6 dicembre 2013

Nella Bibbia c'e' tutto, ma proprio tutto!

   ..... e se lo dice il fondatore di una delle più grandi chiese degli States, ci possiamo anche credere.

"PERDERE PESO CON LA BIBBIA: NEGLI USA SPOPOLA LA DIETA ISPIRATA ALL'ANTICO TESTAMENTO"

"NIENTE CARNI, CAFFEINA E CIBI INDUSTRIALI, 40 GIORNI A BASE DI FRUTTA, VERDURA E CEREALI. DA BERE SOLO ACQUA. NEGLI STATES VA FORTISSIMO

Per perdere peso in 40 giorni, rivolgetevi a nostro Signore. Non è una battuta irriverente, ma una nuova moda statunitense: la dieta alimentare ispirata all'Antico Testamento. Si chiama "The Daniel's Plan" (Il programma di Daniele), è una guida alla miglior alimentazione e stile di vita scritto da Rick Warren (leader della CHIESA DI SADDLEBACK IN California) e ha venduto 30 milioni di copie negli States. La "Dieta di Dio", come è stato ribattezzato il testo, trae spunto dal digiuno di Daniele, episodio della Bibbia in cui un nobiluomo giudeo rifiuta il cibo del re di Babilonia e decide, insieme ai suoi seguaci, di purificarsi con l'astinenza dal cibo. Il testo di Warren (autore nel 2002 del long seller "La vita guidata dai propositi") propone allora per 40 gorni un'alimentazione priva di cibi industriali, fritture, carni, caffeina e zuccheri, e suggerisce di mangiare frutta, verdura, cereali, bevendo acqua e niente più. Il tutto, chiaramente, condito da preghiera e devozione religiosa. "La dieta è composta al 70 per cento da frutta e verdura - ha detto l'autore al Corriere della Sera - e per il restante 30 per cento da proteine magre e cereali integrali. Diciamo che è meno rigorosa rispetto alla maggior parte dei digiuni di Daniele, ma più virtuosa rispetto alla tipica dieta americana"."

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1364571/Perdere-peso-con-la-Bibbia--negli-Usa-spopola-la-dieta-ispirata-all-Antico-Testamento-.html


5 dicembre 2013

il Papa interroga fedeli a udienza: credete che Gesù risorto o no?

"UN GIORNO INCONTREREMO GESÙ, NON QUI IN PIAZZA, TUTTI GIOIOSI"

Città del Vaticano, 4 dic. Il Papa ha interrogato le migliaia di fedeli presenti a piazza San Pietro per l'udienza generale sulla fede nella risurrezione di Gesù. "RICORDIAMOLO SEMPRE", ha detto Bergoglio, che conclude con il tema della "risurrezione della carne", la scorsa settimana e oggi, una serie di catechesi dedicata al Credo:

"SIAMO DISCEPOLI DI COLUI CHE È VENUTO, VIENE OGNI GIORNO E VERRÀ ALLA FINE. SE RIUSCISSIMO AD AVERE PIÙ PRESENTE QUESTA REALTÀ, SAREMMO MENO AFFATICATI DAL QUOTIDIANO, MENO PRIGIONIERI DELL'EFFIMERO E PIÙ DISPOSTI A CAMMINARE CON CUORE MISERICORDIOSO SULLA VIA DELLA SALVEZZA",
ha proseguito il Pontefice argentino, per il quale
"QUESTA È LA SPIEGAZIONE FONDAMENTALE: PERCHÉ GESÙ È RISORTO NOI RESUSCITEREMO. ABBIAMO SPERANZA NELLA RISURREZIONE PERCHÉ LUI CI HA APERTO LA PORTA ALLA RISURREZIONE.

QUESTA - ha aggiunto Bergoglio parlando a braccio - NON È UNA BUGIA, EH?, È VERO: NOI CREDIAMO CHE GESÙ È RISORTO, È VIVO IN QUESTO MOMENTO. VOI - ha proseguito rivolgendosi alla folla di fedeli - CREDETE CHE GESÙ È VIVO?".

Di fronte alla risposta flebile, il Papa, accennando un sorriso, ha continuato: "Ah, non credete, eh? Credete o non credete?". E qui, dopo una risposta affermativa più convinta della folla, il Papa ha aggiunto:

"E SE PENSATE CHE SE GESÙ È VIVO CI LASCERÀ MORIRE SENZA RISUSCITARE COME LUI? LUI CI ASPETTA E LA FORZA DELLA SUA RISURREZIONE CI RESUSCITERÀ A TUTTI NOI".

Il Papa ha sottolineato "GIÀ IN QUESTA VITA ABBIAMO IN NOI UNA PARTECIPAZIONE ALLA RISURREZIONE DI CRISTO" TRAMITE IL BATTESIMO E GRAZIE ALL'EUCARESTIA ED ha concluso:

"SIAMO IN CAMMINO VERSO LA RISURREZIONE E QUESTA È LA NOSTRA GIOIA: UN GIORNO INCONTRARE GESÙ E TUTTI INSIEME, NON QUI IN PIAZZA, MA IN ALTRA PARTE, ESSERE GIOIOSI CON GESÙ, QUESTO È IL NOSTRO DESTINO"

http://www.ilmondo.it/politica/2013-12-04/papa-interroga-fedeli-udienza-credete-che-ges-risorto-o-no_372085.shtml


Fissazioni ereticopentecostali:

A LORO DIRE I PAVIMENTI A SCACCHI SONO MASSONICI....   

http://eresiepentecostali.blogspot.it/2013/04/ossessioni-pentecostalmassoniche.html

TORNIAMO AL CLASSICO: IL PRESEPIO E' DA IDOLATRI E SI NASCONDE CIO' TOGLIENDO DI MEZZO IL SECONDO COMANDAMENTO  

NOTIAMO LE COSTANTI LORO FISSAZIONI PENTECOSTALI CHE COME UN MANTRA GLI FA RIPETERE CHE LA CHIESA CATTOLICA HA TOLTO IL SECONDO COMANDAMENTO.

Per dimostrare le loro falsita' riportiamo di nuovo i dieci comandamenti come si possono trovare sul sito del Vaticano e quidi piu' ufficiale di cosi' proprio non si puo':

I DIECI COMANDAMENTI

Esodo
20,2-17

Io sono il Signore tuo Dio,
che ti ho fatto uscire
dal paese d'Egitto,
dalla condizione
di schiavitù

Non avrai altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.

Non pronuncerai invano il nome del Signore tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo. Sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio. Tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.

Onora tuo padre e tua madre
perché si prolunghino i tuoi
giorni nel paese che ti dà il
Signore, tuo Dio.

Non uccidere.

Non commettere
adulterio.

Non rubare.

Non pronunciare falsa
testimonianza contro il tuo
prossimo.

Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.

http://www.vatican.va/archive/compendium_ccc/documents/archive_2005_compendium-ccc_it.html#I%20DIECI%20COMANDAMENTI

http://www.vatican.va/archive/ITA0014/__P77.HTM

Come potete leggere non è stato tolto proprio niente.

Ciò che invece e' stato tolto è il senno a chi incessantemente continua a ripetere il mantra nel tentativo di autoconvincersi che sia vero:
La Chiesa Cattolica ha tolto dal Decalogo il secondo comandamento.....
La Chiesa Cattolica ha tolto dal Decalogo il secondo comandamento.....
La Chiesa Cattolica ha tolto dal Decalogo il secondo comandamento.....
La Chiesa Cattolica ha tolto dal Decalogo il secondo comandamento.....
La Chiesa Cattolica ha tolto dal Decalogo il secondo comandamento.....
La Chiesa Cattolica ha tolto dal Decalogo il secondo comandamento.....
La Chiesa Cattolica ha tolto dal Decalogo il secondo comandamento.....
La Chiesa Cattolica ha tolto dal Decalogo il secondo comandamento.....
La Chiesa Cattolica ha tolto dal Decalogo il secondo comandamento.....
La Chiesa Cattolica ha tolto dal Decalogo il secondo comandamento.....
La Chiesa Cattolica ha tolto dal Decalogo il secondo comandamento.....
La Chiesa Cattolica ha tolto dal Decalogo il secondo comandamento.....
La Chiesa Cattolica ha tolto dal Decalogo il secondo comandamento.....
La Chiesa Cattolica ha tolto dal Decalogo il secondo comandamento.....


3 dicembre 2013

La storia conferma la nascita di Gesù Il 25 dicembre

Molti si interrogano se Gesù sia nato veramente il 25 dicembre. Ma cosa sappiamo in realtà sulla storicità della sua data di nascita? I Vangeli, come è noto, non precisano in che giorno è nato il fondatore del cristianesimo.

E allora, come mai la Chiesa ha fissato proprio al 25 dicembre il suo Natale? È vero, inoltre, che questa festa cristiana – seconda solo alla Pasqua – è stata posta al 25 dicembre per sostituire il culto pagano del dio Sole, celebrato in tutto il Mediterraneo anche prima della nascita di Gesù?

Cominciamo col dire che il solstizio d’inverno – data in cui si festeggiava nelle culture politeiste il Sol Invictus – cade il 21 dicembre e non il 25.

In secondo luogo è bene precisare che la Chiesa primitiva, soprattutto d’Oriente, aveva fissato la data di nascita di Gesù al 25 dicembre già nei primissimi anni successivi alla sua morte.

Dato che è stato ricavato dallo studio della primitiva tradizione di matrice giudeo-cristiana – risultata fedelissima al vaglio degli storici contemporanei – e che ha avuto origine dalla cerchia dei familiari di Gesù, ossia dalla originaria Chiesa di Gerusalemme e di Palestina.

E allora, se la Chiesa ha subito fissato al 25 dicembre la nascita di Gesù, abbiamo oggi prove documentali e archeologiche che possono confermare la veneranda tradizione ecclesiale? La risposta è si.

Nel 1947 un pastorello palestinese trova casualmente una giara, semisepolta in una grotta del deserto di Qumran, un’arida regione a pochi chilometri da Gerusalemme. La località era stata sede della comunità monastica degli esseni, che oltre all’ascetismo praticava la copiatura dei testi sacri appartenuti ai loro antenati israeliti. I monaci del Mar Morto produssero in pochi decenni una grande quantità di testi, poi nascosti in grandi anfore per salvarli dall’occupazione romana del 70 d.C.

All’indomani della fortunata scoperta, archeologi di tutto il mondo avviarono una grande campagna di scavi nell’intera zona desertica, rinvenendo ben 11 grotte, che custodivano, da quasi venti secoli, numerosi vasi e migliaia di manoscritti delle Sacre Scritture israelitiche, arrotolati e ben conservati.

Tra questi importanti documenti, uno ci interessa particolarmente: è il Libro dei Giubilei, un testo del II secolo a.C.

La fonte giudaica ci ha permesso di conoscere, dopo quasi due millenni, le date in cui le classi sacerdotali di Israele officiavano al Tempio di Gerusalemme, ciclicamente da sabato a sabato, quindi sempre nello stesso periodo dell’anno.

Il testo in questione riferisce poi che la classe di Abia, l’VIII delle ventiquattro che ruotavano all’officiatura del Tempio – classe sacerdotale cui apparteneva il sacerdote Zaccaria, il padre di Giovanni Battista – entrava nel Tempio nella settimana compresa tra il 23 e il 30 settembre.

La notizia apparentemente secondaria si è rivelata invece una vera bomba per gli studiosi del cristianesimo antico. Infatti, se Zaccaria è entrato nel Tempio il 23 settembre, giorno in cui secondo il vangelo di Luca ha ricevuto l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele, che gli ha comunicato – nonostante la sua vecchia età e la sterilità della moglie Elisabetta – che avrebbe avuto un figlio, il cui nome sarebbe stato Giovanni, questo vuol dire che il Precursore del Signore potrebbe essere nato intorno al 24 giugno, nove mesi circa dopo l’Annuncio dell’angelo.

Guarda caso gli stessi giorni in cui la Chiesa commemora nel calendario liturgico, già dal I secolo, sia il giorno dell’Annunciazione a Zaccaria che la nascita di Giovanni.

Detto ciò, Maria potrebbe avere avuto la visita, sempre di Gabriele, giorno dell’Annunciazione, proprio il 25 marzo. Infatti, quando Maria si reca da sua cugina Elisabetta, subito dopo le parole dell’Arcangelo, per comunicare la notizia del concepimento di Gesù, l’evangelista annota: “Elisabetta era al sesto mese di gravidanza”.

Passo evangelico che mette in evidenza la differenza di sei mesi tra Giovanni e Gesù. E allora, se Gesù è stato concepito il 25 marzo, la sua nascita può essere ragionevolmente commemorata il 25 dicembre, giorno più, giorno meno.

Se così stanno i fatti – e la fonte qumranica li documenta – possiamo affermare senza tema di smentita che grazie alla scoperta della prezioso testo, avvenuto appena sessant’anni fa, la plurimillenatria tradizione ecclesiastica è confermata: le ricorrenze liturgiche dei concepimenti e dei giorni di nascita, sia di Giovanni che soprattutto di Gesù, si sono rivelati pertanto compatibili con la scoperta archeologica del Deserto di Giuda.

Cosa sarebbe accaduto se, per esempio, avessimo scoperto che il sacerdote Zaccaria fosse entrato nel Tempio nel mese di marzo o di luglio? Tutte le date liturgiche che ricordano i principali avvenimenti dei due personaggi evangelici sopra citati sarebbero diverse da quelle indicate dalla tradizione ecclesiale. E subito gli scettici, strappandosi le vesti, avrebbero gridato al mondo intero che la Chiesa si è inventata tutto, compreso la data di nascita del suo fondatore.

Ma l’indagine non è ancora terminata! Alcuni detrattori della storicità della data del Natale al 25 dicembre hanno, infatti, osservato che in quel mese – cioè in pieno inverno – gli angeli non potevano incontrare in aperta campagna e di notte greggi e pastori a cui dare la lieta notizia della nascita del Salvatore dell’umanità.

Eppure, quanti sostengono questa ipotesi dovrebbe sapere che nell’ebraismo tutto è soggetto alle norme di purità. Secondo non pochi antichi trattati ebraici, i giudei distinguono tre tipi di greggi.

Il primo, composto da sole pecore dalla lana bianca: considerate pure, possono rientrare, dopo i pascoli, nell’ovile del centro abitato. Un secondo gruppo è, invece, formato da pecore la cui lana è in parte bianca, in parte nera: questi ovini possono entrare a sera nell’ovile, ma il luogo del ricovero deve essere obbligatoriamente al di fuori del centro abitato.

Un terzo gruppo, infine, è formato da pecore la cui lana è nera: questi animali, ritenuti impuri, non possono entrare né in città né nell’ovile, neppure dopo il tramonto, quindi costretti a permanere all’aperto con i loro pastori sempre, giorno e notte, inverno e estate.

Non dimentichiamo, poi, che il testo evangelico riferisce che i pastori facevano turni di guardia: fatto che appare comprensibile solo se la notte è lunga e fredda, proprio come quelle d’inverno. Ricordo che Betlemme è ubicata a 800 metri sul livello del mare.

Alla luce di queste considerazioni, possiamo ritenere risolto il mistero: i pastori e le greggi incontrati dagli angeli in quella santa notte a Betlemme appartengono al terzo gruppo, formato da sole pecore nere. Prefigurazione, se vogliamo, di quella parte della società, composta da emarginati, esclusi, derelitti e peccatori che tanto piacerà avvicinare al Gesù predicatore.

In conclusione, possiamo dunque affermare non solo che Gesù è nato proprio il 25 dicembre ma che i vangeli dicono la verità storica circa i fatti accaduti nella notte più santa di tutti i tempi: coloriamo di nero le bianche pecorelle dei nostri presepi e saremo più fedeli non solo alla storia quanto al cuore dell’insegnamento del Nazareno.

di Michele Loconsole

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* Il prof. Michele Loconsole è dottore in Sacra Teologia ecumenica, Presidente dell’associazione internazionale ENEC (L’EUROPE – NEAR EAST CENTRE) e Vicepresidente della Fondazione Nikolaos e dell’Associazione Puglia d’Oriente. Ha pubblicato recentemente il volume “Il simbolo della croce. Storia e liturgia” (Bari 2009).



2 dicembre 2013

La testimonianza di chi stava per essere ingannato da testimoni di geova e pentecostali:

Tutto ha inizio in una giornata del maggio 2008 quando per far piacere, anzi, per meglio dire, con la
speranza di potermelo togliere dai piedi, accetto una rivista da parte di un tdg che abita nei pressi del luogo in cui lavoro. Penso sia tutto finito ma pochi giorni dopo il tdg si ripresenta chiedendo se ho letto ciò che mi ha lasciato… quella rivista non l’avevo neanche aperta. Ritorna pochi giorni dopo, ma io la rivista non ricordo neanche più dove l’ho messa…mi sembra offeso e allora gli prometto di leggerla, d’altronde non mi chiede più di tanto…e così è. Al suo ritorno posso finalmente dirgli d’averla letta anche se non tutta capita…ed è proprio quello che lui spera sia successo, immediatamente mi propone di spiegarmela… cerco di prendere tempo….. ma dopo aver risposto affermativamente alla domanda che subito mi pone: “per te Dio è importante?” mi sento trasportato ad accettare un primo incontro.Non lo sapevo ancora ma quel “si” avrebbe sconvolto la mia vita e quella dei miei famigliari…ma io…chi ero? 
Ero uno come tanti nato in una famiglia Cattolica, regolarmente battezzato, avevo frequentato diversi anni di catechismo ed ero stato chierichetto per molto tempo… fino all’età in cui si pensa si possa fare a meno di Dio... per me c’era …era là… ma nella mia vita vi erano delle precedenze che mi occupavano tutto il tempo… amici… ragazza…moglie… figlia… casa… e Dio? 
Era sempre là… Ogni tanto sentivo il suo richiamo…ma non avevo tempo... fino a quando la dura realtà mi scuote… …ho bisogno di Lui…. E Lui… c’è…
Inizio a leggere il vangelo ma per uno con la mia cultura è quasi incomprensibile… una cosa però mi è chiara che un giorno sarò giudicato per quanto avrò amato il mio prossimo. La mia vita cambia e sotto lo slancio dell’amore verso Dio attiro a me come una calamita ogni segno, ogni odore, ogni azione che mi porta a Lui…e proprio in questo turbinio di sentimenti lascio entrare nella mia vita i tdg.Sono ingenuo, incapace e anche poco umile il che mi porta a non accettare e a non sopportare la mia ignoranza e addosso la colpa della mia situazione alla chiesa…... praticamente spiano la strada all’eresia….. di tutti i presunti mali che, della Chiesa Cattolica, mi vengono raccontati, senza fare accertamenti, li imbraccio come arma e ne faccio il mio alibi per incolpare il mio precedente allontanamento dalla chiesa stessa. La mia casa non è fondata sulla roccia…. piano piano cede e mi trovo sprofondato in un abisso che procura a me e a tutta la mia famiglia un’angoscia difficilmente descrivibile… tutte le presunte certezze si sfaldano cerco un appiglio disperato e anche quando quest’ultimo mi viene a mancare ( Gesù Vero Dio) tocco il fondo. Il parroco a cui mi rivolgo non mi supporta come avevo sperato e allora cerco altrove e approdo ad una chiesa pentecostale (A.D.I.) Inizia così un viaggio parallelo allo studio con i tdg.

Qui le cose sembrano cambiare e le spiegazioni giungono copiose, diverse dottrine sono le stesse di quelle a cui già precedentemente credevo…mi sento rincuorato… ed è così che per circa un anno frequento assiduamente i culti settimanali e le lezioni di catechesi.Sinceramente devo affermare che mai il pastore a capo della comunità inveiva contro la chiesa cattolica mentre, diverse volte, questo usciva dalla bocca di pastori di altre comunità invitati ad intervenire, ma soprattutto, mi accorgevo che l’attrito nei confronti della chiesa cattolica era proclamato dai fedeli che, durante le loro testimonianze, erano soventi incolpare il cattolicesimo per errori che loro avevano commesso.
Ricordo che la cosa mi stupiva molto e mi dava fastidio… non ritenevo indispensabile dover parlare male di alcuni per poter dire bene di altri… ma che strano… era proprio quello che, in famiglia, facevo io. Nel frattempo, i tdg, che si accorgono che il loro seme ha difficoltà ad attecchire nel mio terreno, iniziano, anche loro, a giocare la carta delle accuse contro la chiesa cattolica... 

Il tempo passa ed inizio a masticare discretamente bene le dottrine geoviste e quelle evangeliche pentecostali (A.D.I.)…anche loro se ne accorgono ed è così che la pressione inizia a farsi sentire e ogni qual volta che avviene un incontro, la domanda èsempre la stessa: ”Cosa ti impedisce di aderire al nostro credo… cosa ti impedisce di aderire al nostro credo….”
Non sapevo rispondere…. ma qualcosa me lo impediva …. però loro sapevano, e io no…loro conoscevano, e io no…loro erano al corrente delle dottrine cattoliche, e io no…io no…io no….e perché io no?...già, perché? 
Di chi era la colpa se io non sapevo? Di chi era?….era mia….Io, da giovane, mi ero allontanato… mia era la colpa…io dovevo riparare. Mia moglie mi sostituisce sul lavoro ed io inizio un’estenuante ricerca della conoscenza attraverso internet che mi porta a dormire si e no 2 ore per notte…
Per prima cosa approdo su di un sito Evangelico e li mi è subito chiara una cosa: esistono miriadi di chiese evangeliche, ognuna col loro credo e ognuna in pieno disaccordo con l’altra... tra di loro si chiamano tutti fratelli ma poi si lanciano accuse sulle opposte dottrine... ad ognuno lo Spirito Santo dice cose diverse e ognuno nega all’altro di essere assistito dallo Spirito Santo.
La cosa m’incomincia a puzzare ed è proprio lì che incontro un ragazzo Siciliano che pur avendo parenti tdg ed evangelici è fermamente cattolico. Mi piace come si destreggia tra tutti i foristi evangelici e mi chiedo come abbia fatto ad avere tutte quelle certezze … e lui mi indirizza al sito www.cristianicattolici.net di Salvatore.
Entrato nel sito resto sorprendentemente meravigliato perché la pagina principale mi rivela che Salvatore ha frequentato per quasi due anni i pentecostali, ma rimasto cattolico perché pienamente convinto …era più di un anno che conoscevo solamente persone che il cattolicesimo lo avevano lasciato…avevo trovato la mosca bianca che stavo cercando.

Affamato di sapere inizio lo sfoglio del sito alla rinfusa, tanti sono i dubbi e io sono smanioso di capire come un cattolico si difende da mille accuse… sono smanioso di capire su quali basi si fonda il credo cattolico… l’impazienza è tanta così come sono tanti gli argomenti e io non ho pazienza voglio sapere tutto e subito, così dopo aver letto mezza pagina a caso passo ad un'altra e a un’altra ancora, fino al momento che giungo all”Eucaristia”. La pagina su cui poso gli occhi parla di un certo Tarcisio… ma io questo l’ho già sentito nominare…. il primo martire dell’Eucaristia… ora ricordo… il racconto del piccolo grande eroe… un racconto ascoltato, da piccolo, tantissime volte… l’avevo completamente rimosso… e adesso era lì,nella mia mente, più vivo che mai…… ora tutto mi è chiaro…… ora so qual’è la strada da seguire… 

ORA SO RISPONDERE ALLA FATIDICA DOMANDA: ”COSA TI IMPEDISCE DI ADERIRE AL NOSTRO CREDO?"

RISPOSTA: PERCHÉ IO HO SEMPRE CREDUTO E CREDO CHE IL PANE E IL VINO DIVENTINO IL CORPO E IL SANGUE DI GESÙ…VOI NO.

Da qui è iniziata una mia lettura metodica di tutti gli argomenti trattati da Salvatore nonché l’approdo ad altri siti e libri dai quali ho imparato e ancora imparo. Spero che la mia testimonianza possa servire a tutti coloro che, come ho fatto io, condannavo a priori senza conoscere …credo che l’umiltà sia la strada che ci porta alla conoscenza e credo che Gesù, ben sapendo che la sua chiesa sarebbe stata attaccata dalle eresie, ha voluto dargli un segno che la potesse distinguere… solo nella Grande Chiesa si crede al miracolo che ogni giorno in tutto il mondo avviene… il pane e il vino consacrato diventano Corpo e Sangue di Gesù….
Lui stesso lo aveva promesso “Sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

Tiziano Allaria

1 dicembre 2013

Satanismo nella "chiesa" pentecostale

LA KUNDALINI all'interno dell'Induismo, è l'energia invisibile e incommensurabile rappresentato da un serpente (o, talvolta, un drago), che dorme rannicchiato nel muladhara (il primo dei chakra, dei sette cerchi di energia), che si trova a della zona perineale.

DIVERSE DOTTRINE HANNO UTILIZZATO IL CONCETTO DI KUNDALINI YOGA, TANTRA, BUDDISMO, TAOISMO, SIKHISMO, GNOSTICISMO E ORA È ENTRATO NELLE FALSE CHIESE CHE SI DEFINISCONO CRISTIANE, IN PARTICOLARE IL MOVIMENTO PENTECOSTALE.

FATE ATTENZIONE E NON PARTECIPIANO ALLE INSIDIE DI SATANA.




30 novembre 2013

La bellezza di scoprire la Vera Chiesa

Ragioni di un abbandono: dal rinnegamento, alla gioia del ritorno alla casa del Padre

Testimonianza del Diacono Baldassare La Fata, ex vescovo dei testimoni di geova



Descrivere l‘esperienza della propria vita sono momenti che ti permettono di assaporare con la serenità del “dopo”, quelle vicende che hanno contrassegnato e forse condizionato permanentemente il corso della tua esistenza; forse anche quella di chi ti è vicino.

La mia esperienza forse mi accomuna a tanti altri; ma tengo a precisare che non rimpiango né rinnego nessuno dei miei dieci anni trascorsi nell’organizzazione de Testimoni di Geova, perché la “buona fede” era autentica, come era autentico lo zelo e soprattutto perché sono convinto che ognuno di noi nella mente di Dio occupa un posto ben preciso, ed ha un compito ben preciso da svolgere nel progetto salvifico di Dio. Sono altresì convinto che se non avessi fatto l’esperienza con i TdG, non avrei l modesta conoscenza biblica che possiedo e il profondo amore per la “vera” Parola di Dio, né tantomeno avrei avuto la possibilità di aiutare tanti ad uscire da questa falsa organizzazione.

Come avete capito, sono un ex testimone di Geova; come “anziano” ero il sorvegliante (= vescovo) che presiedeva la congregazione. Forse per lo zelo, forse per la mia fedeltà all’organizzazione, ricoprivo anche l’incarico di “sorvegliante della contabilità” nelle Assemblee di circoscrizione; (nomina che faceva direttamente la Bethel di Roma, segno che godevo di stima e fiducia nell’organizzazione).

La mia militanza tra i TdG va dal 1969 al 1978. All’epoca in cui ebbi i primi approcci con i testimoni, ero un giovane di 23 anni, felicemente sposato e con due bambine. Ero uno che come la maggioranza dei cattolici conoscevo poco e niente la Chiesa Cattolica, la quale era da me considerata la stazione di servizio o il supermercato dove andare per ottenere ciò di cui hai bisogno.

Matrimoni, battesimi o altre ricorrenze familiari erano le uniche occasioni di contatto con la Chiesa. Con tale mancanza di conoscenza sia della chiesa che della Bibbia, è facile essere colpiti e attratti dal messaggio geovista, e ti ritrovi a rinnegare una Chiesa che non conosci affatto.

Fui visitato da un “pioniere speciale”, il quale dopo un lungo colloquio, mi lasciò il libro “La verità che conduce alla vita eterna”, edito dalla Società Torre di Guardia. Lo lessi in una sola serata e restai colpito e allo steso tempo affascinato dalla “verità” ivi presentata.

Forse a motivo dell’anticonformismo che caratterizza molti giovani, forse perché “l’istituzione chiesa” era da me vista al negativo, condividevo tutto ciò che nel libro veniva esposto, senza che in me nascesse la minima obiezione o dubbio, anzi godevo nell’apprendere che di lì a poco la Chiesa Cattolica, identificata con “Babilonia la Grande”, sarebbe stata distrutta nella imminente battaglia di Armaghedon. Nella “visita ulteriore” che ricevetti di lì a pochi giorni, accettai lo studio biblico a domicilio propostomi, e senza che me ne rendessi conto, iniziò quel processo di rinnegamento totale della Chiesa ed il contemporaneo ingresso nel labirintico mondo geovista. Quasi da subito iniziai a frequentare il “gruppo isolato” da poco sorto; infatti non esisteva ancora la “congregazione”. Il gruppo era frequentato da una ventina di persone provenienti dai paesi circonvicini che avevano conosciuto “la verità” all’estero.

Feci rapidi “progressi spirituali”, e dopo pochi mesi di “studio”, sono stato “battezzato” come simbolo di dedicazione a Geova. A motivo della scarsa presenza maschile, da subito fui nominato “servitore di ministero”; ben presto mi ritrovai a condurre lo “studio di libro”, e dopo qualche anno lo studio della rivista “La Torre di Guardia”, oltre a tenere discorsi pubblici di un’ora.

Ero fermamente convinto di “essere nella verità”. Ben presto il “gruppo” divento “congregazione” a motivo della crescita numerica. Lo zelo e l’impegno da me profuso era ricompensato dai tanti studi biblici che tenevo nelle case delle persone interessate. Ho portato tanti a quella che pensavo essere la “verità”. Mi sentivo benedetto da Dio. Oltre al tempo, dedicavo anche parte del mio stipendio alla causa geovista. Ben presto il luogo delle adunanze divenne piccolo, ed affittammo una sala più grande (allo stato grezzo, che ho rifinito a mie spese). Ero cercato e benvoluto dai membri della congregazione. Anche mia moglie si associò ai TdG più per paura di perdermi che per convinzione personale nella nuova fede.

Nel 1975 venni invitato alla Bethel di Roma (la filiale italiana dei TdG) a frequentare la scuola di ministero per anziani…

Quella che per me doveva essere occasione di ulteriore “progresso spirituale nella verità”, si trasformò in occasione per conoscere aspetti e fatti che avrebbero determinato la mia dissociazione dall’organizzazione. L’intenso programma di studio alla scuola per anziani lasciava poco spazio al tempo libero, solitamente qualche ora dopo il pranzo. Come tutti i testimoni, conoscevo solo i titoli dei libri scritti dal fondatore Russel o dal successore Rutheford, ma non ne avevo mai visto né letto uno. La fornitissima biblioteca della Bethel , (all’epoca attigua alla sala da pranzo), li conteneva tutti. Con un certo timore riverenziale cominciai a sfogliare alcuni di questi libri. Penso che anche oggi per tanti testimoni di geova sarebbe il sogno da realizzare. Ad un certo punto mi capita tra le mani un libro “L’arpa di Dio”, scritto da Rutheford nel 1921.

Nello sfogliarlo, il mio sguardo si soffermò a pagina 114 ove è rappresentata la morte di Gesù in croce. Pensai subito che il relativo capitolo intitolato “Il riscatto” fosse una trattazione sull’origine pagana della croce, che Cristo non morì in croce ma su di un palo, e cose simili. All’epoca, raramente nelle pubblicazioni della Società Torre di Guardia si ammetteva che la croce faceva una volta parte del credo geovista. Almeno io ero totalmente all’oscuro. Potete immaginare lo stupore misto a rabbia che provai quando, leggendo il capitolo, vi trovo scritto: “Il prezzo del riscatto fu provveduto alla croce….. La croce di cristo è la grande verità centrale del piano divino….Io mi glorio della croce di Cristo…”

Quel momento fu l’inizio della fine. Mi sentii tradito; avrei voluto andare via subito dal corso senza aspettarne la fine. Ero in uno stato evidente turbamento. La notte presi sonno molto tardi, cercando di convincermi che senz’altro le cose stavano diversamente da come io me le ero immaginate. Ma ormai il dubbio si era insinuato nella mia mente. Tornato in congregazione non comunicai a nessuno la mia “scoperta”. Cominciai a riflettere sulle Scritture con la mia mente. Non so né il come né il perché , mi venne in mente Luca 23,43; e contemporaneamente mi si affolarono nella mente tante domande. Mi dicevo: Gesù usò tante volte l’espressione: “In verità ti dico” ma non usò mai l’avverbio di tempo “OGGI”. Ragionavo dicendomi: se l’intendimento corretto è quello di dei TdG, Gesù poteva benissimo dire: “In verità ti dico, tu sarai con me in paradiso”, senza usare la parola oggi. Non sarebbe cambiato niente, perché l’azione si sarebbe svolta sempre nel futuro.

Inoltre mi dicevo: se è vero che la scelta dei 144000 al regno dei cieli ebbe inizio alla pentecoste (così come recita il credo geovista), cioè 53 giorni dopo la promessa di Gesù al ladrone pentito, come poteva Gesù promettere il paradiso celeste (aveva detto: sarai con me) ad uno che non ne aveva diritto perché appartenente alla “grande folla” che ha solo speranza di stare per sempre sulla terra? (sempre secondo il credo geovista).

Inoltre, riflettendo su Apocalisse capitolo 7 e capitolo 14, trovavo assurdo l’intendimento geovista sul senso letterale dei 144000 (non uno in più né uno in meno) destinati al cielo, e della “grande folla” di Ap. 7,9 destinata alla terra, poiché nella descrizione biblica la “grande folla” è dinanzi al trono di Dio, insieme a creature spirituali. Inoltre in Ap. Cqp. 14 si dice che i 144000 (inteso sempre in senso letterale), “SONO VERGINI”, “NON SI SONO CONTAMINATI CON DONNE” (ma io conoscevo fratelli che professavano di essere “UNTI” MA CHE ERANO SPOSATI; ( in teoria avrebbero dovuto essere tutti uomini, ma io conoscevo alcune “SORELLE” CHE PROFESSAVANO DI APPARTENERE AL PICCOLO GREGGE DEGLI UNTI). Più riflettevo e più trovavo contraddizioni tra le credenze dei TdG e le Sacre Scritture. Quando ricevetti la visita semestrale del “sorvegliante di circoscrizione”, dopo la consueta adunanza con gli anziani della congregazione, gli dissi che desideravo parlargli privatamente. Accettò di buon grado; e a partire da ciò che avevo “scoperto” alla Bethel, gli elencai tutti i miei dubbi. Inoltre gli dissi che mi sarebbe piaciuto conoscere le basi scritturali del CAMBIAMENTO DI VEDUTE CIRCA LA CROCE!

Il sorvegliante mi guardò sorpreso e mi disse: “Fratello, tu potresti costituire un pericolo per la congragazione”, al che replicai: “proprio per questo ho voluto parlare con te, perché sono convinto che la risposta ci sarà, e che sono io a non conoscerla”. Mi rispose che ne avremmo parlato l’indomani. Il giorno seguente, dopo il servizio di campo, (l’opera di casa in casa), lo avvicinai per conoscere la sua risposta, ma con mio stupore mi disse che semplicemente: “ne parleremo alla prossima assemblea COL SORVEGLIANTE DI DISTRETTO”. Quella risposta fece accrescere in me la convinzione che nemmeno lui aveva la risposta e che i miei dubbi erano fondati. Passarono altri mesi: venne il tempo dell’Assemblea di distretto.

In quella sede, la risposta che mi fu data dal sorvegliante di distretto fu: “Fratello, tu ragioni come gli apostati”, al che replicai: “Se hai una risposta alle mie domande, sono lieto di ascoltarti, altrimenti da questo momento non sono più il responsabile della congregazione”. Naturalmente non rispose alle mie domande. Da allora ci fu un letterale via vai di fratelli da casa mia, ma io restai sulle mie posizioni. Dopo circa un anno, stanco delle continue visite, chiesi di essere disassociato. A quel tempo i dissociati non erano assimilati ai disassociati così come avviene ora. Alla mia richiesta di essere disassociato, mi viene risposto: “Non possiamo disassociarti perché non abbiamo la base scritturale per farlo” (Da notare che i motivi della mi dissociazione erano conosciuti solo dal sorvegliante di circoscrizione e da quello di distretto).

Al che dissi alla mia bambina che allora aveva 13 anni di andarmi a comprare un pacchetto di sigarette. Ne accesi una in presenza di alcuni “anziani”, e dissi: “Ora avete la base scritturale”. Era l’anno 1978.

Solo chi ne ha fatto l’esperienza può capire la frustrazione, l’apatia, l’indifferenza, il senso del nulla con cui cominci a vivere da disassociato. Anche se ti crei altri interessi, non ti senti appagato o realizzato.

Per 13 anni, dal 1978 al 1991 sono vissuto con una sorta di “rigetto” verso qualsiasi religione, anche se di tanto in tanto leggevo qualche capitolo della Bibbia.

Un pomeriggio dell’autunno 1991 stavo leggendo il capitolo 1 del Profeta Isaia (brano che conoscevo bene). Arrivato al versetto 18 sono stato colto da un turbamento ed una sensazione mai provate prima. Rilessi più volte il versetto; avevo netta la sensazione che quelle Parole fossero dirette proprio a me. Forse quello è stato il momento in cui sono stato toccato dalla grazia di Cristo.

Ho sentito vivo il desiderio di andare in Chiesa, conoscere quella Chiesa che avevo rinnegato senza conoscere. E’ stato l’inizio di un cammino che mi ha fatto sperimentare la pace interiore, il senso vero del perdono, la dolcezza del vero amore cristiano. E tutto questo l’ho sperimentato quando, dopo più di 23 anni, mi sono di nuovo cibato di CRISTO EUCARISTIA.

Sono momenti che non si possono descrivere ma solo vivere. Scoprii la bellezza dello stare con Cristo, sentivo il cuore cantare e danzare. In quel momento ho preso la decisione di aiutare i miei ex fratelli ad aprire gli occhi, e con la grazia di di Dio, tanti non sono più TdG; e alcuni operano con zelo nella Caritas parrocchiale. Sulla mia pelle ho potuto sperimentare la differenza che passa tra leggere la Bibbia come cattolico, e leggerla come testimone di Geova.

La lettura del cattolico è meditazione, è preghiera, è un relazionarsi con Dio! Il TdG invece legge la “SUA BIBBIA” per distruggere la fede di chi non è testimone di Geova e memorizza quei versetti che, estrapolati dal contesto, si prestano bene ad attacchi contro l’ortodossia della fede cattolica.

Nell’anno scolastico ’96-’97 mi sono iscritto al corso di teologi PRESSO L’Istituto di Scienze Religiose della Diocesi di Monreale e nel Giugno del 2000 ho conseguito il titolo con un tesi dal titolo “La Cristologia dei testimoni di Geova”. Nel frattempo avevo fatto richiesta di essere ammesso al corso di formazione dei diaconi permanenti e nel Febbraio del 2006 ho ricevuto il Sacramento dell’ordine nel grado del Diaconato, dalle mani di S.E. Rev. Mons. Cataldo Naro, di venerata memoria.

Nella diocesi sono il responsabile del settore Apostolato Biblico.

Come Maria, mi sento di dire: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”.

Baldassare La Fata

Diacono permanente della Diocesi di Monreale

Potete leggere la mia tesi di laurea nei siti indicati qui sotto

http://www.cristianicattolici.net/cristologia_dei_testimoni_di_geova.html

http://www.roccopoliti.it/?p=320

O alcune mie testimonianze e insegnamenti su questi links

http://www.gloria.tv/?media=322260

http://www.youtube.com/watch?v=hfJdGfW7tn0

http://www.youtube.com/watch?v=Yg6akWVSJlo

http://www.roccopoliti.it/?p=1044

29 novembre 2013

Dall'esortazione apostolica "Evangelii Gaudium" del Santo Padre Francesco

IL CULTO DELLA VERITÀ

146. Il primo passo, dopo aver invocato lo Spirito Santo, è prestare tutta l’attenzione al testo biblico, che dev'essere il fondamento della predicazione. Quando uno si sofferma a cercare di comprendere qual è il messaggio di un testo, esercita il «culto della verità».[113] È l’umiltà del cuore che riconosce che la Parola ci trascende sempre, che non siamo «né padroni, né arbitri, ma i depositari, gli araldi, i servitori».[114] Tale disposizione di umile e stupita venerazione della Parola si esprime nel soffermarsi a studiarla con la massima attenzione e con un santo timore di manipolarla. Per poter interpretare un testo biblico occorre pazienza, abbandonare ogni ansietà e dare tempo, interesse e dedizione gratuita. Bisogna mettere da parte qualsiasi preoccupazione che ci assilla per entrare in un altro ambito di serena attenzione. Non vale la pena dedicarsi a leggere un testo biblico se si vogliono ottenere risultati rapidi, facili o immediati. Perciò, la preparazione della predicazione richiede amore. Si dedica un tempo gratuito e senza fretta unicamente alle cose o alle persone che si amano; e qui si tratta di amare Dio che ha voluto parlare. A partire da tale amore, ci si può trattenere per tutto il tempo necessario, con l’atteggiamento del discepolo: «Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta» (1 Sam 3,9).

147. Prima di tutto conviene essere sicuri di comprendere adeguatamente il significato delle parole che leggiamo. Desidero insistere su qualcosa che sembra evidente ma che non sempre è tenuto presente: il testo biblico che studiamo ha duemila o tremila anni, il suo linguaggio è molto diverso da quello che utilizziamo oggi. Per quanto ci sembri di comprendere le parole, che sono tradotte nella nostra lingua, ciò non significa che comprendiamo correttamente quanto intendeva esprimere lo scrittore sacro. Sono note le varie risorse che offre l’analisi letteraria: prestare attenzione alle parole che si ripetono o che si distinguono, riconoscere la struttura e il dinamismo proprio di un testo, considerare il posto che occupano i personaggi, ecc. Ma l’obiettivo non è quello di capire tutti i piccoli dettagli di un testo, la cosa più importante è scoprire qual è il messaggio principale, quello che conferisce struttura e unità al testo. Se il predicatore non compie questo sforzo, è possibile che neppure la sua predicazione abbia unità e ordine; il suo discorso sarà solo una somma di varie idee disarticolate che non riusciranno a mobilitare gli altri. Il messaggio centrale è quello che l’autore in primo luogo ha voluto trasmettere, il che implica non solamente riconoscere un’idea, ma anche l’effetto che quell’autore ha voluto produrre. Se un testo è stato scritto per consolare, non dovrebbe essere utilizzato per correggere errori; se è stato scritto per esortare, non dovrebbe essere utilizzato per istruire; se è stato scritto per insegnare qualcosa su Dio, non dovrebbe essere utilizzato per spiegare diverse idee teologiche; se è stato scritto per motivare la lode o il compito missionario, non utilizziamolo per informare circa le ultime notizie.

148. Certamente, per intendere adeguatamente il senso del messaggio centrale di un testo, è necessario porlo in connessione con l’insegnamento di tutta la Bibbia, trasmessa dalla Chiesa. Questo è un principio importante dell’interpretazione biblica, che tiene conto del fatto che lo Spirito Santo non ha ispirato solo una parte, ma l’intera Bibbia, e che in alcune questioni il popolo è cresciuto nella sua comprensione della volontà di Dio a partire dall’esperienza vissuta. In tal modo si evitano interpretazioni sbagliate o parziali, che contraddicono altri insegnamenti della stessa Scrittura. Ma questo non significa indebolire l’accento proprio e specifico del testo che si deve predicare. Uno dei difetti di una predicazione tediosa e inefficace è proprio quello di non essere in grado di trasmettere la forza propria del testo proclamato.

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.html#III._La_preparazione_della_predicazione

27 novembre 2013

La Vergine Maria secondo i pentecostali:

Pentecostali: "Maria non possedeva attributi straordinari che la rendessero più meritevole di altre donne di essere designata da Dio ad accogliere nel suo grembo il Salvatore Gesù"

http://www.tuttolevangelo.com/studi/maria_credente_autentica.php

MARIA SEMBRA QUASI CHE SI TROVASSE LI PER CASO. L'ARCANGELO GABRIELE CHE DEL TUTTO CASUALMENTE PASSAVA DA QUELLE PARTI ALLA RICERCA DI UNA VERGINE, QUANDO VIDE MARIA ESCLAMO': "TOH!.... ECCONE UNA" E DECISE DI FERMARSI DA MARIA...

Pentecostali: "Alle nozze di Cana, Gesù non diede particolare importanza a Sua madre che pure era presente insieme ai suoi fratelli (Giovanni 2:4; Matteo 12:46-50)."

http://www.tuttolevangelo.com/studi/maria_credente_autentica.php

SI SONO "DIMENTICATI" DI LEGGERE IL RESTO DOVE RISULTA EVIDENTE, CHE GESU' HA DATO ECCOME IMPORTANZA A SUA MADRE, VISTO CHE A SEGUITO DEL INTERVENTO DICENDO A SUO FIGLIO "Non hanno più vino" (Giovanni 2:1-12), GESÙ CAMBIÒ L'ACQUA IN VINO... E DEL MIGLIORE!

E MENO MALE CHE NON HANNO SCRITTO CHE GESU' TRATTO' MALE SUA MADRE DICENDOGLI "DONNA"...
IN OGNI CASO A ME LO HA DETTO CHE GESU' DURANTE LE NOZZE TRATTO UN POCHINO MALE SUA MADRE...

Pentecostali: "Gli apostoli del Signore non ebbero particolari riguardi per Maria: Gesù non lasciò loro alcuna istruzione a riguardo se non un appello d’amor filiale a prendersi cura di lei (Giovanni 19:26,27)."

http://www.tuttolevangelo.com/studi/maria_credente_autentica.php

PRATICAMENTE QUANDO GESU' DALLA CROCE HA DETTO A GIOVANNI "ECCO TUA MADRE!"...... SECONDO I PENTECOSTALI TRATTAVASI SOLO DI QUESTIONI DI TRASLOCO.....

LA COSA SEMBRA ANCHE UN PO COMICA....

Non è che gli sia venuto in mente che gli episodi che si leggono nei Vangeli: tutto ciò che riguarda la nascita di Gesù, quando Gesù viene ritrovato nel tempio a 12 anni, le nozze di Cana ed altro, sono tutte notizie che chi scrisse i Vangeli ebbe proprio da Maria?
Chi poteva essere presente all'annunciazione se non la sola Maria che poi ha raccontato agli evangelisti quanto accaduto?

SEMPRE CHE I PENTECOSTALI NON CREDANO CHE SIANO CADUTE BIBBIE DAL CIELO, QUINDI SCRITTE DIRETTAMENTE DA DIO CHE SA TUTTO, E NON DA UOMINI ISPIRATI CHE HANNO RACCOLTO TESTIMONIANZE DI EVENTI VISSUTI