30 gennaio 2013

Le "chiese" pentecostali in Italia:

divisi in tre "ondate" nelle quali poi si trovano ulteriori divisioni e sottodivisioni… Ce ne è per tutti i gusti e probabilmente non sono neanche tutti. Una vera e propria babilonia

LA PRIMA ONDATA: I “WESLEYANI” – LE CHIESE DI DIO
http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/pentecostali_02.htm

Chiesa di Dio in Italia
Chiesa di Dio della Profezia

LA PRIMA ONDATA:I COSIDDETTI “BATTISTI” – LE ADI E LE CONGREGAZIONI INDIPENDENTI
http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/pentecostali_03.htm

Assemblee di Dio in Italia (ADI)
Centro Cristiano Emmanuel (CCE)
Assemblea Cristiana Evangelica
Chiesa del Vangelo Quadrangolare
Chiese pentecostali Zaccardiane
Chiese cristiane evangeliche nelle “Valli del Sele e dell’Irno”
Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale Libera
Chiese Cristiane Evangeliche di Palermo
Casa di Preghiera di Palermo
Chiesa Evangelica di Cordenons
Congregazioni Cristiane Pentecostali
Chiesa Cristiana Pentecostale Italiana
Chiesa Cristiana Evangelica Italiana

LA PRIMA ONDATA: GLI “APOSTOLICI” DEL RISVEGLIO GALLESE
http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/pentecostali_04.htm

Chiesa Apostolica in Italia
Chiesa Apostolica Italiana
Chiesa Apostolica Antica
Comunità Evangelica Apostolica
Chiesa Cristiana Evangelica Apostolica “Dio è Fedele”

LA PRIMA ONDATA: I MODALISTI (ONENESS)
http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/pentecostali_05.htm

Assemblee Pentecostali del Mondo
Chiesa Unita Pentecostale Internazionale d'Italia
Assemblea Apostolica della Fede in Cristo Gesù in Italia
Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale della Fede in Cristo Gesù (C.C.E.P.)
Chiesa Apostolica Pentecostale
Chiesa Cristiana Evangelica Internazionale Pentecostale

LA PRIMA ONDATA: IL PENTECOSTALISMO AFRO-AMERICANO
http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/pentecostali_06.htm

Chiesa di Dio in Cristo

LA PRIMA ONDATA: I MOVIMENTI NATI IN AMERICA LATINA
http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/pentecostali_07.htm

Assemblee di Dio Brasiliane in Italia
Chiesa Assemblea di Dio Missionaria
Chiesa pentecostale "Dio è Amore"
Chiesa Ministero Sabaoth
Chiesa Evangelica Ravvivamento della Fede
Chiesa di Dio Pentecostale - Movimento Internazionale
Movimento Missionario Mondiale
Comunità Cristiana dello Spirito Santo
Chiesa di Dio Ministeriale di Gesù Cristo Internazionale
Chiesa del Dio Vivente Colonna e Sostegno della Verità La Luce del Mondo
Congregazione Cristiana Popolo di Dio

LA PRIMA ONDATA: I MOVIMENTI NATI IN AFRICA E NELLE FILIPPINE
http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/pentecostali_08.htm

Christian Pentecostal Ministry
International Christian Center - Chiesa cristiana evangelica carismatica Potenza della Resurrezion
Chiesa Pentecostale Etiope in Italia
Associazione Cristiani Uniti d’Italia
Chiesa Cristiana Evangelica Internazionale
Mountain of Fire and Miracles Ministries, Rome Branch
Kingdom of God Mission International
The Redeemed Evangelical Mission (TREM)
The Redeemed Christian Church of God
Zoe Pentecostal Mission
Life Renewal Evangelical Church International
La Christ Apostolic Church of God Mission (CACGM)

LA SECONDA ONDATA: ORGANISMI DI COLLABORAZIONE FRA CHIESE INDIPENDENTI
http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/pentecostali_09.htm

Federazione delle Chiese Pentecostali (FCP)
L’Alleanza delle Chiese Evangeliche Pentecostali Milanesi
Incontri Pastorali del Lazio
Comunione Chiese Cristiane
Consulta Evangelica
Unione Evangelica delle Chiese Calabresi
Ministero Assemblee di Dio

LA SECONDA ONDATA: I GUARITORI INDIPENDENTI - I BRANHAMITI
http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/pentecostali_11.htm

Branhamiti

LA SECONDA ONDATA: IL LATTER RAIN MOVEMENT E LA CORRENTE FULL GOSPEL
http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/pentecostali_12.htm

Chiese Elim in Italia
Ministero Insieme - Roma City Church
Missione del Pieno Vangelo (MPV)
Chiesa Cristiana del Pieno Evangelo
Chiesa Evangelica Internazionale e Associazione Missionaria (C.E.I.A.M.)

LA SECONDA ONDATA: IL RISVEGLIO CARISMATICO
http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/pentecostali_13.htm

Chiesa Evangelica della Riconciliazione
Chiesa Cristiana Evangelica Calvary Chapel

LA TERZA ONDATA: VINEYARD E I RISVEGLI DI TORONTO E PENSACOLA
http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/pentecostali_14.htm

Ministero Profetico Luce delle nazioni

LA TERZA ONDATA: IL MOVIMENTO DELLA FEDE
http://www.cesnur.org/religioni_italia/p/pentecostali_15.htm

Chiesa cristiana evangelica Gesù Vive
Chiesa Cristiana Evangelica Parola di Vita
Chiesa cristiana Raggio di Luce
Centro Cristiano Interconfessionale La Parola di Fede
Chiesa Cristiana Parola della Fede
Chiesa Vita Abbondante
Chiesa La Parola della Vita di Tortoreto
Chiesa Cristiana La Parola Vivente
Ministero "Cristo è la salvezza per le nazioni"
Chiesa Cristiana Carismatica "La Parola della Fede - Centro di vita abbondante"
Comunità Cristiana Cammino di Fede


AD OGNI PASTORE LA SUA DECIMA... E QUINDI OGNUNO SI FONDA LA SUA PERSONALE CHIESA...



29 gennaio 2013

Il rabbino che si arrese a Cristo e che fece smettere di “protestare” alcuni protestanti

Il rabbino capo di Roma durante la Seconda Guerra Mondiale, Israel Zolli, si convertì al
cattolicesimo. Scelse di farsi battezzare, nel 1945, col nome di Eugenio Pio, in onore di Pio XII (al secolo Eugenio Pacelli), come segno di gratitudine per tutto quello che il Papa aveva fatto per il popolo ebraico durante la persecuzione nazista. Anche la moglie Emma e la figlia Myriam si convertirono.

Zolli divenne un importante studioso della Sacra Scrittura. Si concentrava soprattutto sullo studio delle profezie anticotestamentarie compiutesi nella persona di Gesù Cristo. Sperava che tutto il suo popolo d’origine avrebbe riconosciuto, finalmente, in Gesù Cristo il messia promesso dal Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe.

Verso i primi anni Cinquanta del secolo scorso – quando i suoi studi divennero famosi in tutto il mondo, ma soprattutto furono osteggiati nel novello stato israeliano – fu contattato da alcuni pastori protestanti, i quali gli chiesero un incontro privato. Zolli era un po’ perplesso, ma accettò.

I “BUONI PASTORI” PROTESTANTI OFFRIRONO A ZOLLI INGENTI SOMME DI DENARO AFFINCHÉ, CON I SUOI STUDI SULLA SACRA SCRITTURA, TROVASSE LE “PROVE” DELLA FALSITÀ DEL PRIMATO DI PIETRO. Zolli rifiutò con sdegno e indicò loro la porta. I pastori, prima di lasciare la stanza, gli chiesero perché avesse “scelto” la Chiesa cattolica e non una di quelle protestanti.

Il prof. Zolli, sorridendo, rispose: «Non voglio mettere in imbarazzo nessuno chiedendo: “Perché avete aspettato millecinquecento anni prima di protestare?”. La Chiesa cattolica fu riconosciuta nel mondo cristiano come la vera Chiesa di Cristo per quindici secoli consecutivi. E nessuno può fermarsi alla fine di questi 1500 anni e dire, solo allora, che la Chiesa cattolica non è la Chiesa di Cristo, senza mettersi in un serio imbarazzo. Posso ammettere l’autenticità di una sola Chiesa, quella annunciata a tutte le creature dai miei stessi antenati, i dodici apostoli che, come me, sono usciti dalla Sinagoga».

http://www.papalepapale.com/strega/?p=334

Io non sono questa religione

Invasi dallo spirito...



“Cristiani nazisti”?: erano i luterani. Ed Einstein ringraziò i cattolici

L’ideologia nazionalsocialista trovò terreno fertile in Germania, in quanto la maggioranza della popolazione era di confessione religiosa luterana. Martin Lutero, infatti, non odiava solamente la Chiesa di Roma, il papato in particolare, ma anche gli ebrei. Nel suo testo “Sugli ebrei e sulle loro menzogne”, auspicò la distruzione di tutte le sinagoghe e, addirittura, delle case private degli ebrei. “Sia imposta la fatica ai giudei giovani e robusti, uomini e donne – scrisse ai propri adepti – affinché si guadagnino il pane col sudore della fronte”. Adolf Hitler in persona definì Martin Lutero “Hercules Germanicus” e “Propheta Germaniae”.

Nella foto vediamo i “Deutsche Christen” (tedeschi cristiani), denominazione dell’ala della “chiesa” luterana tedesca che, nel 1932, si schierò con il partito nazionalsocialista su una piattaforma di misticismo razzistico-guerriero comportante l’antisemitismo e l’esaltazione di una missione divina attribuita a Hitler “per la distruzione dei mali fisici, sociali e spirituali”. Appoggiati da Hitler, i Deutsche Christen ottennero nelle elezioni ecclesiastiche del luglio 1933 una maggioranza assoluta di voti e nello stesso anno fu nominato vescovo del Reich il nazista Ludwig Müller, che scatenò una violenta campagna antisemitica.

Alle elezioni i nazisti conquistarono nella Prussia luterana l’80% dei consensi, nella Baviera cattolica il 20%. Il più fiero avversario di Hitler era un vescovo cattolico, il beato Clemens August von Galen, conosciuto come “il leone di Münster”: le sue predice turbavano le menti e i cuori di molti tedeschi. Eppure nell’immaginario collettivo mondiale – plagiato dalla propaganda massonica e marxista – quella connivente col nazismo è la Chiesa cattolica.

Qualcuno mi potrebbe accusare di “giocare in difesa”, in quanto cattolica, ma c’è una testimonianza insospettabile sul ruolo della Chiesa come nemica giurata del nazismo: quella di Albert Einstein, il grande scienziato ebreo nato in Germania e poi scappato negli Stati Uniti per evitare la deportazione hitleriana.

Il 23 dicembre 1940, durante la seconda guerra mondiale, il settimanale americano “Time” pubblico la seguente testimonianza dello scienziato, in cui lodava pubblicamente e con gratitudine la Chiesa cattolica: «Essendo un amante della libertà, quando avvenne la rivoluzione [nazista] in Germania, guardai con fiducia alle università sapendo che queste si erano sempre vantate della loro devozione alla causa della verità. Ma le università vennero zittite. Allora guardai ai grandi editori dei quotidiani che in ardenti editoriali proclamavano il loro amore per la libertà. Ma anche loro, come le università vennero ridotti al silenzio, soffocati nell’arco di poche settimane. Solo la Chiesa rimase ferma in piedi a sbarrare la strada alle campagne di Hitler per sopprimere la verità. Io non ho mai provato nessun interesse particolare per la Chiesa prima, ma ora provo nei suoi confronti grande affetto e ammirazione, perché la Chiesa da sola ha avuto il coraggio e l’ostinazione per sostenere la verità intellettuale e la libertà morale. Devo confessare che ciò che io una volta disprezzavo, ora lodo incondizionatamente».

http://www.papalepapale.com/strega/?p=196

Attenzione a certi sacerdoti inquisitori tradizionalisti che con loro pubblicazioni (chiesa viva) tra il gossip e il trash, infangano la Chiesa Cattolica come fanno i pentecostali che non a caso tante volte si servono di quanto lui pubblica:

di Luciano Monari, vescovo di Brescia:

Brescia. Don Luigi Villa, prete residente da anni a Brescia, continua a scrivere e diffondere calunnie riguardo a Paolo VI e a diversi ecclesiastici; lo fa per lo più diffondendo, anche attraverso la rete informatica, fascicoli che appartengono al genere letterario ‘gossip’.
Ho già dichiarato che la diocesi di Brescia non ha e non vuole avere nulla a che fare con le immondezze e le falsità che vengono scritte. Don Villa si è autonominato grande inquisitore, difensore della fede contro il Concilio Vaticano II che, secondo lui, è eretico e costituisce il vero pericolo della fede oggi; contro Paolo VI che ha deformato la Chiesa (Gesù Cristo deve essersi dimenticato della promessa di indefettibilità che aveva fatto); contro Giovanni Paolo II che si è mosso sulla stessa linea; contro innumerevoli ecclesiastici che sarebbero in realtà massoni, quinta colonna infiltrata nella Chiesa per distruggerla dall’interno e così via.
È difficile comprendere un tale livore. Don Villa penserà forse di essere mosso da zelo apostolico, di essere un nuovo Finees che trafigge gli empi nell’atto stesso della loro idolatria. La realtà è purtroppo diversa. Scriveva San Giacomo: “Chi tra voi è saggio e intelligente? Con la buona condotta mostri che le sue opere sono ispirate a mitezza e sapienza. Ma se avete nel vostro cuore gelosia amara e spirito di contesa, non vantatevi e non dite menzogne contro la verità. Non è questa la sapienza che viene dall’alto: è terrestre, materiale, diabolica; perché dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni specie di cattive azioni. Invece la sapienza che viene dall’alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera”.
Strano destino quello di Paolo VI, combattuto da destra e da sinistra; considerato da alcuni il conservatore che ha impedito una piena riforma della Chiesa; esecrato da altri come un rivoluzionario che ha alterato il volto secolare della Chiesa. In realtà Paolo VI è stato semplicemente lo strumento di Dio per effettuare il programma che Giovanni XXIII aveva affidato al Concilio: quel programma che si riassume nella riforma della Chiesa (Ecclesia sempre reformanda, secondo il programma del Concilio di Trento) e nel suo aggiornamento (cioè l’attenzione a dire il Vangelo al mondo di oggi in modo che il Vangelo sia capito correttamente).
Don Villa pensa che la fedeltà consista nel ripetere le medesime parole sempre uguali. Il che sarebbe vero se il mondo fosse fermo e statico e ogni parola avesse sempre nel tempo il medesimo significato. Ma il tempo passa, le lingue cambiano, cambiano anche gli usi delle parole e bisogna essere attenti (e intelligenti) per imparare a esprimere il medesimo atto di intelligenza con le parole corrette in un nuovo contesto di vita. Questa situazione può piacere o no ma è di fatto quella in cui viviamo; e, tra parentesi, è quella in cui il Signore ci ha messo a vivere. Lo sforzo che il Concilio ha iniziato è proprio quello di annunciare il Vangelo oggi; il medesimo Vangelo di sempre (non ce ne sono due o tanti), ma in modo che l’uomo che vive oggi e pensa oggi e parla oggi possa capirlo.
Paolo VI è stato non solo un grande Papa, ma un grande credente. Basterebbe leggere la sua professione di fede e il suo testamento spirituale per capire di che pasta era fatto. Così come basta leggere i testi di don Villa per capire di che pasta è fatto. Paolo VI è stato un autentico cristiano che ha conosciuto alcuni (pochi) momenti di successo senza lasciarsi esaltare; che, senza lasciarsi avvilire, ha portato la croce (pesante) subendo accuse, critiche, scherni. E da parte di persone che non valevano il suo dito mignolo. Il mondo contemporaneo è così: offre a tutti, intelligenti o stupidi, onesti o malvagi, sinceri o menzogneri, la possibilità di mettere in pubblico le proprie idee (o il proprio vuoto di idee); e offre a tutti, quali che siano le loro idee, un momento di notorietà. Non perché le idee siano intelligenti, ma perché sono strane. Per di più sembra diffondersi il gusto di infangare ogni cosa bella; probabilmente perché, notava Manzoni, quando si accusano gli altri ci si illude di essere, per ciò stesso, dalla parte buona.
Stiamo imparando a confrontarci con questo mondo, con un po’ di sofferenza. Che ci siano anticlericali che sputano offese da ogni parte, lo mettiamo in conto. Ma che sia un prete a farlo, che un prete prenda gusto a infangare papi come Paolo VI e Giovanni Paolo II, che lo faccia con libelli che propagano accuse su tutto e su tutti, questo crea disorientamento. Perché questo modo di fare? L’unica risposta che mi sembra di poter dare è quella che ho accennato sopra. Don Villa è convinto che il Concilio Ecumenico Vaticano II abbia rovinato la Chiesa e ritiene di essere lui il nobile cavaliere errante che il Signore ha chiamato per riportare la Chiesa sulla via della verità. In realtà il Concilio è stato un dono grande di Dio e come tale deve imparare a vederlo ogni credente. In quella assise più di 2300 Vescovi di tutta la Chiesa cattolica, attorno al Papa, hanno deciso il cammino della Chiesa sottoscrivendo alla quasi unanimità tutti i documenti. Bisogna davvero avere un’alta coscienza di sé per pensare di vedere meglio di tutti e di rappresentare meglio l’impulso dello Spirito Santo.

http://www.lavocedelpopolo.it/index_dettagli.php?get_id=6632

27 gennaio 2013

Protestanti e nazismo

un silenzio spezzato solo da Bonhoeffer

Il teologo pagà con la vita la sua denuncia dell'alleanza tra chiesa evangelica e Hitler

Le lettere «Per il cristiano non è più accettabile il ruolo dello spettatore»


«Mi preme fare sapere che il partito nazionalsocialista non ha violato in nulla le mie convinzioni introducendo nella legge religiosa il paragrafo ariano. Se un ebreo venisse a me per essere battezzato, lo battezzerei, ma se mi dicesse che è suo vivo desiderio diventare pastore gli risponderei che ciò è impossibile... gli risponderei: benissimo ma sii allora un missionario fra gli ebrei; è impossibile avere nella nostra comunità un pastore di sangue straniero»: così afferma il 21 gennaio del 1934, il pastore evangelico Ludwig Mueller, che in qualità di «vescovo» supremo del Reich e di vescovo della chiesa evangelica della vecchia Prussica (il gruppo evangelico più importante d' ogni altro) ha accentrato nelle sue mani tutti i poteri di quella chiesa. La Chiesa del III Reich è dunque razzista ed esclude dalle cariche ecclesiastiche quanti non siano di pura razza ariana. Negli stessi anni in cui tante voci come quella di Edith Stein o del gesuita tedesco Friedrich Muckermann si alzavano per implorare una condanna più ferma della chiesa cattolica, la chiesa tedesca evangelica viveva lo stesso dilemma in modo ancora più drammatico: diventa fedele e solerte alleata di Hitler - eccetto minoranze resistenziali di altissima intensità spirituale presenti nella così detta Chiesa confessante. Le chiese evangeliche confederate lacerate tra l' adesione al Reich e la ribellione, tra la difesa della istituzione e la testimonianza profetica precipitano nell' alleanza con Hitler. Nel mese di gennaio del 1934 avviene quella così detta sincronizzazione del protestantesimo germanico con il regime nazionalsocialista di Adolf Hitler. E' interessante seguirne le vicende da un osservatorio speciale, che ci informa quasi giornalmente di ciò che succede, ma che soprattutto ci fa capire in modo indiretto e mascherato ciò che la Santa Sede pensava sull' evolversi della situazione in Germania. Si tratta delle corrispondenze fittizie che Federico Alessandrini, in seguito vicedirettore dell' Osservatore Romano, scriveva da Roma sotto lo pseudonimo Renano, controllate ed approvate dalla Segreteria di Stato. Una sorta di agenzia che poi veniva smistata nella stampa cattolica. Una vera miniera per capire il clima che si respirava perché ciascuno di quei «pezzi» prima di avere via libera doveva sottostare al controllo della Segreteria di Stato e rispondere alle richieste dell' allora Segretario di Stato, Eugenio Pacelli. Dentro le notizie, a volte tra le righe, a volte in modo diretto i commenti degli articoli trovavano comunque il modo di denunciare i presupposti ideologici del nazismo, a cominciare dalla mistica di Rosenberg, fino a raccontare il clima vessatorio contro cattolici e protestanti o alla descrizione degli orrori «della notte dei lunghi coltelli». Un modo e una formula che serviva anche per aggirare la censura nazista. E infatti il corrispondente Renano fu a lungo ricercato in Germania fino a quando non capirono che si annidava nelle segrete stanze del Vaticano stesso. In un articolo del 31 gennaio 1934 Renano a proposito delle conclamate dichiarazioni razziste di Mueller scriveva: «Sarebbe interessante sapere quali idee abbia il vescovo del Reich sulla diffusione del cristianesimo dalla Palestina nel mondo... Le parole di Mueller hanno un gravissimo valore oltre che per il contenuto dogmatico, per il momento in cui furono pronunciate: 600 pastori appoggiati da alcuni vescovi dei Laender meridionali sono in rivolta contro il vescovo del Reich a causa della sua adattabilità all' ideologia hitleriana e ne sfidano i fulmini... il 25 gennaio il Cancelliere Hitler ha convocato i vescovi dei Laender e ha fatto loro comprendere che i dissensi nella chiesa evangelica possono recare danno al terzo Reich. In particolare ha insistito sui danni presso la stampa estera...». In un altro articolo del 4 gennaio 1934, Confusione babelica nel protestantesimo tedesco, le Aberrazioni sacrileghe del «movimento tedesco di fede», a proposito delle nuove «idee teologiche» proposte dal professore dell'Università di Lipsia, Bergmann, «credo nel Dio della religione tedesca... credo nella Germania, educatrice degli uomini», i toni escono da ogni riserbo: «Siamo dunque in presenza di una mistica dell'ultranazionalismo, di un materialismo che può reggere il confronto solo con quello del bolscevismo... un ultranazionalismo sintomatico della metodologia materialista anticristiana dei neopagani tedeschi». L'insistita denuncia sulla inconciliabilità della concezione hitleriana con l' ispirazione evangelica di questi articoli assume un particolare valore in quanto voluta e approvata dalla Segreteria di Stato. Si tratta solo di alcuni esempi che si possono trovare nelle tante corrispondenze che, se non bastano a smentire il silenzio della Chiesa, non lo rendono neanche totale. Non è un silenzio assordante, si avvertono grida sussurrate. La voce che, invece, nel mondo protestante, si alza con lo stesso anelito di quella della Stein, è, come è noto, quella di Dietrich Bonhoeffer. Incarcerato a Tegel venne impiccato il 9 aprile 1945 a un mese dalla fine del conflitto, in seguito alla sua partecipazione al progetto di attentato contro Hitler. Nel 1933 aveva scritto un saggio, La chiesa di fronte alla questione ebraica, con la richiesta di intervenire subito contro le prime persecuzioni. Nel 1934, dopo l' imposizione del ministro dell' interno Frick di astenersi dal divulgare le tensioni interne alle chiese protestanti, che ancora si illudono, invidiando il concordato stipulato con i cattolici, di potere ricavare vantaggi e tutele, scrive «oso sperare che questa volta i pastori avranno il coraggio di sollevarsi contro lo Stato». Un senso di asfissia incombe su di lui che dal 1929 al 1934 spera ancora di potere andare in India ad incontrare Gandhi, sicuro che «nel "paganesimo" di laggiù ci sia più cristianesimo che in tutta la nostra chiesa del Reich». Poi di fronte al crescere delle delusioni per le prudenze, le paure, i cedimenti le totali collusioni delle chiese con la persecuzione ebraica, nel 1935, lancia il famoso anatema che segnerà la teologia del Novecento «solo chi alza la voce in difesa degli ebrei, può permettersi di cantare in gregoriano». Il nostro destino lui dice, come la Stein, non è dissociabile da quello degli ebrei. «Un ripudio degli ebrei da parte dell' Occidente comporta necessariamente il ripudio di Cristo; perché Gesù Cristo era un ebreo», (Etica, 1940). Le sue lettere dalla prigionia, Resistenza e Resa, apparse in Italia da Bompiani nel 1969 hanno segnato nel profondo la formazione della più avvertita generazione cattolica di quegli anni. «Mi sono chiesto - scrive il 21 febbraio 1944 - spesse volte dove passi il confine tra la necessaria resistenza e l' altra necessaria resa davanti al "destino"... limite che non si può determinare sul piano dei principi; l' una e l' altra devono essere presenti e assunti con decisione. La fede esige questo agire mobile e vivo». Tale concezione del rapporto tra fede e storia tra responsabilità e azione è diventata il cuore della generazione cresciuta con il Concilio Vaticano II. La lettera dal carcere che Bonhoeffer scrive per il battesimo del nipote è il vero lascito che la polemica sui silenzi consegna anche alla generazione conciliare: per il cristiano non è più accettabile «il lusso dello spettatore». La teologia e l'azione devono entrare in nuovo rapporto: «Voi penserete - scrive - solo ciò di cui dovrete assumervi la responsabilità agendo». Credo che le polemiche senza fine sulle responsabilità delle chiese di fronte agli ebrei siano state, paradossalmente, una straordinaria occasione storica, non tanto per più o meno coraggiose revisioni storiografiche ma quanto per non dimenticare mai che la fede deve sapersi incarnare nelle decisioni della storia. Non a caso le polemiche sui silenzi si acutizzano nei momenti storici in cui la coscienza cristiana - negli Anni Sessanta, come ora - sente l' urgenza di risvegliare alla storia ma, confusa, non sa bene con quali strumenti storici e teologici farlo. Gli anni all' estero e l'incontro con la Resistenza Dietrich Bonhoeffer nasce nel 1906 a Breslavia, da una famiglia dell' alta borghesia berlinese. Il padre è psichiatra e ha importanti relazioni con i livelli più alti dell' amministrazione dello Stato. Studia teologia e si laurea a 21 anni. Passa molti periodi all' estero. Risiede quasi un anno a Barcellona e poi parecchi mesi a New York, dove entra in contatto con il Social Gospel e celebra funzioni religiose nei ghetti neri. Dal ' 31 al ' 33 insegna a Berlino mostrando una grande carica innovativa, coinvolgendo gli studenti in iniziative legate non solo all' ambito accademico ma anche alla situazione politica esistente. Inizia in questo periodo la sua opposizione, sempre crescente, al nazismo. Dopo l' avvento di Hitler al potere lascia Berlino e si trasferisce a Londra per un paio d' anni. Torna in Germania e vi resta fino al ' 39. Entra a far parte di quella parte della Chiesa protestante che si chiama "confessante" e che si oppone a Hitler e lotta contro la discriminazione degli ebrei. Nel ' 40 inizia ad avere i primi contatti con la Resistenza. Nel ' 43 viene arrestato. Viene impiccato il 9 aprile 1945 nel campo di concentramento di Flossebürg. Nel 1949 esce postumo «Etica», due anni dopo vengono raccolte le sue lettere dal carcere nel volume «Resistenza e resa».


Fattorini Emma

Pio XI e l'enciclica "Mit brennender Sorge" (con viva preoccupazione...)

"è una famosa enciclica di papa Pio XI scritta in tedesco e pubblicata il 10 marzo 1937. Indirizzata ai vescovi tedeschi, ed eccezionalmente redatta in tedesco per facilitarne la diffusione e la lettura nelle chiese del Paese, l'enciclica è incentrata «sulla situazione religiosa nel Reich tedesco»."
.....
"L'enciclica parla della situazione della Chiesa cattolica tedesca e dei suoi membri nella Germania nazista. Il documento deplora le violazioni del Concordato del 1933 e condanna la dottrina nazionalsocialista come fondamentalmente anticristiana e pagana:

« Non si può considerare come credente in Dio colui che usa il nome di Dio retoricamente, ma solo colui che unisce a questa venerata parola una vera e degna nozione di Dio. [...] Chi, con indeterminatezza panteistica, identifica Dio con l’universo, materializzando Dio nel mondo e deificando il mondo in Dio, non appartiene ai veri credenti. [...]Né è tale chi, seguendo una sedicente concezione precristiana dell’antico germanesimo, pone in luogo del Dio personale il fato tetro e impersonale, rinnegando la sapienza divina e la sua provvidenza; un simile uomo non può pretendere di essere annoverato fra i veri credenti. »

In particolare, il documento condanna in chiari termini il culto della razza e dello stato, definendoli perversioni idolatriche e dichiarando "folle" il tentativo di imprigionare Dio nei limiti di un solo popolo e nella ristrettezza etnica di una sola razza:

« Se la razza o il popolo, se lo Stato o una sua determinata forma, se i rappresentanti del potere statale o altri elementi fondamentali della società umana hanno nell’ordine naturale un posto essenziale e degno di rispetto; chi peraltro li distacca da questa scala di valori terreni, elevandoli a suprema norma di tutto, anche dei valori religiosi e, divinizzandoli con culto idolatrico, perverte e falsifica l’ordine, da Dio creato e imposto, è lontano dalla vera fede in Dio e da una concezione della vita ad essa conforme. [...] Solamente spiriti superficiali possono cadere nell’errore di parlare di un Dio nazionale, di una religione nazionale, e intraprendere il folle tentativo di imprigionare nei limiti di un solo popolo, nella ristrettezza etnica di una sola razza, Dio, Creatore del mondo, re e legislatore dei popoli, davanti alla cui grandezza le nazioni sono piccole come gocce in un catino d’acqua »

L'enciclica ringrazia poi apertamente i «sacerdoti» e «tutti i fedeli» che «nella difesa dei diritti della divina Maestà contro un provocante neopaganesimo, appoggiato, purtroppo, spesso da personalità influenti», adempiono «il proprio dovere di cristiani».
Nel testo viene condannata anche la mistificazione o lo stravolgimento dei contenuti della fede cristiana:
« Venerabili Fratelli, abbiate un occhio particolarmente vigile, quando nozioni religiose vengono svuotate del loro contenuto genuino e applicate a significati profani. »

« Da mille bocche viene oggi ripetuto al vostro orecchio un Evangelo che non è stato rivelato dal Padre celeste; migliaia di penne scrivono a servizio di una larva di cristianesimo, che non è il Cristianesimo di Cristo. Tipografia e radio vi inondano giornalmente con produzioni di contenuto avverso alla fede e alla Chiesa, e, senza alcun riguardo e rispetto, assaltano ciò che per voi deve essere sacro e santo. »

CONSEGUENZE

La pubblicazione dell'enciclica Mit brennender Sorge destò una violenta reazione da parte del regime nazista, colto di sorpresa dalla lettura dell'enciclica nei pulpiti delle chiese. HITLER IN PERSONA ORDINÒ DI SEQUESTRARE TUTTE LE COPIE DEL TESTO E DI IMPEDIRNE L'ULTERIORE DIFFUSIONE. Vennero inoltre inasprite le persecuzioni contro i cattolici.[2][3] Vennero inscenati migliaia di nuovi processi verso esponenti del clero (con l'accusa di frode fiscale o di abusi sessuali), con il supporto della stampa propagandistica. Vennero colpite da anche alcuni giornali cattolici (costretti alla soppressione) e associazioni cattoliche (fino ad ottenerne lo scioglimento).[3] NEL MAGGIO 1937 1.100 SACERDOTI E RELIGIOSI VENNERO IMPRIGIONATI, DI CUI 304 VENNERO POI DEPORTATI NEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI DACHAU NEL 1938.

http://it.wikipedia.org/wiki/Mit_brennender_Sorge

Ma è vero che.......


Papa Pio XII come amano far credere in tanti, evangelici compresi, che la Chiesa e in particolar modo Pio XII manca poco che collaborasse con Hitler?.

Gli evangelici sono in condizioni di tirare pietre considerando se stessi senza peccato?: non tanto:

"Noi salutiamo il nostro Führer, rendendo grazie per la virile azione e le chiare parole che hanno restituito l'onore alla Germania. Noi, pastori evangelici, assicuriamo fedeltà assoluta e preghiere ardenti"


Telegramma inviato a Hitler dal teologo protestante a nome di 2500 pastori luterani

http://www.dittatori.it/cristianienazisti.htm

******************

VEDIAMO ORA COSA NE PENSANO COLORO CHE VISSERO GLI AVVENIMENTI DELL'EPOCA DEL COMPORTAMENTO DI PAPA PIO XII E DELLA CHIESA CATTOLICA ALL'EPOCA DEL NAZISMO:

Attestato delle Comunità israelitiche italiane che si trova al Museo della Liberazione in Via Tasso a Roma:
«Il Congresso dei delegati delle comunità israelitiche italiane, tenutosi a Roma per la prima volta dopo la liberazione, sente imperioso il dovere di rivolgere reverente omaggio alla Santità Vostra (Pio XII), ed esprimere il più profondo senso di gratitudine che anima gli ebrei tutti, per le prove di umana fratellanza loro fornite dalla Chiesa durante gli anni delle persecuzioni e quando la loro vita fu posta in pericolo dalla barbarie nazifascista».

Berliner Morgenpost (giornale dell’epoca nazista), 3 marzo 1939:
«L’elezione del cardinale Pacelli non è accettata con favore dalla Germania perché egli si è sempre opposto al nazismo»

Rapporto della Gestapo riportato nel servizio "Judging Pope Pius XII", Inside the Vatican, giugno 1997, p. 12:
«In una maniera mai conosciuta prima il papa ha ripudiato il Nuovo Ordine Europeo Nazionalsocialista. È vero che il papa non ha mai fatto riferimento al Nazionalsocialismo germanico per nome, ma il suo discorso è un lungo attacco ad ogni cosa che noi sosteniamo ed in cui crediamo ... Inoltre egli ha parlato chiaramente in favore degli ebrei»

Dichiarazione di Albert Einstein pubblicata da Time magazine, 23 dicembre 1940, p.40:
«Essendo un amante della libertà, quando avvenne la rivoluzione in Germania, guardai con fiducia alle università sapendo che queste si erano sempre vantate della loro devozione alla causa della verità. Ma le università vennero zittite. Allora guardai ai grandi editori dei quotidiani che in ardenti editoriali proclamavano il loro amore per la libertà. Ma anche loro, come le università vennero ridotti al silenzio, soffocati nell’arco di poche settimane.
Solo la Chiesa rimase ferma in piedi a sbarrare la strada alle campagne di Hitler per sopprimere la verità.
Io non ho mai provato nessun interesse particolare per la Chiesa prima, ma ora provo nei suoi confronti grande affetto e ammirazione, perché la Chiesa da sola ha avuto il coraggio e l’ostinazione per sostenere la verità intellettuale e la libertà morale. Devo confessare che ciò che io una volta disprezzavo, ora lodo incondizionatamente».

Gideon Hausner procuratore Generale israeliano nel processo contro Eichmann, il 18 ottobre 1961:
«Il clero italiano aiutò numerosi israeliti e li nascose nei monasteri e il Papa intervenne personalmente a favore di quelli arrestati dai nazisti».

Rabbino Maurice Perizweig, direttore del World Jewish Congress:
«I ripetuti interventi dei Santo Padre in favore delle comunità ebraiche in Europa evocano un profondo sentimento di apprezzamento e gratitudine da parte degli ebrei di tutto il mondo".

Golda Meir, 8 ottobre 1958:
«Quando il terribile martirio si abbattè sul nostro popolo, la voce dei Papa si elevò per le sue vittime. La vita dei nostro tempo fu arricchita da una voce che chiaramente parlò circa le grandi verità morali. ( ... ) Piangiamo un grande servitore della pace».

Dichiarazione del gran Rabbino di Danimarca, dott. Marcus Melchior, riportata da KNA (agenzia di stampa danese), dispaccio n. 214, 5 novembre 1963:
«Il mio parere è che il pensare che Pio XII potesse esercitare un influsso su un minorato psichico qual era Hitler poggi sulla base di un malinteso. Se il Papa avesse solo aperto bocca, probabilmente Hitler avrebbe trucidato molti di più dei sei milioni di ebrei che eliminò, e forse avrebbe assassinato centinaia di milioni di cattolici, solo se si fosse convinto di aver bisogno di un tale numero di vittime. Siamo prossimi al 9 novembre, giorno in cui ricorre il venticinquesimo anniversario della Notte dei Cristalli; in tal giorno noi ricorderemo la protesta fiammeggiante che Pio XII elevò a suo tempo. Egli divenne intercessore contro gli orrori che a quel tempo commossero il mondo intero»

Isaac Herzog, Rabbino Capo d’Israele, in un messaggio del febbraio 1944:
«Il popolo d’Israele non dimenticherà mai quello che Sua Santità e i suoi illustri delegati, ispirati dagli eterni principi della religione, che formano le vere basi di un’autentica civiltà, stanno facendo per i nostri sfortunati fratelli e sorelle nell’ora più tragica della nostra storia, prova vivente dell’esistenza della divina Provvidenza in questo mondo».

Elio Toaff, rabbino capo di Roma, scampato alla deportazione grazie all’aiuto di un sacerdote marchigiano:
«Più di chiunque altro noi abbiamo avuto modo di beneficiare della grande e caritatevole bontà e della magnanimità del rimpianto Pontefice, durante gli anni della persecuzione e del terrore, quando ogni speranza sembrava essere morta per noi».

«Rivolgiamo un riverente omaggio di riconoscenza al Sommo Pontefice, ai religiosi e alle religiose che attuando le direttive del Santo Padre non hanno veduto nei perseguitati che dei fratelli, e con slancio e abnegazione hanno prestato la loro opera intelligente e fattiva per soccorrerci, non curanti dei gravissimi pericoli ai quali si esponevano» (Osservatore Romano, 8 settembre 1945, p. 2).

Dott. A. Leo Kubowitzki, Segretario Generale del World Jewish Congress, recatosi in Udienza da Pio XII per presentare «al Santo Padre, a nome dell’Unione delle Comunità Israelitiche, i più sentiti ringraziamenti per l’opera svolta dalla Chiesa Cattolica a favore della popolazione ebraica in tutta l’Europa durante la guerra» (L’Osservatore Romano, 23 settembre 1945, p. 1). Kubowitzki donò 20mila dollari alle opere caritative vaticane. Giuseppe Nathan, Commissario dell’Unione delle Comunità israelitiche italiane

Michael Tagliacozzo – Centro di studi sullo Shoa e sulla Resistenza:«Ho un raccoglitore sul mio tavolo, in Israele, intitolato: “Calunnie contro Pio XII”, senza di lui, anche molti di noi non sarebbero vivi».

Il 26 maggio 1955 l’Orchestra Filarmonica d’Israele volò a Roma per un’esecuzione speciale della Settima Sinfonia di Beethoven da eseguire in Vaticano, come espressione della duratura gratitudine dello Stato d’Israele verso il Papa per l’aiuto prestato al popolo ebraico durante l’Olocausto.

http://www.documentazione.info/alcune-testimonianze

Altre testimonianze dal mondo ebraico

In molte occasioni, dai primi mesi del conflitto mondiale fino ai giorni nostri, numerose personalità ebraiche hanno voluto pubblicamente esprimere il proprio sentimento di gratitudine verso l'operato della Chiesa cattolica durante gli anni della guerra.

  • Il 20 gennaio 1943, il rappresentante dell'Agenzia Ebraica per la Palestina, Chaim Barlas, dichiarava a monsignor Gustavo Testa, delegato apostolico in Egitto ePalestina: «L'atteggiamento altamente umanitario di Sua Santità che ha espresso la sua indignazione contro le persecuzioni, fu una sorgente di conforto notevole per i fratelli»
  • Il 16 aprile 1943 l'Australian Jewish News pubblicò un breve articolo sulle attività del cardinale Pierre-Marie Gerlier, arcivescovo di Lione, che si era strenuamente opposto alla deportazione degli ebrei francesi, e che aveva salvato numerosi bambini ebrei. L’articolo riporta che Gerlier aveva obbedito all’ordine di Pio XII il quale aveva dato precise istruzioni per contrastare le misure antisemitiche in Francia. 
  • Il 24 settembre 1943 Alex Easterman, rappresentante britannico del Congresso mondiale ebraico, informò il delegato apostolico a Londra, monsignor William Godfrey, che 4.000 ebrei croati erano stati portati in salvo su un'isola del mare Adriatico: «Sono certo che gli sforzi di Sua Grazia e del Santo Padre hanno permesso di raggiungere questo stupendo risultato». 
  • Sempre nel 1943 il futuro primo premier israeliano Chaim Weizmann scrisse che «La Santa Sede sta prestando il suo potente aiuto dove può per attenuare la sorte dei miei correligionari perseguitati 
  • Il 18 febbraio 1944 Amleto Giovanni Cicognani, delegato apostolico a Washington, riceveva una lettera da parte del rabbino Maurice Perlzweig, direttore politico del Congresso mondiale ebraico. Vi si può leggere: «I ripetuti interventi del Santo Padre in favore delle comunità ebraiche in Europa evocano un profondo sentimento di apprezzamento e gratitudine da parte degli Ebrei di tutto il mondo». 
  • Il 28 febbraio 1944, il gran rabbino di Gerusalemme Isaac Herzog - lo stesso che avrebbe in seguito trasmesso a Pio XII «una speciale benedizione per suoi sforzi tesi a salvare vite umane fra gli Ebrei durante l'occupazione nazista in Italia» - inviava una lettera al delegato apostolico Angelo Roncalli nella quale scriveva: «Il popolo d'Israele non dimenticherà mai i soccorsi apportati ai suoi sfortunati fratelli e sorelle da parte di Sua Santità e i Suoi Eminenti Delegati, in uno dei momenti più tristi della nostra storia» 
  • Il 7 aprile 1944 il gran rabbino di Romania, Alezandru Safran, aveva spedito al nunzio apostolico Andrea Cassulo la seguente lettera: 
« Eccellenza, in questi tempi duri i nostri pensieri si volgono più che mai con rispettosa gratitudine a quanto è stato compito dal Sovrano Pontefice in favore degli Ebrei di Romania e della Transnistria. Nelle ore più difficili che noi, Ebrei di Romania, abbiamo passato, l'appoggio generoso della S. Sede, mediante la vostra alta personalità è stato decisivo e salutare. Non ci è facile trovare le giuste parole per esprimere la tenerezza e la consolazione che ci ha causato l'augusto gesto del Sommo Pontefice, che ha voluto offrire un largo sussidio per sollevare le sofferenze degli ebrei deportati che gli erano stati segnalati da Voi dopo la visita in Transnistria. Gli ebrei di Romania non dimenticheranno mai questi fatti di importanza storica. È per questo che ci permettiamo di mettere le nostre speranze in Vostra Eccellenza, che a molte riprese avete saputo trovare nel vostro amore di Dio e del prossimo, le vie più giuste per risparmiare sofferenze immeritate a una Comunità leale e ad esseri innocenti. »
(Civiltà Cattolica, 1961, III, p. 462) 

  • Il 4 giugno 1944, giorno della liberazione della Capitale, il cappellano ebraico della V Armata statunitense parlava così agli ebrei: «Se non fosse stato per il soccorso veramente concreto e sostanziale e l'aiuto dato agli Ebrei dal Vaticano e dalle autorità ecclesiastiche di Roma, centinaia di rifugiati e migliaia di ricercati ebrei sarebbero indubbiamente periti molto prima che Roma fosse liberata» 
  • Il 7 luglio 1944 il Jewish News scrisse: «Risulta sempre più chiaro che gli Ebrei sono stati salvati dentro le mura del Vaticano durante l'occupazione tedesca di Roma». 
  • Il 14 luglio 1944 l'American Hebrew di New York pubblicò una intervista con il rabbino capo di Roma, Israel Zolli, che affermava: «Il Vaticano ha sempre aiutato gli ebrei e gli ebrei sono grati alla carità del Vaticano, fatta e distribuita senza distinzione di razza». Lo stesso Zolli l'anno successivo compì una clamorosa conversione alla fede cattolica, battezzandosi con il nume di Eugenio Pio in onore di quanto il Pontefice e la Chiesa avevano fatto in favore degli ebrei. 
  • Il 31 luglio 1944 l'American Jewish Committee (AJC) e altri organizzazioni ebraiche organizzano una manifestazione al Madison Square Park di New York per mobilitare l'opinione pubblica contro la deportazione degli ebrei ungheresi. Nel suo discorso il giudice Joseph Proskauer, presidente dell'AJC, disse: «Noi abbiamo sentito quanto grande è stata l'opera del Santo Padre nel salvare gli ebrei in Italia. Sappiamo anche da diverse fonti, quanto questo grande Papa ha cercato di fare per aiutare e salvare gli ebrei in Ungheria» 
  • Eugenio Zolli, Rabbino capo di Roma dalla fine del 1938, fino alla fine della guerra nel primo autunno dopo la liberazione di Roma dall'occupazione tedesca - si convertì al cattolicesimo, e il 13 febbraio 1945 fu battezzato con il nome di Eugenio Pio, quello del papa allora regnante Pio XII, Eugenio Pacelli. Scelse quel nome per ringraziare il papa per l'opera di soccorso fatta durante la guerra e si convinse della verità del messaggio evangelico vivendo il sacrificio della Chiesa e dei cattolici che, a rischio della propria vita, aiutarono gli ebrei. La sua decisione di convertirsi maturò durante la guerra. ma aspettò che finisse la guerra per metterla in pratica per evitare che si pensasse ad un escamotage per salvarsi. 
  • Il 22 aprile 1945 Moshe Sharrett, futuro Ministro degli Esteri e Primo Ministro di Israele, dopo aver incontrato il Papa inviò un dettagliato rapporto all'Esecutivo dellaJewish Agency in cui scrisse: «Mio primo dovere è stato quello di ringraziare il Papa e la Chiesa cattolica da parte del popolo ebraico, per tutto quello che hanno fatto nei diversi Paesi per proteggere e nascondere gli ebrei, salvare i bambini e gli israeliti in generale» 
  • Il 29 luglio 1945, il segretario generale del Congresso mondiale ebraico, Leon Kubowitzky, mentre si trovava a Roma, volle ringraziare personalmente il Papa dei suoi interventi offrendo un regalo simbolico (rappresentato da 20.000 dollari che Pio XII stabilisce di devolvere esclusivamente a persone bisognose di stirpe ebraica) al Vaticano in «riconoscimento dell'opera svolta dalla Santa Sede per la salvezza degli Ebrei dalle persecuzioni fasciste e naziste». 
  • Il 2 marzo 1946 il presidente delle Comunità israelitiche italiane Raffaele Cantoni, intervistato dal quotidiano L'indipendente, dichiarò: «La gratitudine imperitura degli Ebrei per quanti si sono adoperati in favore della comunità israelitica italiana è stata solennemente dichiarata dal Congresso. In primo luogo nei riguardi di Pio XII per le prove di umana fratellanza fornite dalla Chiesa cattolica durante gli anni delle persecuzioni e poi in ricordo dei sacerdoti che patirono il carcere e i campi di concentramento e immolarono la loro vita per assistere, in ogni modo, gli Ebrei». 
  • Il 6 maggio 1949 moriva Abramo Giacobbe Isaia Levi che era stato senatore del Regno d'Italia fino alla promulgazione delle leggi razziali. Nel testamento c'era scritto: «Lascio al Pontefice regnante, Pio XII, villa Levi […] In segno di riconoscenza, per essere stato preservato dai pericoli della iniqua persecuzione razziale sovvertitrice di ogni rapporto della vita umana e grato della protezione concessagli in quel turbinoso periodo dalle Suore di Maria Bambina». 
  • Nel giugno 1955 l'Orchestra Filarmonica d'Israele, in tournée nelle principali città europee, chiese di poter eseguire un concerto alla presenza di Pio XII «in segno di riconoscimento e di gratitudine per l'immensa opera di assistenza umana prodigata da Sua Santità per salvare un gran numero di ebrei durante la seconda guerra mondiale». Il 26 maggio precedente l'Orchestra si trovava a Roma per un'esecuzione speciale della Settima di Beethoven, come espressione della duratura gratitudine dello Stato d'Israele verso il Papa per l'aiuto prestato al popolo ebraico durante l'Olocausto. Nell'occasione il Jerusalem Post scrisse «Il Maestro Paul Kletzski ha richiesto che l'Orchestra, nella sua prima visita in Italia, suonasse per il Papa come gesto di gratitudine per l'aiuto che la Chiesa ha fornito a tutti i perseguitati dal nazifascismo» 
  • Lo stesso anno, in occasione del decennale della fine della guerra, l'Unione delle Comunità Israelitiche Italiane proclamò il 17 aprile Giorno della Gratitudine per l'assistenza avuta dal Papa durante la guerra. 
  • Il 10 ottobre 1958, in seguito alla morte del Papa, Golda Meir, ministro degli Esteri dello Stato d'Israele, afferma: «Durante il decennio del terrore nazista, il nostro popolo ha subito un martirio terribile. La voce del Papa si è alzata per condannare i persecutori e per invocare pietà per le vittime». Elio Toaff, nella stessa occasione, ricordò: «Più che in ogni altra occasione, abbiamo avuto l'opportunità di sperimentare la grande compassione e la grande generosità di questo papa durante gli anni della persecuzione e del terrore, quando sembrava non ci fosse per noi più alcuna speranza» 
  • Il 28 febbraio 2001 il rabbino David Gil Dalin scrisse sulle colonne di The Weekly Standard: «Fare di Pio XII un bersaglio dei nostri attacchi morali contro i nazisti e presentare il cattolicesimo nelle istituzioni come delegittimato dall'orrore dell'Olocausto, rivela un errore di comprensione storica […] Pio XII non fu il papa di Hitler, ma fu il più vicino agli Ebrei nel momento in cui questa vicinanza era importante […] Nessun altro papa è stato così ampiamente lodato dagli Ebrei, e coloro che lo hanno lodato non si erano sbagliati. La loro gratitudine, come quella dell'intera generazione dei sopravvissuti dell'Olocausto, testimonia che Pio XII era, genuinamente e profondamente, un "giusto" delle nazioni». Da tempo il noto rabbino statunitense e altre personalità ebraiche per questo hanno chiesto la nomina ufficiale di Pio XII a Giusto tra le nazioni[53]: tra queste Gary L. Krupp e Martin Gilbert 
  • La Fondation Pave the Way, fondata dal'ebreo Gary Krupp, ha dichiarato che secondo documenti, finora inediti e scoperti dalla stessa Fondation, si può affermare che "durante il secondo conflitto mondiale Stati Uniti e Gran Bretagna esercitarono pressioni su Pio XII perché egli mantenesse il silenzio sulla brutalità nazista in modo da evitare che le proteste del pontefice avessero altre conseguenze. Ciò viene ricavato da dispacci tra D'Arcy Osborne, rappresentante britannico presso la Santa Sede, e Myron Taylor al tempo delegato del presidente Franklin D. Roosevelt in Vaticano. In particolare ciò viene rilevato una corrispondenza tra i due il 7 novembre 1944 in cui si paventano "gravi danni" dall'eventuale iniziativa papale. 
  • Un ulteriore studio che riabilita la figura di Pacelli arriva da Gary L. Krupp, ebreo americano presidente della fondazione Pave the Way di New York. Krupp e la moglie, partiti dall'idea che Pio XII fosse un collaboratore del nazismo, si imbatterono nelle loro ricerche in mons. Giovanni Ferrofino, nunzio apostolico ad Haiti dal1939 al 1946, il quale rivelò come in quel periodo riceveva ogni sei mesi un telegramma criptato da parte di Pio XII con il quale si recava da Rafael Leónidas Trujillo a chiedere ottocento visti per ebrei in fuga dall'Europa: il sistema potrebbe quindi aver salvato circa undicimila ebrei. Secondo Ferrofino, papa Pacelli sarebbe stato frustrato dalla mancanza di aiuto agli Ebrei da parte degli Stati Uniti e di altri paesi.
http://it.wikipedia.org/wiki/Pio_XII_e_l%27Olocausto#Alcune_testimonianze_dal_mondo_ebraico

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Scoperta la rete clandestina di aiuto agli ebrei di Pio XII