuto in una famiglia religiosa.  Questo tipo di educazione lo ha portato anche a dissentire dei metodi comunisti, tanto da divenire un nemico del partito fondando il “Gruppo di Helsinki”, ovvero i dissidenti in Ucraina. In carcere ha trovato la fede cristiana, anche grazie ad un’esperienza mistica, dopo la quale ha cominciato a combattere per il diritto a portare una piccola croce sul suo vestito da carcerario (ottenuto dopo 15 giorni di isolamento). 


Le storie sono tante, come quella di Fabio McNamara, icona della movida di Madrid, ma anche quella di Lilian Kirsten, docente universitario di matematica che dice: «a 47 ho capito che Dio esisteva. Dovendo affrontare quel cambiamento non è stato facile». Da estimatore di Che Guevara è passato alla devozione di da San Josemaría, fondatore dell’Opus Dei, dallo scetticismo ateo (come suo marito e tutti i suoi amici) all’apertura al cattolicesimo. Fr. Dwight Longnecker è invece un ex ministro anglicano, tornato di recente nella Chiesa Cattolica assieme a centinaia di altri sacerdoti e migliaia di fedeli. Ha avuto i primi ripensamenti visitando alcuni monasteri benedettini, ha raccontato, i quali «mi misero in contatto con radici di fede che erano più profonde e più concrete di quanto avessi immaginato che potesse esistere». La scoperta di questa profondità lo ha portato ad una lettura differente della Bibbia, le sue idee sono state cambiate e ha continuato a vivere la separazione formale tra cattolicesimo e anglicanesimo concependo quest’ultimo «come un ramo della Chiesa cattolica, ho pregato molto per una nostra eventuale ri-unificazione», fino a ritornare definitivamente “a casa”.  Proprio recentemente undici comunità anglicane canadesi sono rientrate nella Chiesa Cattolica.

18 dicembre 2012

"L'ex pastore Larry Lewis ora cattolico: "ho scoperto che il mio amore verso Gesù è aumentato amando Maria"



Larry Lewis: Mio padre era pastore dell’Assemblea di Dio e amava molto Gesù. Quando assistevo alla messa, molte volte, ascoltavo i predicatori parlare dei mali e degli errori della Chiesa cattolica. Per alcuni essa rappresentava una Babilonia e l’Anticristo. A trent’anni fui ordinato ministro metodista.
Mia moglie Joetta divenne amica di una suora cattolica, suor Monica Maria, che era un’anima di Dio, tutto il contrario di quello che avevo creduto e immaginato. Il mio primo incontro con i sacerdoti cattolici risale all’epoca del mio dottorato all’Università Oral Roberts. Lì incontrai il padre Amalor Vima, dell’India, e divenimmo grandi amici.
Un giorno parlarono a mia moglie delle apparizioni della Vergine Maria che erano iniziate a Medjugorje (ex Jugoslavia) dal 1981 e la invitarono ad una conferenza a Wichita (Kansas). Lì fecero una preghiera di consacrazione all’Immacolato Cuore di Maria. Mi sembrò una preghiera demoniaca, in quanto stavamo donando la nostra vita a Maria anziché a Dio. Per questo chiesi consiglio a padre Vima. Egli mi disse: Qualche volta hai detto a tua moglie: Ti amo, ti adoro, bacio il suolo calpestato dai tuoi piedi o qualcosa di simile? L’hai guardata con tenerezza negli occhi e le hai giurato amore totale ed eterno? Le hai detto parole come: sono totalmente tuo e per sempre? Può essere che queste stesse parole d’amore siano usate dai cattolici per consacrarsi a Maria, come loro regina e signora, manifestandole il loro amore perché attraverso di lei, possano amare di più e meglio Gesù, poiché Maria è il cammino verso Gesù. Mia moglie,dopo la conferenza, comprò un rosario, ma a me parve un oggetto alla stregua degli idoli, al punto che decisi di fare un colpo di telefono per vedere se le potevano dare qualcosa di differente. Dissero di sì e quando tornò, Bob e sua moglie Johanna, che erano i padroni della sala, le parlarono delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, dove si erano recati come pellegrini. Bob aveva deciso di costruire i rosari con le proprie mani per incrementare la preghiera come chiedeva Maria. Quell’anno spendemmo 5.000 dollari in libri, cassette, video, e altri materiali per studiare la fede cattolica, finché non ci convincemmo che era la vera fede. E ho scoperto che il mio amore verso Gesù è aumentato amando Maria: Lei ci ha condotto a Gesù. Il 12 settembre del 1997 restituii le carte della mia ordinazione come pastore al vescovo della chiesa metodista, lasciando dopo trent’anni il ministero protestante per divenire cattolico. Ora sì, io e mia moglie, potevamo dire di essere a casa.
Nel gennaio del 1998 facemmo un viaggio a Roma e nel marzo dello stesso anno ci dirigemmo al santuario di Maria a Medjugorje per offrirle il nostro ingresso nella fede cattolica, che ebbe luogo la Vigilia di Pasqua del 1998.

Tratto da: "Ritorno a Casa. Cristiani, atei ed ebrei convertiti alla fede cattolica"

L’ex ateo Peter Hitchens scrive un libro sulla sua conversione.

Uno dei più importanti editorialisti inglesi è l’ex ateo Peter Hitchens, il quale ha appena scritto un libro sulla sua conversione al cristianesimo. Peter è anche famoso per essere il fratello di uno degli atei più conosciuti e rabbiosi del mondo, Christopher Hitchens (che ha dichiarato in questi giorni di avere davanti soltanto 5 anni di vita a causa del cancro). La notizia è riportata da Undergroundsite.com e Winnipeg Free Press. Peter, conservatore ed ex rivoluzionario marxista, ha scritto “La rabbia contro Dio: come l’ateismo mi ha portato alla fede“, libro che ha ricevuto recensioni sui più importanti quotidiani nazionali e che è nato proprio dai dibattiti avuti con suo fratello Christopher. Entrambi sono cresciuti in una famiglia cristiana con un nonno devotamente battista. Entrambi sono approdati all’ateismo (il Telegraph racconta che Peter all’età di 15 anni ha addirittura dato fuoco alla Bibbia di famiglia). Per ora solo Peter è tornato convintamente sui suoi passi e spera che anche Christopher possa un giorno arrivare a capire che la fede in Dio non è necessariamente un difetto del carattere e che la religione non è un veleno (argomento di battaglia del fratello). Ha scritto nella prefazione: «Tutti possono vedere con che disprezzo i nuovi atei trattano i loro avversari. Essi agiscono come se il cristianesimo fosse una sorta di aberrazione stupida che solo un idiota potrebbe seguire». Questo è stato, tra l’altro, uno dei motivi che lo ha convinto a distaccarsi da questa sterile posizione esistenziale.

13 dicembre 2012

La testimonianza di chi stava per essere ingannato da testimoni di geova e pentecostali

S.Tarcisio, Martire dell'Eucarestia
Tutto ha inizio in una giornata del maggio 2008 quando per far piacere, anzi, per meglio dire, con la speranza di potermelo togliere dai piedi, accetto una rivista da parte di un tdg che abita nei pressi del luogo in cui lavoro. Penso sia tutto finito ma pochi giorni dopo il tdg si ripresenta chiedendo se ho letto ciò che mi ha lasciato… quella rivista non l’avevo neanche aperta. Ritorna pochi giorni dopo, ma io la rivista non ricordo neanche più dove l’ho messa…mi sembra offeso e allora gli prometto di leggerla, d’altronde non mi chiede più di tanto…e così è. Al suo ritorno posso finalmente dirgli d’averla letta anche se non tutta capita…ed è proprio quello che lui spera sia successo, immediatamente mi propone di spiegarmela… cerco di prendere tempo….. ma dopo aver risposto affermativamente alla domanda che subito mi pone: “per te Dio è importante?” mi sento trasportato ad accettare un primo incontro.Non lo sapevo ancora ma quel “si” avrebbe sconvolto la mia vita e quella dei miei famigliari…ma io…chi ero? 

Ero uno come tanti nato in una famiglia Cattolica, regolarmente battezzato, avevo frequentato diversi anni di catechismo ed ero stato chierichetto per molto tempo… fino all’età in cui si pensa si possa fare a meno di Dio... per me c’era …era là… ma nella mia vita vi erano delle precedenze che mi occupavano tutto il tempo… amici… ragazza…moglie… figlia… casa… e Dio? 
Era sempre là… Ogni tanto sentivo il suo richiamo…ma non avevo tempo... fino a quando la dura realtà mi scuote… …ho bisogno di Lui…. E Lui… c’è…
Inizio a leggere il vangelo ma per uno con la mia cultura è quasi incomprensibile… una cosa però mi è chiara che un giorno sarò giudicato per quanto avrò amato il mio prossimo. La mia vita cambia e sotto lo slancio dell’amore verso Dio attiro a me come una calamita ogni segno, ogni odore, ogni azione che mi porta a Lui…e proprio in questo turbinio di sentimenti lascio entrare nella mia vita i tdg.Sono ingenuo, incapace e anche poco umile il che mi porta a non accettare e a non sopportare la mia ignoranza e addosso la colpa della mia situazione alla chiesa…... praticamente spiano la strada all’eresia….. di tutti i presunti mali che, della Chiesa Cattolica, mi vengono raccontati, senza fare accertamenti, li imbraccio come arma e ne faccio il mio alibi per incolpare il mio precedente allontanamento dalla chiesa stessa. La mia casa non è fondata sulla roccia…. piano piano cede e mi trovo sprofondato in un abisso che procura a me e a tutta la mia famiglia un’angoscia difficilmente descrivibile… tutte le presunte certezze si sfaldano cerco un appiglio disperato e anche quando quest’ultimo mi viene a mancare ( Gesù Vero Dio) tocco il fondo. Il parroco a cui mi rivolgo non mi supporta come avevo sperato e allora cerco altrove e approdo ad una chiesa pentecostale (A.D.I.) Inizia così un viaggio parallelo allo studio con i tdg.

Qui le cose sembrano cambiare e le spiegazioni giungono copiose, diverse dottrine sono le stesse di quelle a cui già precedentemente credevo…mi sento rincuorato… ed è così che per circa un anno frequento assiduamente i culti settimanali e le lezioni di catechesi.Sinceramente devo affermare che mai il pastore a capo della comunità inveiva contro la chiesa cattolica mentre, diverse volte, questo usciva dalla bocca di pastori di altre comunità invitati ad intervenire, ma soprattutto, mi accorgevo che l’attrito nei confronti della chiesa cattolica era proclamato dai fedeli che, durante le loro testimonianze, erano soventi incolpare il cattolicesimo per errori che loro avevano commesso.
Ricordo che la cosa mi stupiva molto e mi dava fastidio… non ritenevo indispensabile dover parlare male di alcuni per poter dire bene di altri… ma che strano… era proprio quello che, in famiglia, facevo io. Nel frattempo, i tdg, che si accorgono che il loro seme ha difficoltà ad attecchire nel mio terreno, iniziano, anche loro, a giocare la carta delle accuse contro la chiesa cattolica... 

Il tempo passa ed inizio a masticare discretamente bene le dottrine geoviste e quelle evangeliche pentecostali (A.D.I.)…anche loro se ne accorgono ed è così che la pressione inizia a farsi sentire e ogni qual volta che avviene un incontro, la domanda èsempre la stessa: ”Cosa ti impedisce di aderire al nostro credo… cosa ti impedisce di aderire al nostro credo….”
Non sapevo rispondere…. ma qualcosa me lo impediva …. però loro sapevano, e io no…loro conoscevano, e io no…loro erano al corrente delle dottrine cattoliche, e io no…io no…io no….e perché io no?...già, perché? 
Di chi era la colpa se io non sapevo? Di chi era?….era mia….Io, da giovane, mi ero allontanato… mia era la colpa…io dovevo riparare. Mia moglie mi sostituisce sul lavoro ed io inizio un’estenuante ricerca della conoscenza attraverso internet che mi porta a dormire si e no 2 ore per notte…
Per prima cosa approdo su di un sito Evangelico e li mi è subito chiara una cosa: esistono miriadi di chiese evangeliche, ognuna col loro credo e ognuna in pieno disaccordo con l’altra... tra di loro si chiamano tutti fratelli ma poi si lanciano accuse sulle opposte dottrine... ad ognuno lo Spirito Santo dice cose diverse e ognuno nega all’altro di essere assistito dallo Spirito Santo.
La cosa m’incomincia a puzzare ed è proprio lì che incontro un ragazzo Siciliano che pur avendo parenti tdg ed evangelici è fermamente cattolico. Mi piace come si destreggia tra tutti i foristi evangelici e mi chiedo come abbia fatto ad avere tutte quelle certezze … e lui mi indirizza al sito www.cristianicattolici.net di Salvatore.
Entrato nel sito resto sorprendentemente meravigliato perché la pagina principale mi rivela che Salvatore ha frequentato per quasi due anni i pentecostali, ma rimasto cattolico perché pienamente convinto …era più di un anno che conoscevo solamente persone che il cattolicesimo lo avevano lasciato…avevo trovato la mosca bianca che stavo cercando.

Affamato di sapere inizio lo sfoglio del sito alla rinfusa, tanti sono i dubbi e io sono smanioso di capire come un cattolico si difende da mille accuse… sono smanioso di capire su quali basi si fonda il credo cattolico… l’impazienza è tanta così come sono tanti gli argomenti e io non ho pazienza voglio sapere tutto e subito, così dopo aver letto mezza pagina a caso passo ad un'altra e a un’altra ancora, fino al momento che giungo all”Eucaristia”. La pagina su cui poso gli occhi parla di un certo Tarcisio… ma io questo l’ho già sentito nominare…. il primo martire dell’Eucaristia… ora ricordo… il racconto del piccolo grande eroe… un racconto ascoltato, da piccolo, tantissime volte… l’avevo completamente rimosso… e adesso era lì,nella mia mente, più vivo che mai…… ora tutto mi è chiaro…… ora so qual’è la strada da seguire… 

ORA SO RISPONDERE ALLA FATIDICA DOMANDA: ”COSA TI IMPEDISCE DI ADERIRE AL NOSTRO CREDO?"

RISPOSTA: PERCHÉ IO HO SEMPRE CREDUTO E CREDO CHE IL PANE E IL VINO DIVENTINO IL CORPO E IL SANGUE DI GESÙ…VOI NO.

Da qui è iniziata una mia lettura metodica di tutti gli argomenti trattati da Salvatore nonché l’approdo ad altri siti e libri dai quali ho imparato e ancora imparo. Spero che la mia testimonianza possa servire a tutti coloro che, come ho fatto io, condannavo a priori senza conoscere …credo che l’umiltà sia la strada che ci porta alla conoscenza e credo che Gesù, ben sapendo che la sua chiesa sarebbe stata attaccata dalle eresie, ha voluto dargli un segno che la potesse distinguere… solo nella Grande Chiesa si crede al miracolo che ogni giorno in tutto il mondo avviene… il pane e il vino consacrato diventano Corpo e Sangue di Gesù….
Lui stesso lo aveva promesso “Sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

Tiziano Allaria

http://www.cristianicattolici.net/tiziano_allaria.html

11 dicembre 2012

Frà Patrizio Spina, ex testimone di geova


Don Emanuele Massimo Musso: da calvinista a prete della chiesa Cattolica

PROTESTANTE E CALVINISTA CONVINTO
Io non sono nato protestante: entrai nella chiesa Calvinista nei primissimi anni di vita, allorché i miei genitori passarono dal cattolicesimo al protestantesimo, credo, a causa della loro non approfondita e poca salda conoscenza della fede cattolica. Sono cresciuto e sono stato educato, mio malgrado, nel protestantesimo che si rifà a Calvino.

Grazie a Dio, però, i miei genitori fecero in tempo, prima di lasciare la fede in cui erano nati, a battezzarmi, bambino appena di due mesi, nella chiesa parrocchiale di Santa Teresa in Ribera, il 12 settembre 1971. Poi ho saputo in questo giorno, la chiesa cattolica celebra la festa del nome di Maria, ed ho capito che sin d'allora Maria mi ha seguito con cuore materno nell'itinerario di ritorno nell'unica Chiesa di Gesù Cristo.

Ai miei genitori devo tantissimo e sono, perciò, loro grato per la solida educazione religiosa che mi hanno impartito: in casa era ed è un continuo ascolto della Parola di Dio, letture della Bibbia sia comunitaria sia individuale, preghiere innalzate a Dio in quasi tutti i momenti della giornata; mio padre, in particolare, mi educava a concepire la natura com'espressione diretta della presenza e del potere di Dio. Sino a dieci anni frequentai le riunioni dei bambini: ci si facevano conoscere i fatti biblici usando didatticamente immagini e disegni (anche se contro la proibizione mosaica di farsi delle immagini, cavallo di battaglia contro i cattolici).

Poi frequentai assiduamente le riunioni riservate ai giovani: lettura di tutta la Bibbia individuale in casa, spiegazione d'alcuni passi nelle dette riunioni da parte del pastore. Molta importanza era data, forse più che alla Bibbia, alla lettura d'opuscoli d'interpretazione della medesima in chiave anticattolica.

Eppure, ero un protestante convinto; a tal punto da scambiare ed identificare l'amore di Cristo con l'amore e l'adesione al protestantesimo.

DESIDERAVO SOLO STUDIARE E APPROFONDIRE

Nonostante tutto, in me cresceva sempre più l'amore per Dio e il desiderio di conoscerlo sempre più, nonché la volontà di comportarmi come a Lui piaceva: la qualcosa mi spingeva a studiare e approfondire. Cresceva in me l'amore per Cristo, soprattutto a causa del suo annichilimento.

Meditavo spesso le parole dell'apostolo Paolo ai Filippesi: "Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù il quale, pur essendo di natura divina non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso assumendo la condizione di servo divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte di croce" (2, 5 - .

Storicamente il protestantesimo ha le sue radici nel principio luterano del libero esame delle scritture: tutto è nelle scritture, ognuno legge e capisce senza la mediazione della Chiesa.

Nella logica di un tale principio, un vero protestante dovrebbe essere tollerante verso tutte interpretazioni, tutte le Chiese e tutte le posizioni d'ogni singolo membro di loro. Purtroppo, e n'ero perfettamente persuaso, che amare Cristo equivaleva senz'altro ad entrare nella Chiesa protestante - Calvinista. Perciò divenni non solo anticattolico, ma anche ostile a tutte le altre Chiese ed espressioni protestanti. Ciononostante, devo anche affermare che ci sono pure dei miei ex fratelli di fede calvinista molto disponibili al dialogo, molto ben disposti verso i cattolici e i protestanti di fede differente.

RIFLETTENDO E PREGANDO SCOPERSI L'INCONSISTENZA SUL PIANO BIBBLICO E RAZIONALE DELLA TEOLOGIA CALVINISTA

Non appena raggiunsi la maggiore età, riflettendo e pregando, incominciai a scoprire che quel castello di carta, che mi ero costruito, si andava incrinando: ne costata vo l'inconsistenza sia sul piano biblico sia razionale.

Non mi convinceva più, tra l'altro, la famosissima dottrina della predestinazione: Dio, che crea gli uomini, pre-destina quelli che devono salvarsi e quelli che devono dannarsi.

Eppure Dio nella Bibbia si rivela come Amore, Bontà, Misericordia: "vuole tutti salvi", scrive l'apostolo Paolo.

Non mi convinceva più, quella che è l'essenza della teologia luterana: la salvezza dell'uomo si attua con la sola Fede; mentre la giustificazione è ridotta ad una finzione; nonostante il battesimo, i peccati rimangono nell'uomo, ma Dio non li vede perché restano coperti dalla santità e della giustizia di Cristo. Eppure San Paolo afferma che dall'acqua del battesimo "esce l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità". (Ef 4, 24).

Scoprivo ancora che la sola fede conduceva la maggior parte dei fratelli protestanti a non preoccuparsi minimamente di ciò che facevano, delle loro opere. Ma Gesù ammonisce: non chi dice Signore! Signore! Entrerà nel regno dei cieli, ma chi farà la volontà del Padre mio che è nei cieli" (Mt.); ed ancora ci fa sapere che "il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre…e allora renderà a ciascuno secondo le sue opere" (Mt. 16, 27). Non è dunque la sola fede che salva!

Trovandomi in difficoltà, cercavo di dialogare con il pastore; ma egli cercava più di eludere che risolvere i miei problemi. E quando insistevo, non faceva altro che ripetere i soliti testi biblici, come ad esempio: "Il giusto vive di fede", senza approfondirli e confrontarli con altri. D'altronde la lettura della Bibbia era frammentaria, parziale e tendenziosa: sconosciuti e mai spiegati erano, ad esempio, i testi biblici riguardanti Maria.

Così come la storia della Chiesa, in qualche testo che mi era dato da leggere, si riduceva alla Riforma Luterana e a spunti polemici anticattolici esumarti da certi fatti storici. Insomma, la Chiesa calvinista e tutto il protestantesimo non hanno memoria storica dei due mila anni di cristianesimo come le ha la Chiesa cattolica.

Evidentemente, con una tale problematica che non nascondevo, i rapporti con la comunità e con il pastore non erano più idilliaci; ma giunsero ad una spaccatura completa quando incominciai a riflettere sui seguenti punti cruciali della fede di discepolo di Gesù:

a) Il ministero di Pietro e, quindi, del Papa, come suo successore, nella guida della Chiesa: i protestanti lo negano; ma io notavo, in realtà, come ci fosse bisogno di una guida visibile ed unitaria per l'unità della fede e della morale: senza di essa, la storia lo dimostra, la Chiesa e il suo Credo si scindono all'infinito. Avviene così che chi scalza l'autorità del papa finisce per attribuire a se stesso le sue prerogative: ad incominciare da Lutero che fu durissimo contro coloro che interpretavano la Bibbia in un modo diverso da lui, tanto da essere chiamato dai suoi stessi discepoli "il papa di wittemberg"; ed anche ogni pastore o anziano d'ogni piccola assemblea, come quella che ho lasciato, si arroga il diritto esclusivo d'interpretare la Bibbia e d'imporre la sua interpretazione ai membri della comunità che presiede, pena la scomunica; dico: la scomunica!

b) Il ruolo di Maria in rapporto al mistero della salvezza veniva sottovalutato: di Lei non si parlava mai, neppure sporadicamente; solo in qualche omelia si accennava a lei, ma in forma polemica e anticattolica.Ciò mi lasciava molto insoddisfatto, poiché sia i profeti sia gli evangelisti, costatavo, Le attribuiscono un ruolo preciso, eminente e determinante.

c) La santa Eucaristia, poi, mi veniva presentata come simbolo e ricordo; la qualcosa non mi convinceva, leggendo senza pregiudizi i testi evangelici e le lettere degli apostoli. Insomma, ormai mi erano chiare la frammentarietà e la parzialità della teologia protestante. Di conseguenza, mi sentivo arido, vuoto, insoddisfatto, con un pugno di mosche nelle mani, e niente più. Costatavo inoltre che tale aridità teologica non stimolava affatto l'amore fraterno che è essenziale nel nostro essere cristiani.

Incominciavo a capire che era ormai tempo di prendere una decisione, e molto grave.

DOPO LA CRISI, LA ROTTURA: AVEVO SCOPERTO UN VOLTO DI DIO TUTTO NUOVO.

A questo punto, decisi di ritirarmi dall'assemblea per ricercare in altre confessioni cristiane la verità e la pace anteriore che solo Dio può dare. Incominciai ad essere più tollerante verso di esse più di quando lo fossi stato prima, a causa della formazione settaria che avevo ricevuto per quasi venti anni.

Esposi al pastore responsabile dell'assemblea le ragioni che m'inducevano ad abbandonare la sua assemblea e il calvinismo; ma egli mi tratto duramente, non sospettando forse il travaglio interiore che mi costringeva a tale scelta.

Ciò fatto, non frequentai più la suddetta assemblea, né iniziai a frequentarne delle altre pur presenti nel mio paese: quella pentecostale o l'altra cosiddetta dei Fratelli, tanto meno quella dei testimoni di Geova. Però pregavo intensamente affinché mi guidasse con la sua grazia. Insomma, il mio cammino di fede era giunto ad un punto morto: avevo demolito e abbattuto quell'insieme di dottrine protestanti tanto povere e disarmoniche, ma non spuntava ancora quella costruita sulla roccia.

Intanto, lo dico con pena ma con molta serenità ora che sono nella Chiesa cattolica, fui scomunicato e abbandonato a Satana; sì, scomunicato e abbandonato a Satana. Con quale diritto e quale potere abbiano fatto questo, non lo so; chi abbia conferito questo diritto e questo potere a questa gente, non lo so neppure.

So invece che tra i protestanti ognuno acchiappa la Bibbia, ne fa quel che vuole, fa dire a di essa ciò che vuole, e in nome di essa getta scomuniche a destra e a sinistra. Allorché o capito questo, ho incominciato ad aver paura del mio protestantesimo: provavo la terribile sensazione di chi, nel deserto, si trova a viaggiare sulle sabbie mobili.

Ma siano rese grazie al Signore il quale, per mezzo dell'apostolo Paolo, mi consolava con queste parole: "non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza custodirà i vostri cuori ed i vostri pensieri in Cristo Gesù" (Fl. 4, 6 - 7). E così ho fatto. Egli, allora, mi ha introdotto non in una casa, ma in una magnifica e splendida Cattedrale, poiché e tale la verità e la teologia cattolica con la sua armoniosa bellezza, fondata per altro sulla solida roccia della Parola di Dio e della Tradizione apostolica. E come? L'esperienza determinante che mi ha indotto a lasciare il calvinismo e ad orientarmi, quasi senza capirlo, verso la Chiesa cattolica è stata l'incontro con una Persona o, per meglio dire sono stato buttato dinanzi ad una Presenza. Una presenza da me non cercata. E mi spiego. Dio: è un nome che compare contemporaneamente con i mie ricordi e che fin di allora cercavo ardentemente di conoscere. Mi domandavo: com'è il suo volto? La risposta di stampo calvinista che ricevevo era: è l'Altissimo, l'Eterno, il Dio giusto, severo, imperscrutabile, che predestina alla salvezza solamente quelli che Lui vuole.

Quest'idea di Dio che dall'alto stava a guardare quello che facevo, pronto anche a punirmi nel caso in cui avessi sbagliato, mi accompagnò per tutta la fanciullezza, l'adolescenza e oltre.

Poi varie letture, fra cui il vangelo lucano dell'infanzia di Gesù, le lettere di San Paolo, la prima lettera di San Giovanni, le pagine di Sant' Anselmo d'Aosta e di San Tommaso d'Aquino mi fecero riflettere molto su un volto di Dio del tutto nuovo, totalmente diverso di quello di Calvino.

UN AMICO, UN LIBRO E UN PRETE… PREZIOSI DONI DI MARIA.

La fase ricostruttiva della mia fede e della mia vita ha avuto inizio in una data precisa: il 17 settembre 1971. quel giorno, un mio carissimo amico, Lillo Milano, al quale devo eterna riconoscenza, ispirato certamente da Maria, della quale era filialmente devoto, vedendomi in tale stato di crisi, mi regalò un libro: perché cattolici, il cui sottotitolo è: le ragioni della nostra fedeltà alla Chiesa cattolica. L'autore è il direttore di questa rivista, don Gerlando Lentini. Quest'amico, qualche anno fa, è ritornato a Dio felicemente e serenamente, ancora tanto giovane.

Ebbene, la lettura di questo libro, dallo stile chiaro, semplice, scorrevole, in un primo tempo mi sconvolse: scardinava, infatti, non solo i principi teologici protestanti ai quali nonostante tutto ero profondamente legato, ma anche l'imposizione della mia vita spirituale che ne era la conseguenza.

Perciò provai una grande avversione verso questo volumetto di sole 128 pagine. Poi, invece, rileggendolo e meditandoci sopra, cercando inutilmente di controbatterlo con tutte le argomentazioni che in tanti anni avevo appreso contro la verità cattolica, compresi, con stupore, che questo piccolo libro aveva ragione: 128 pagine appena avevano messo a tacere centinaia e centinaia di pagine di libri di apologetica e teologia protestante che, in un passato non tanto remoto, avevo letto e studiato.

Ma il mio passaggio alla verità della Chiesa cattolica non è stato niente per nulla sereno, indolore e senza traumi. Il mio orgoglio non voleva arrendersi, nonostante l'evidenza. Perciò mi sforzavo di persuadermi che non era vero ciò avevo letto e ben compreso, che le cose non potevano stare così, che non potevo essermi ingannato sino a tal punto: era vero che alcune dottrine protestanti non mi convincevano, ma erano solo alcune; e poi non avevo nessuna intenzione di sostituirle con quelle cattoliche.

E tutta via continuai a meditare angosciosamente e turbinosamente, per circa una settimana, ciò che avevo letto e riletto. Alla fine mi convinsi che la via migliore da seguire era quella di parlare con l'autore del detto libro; e fu il medesimo amico, Lillo Milano, che me lo aveva dato, a condurmi in casa di don Gerlando Lentini la sera del 25 settembre dello stesso anno.

DINANZI AL TABERNACOLO, SCONVOLTO DALLA PRESENZA DI CRISTO -EUCARESTIA, HO DECISO DI ENTRARE NELLA CHIESA CATTOLICA

Ero emozionato e turbato; ma già quel primo incontro suscitò in me una pace e una gioia mai esperimentate: incominciavo ad assaporare l'armonia dottrinale della Chiesa cattolica. In tutti gli incontri, pertanto ci fu un dialogo sereno, per nessuno, calmo, senza forzature, senza condanne per nessuno: don Lentini mi ha aiutato ad accogliere come grazia di Dio perfino il mio ingresso nel protestantesimo, senza del quale sarei forse potuto essere un cattolico freddo ed apatico, come tanti; mentre il ritorno alla Chiesa cattolica, non poteva non essere che entusiasta e convinto. "Niente di mio - spesso egli mi ripeteva - ho da dirti e da trasmetterti, bensì ciò che Dio ha rivelato e la Chiesa, che ci propone a credere".

Eppure un tale cammino di catechesi, pur così ricche e consolanti, non mi bastava, e glielo dissi. Allora don Lentini, il quale attendeva certo questo momento di insoddisfazione, saggiamente, mi condusse in una chiesa cattolica, quella delle serve dei Poveri del beato Giacomo Cusmano.

Per la prima volta vedevo una chiesa cattolica, poiché mi avevano inculcato di mai entrarvi. Mi diceva il carissimo prete: "la grazia della conversione non può essere né opera di Lillo Milano, né mia, né frutto della tua volontà: è opera di Gesù, e quindi di preghiera con Maria perché operi in te lo Spirito Santo".

In quella chiesa ritornai più volte: e lì pregavo a lungo attratto da Gesù presente nel Mistero Eucaristico racchiuso nel Tabernacolo, che ha incominciato ad esercitare in me un fascino tanto, tanto forte. E mentr'ero dinanzi a Gesù avvertivo la presenza di Maria, ma anche di San Giuseppe e del Beato Giacomo Cusmano, fondatore dei Servi e delle Serve dei Poveri: del quale lessi la biografia, scritta dallo stesso don Lentini, che incominciò a farmi capire cos'è il sacerdote cattolico.

Ebbene, in questa chiesa di San Giuseppe io maturai la decisione di entrare felice nella Chiesa cattolica: in essa ho riconosciuto l'unica e vera chiesa di Gesù Cristo e nel Papa, successore di Pietro, "il principio visibile dell'unità" della medesima Chiesa pellegrinante nel mondo. E finalmente ho detto il mio sì alla grazia di Dio, con il cuore pieno di amore e di riconoscenza verso Maria, Madre di Gesù e nostra.

NEL PIU' BEL GIORNO DELLA MIA VITA LA PROFESSIONE DI FEDE CATTOLICA

Maria! I fratelli protestanti pensano che Ella sia un ostacolo al nostro andare a Cristo. Lo pensavo anch’io, sino a quando non mi sono sentito sospinto verso Gesù da Lei, dalla sua conoscenza, dalla sua guida materna: da Lei ho appreso l'amore più forte e puro verso il suo Gesù.

Adesso non capisco proprio come i protestanti rifiutino Maria, così come non riesco a spiegare la mia freddezza verso di Lei nel lungo tempo trascorso nella dottrina di Calvino. Ecco perché, quando finalmente ho incominciato a capire chi è Maria in rapporto a Cristo Gesù e a me, la prima cosa che ho fatto e quello di chiederle perdono per averla ignorata e, forse, nel mio spirito anticattolico, disprezzata.

Ora ho capito, che con Gesù e per Gesù tutto ci viene a Maria: è stata Lei a guidarmi verso la pienezza della verità: più contemplo Mariana e più amo Gesù! È il mistero della maternità di Maria che mi fa capire (per quando è possibile) l'immenso amore del Figlio di Dio che "per me e per la mia salvezza è divenuto Figlio suo: "nato da donna… - scrive l'apostolo Paolo - perché ricevessimo l'adozione di figli di Dio" (Gal 4, 4 - 5). È Gesù stesso il quale, alle

nozze di Cana e sulla croce, ci addita Maria come Madre e modello d'ogni suo discepolo.

E così, il 16 febbraio 1992 domenica, nella chiesa del Rosario di Ribera (Ag) ho fatto ufficialmente il passaggio del calvinismo alla Chiesa cattolica.

Quello è stato il più bel giorno della mia vita. Gioiosamente emozionante è stata la mia professione di fede cattolica: finalmente mettevo piede sulla roccia che è Pietro, vivente nel suo ministero nella persona di Giovanni Paolo II, su Cristo ha fondato la sua Chiesa; ormai mi sentivo sicuro e al sicuro!

Nel momento in cui il mio Vescovo Carmelo m'imponeva le mani e mi ungeva la fronte per la Cresima, fui come rapito al mondo circostante e non udii che la sua voce, mentre la gioia immensa dello Spirito Santo invadeva il mio cuore.

Al momento della comunione col Corpo e il Sangue del Signore, però, la gioia e l'entusiasmo non ebbero più limiti: mi sentivo dolcemente posseduto dal suo Amore e nel cuore sbocciava una sconfinata riconoscenza verso il mio Signore che mi faceva finalmente gustare quelle sue parole, che tante volte da protestante avevo lette senza capirle né credervi; "la mia carne è vero cibo, e il mio sangue è vera bevanda" (Gv 6, 55).

L'Eucaristia, Maria e il Papa: gioia, speranza, sicurezza della mia nuova vita! Divenuto cattolico, si sono spiritualmente rafforzati i miei sentimenti di cristiana carità verso i miei fratelli calvinisti: li amo nel Signor Gesù cui anch’essi credono!

LA MIA VOCAZIONE AL SACERDOZIO NASCE DALL'EUCARISTIA DINANZI AL TABERNACOLO SOTTO LO SGUARDO AMOROSO DI MARIA

Dopo la professione di fede, pur impegnato nello studio della filosofia, trovavo il tempo non solo di partecipare alla santa Messa quotidiana, ma anche di recarmi spesso nella chiesa di San Giuseppe, chiusa tutto il giorno eccetto durante la celebrazione della santa Messa, a pregare dinanzi al Tabernacolo e sotto lo sguardo amoroso di Maria.

Ebbene, lì ho scoperto la mi a vocazione al sacerdozio . mi sono detto, infatti: se solo l'Amore può salvare il mondo, se sotto le apparenze di quel pezzo di pane e di quel sorso di vino c'è l'Amore fatto carne , allora, o Signore, prendi pure le mie mani e la mia voce, perché anch'io possa fare e dire "questo" in memoria di Te: "prendete e mangiate tutti : questo è il mio corpo; che è dato in sacrificio per voi!". Prendi le mie mani e la mia voce perché si dica ancora oggi, "nella tua Persona": "Io ti assolvo dai tuoi peccati!".

Ecco, allora, perché, dopo avere ancora pregato, riflettuto e chiesto consiglio, ho deciso di accettare che si compisse in me il progetto del Signore con l'ordinazione sacerdotale il 17 maggio del 2000, nella cattedrale di Piacenza: per poter presiedere "in persona Christi" la celebrazione della santa Eucaristia ed annunziare efficacemente il perdono dei peccati.

Il Vescovo Luciano Monari, consegnandomi la patente con il pane e il calice col vino, a me neo- ordinato disse: "Ricevi le offerte del popolo santo il sacrificio eucaristico. "Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai e conforma la tua vita al mistero della croce di Cristo Signore"

Questo mi sono proposto di attuare con la grazia di Dio, con l'aiuto di Maria Madre del Sacerdote Gesù e il sostegno della preghiera di quanti mi hanno voluto e mi vogliono bene, nonché "del popolo santo di Dio" che pone nelle mie mani "le offerte per il sacrificio eucaristico".

Don Emanuele Massimo Musso

http://www.gesuveraluce.altervista.org/da_calvinista_a_prete_della_chie.htm

5 dicembre 2012

Bruno Cornacchiola, la conversione del settario che aveva il proposito di uccidere il Papa


Bruno Cornacchiola è nato a Roma il 9 maggio 1913 presso Ponte Milvio. Il padre Antonio, violento e manesco, ha costretto i figli a scappare di casa onde evitare furiose bastonate ed a rifugiarsi nel cimitero del Verano e spesso dormivano nelle tombe vuote. Nel mese di marzo 1927, Bruno, all’età di 14 anni, è stato trovato addormentato fuori della Scala Santa nei pressi di San Giovanni in Laterano dalla Signora Maria Falzetti, di cui è in corso il processo di beatificazione. Questa andando alla Messa proprio in quel luogo santo, lo ha svegliato e gli ha chiesto cosa facesse. Bruno ha risposto di essere scappato di casa perché veniva malmenato. Maria Falzetti gli ha domandato se la mamma gli avesse fatto fare la Prima Comunione. Bruno ha detto: “qualche volta mi ha fatto la minestra, qualche altra volta la pastasciutta, ma la prima comunione non me l’ha mai preparata!”. Ha pensato infatti che era un piatto speciale. Maria Falzetti, compresa la situazione di estrema ignoranza religiosa in cui il ragazzo era vissuto fino ad all’ora, lo ha accompagnato dai Padri Trappisti e così, dopo una buona preparazione ed istruzione catechistica, è stato ammesso alla Prima Comunione e Cresima, senza alcun famigliare presente. Egli è tornato a casa ed ha mostrato alla mamma il Santo Rosario e il libro delle Massime Eterne. Nell’informarla con gioia ed entusiasmo di aver ricevuto la Prima Comunione le disse, come gli aveva insegnato il sacerdote: “ti chiedo scusa e perdono per tutti i dispiaceri che fino ad oggi ti ho procurato”, per tutta risposta, la mamma lo ha colpito con un calcio facendolo ruzzolare per le scale. Dopo questo avvenimento, ed anche a seguito della assoluta mancanza di una educazione religiosa, Bruno si è staccato da tutto ciò che poteva far riferimento alla Chiesa, ai Sacramenti, ed alla Religione.

L'INCONTRO CON UN PROTESTANTE.

È ritornato in Chiesa solo in occasione del suo matrimonio con Jolanda Lo Gatto; cerimonia che però si è svolta in sacrestia il 7 marzo del 1936, nella parrocchia di Sant’Elena, in Via Casilina, n° 205. É stato volontario nella guerra fratricida di Spagna nelle file dei Falangisti, anche se nel frattempo in Italia militava attivamente nel Partito d’Azione. Fra il 1936 ed il1939, sempre in Spagna, ha avuto occasione di incontrare un soldato tedesco un certo Otto al quale, divenuto amico, ha confidato l’assoluta mancanza d’ideali religiosi. Questi, che apparteneva alla setta protestante degli “Avventisti del settimo giorno”, lo indottrinò, rinverdendo così in Bruno le nozioni religiose acquisite durante il catechismo per ricevere la Prima Comunione. Preso da un fervido entusiasmo per il passato, invitò l’amico tedesco a recarsi con lui presso il Santuario della Santa “Virgen del Pilar” (“Vergine del Pilastro” nella città di Saragozza), per confessarsi e prendere insieme la Santa Comunione. il protestante, con fare scaltro e mellifluo ha convinto Bruno a schierarsi, invece, contro la Chiesa, contro i sacramenti e contro il Papa, aggiungendo pensieri negativi nei confronti del santo padre, indicato come finanziatore della guerra che stavano combattendo e causa di tutti i mali dell’umanità


IL PROPOSITO DI UCCIDERE IL PAPA.

Sconvolto da tali asserzioni, ritenute assolutamente vere, Bruno ha giurato allora che avrebbe ucciso il Papa e con questa intenzione, si è recato a Toledo, famosa per le sue lame, per acquistare un pugnale sulla cui lama ha inciso la scritta: “A morte il Papa!”; il pugnale che, dopo la conversione, consegnò di persona al Santo Padre Pio XII, Eugenio Pacelli. Nel 1939 è finita la guerra di Spagna. Bruno, tornato a casa, ha trovato la moglie ed una bimbetta Isola. Queste lo hanno accolto dicendo che nel frattempo avevano sempre pregato la Santa Vergine del Rosario. La reazione di Bruno è stata invece immediata e violenta. Manesco ha picchiato la moglie e la figlia, ha distrutto sia il quadro della Vergine di Pompei, sia il crocifisso, che era posto a capo del letto, gettando il tutto nella spazzatura. Egli ha voluto con ogni mezzo che la moglie si unisse a lui nella setta protestante. Questa ha detto che lo avrebbe accontentato, a condizione che lui prima avesse fatto la pia pratica dei primi nove venerdì del mese al Sacro Cuore di Gesù. Bruno ha acconsentito e dopo il nono primo venerdì, constatando la mancanza di qualsiasi evento straordinario, ha forzato la moglie a seguirlo nelle riunioni degli avventisti, in seno ai quali ha acquistato una certa importanza, divenendo direttore della Gioventù Missionaria Avventista di Roma e del Lazio. In tale veste, quel sabato del mese di aprile 1947, si stava preparando a tenere, il giorno 13 successivo (domenica) una conferenza in piazza della Croce Rossa a Roma, sul tema: “Maria Vergine, non più vergine”

L'APPARIZIONE DELLE TRE FONTANE: LA VERGINE DELLA RIVELAZIONE

12 aprile 1947, Bruno è contrariato perché ha perso il treno per Ostia. Decide allora di fermarsi lì, presso l'abbazia delle Tre Fontante nella periferia di Roma zona E.U.R., con i suoi tre bambini intenti ai loro giochi con il pallone. La giornata è stupenda. Isola, Carlo e Gianfranco rincorrono la palla che scivola giù per la scarpata. Il padre li tiene d'occhio. Vedendoli sgambettare sereni sui prati in fiore pensa alla figlia morta un anno prima ad undici mesi, che ora riposa in un cimitero protestante. Mentre seguita puntigliosamente a preparare la conferenza contro il dogma dell'Immacolata, proclamato da Pio IX, la palla scompare di nuovo. Stavolta è indispensabile il suo intervento.

A Gianfranco raccomanda di non muoversi. Carlo partecipa alle ricerche e Isola si mette a raccogliere fiori campestri per la mamma rimasta a casa. Ogni tanto Bruno chiama il figlio più piccolo. Ad un certo punto Gianfranco non risponde e il padre, preoccupato, risale la china e si porta, facendosi strada a stento tra la fitta vegetazione, verso la grotta. Trova il bimbo in ginocchio, con le mani giunte.
Cornacchiola chiama gli altri due figli e anch'essi cadono in preghiera di fronte ad una immaginaria “bella signora”. I ragazzi sembrano di sale. Hanno lo sguardo fisso verso l'oscurità della grotta. Isola, Carlo e Gianfranco sono cadaverici. Il padre è impaurito. Prima pensa a qualche maleficio, alle streghe, al diavolo o, da buon mangiapreti, a qualche sacerdote che ha ipnotizzato i bambini. Poi invoca il Signore "Dio salvaci". Nella grotta, a questo punto, la luce vince sulle tenebre e lentamente prende consistenza la figura della “bella signora”.

LASCIAMO PARLARE LO STESSO CORNACCHIOLA ORA:

"Quand'ecco - egli dice - emessa l'invocazione, vidi improvvisamente due candidissime mani che si muovevano verso di me e sentii che mi sfioravano la faccia. Ebbi la sensazione che mi si strappasse qualcosa dagli occhi. In quell'istante provai un certo dolore e rimasi nell'oscurità più profonda...
A questo punto io non vedevo più né la cavità né ciò che vi stava dentro, ma fui invaso da un'insolita gioia".
In quell'istante è rapito dalla visione di una giovanile figura di donna, avvolta nello splendore di una luce d'oro, ferma e dolcemente statica. Bruno la fissa con trasporto, vinto dal fascino di tanta bellezza, attratto da quella luce che, pur intensissima, non offende la vista ma lo inonda di soavità sovrumana.
La donna veste una tunica bianca e luminosa, stretta ai fianchi da una fascia rosa. Ha capelli neri, un tantino sporgenti dal velo verde-prato che la copre dalle spalle ai piedi.
Da sotto la vesta escono i piedi nudi e verginali, fermi sopra un masso di tufo anch'esso circondato di luce.
Nella mano destra regge, appoggiandolo al petto, un libro di colore grigio, su cui tiene pure l'altra mano.
Soprattutto è affascinato dal volto di quella creatura, un volto in cui si fondono il candore innocente della puerizia, la vaghezza e la grazia della verginità, la gravità maestosa della sublime maternità.

CONTINUA IL VEGGENTE:

"Vidi che la bella Signora lentamente muoveva la mano sinistra ed indicava qualcosa ai suoi piedi. Guardai e vidi a terra un drappo nero sostenente una croce spezzata".
Cornacchiola pensa che quel drappo nero, simile a una veste stracciata, e la croce spezzata, volessero alludere all'abito talare, con ogni altro segno di distinzione, da molti religiosi e sacerdoti ormai messo da parte.
"Il mio primo impulso fu quello di lanciare un grido, ma la voce mi moriva in gola".
L'Apparizione, quasi offrendo il libro che teneva in mano, con tono ineffabilmente dolce disse:
- "Sono Colei che sono nella Trinità Divina".
- "Sono la VERGINE DELLA RIVELAZIONE".
- "Tu mi perseguiti, ora basta! Entra nell'ovile santo, corte celeste in terra. Il giuramento di Dio è e rimane immutabile: i nove venerdì del Sacro Cuore, che tu facesti, amorevolmente spinto dalla tua fedele sposa prima di iniziare la via dell'errore, ti hanno salvato!".
Intanto un profumo misterioso e indefinibile inonda l'ambiente e sembra coprire la sporcizia del suolo, triste strascico di squallidi incontri.
Dopo essersi così presentata, la celestiale Signora tiene una prolungata allocuzione al figlio che sta per ritornare a Dio, parte della quale è rivolta a lui stesso e a tutti i fedeli, l'altra invece contiene un messaggio segreto per il Santo Padre. Poi continua:
- "Desidero darti una sicura prova della divina realtà che stai vivendo, perché tu possa escludere ogni altra motivazione del tuo incontro, compresa quella del nemico infernale. E questo è il segno: Quando incontrerai un sacerdote nella chiesa o per via, avvicinalo e rivolgigli questa espressione: "Padre, le devo parlare!". Se costui ti risponderà: "Ave Maria, figliolo, cosa vuoi?" pregalo di fermarsi perché è quello da me scelto. A lui manifesterai ciò che il cuore ti dirà e obbediscilo, ti indicherà infatti un altro sacerdote con queste parole: "Quello fa per il tuo caso".
- "Ti recherai poi dal Santo Padre, il supremo pastore della cristianità e gli consegnerai personalmente il mio messaggio. Ti condurrà dal Papa qualcuno che io ti indicherò".
- "Alcuni a cui tu narrerai questa visione non ti crederanno, ma non lasciarti deprimere...".
Poi, con atteggiamento di materna benignità e serena mestizia, l'incantevole Signora gira su se stessa e si allontana.

Nel messaggio dato a Bruno la Madonna chiede con insistenza a tutti la preghiera ed invita alla recita del Rosario:

- "Si preghi assai e si reciti il Rosario quotidiano per la conversione dei peccatori, degli increduli e per l'unità dei cristiani. Le Ave Maria che voi dite con fede e amore, sono tante frecce d'oro che raggiungono il Cuore di Gesù".
Ed ecco, quasi a premio di coloro che ascolteranno il suo materno messaggio, la Vergine promette celesti favori:
- "Con questa terra di peccato opererò potenti miracoli per la conversione degli increduli".
Nella sua bontà Ella vuole anche svelare il Figlio nei misteri della sua vita intima, legata alla Augusta Trinità:
- "Il mio corpo non poteva marcire e non marcì. Mio Figlio e gli angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso".

L'INCONTRO CON IL SANTO PADRE.

Il 9 dicembre 1949 il Santo Padre Pio XII invitò i tranvieri di Roma, accompagnati da padre Rotondi, a recitare con lui il Rosario nella sua cappella privata. Lasciamone la descrizione a Cornacchiola:
"Tra i lavoratori c'ero anch'io; portavo con me il pugnale e la Bibbia sulla quale stava scritto: "Questa è la morte della Chiesa Cattolica, col Papa in testa". Volevo consegnare al Santo Padre il pugnale e la Bibbia.
Finito il Rosario il Papa disse:
- "Qualcuno di voi mi vuol parlare?".
Io mi inginocchiai e dissi:
- "Santità, sono io!".
Gli altri lavoratori fecero largo per il passaggio del Papa; egli si chinò verso di me, mi pose la mano sulla spalla, avvicinò il suo volto al mio e chiese:
- "Cosa c'è, figlio mio?".
- "Santità, qui c'è la Bibbia protestante che interpretavo erroneamente e con la quale ho ucciso molte anime".
Piangendo consegnai anche il pugnale sul quale stava scritto "Morte al Papa" e sussurrai:
- "Chiedo perdono di aver osato solo pensare a tanto. Avevo progettato di ucciderla con questo pugnale!".
Il Santo Padre prese quegli oggetti, mi guardò, sorrise e osservò:
- "Caro figlio, con ciò non avresti fatto altro che dare un nuovo martire alla Chiesa, ma a Cristo una vittoria dell'amore"...

ALTRE APPARIZIONI

E' ormai il tramonto del 12 aprile 1947. Cornacchiola, aiutato dai figli, pulisce la grotta ed incide su un pezzo di tufo, con la chiave di casa, la data dell'apparizione. Poi va a pregare nella chiesa dei trappisti. E' la figlia Isola a suggerirgli l'Ave Maria. A casa cerca di mantenere il segreto, ma la moglie si insospettisce notando un insolito profumo. Cerca di chiedere spiegazioni al marito che, stranamente, è molto cortese.
Bruno, prima di coricarsi si inginocchia con le lacrime agli occhi e chiede perdono per tutto il male che ha fatto alla consorte. Poi il racconto dell'apparizione. Per 16 giorni Cornacchiola è alla caccia del sacerdote al quale deve confidare il prodigio ed affidare il messaggio segreto per il Papa. Lo trova il 28 aprile nella chiesa di Ognissanti, sull'Appia Nuova, retta dai religiosi di Don Orione. E' don Gilberto che battezza il figlio minore di Cornacchiola e il 6 maggio riceve l'abiura dalla setta protestante del tranviere e della moglie.
Quello stesso giorno la Vergine della rivelazione appare una seconda volta a Cornacchiola. La terza apparizione avviene a due settimane di distanza, il 23 maggio, presente don Mario che recita il rosario con Bruno. Il sacerdote avverte un dolce profumo, ha il cuore in gola e sente il sangue gelarsi nelle vene mentre l'amico, con un filo di voce, annuncia di vedere la “madre bellissima e sorridente”.
La Vergine si fa vedere per l'ultima volta il 30 maggio chiedendo a Cornacchiola di recarsi dalle “dilette figlie” maestre pie Filippini per invitarle a pregare per gli increduli e l'incredulità della zona. Le suore hanno una scuola intitolata a San Giuseppe per i figli dei contadini aperta nel 1917 vicino alla trappa.

4 dicembre 2012

Libby Edwards dalla wicca alla Chiesa Cattolica

Libby Edwards è stata una ex strega neopagana della Wicca per quindici anni. Adesso è cattolica e felicemente sposata con un figlio di undici anni. Nata nel giorno di Halloween in una famiglia protestante del Michigan si è poi trasferita a Nash County in North Carolina. Sua madre visitata da una coppia di missionari mormoni diventa mormone e anche lei viene battezzata mormone, l'età della ragione mormone, a 8 anni. Adolescente si allontana dai mormoni e volendo coltivare ugualmente il suo rapporto con Dio frequenta diverse denominazioni di "chiese" protestanti. All'età di 27 anni Libby si avvicina alla New Age, all'astrologia ma soprattutto alla stregoneria tramite la libreria del suo quartiere. Libby pensa di poter diventare una vera strega "buona" o "bianca" - bugia colossale perchè dietro la magia c'è sempre il il Falsario - attraverso un libro! Il guardaroba di Libby è diventato pieno di vestiti neri con pentacoli per entrare meglio nel mestiere della strega "bianca". Prima Libby ha praticato in solitario, poi è entrare in coven Wicca e poi ha incominciato ad iniziare all'evocazione magica pagana altri; il tutto per 15 anni. Dice Libby: «Ho coltivato occulti "talenti" - mi sembrava di avere un dono particolare sia per la divinazione e di necromanzia - e ho imparato a guarire e maledire, anche se ho sicuramente avuto più successo con la maledizione. Non credo che questo sia una coincidenza. Una delle grandi attrattive della stregoneria neopagana - è uno degli argomenti preferiti delle streghe per difendere la loro fede - è la sua attenzione sulla presunta magia "positiva", ma è una favola con poche basi nella realtà». Libby non si accorge del buio dentro di lei fintanto non incomincia a distaccarsi - per grazia di Dio - da quello stile di vita edonistico e con poche inibizioni morali e avvicinarsi a Cristo-Luce. Sebbene Libby avesse voltato le spalle a Dio, Lui non l'aveva abbandonata. Libby leggendo romanzi horror e guardando film horror era molto colpita dal fatto che ogni volta il Male era una minaccia reale non venivano chiamati - nei romanzi e nei film - il ministro protestante locale, la sacerdotessa della Wicca o lo stregone del rito voodoo ma veniva sempre chiamato il sacerdote esorcista della Chiesa Cattolica! Libby riconosceva inconsciamente l'autorità della Chiesa Cattolica, unico e vero corpo/sposa di Cristo, sulle potenze del Male. Incomincia a scrivere storie fantasy per i suoi amici e infine profili per i personaggi dei RPG o "Giochi di Ruolo" solitamente di genere horror, i più diffusi. Alla fine i suoi personaggi fantasy finivano sempre per assumere connotazioni cattoliche. Ma è quando Libby incomincia a studiare seriamente la Chiesa Cattolica per una ricerca, a 35 anni, che i primi dubbi reali sulla Wicca incominciano ad insinuarsi, dopo tanti anni di vita da strega-irriducibile. Dice Libby: «Il dubbio è stato seminato in me dalla storia che ho letto e dall'apologetica - nonchè il Catechismo della Chiesa - e cominciai a chiedermi se fossi stata fuori luogo per tutto il tempo. Ero già innamorata dei segni della Chiesa Cattolica - gli odori e le campane, l'arte e la musica, anche la grandezza dei rituali, che è probabilmente sorprende dato il mio amore per i simboli del neopaganesimo e della stregoneria. Ma ho cominciato a leggere la verità nelle apologetica. Dura verità, ma la Verità! I rituali e gli incantesimi della Wicca hanno incominciato a sembrarmi a buon mercato rispetto a quelli della Chiesa - ombre di quella verità - ed ero affamata di qualcosa di reale» . Quindi Libby, in un progressivo cammino di purificazione, abbandona la ombrosa caratterizzata da "un permissivismo estremo", la Wicca, per la sposa di Cristo, la Chiesa Cattolica. Non è stato facile. Man mano che Libby lasciava le tenebre del neopaganesimo e si avvicinava alla Luce che è Cristo e al suo lucerniere che è la Chiesa Cattolica - il suo Corpo Mistico - ebbene Libby sentiva che "la mia anima gridava di più". Durante il tempo liturgico della Quaresima e in particolare durante la Settimana Santa accade a Libby qualcosa di meraviglioso e profondamente personale. Dice Libby: «Fino a quel momento, ero stata una cattolica di logica, il mio viaggio alla fede riposava unicamente su quello che avevo letto e il buon senso di tutto questo. Ma durante la Settimana Santa, sono diventata una cattolica del cuore. Ho avuto una esperienza di Dio nella effusione dello Spirito Santo, in modo molto reale e che ha cambiato la vita, e in quel momento ho lasciato alle spalle per sempre il paganesimo. E 'stato allora che mi sono innamorata di Dio, e non voglio essere separata da lui». Così Libby è stata battezzata cattolica nella nella Veglia Pasquale del 2010. Dice Libby: «Adesso, sono stata cattolico per un anno [queste parole sono del 2011], ma non vedo l'ora in cui i miei anni come cattolica non supereranno i miei anni come un pagana! Non è sempre stato facile - rinunciare quindici anni di paganesimo è molto simile a rompere una dipendenza - ma Dio continua a darmi la grazia di cavarmela. E 'incredibilmente difficile essere una cattolica devota, rispetto al nulla della mentalità neopagana della stregoneria. Ma la mia vita è più semplice, più bella e più tranquilla di quanto non lo sia mai stata nel Paganesimo». La Wicca dice Libby offre una "libertà incredibile" ma questo è una "bugia intelligente". In effetti è una falsa libertà, una schiavitù che ti pone in mano al Nemico della Vita Eterna. Per Libby la "vera libertà ... riposa solo in Dio". Dice Libby, citando il Vangelo: " Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico è leggero" (Matteo 11:29-30).

Che il Signore Gesù ci preservi dalla Wicca o neostregoneria luciferiana!

http://www.gris-imola.it/ultime_notizie/LibbyEdwardsdallaWiccaallaChiesaCattolica.php