23 settembre 2014

Papa Francesco bacia la mano a dei giudei-massoni?

No, bacia la mano ad uno dei superstisti dei campi di concentramento nazisti.

Ciò non toglie che dei pseudocattolici sono rimasti ugualmente indignati per tale bacio a dei superstiti dei campi di concentramento e piangono quindi sulle "rovine materiali del Papato romano"

Pseudocattolici..... cristiani senza Cristo

http://www.ilsecoloxix.it/p/multimedia/mondo/2014/05/26/ARMCLxQ-francesco_olocausto_sopravvissuti.shtml


21 settembre 2014

La Madonna contestata: ma da chi?

Neanche Lutero la contestava, gli odierni settari si!

1) "E’ una credenza dolce e pia che l’infusione dell’anima di Maria fu effettuata senza peccato originale, cosicché nella stessa infusione della sua anima ella fu anche purificata dal peccato originale e adornata di doni di Dio, ricevendo un’anima pura infusa da Dio; perciò dal primo momento che ella cominciò a vivere, ella fu libera da ogni peccato".
(Sermone ‘Sul giorno della concezione della Madre di Dio’, 1527. M.Lutero)

2) "Ella è piena di grazia, viene dichiarata essere completamente senza peccato – qualcosa di estremamente grande. Perché la grazia di Dio la riempie di ogni cosa buona e la rende priva di ogni male"
(Libro di Preghiera Personale (‘Piccolo’), 1522. M.Lutero)

3) "Cristo … fu il solo Figlio di Maria, e la Vergine Maria non ebbe altri figli oltre a Lui … Io sono incline ad essere d’accordo con quelli che dichiarano che ‘fratelli’ veramente significa ‘cugini’ qua, perché la Sacra Scrittura e gli Ebrei chiamano i cugini sempre fratelli"
(Sermoni su Giovanni, cap. 1-4 [1539]. M.Lutero)

4) "La dolce madre di Dio mi conceda lo Spirito, affinché io possa spiegare con sufficiente efficacia questo suo canto, per consentire a Vostra Grazia, e a noi tutti, di trarne una conoscenza che ci conduca alla salvezza e a una vita lodevole, in modo da poter celebrare e cantare questo eterno Magnificat nella vita eterna."
(Commento al Magnificat. 1521. M.Lutero)


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Bufale in libertà

Fare sempre attenzione a quanto vi viene proposto di leggere, gli spacciatori di citazioni false, e non solo di quelle attribuite ai Padri della Chiesa, imperversano in rete e in modo particolare in facebook


19 settembre 2014

Bufale news: gira la notizia secondo la quale Papa Francesco Avrebbe “protetto” un arcivescovo indagato per pedofilia.


"Józef Wesołowski, arcivescovo polacco, ha costretto alcuni bambini al sesso orale. Le autorità polacche hanno emesso un mandato di cattura internazionale. Ma sapete che cosa ha risposto il Vaticano?
“Il nostro confratello Wesolowski gode di immunità diplomatica e, in ogni caso, la Santa Sede non autorizza l’estradizione.”
GRAZIE FRANCESCO!
"


LA PARTE VERA RIGUARDA SOLO LE ACCUSE A JÓZEF WESOŁOWSKI: il caso risale al 2013 ed è partito da un’indagine condotta nella Repubblica Dominicana, dove lo stesso nunzio ha esercitato. Le accuse risultano al momento fondate, e Józef Wesołowski è sotto processo canonico.

La stessa Santa Sede ha anche promesso di adottare la “tolleranza zero” nei suoi confronti. È vero, non sarà estradato, perché è la legge vaticana a non prevedere l’estradizione; ciò non toglie che è stato comunque “sottoposto a giudizio” per il “reato di tortura e di pedofilia”.

LA CONDANNA IN PRIMO GRADO È STATA EMESSA IL 27 GIUGNO DI QUEST’ANNO (2014).

AVETE CAPITO BENE: WESOŁOWSKI È STATO CONDANNATO, ED È ORA LAICO E DIMISSIONARIO. 

Al momento in cui scrivo, il processo risulta ancora in corso. Ci auguriamo che la Giustizia faccia il suo corso, com’è ovvio.

PER QUANTO CONCERNE “L’IMMUNITÀ DIPLOMATICA” (SIC!) DEDUCIBILI DALLE PRESUNTE PAROLE DI PAPA FRANCESCO, LA VERITÀ È TUTT’ALTRA: 
La “libertà di movimento” da lui “goduta” era solo relativa; era comunque in attesa che la Congregazione per la dottrina della fede procedesse a verificare il fondamento delle accuse mosse a suo carico.

ORA NON GODE PIÙ DI QUESTO PRIVILEGIO, IN QUANTO LAICIZZATO.

Posta così, l’immagine serve solo ad alimentare il livore anticlericale già strisciante in Italia. Non cascateci, cari lettori: la disinformazione è un parassita che si nutre del vostro rancore, anche quando è giusto e motivato. Chi diffonde ancora questa immagine non ha voglia di documentarsi realmente su quanto accaduto.

http://www.bufale.net/home/disinformazione-papa-francesco-protegge-jozef-wesolowski/

17 settembre 2014

Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul". Già raccolti oltre 350mila euro



di Bernardo Cervellera

Roma (AsiaNews) - A un mese dall'inizio della campagna "Adotta un cristiano di Mosul", AsiaNews ha già inviato in Iraq una prima tranche dei fondi ricevuti fino al 31 agosto: 279.219,96 euro.

Con le donazioni giunte in questi primi giorni di settembre anche dalla Fondazione Pime Onlus - e che verranno inviate entro un mese - la campagna ha raccolto finora oltre 350mila euro.

Tutte queste donazioni vengono consegnate - secondo l'indicazione del patriarca di Baghdad Mar Louis Sako - al Comitato dei vescovi del Kurdistan che stanno affrontando l'emergenza di nutrire, alloggiare, vestire, consolare oltre 150mila profughi cristiani, yazidi, turkmeni, sciiti e sunniti, fuggiti da Mosul, Qaraqosh e da altre zone del Nord Iraq conquistate dalla violenza dello Stato islamico.

La campagna "Adotta un cristiano di Mosul" è nata dal desiderio di partecipare almeno un minimo al dolore dei nostri fratelli e sorelle cacciati da Mosul come degli infami a causa della loro fede, costretti a scegliere fra la conversione all'islam, la sottomissione, la fuga o la morte. Essa è divenuta un modo per rispondere in concreto e subito al loro bisogno, invece di accontentarsi di imprecare contro "i musulmani", contro l'Onu, gli Stati Arabi, l'Europa, gli Stati Uniti "che non fanno niente".

La campagna è stata anche un modo di seguire papa Francesco che ha continuato a lanciare messaggi alla comunità internazionale  per  "proteggere quanti sono interessati o minacciati dalla violenza e per assicurare gli aiuti necessari, soprattutto quelli più urgenti, a così tanti sfollati, la cui sorte dipende dalla solidarietà altrui".

Da subito, il patriarca e i vescovi irakeni, ci hanno aiutato a comprendere che in gioco vi è l'esistenza dei cristiani, ma con loro anche l'esistenza dello stesso Iraq come Paese multietnico, e di un Medio oriente dove siano garantiti il dialogo e il rispetto per ogni etnia e religione. Per questo, essi stessi, usano gli aiuti per sostenere non solo i cristiani, ma tutti i profughi bisognosi di cibo, di vestiti e di alloggio, aiutando tutti loro a restare nel loro Paese e a resistere alla tentazione dell'emigrazione.

In tal modo i vescovi dell'Iraq e noi con loro, domandiamo alla comunità internazionale non dei visti per l'estero (facile modo di scaricarsi la coscienza), ma il ripristino della giustizia e della sicurezza per la popolazione del Nord Iraq, fermando e neutralizzando gli aggressori dello Stato islamico.

Di solito, le guerre si fanno in agosto per sfuggire all'attenzione dei media. La nostra campagna, lanciata in agosto, in un periodo tradizionale di vacanza, spensieratezza e distrazione, ha trovato una risposta che stupisce anzitutto noi stessi.

Alla campagna hanno partecipato donatori da tutti i continenti: Italia (l'80%), Corea del Sud, Stati Uniti, Malta, Gran Bretagna, Spagna, Canada, Hong Kong, Vietnam, Nuova Zelanda, Malaysia, Repubblica Ceca, Australia, Polonia, Brasile, Messico, Russia, Argentina, Germania, Svizzera, Danimarca, Irlanda, Belgio, Ungheria, Colombia, Lussemburgo.

Al nostro appello hanno risposto laici, sacerdoti, religiosi e religiose; missionari; singoli, coppie o famiglie; bambini, che hanno voluto donare i propri risparmi; studi di professionisti, ristoranti, fondazioni culturali; diocesi e parrocchie che hanno dedicato una raccolta fondi ai "fratelli iracheni". Si va da un minimo di uno-due euro a un massimo di 5mila. Alcuni hanno scelto di adottare "un cristiano di Mosul" su base mensile, e hanno già effettuato un secondo versamento per le necessità di settembre. Altri hanno intitolato il loro contributo a una persona cara scomparsa.

Fra i messaggi che più ci hanno commosso vi è quello di un nonno che ha spedito due euro, frutto dei piccoli sacrifici della sua nipotina e quello di una donna, senza lavoro e malata, che pur essendo indigente, ha voluto versare 5 euro, la somma necessaria ad acquistare il cibo per un giorno a un profugo irakeno.

Una signora anziana, commentando il suo dono, ci ha detto: "Il piccolo sacrificio che facciamo non è nulla a confronto delle sofferenze che questi nostri fratelli e sorelle stanno vivendo. Per questo occorre non solo donare, ma anche pregare".

Una così ampia generosità vissuta in un periodo di crisi economica mostra che la solidarietà è ancora viva.

In una società che si sazia di parole, che producono immobilità e scetticismo, questi gesti di responsabilità e rischio personale affermano che il mondo può cambiare, anzi sta già cambiando.

Grazie dal profondo del cuore a tutti voi che avete aderito a questa campagna e a tutti voi che continuate a sostenere i nostri fratelli e sorelle perseguitati. Il vostro contributo porta una goccia di speranza a chi soffre, ma anche a chi dona.



Per le modalità di adesione alla campagna  "Adotta un cristiano di Mosul", CLICCA QUI.

il predicatore che costringe i fedeli a mangiare l’erba

Un predicatore di Garankuwa in Sudafrica, Lesego Daniel, costringe i suoi fedeli a mangiare l’erba del prato. Secondo l’uomo ed il suo gruppo religioso questo atto porterebbe alla guarigione da moltissime malattie. La panacea di ogni male? No. Solo un’altra delle cose strane che posso essere accostate alla fede esagerata.
Di predicatori al mondo ve ne sono tanti. Di sette altrettanto. Ma una che spingesse a mangiare l’erba del prato davvero mancava alla nostra conoscenza. C”è uno studente in legge che sostiene di essere guarito dal mal di gola che la attanagliava da più di un anno. Ed una donna che racconta di essere riuscita a camminare dopo un ictus, nuovamente, solo dopo aver mangiato l’erba del campo davanti la loro chiesa. E’ spettacolare ciò che la mente può fare, vero? E non finisce qui.

La parte più bella forse è quella in cui le persone cadono in un sonno profondo su ordine del pastore dopo essersi cibati dell’erba del prato e si risvegliano solo con un determinato cenno dell’uomo. E sebbene sia attualmente scioccante che questo pastore abbia tale seguito, va detto che non tutti i suoi fedeli reagiscono bene a tanta “grazia divina” erogata tramite fili d’erba. Molti di loro che con sentimento mistico si avvicinano al “sacro pasto” infatti, finiscono il loro atto di fede dando di stomaco nei bagni ed in qualsiasi secchio disponibile.
Qualcuno di loro si ferma dal continuare con questo rituale che, appare ovvio, frutta solo pubblicità e denaro al pastore? Sembrerebbe proprio di no.



16 settembre 2014

Enrico VIII ed Elisabetta I, sanguinari, reprimono il popolo cattolico inglese

Per tre secoli, in Inghilterra, la tragedia della Riforma protestante di Enrico VIII nel 1534 ha portato persecuzioni violentissime verso i cattolici inglesi che sono stati costretti nelle catacombe fino al 1829 quando le leggi penali inglesi contro i cattolici vennero abrogate anche se le angherie e le discriminazioni sociali sono continuate e solo nel 1850 la Chiesa Cattolica potè ricostituire una Gerarchia. Pensiamo all'esodo di massa degli Irlandesi, cattolici, verso gli Stati Uniti.

Enrico VIII (1491-1547) ed Elisabetta I (1533-1603) hanno raggirando progressivamente il popolo inglese, tra i più fedeli alla Chiesa Cattolica, portandola al protestantesimo.

Enrico VIII inizialmente ricevette da papa Leone X il titolo di "Difensor Fidei" per essere un fiero oppositore alle eresie di Lutero, in particolare difensore della sacramentalità del matrimonio, tanto che anche attualmente appare l'acronimo "DEF. FID." sulle monete inglesi. Enrico VIII, poi, ha incentrato lo scisma con il Papa basandosi sulla sua lussuria - divorziare dalla moglie Caterina d'Aragona che non riusciva avere eredi maschi per imporre al popolo l'amante Anna Bolena con l'approvazione obbligata di Dio dal Papa che non arrivò - e sulla sua cupidigia - incamerare i beni della Chiesa Cattolica. Enrico VIII, istigato dai suoi consiglieri segretamente protestanti come Thomas Cromwell (1485-1540), per raggiunge l'obiettivo primario della sua lussuria, stacca la chiesa inglese dalla Chiesa di Roma nel 1534; prima con l'atto di sucessione, dopo aver sposato Anna Bolena, e poi con l'atto di supremazia. Il divorzio viene concesso ad Enrico VIII da un personaggio tra i più ipocriti della Storia, Thomas Cranmer l'arcivescovo di Canterbury nonchè amico di Anna Bolena, prima giura fedeltà al Papa ma subito dopo nel 1533 proclama il divorzio. Bisogna ricordare che in quel tempo la Chiesa Cattolica attraversava una crisi perchè i Vescovi venivano nominati dal potere politico; pertanto fu facile per Enrico VIII comprarsene alcuni. Cranmer odia la Santa Messa e nega erroneamente la dottrina della transustanziazione, della presenza reale di Gesù e l’offerta sacrificale del Salvatore fatta dal sacerdote per la salvezza del mondo. Proprio in questi anni abbiamo i PRIMI MARTIRI CATTOLICI che hanno avuto il coraggio di opporsi ad Enrico VIII: Padre Filcock e padre Barkworth, il Cardinal Giovanni Fischer e Tommaso Moro, il Gran Cancelliere del regno, che pagarono con il supremo sacrificio di sé il loro rifiuto alla “supremazia” imposta dal re. Dal 1534, fino al 1681, i martiri cattolici inglesi sotto Enrico VIII, la sanguinaria Elisabetta I e i suoi sucessori, furono innumerevoli. Cromwell aveva promesso ad Enrico VIII che l'avrebbe reso il sovrano più ricco d'Europa, depredando o rubando i beni della Chiesa Cattolica, esattamente come fecero gli altri re protestanti d'Europa. Nel 1536-37 Enrico VIII incamerò i beni della Chiesa iniziando dai monasteri più piccoli ma il popolo specialmente nel NORD, il più fedele al Papa, fece una enorme ribellione che ebbe come risultato il far vacillare il trono di Enrico VIII e di strappargli la promessa di rivedere le sue posizioni verso il Papa. Ma Enrico VIII con un tranello fece catturare e decapitare tutti i capi della rivoluzioni democratica pro-Papa e li mandò al patibolo facendoli squartare sul patibolo da vivi. Quindi Enrico VIII, terminata la durissima repressione anticattolica, si annesse anche le abbazie maggiori con il falso pretesto che avessero parteggiato per i ribelli. Viene istituito un apposito tribubale, "La Corte degli Aumenti", per gestire tutti i terreni rubati alla Chiesa Cattolica ed annessi alla Corona inglese che poi venivano venduti ai figli minori di nobili o borghesi molti ricchi. Le abbazie vengono trasformate in palazzi e si crea una classe gentilizia anticattolica che sapendo che i beni erano stati sottratti alla Chiesa, non volendoli lasciare, è spietatamente anticattolica. Così questa arrampante classe gentilizia protestante inglese soppianta la vecchia classe gentilizia cattolica. Infatti per lo più i nobili inglesi, come il popolo, era cattolico; questo processo di ricambio si conclude nel 1600.

Enrico VIII aveva coscienza di non essere apprezzato dal popolo inglese nelle sue vergognose malefatte ed orchestra una vergognosa campagna stampa di diffamazione della Chiesa Cattolica, tanto che i maggior diffamatori della Chiesa Cattolica sono tutt'ora della pubblicistica anglosassone. Enrico VIII fa scrivere, paga e assolda personaggi, teologi e uomini di lettere per presentare il Papa e la Chiesa di Roma come mostruosi e nemici dell'Inglilterra coinvolgendo tantissimi soldi e denari nella più grande campagna di diffamazione e fasificazione della storia a danno della Chiesa di Roma.

Da questo momento l'Inghilterra e il mondo anglosassone protestante diventano nel mondo la VOCE DELLA DIFFAMAZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA NEL MONDO. L'inghilterra cercherà di vincere DIFFAMANDO LA CHIESA e il MONDO CATTOLICO, pensiamo a come diffama i conquistadores gli spagnoli nascondendo per diversi secoli la pulizia etnica degli indiani nel nuovo mondo. Visto che nella corona inglese il POTERE TEMPORALE e RELIGIOSO coincidono, quando invece nella storia la loro separazioni era occassione per impedire degli arbitri del potere temporale, ebbene il POTERE TEMPORALE-RELIGIOSO INGLESE si permette ogni nefandezza, come lo stermio dei pellerossa messo a tacere prima nella coscienza e poi nella storia per tre secoli. Questo dimostra come la pubblicistica inglese sia sempre stata preventivamente anticattolica come ha recentemente dimostrato anche Rodney Stark, sociologo delle religioni.

Enrico VIII creò una CHIESA IBRIDA tra cattolicesimo e protestantesimo in cui era il capo supremo poi alla sua morte, visto la giovane età del figlio maschio re Edoardo VI, nove anni, si susseguirono i protettori protestanti come Cranmer che si mosse in modo subdolo e determinato verso l’eliminazione totale del Santo Sacrificio della Messa, pubblicando nel 1549 il primo "Book of common prayer", un testo ambiguo indirizzato a trasformare la Messa nella cena protestante, fatto che sarà evidentissimo con il secondo "Book of common prayer" nel 1552. Purtroppo la tristissima operazione era destinata in gran parte al successo. Con l’ascesa al trono di Elisabetta I, nel 1559, con l’Atto di Uniformità, fu proibita la Messa cattolica (detta “la Messa papista!”), e furono imposte agli Inglesi le eresie luterane e calviniste e venne proclamato che il Cattolicesimo era stato solo un coacervo di superstizioni e di invenzioni idolatriche. Intanto il POPOLO INGLESE rimasto PROFONDAMENTE CATTOLICO continuò a ribellarsi all'eresia protestante e le ribellioni vengono schiacciate in modo molto cruento. Alla sua morte Enrico VIII, malgrado le 6 mogli (Caterina d'Aragona, Anna Bolena, Jane Seymour madre di re Edoardo VI, Anna di Clèves, Caterina Howard, Caterina Parr), lascia una situazione molto CONFUSA: un figlio di 9 anni, troppo piccolo per governare, e due figlie da lui dichiarate illegittime Mary la Cattolica ed Elisabetta la Protestante. Che fine fanno le mogli di Enrico VIII? I bambini inglesi imparano una filastrocca che riguardo alle 6 mogli recita: "divorziata, decapitata, morta, divorziata, decapitata, sopravvissuta"; infatti Caterina fu ripudiata ma prima diede Mary ad Enrico VIII, Anna Bolena protestante madre di Elisabetta fu decapitata perchè si era messa contro Cromwell che fece credere al Re che la tradiva, Jane Seymour morì di parto dopo aver dato alla luce Edoardo VI, Anna di Clèves principessa protestante sposata per motivi politici fu ripudiata prima di consumare le nozze, Caterina di Howard ragazza giovane che tradendo Enrico VIII fu decapitata, Caterina Parr sopravvive ad Enrico VIII ed educa nella fede protestante Edoardo ed Elisabetta.
Edoardo VI, unico figlio maschio di Enrico VIII, muore e prima di morire viene coartato dai precettori protestanti di escludere dalla successione la cattolica Mary e di nominare la cugina protestante Jane Grey. Mary Tudor la Cattolica che avrebbe dovuto legittimamente accedere al trono viene contrastata da un colpo di stato dei protettori protestanti inglesi che insidiano abusivamente sul suo trono Lady Jane per 9 giorni. Mary la Cattolica, ingiustamente chiamata dai protestanti "Mary la sanguinaria", marciò su Londra e grazie al popolo cattolico inglese che l'acclama regina salì al trono, il 19 luglio 1553, senza fare una vittima! Perdonò tutti tranne il duca di Northumberland che andò al patibolo il 22 agosto 1553. Mary cercò di restaurare il cattolicesimo ma i cospiratori protestanti con a capo Elisabetta cercarono di assassinarla. Mary sventò la congiurà ma perdonò la sorellastra Elisabetta.

Elisabetta I, la regina vergine, dopo la morte per malattia di Mary sale al trono ma secondo i criteri del tempo Maria Stuart, regina cattolica di Scozia, aveva maggior diritto al trono d'Inghilterra ed inoltre Elisabetta non era appoggiata dal popolo. Elisabetta I, appoggiandosi allo scaltro consigliere William Cecil che gestisce gli affari più spinosi al posto della sovrana, salì al trono alla fine del 1558. Differentemente dai film di propaganda inglese che esalta Elisabetta I come lungimirante e tollerante ed umiliano la Spagna cattolica con la "leggenda nera", frutto della vergognosa propaganda anglosassone in chiave anticattolica, siamo lontani dalla verità. Intanto Elisabetta I quando salì al trono, un trono instabile perchè il protestantesimo ci mise 50 anni per imporsi non raramente con il sangue sulla popolazione cattolica inglese, e poi l'Inghilterra decise di rendersi nemica di tutte le potenze europee - Francia, Spagna, Roma - andando a provocarle. Elisabetta I opta per il protestantesimo per due ragione: 1)i protestanti la supportano contro la regina cattolica di Scozia, Maria Stuart che farà imprigionare; 2)simpatizza per i protestati.

La "cricca" inglese che salì al potere con lei era ANTIPAPALE e poi tutto il resto si poteva discutere; Elisabetta era più per una forma IBRIDA a differenza dei suoi consiglieri che tendevano al calvinismo. Comunque erano d'accordo nel istituire campagne di diffamazione contro la Chiesa Cattolica e perseguitare i sudditi cattolici che in quanto obbedienti al Papa - veniva detto - non potevano essere obbedienti alla regina e quindi vennero colpiti con il martirio sistematico da Elisabetta I la sanguinaria che li faceva squartare e ne inchiodava le membra calde agli stipiti delle case inglesi. Avvalendosi del miglior servizio segreto d'Europa con a capo lo spietato Sir Francis Walsingham, si infiltrarono nei seminari cattolici, crearono falsi documenti per buttare discredito sulla Chiesa Cattolica, assassinavano cattolici senza batter ciglio, ecc. In questo contesto Giordano Bruno è una spia assoldati dagli inglesi che mandò a morte molti cattolici.

L'eresia protestante ed anglicana è stata smontata dal Card John Henry Newman (1801-1890) che passando dall'anglicanesimo alla Verità della fede cattolica disse: "La lettura dei Padri della Chiesa mi hanno fatto cattolico!". Studiando i pensieri scristianizzanti del modernismo, della massoneria e del liberalismo disse: "Per più di ciquant'anni ho cercato di contrastare lo spirito del liberalismo nella religione ... è una trappola mortale ... il liberalismo in campo religioso è la dottrina per cui non c'è nessuna verità positiva nella religione ... e che un credo vale l'altro ... tutte le religioni vadano ugualmente tollerate perchè non sono un fatto oggettivo [soggettivismo e relativismo] ... la religione è un sentimento e si deve ignorarla tra le persone". Per Newman un credo non vale un'altro e il liberalismo è il cancro della Religione; per la Verità che è Cristo custodito dalla Sua unica Chiesa Cattolica vale la pena darsi totalmente!

In conclusione, la riforma luterana ha introdotto nella civiltà occidentale un virus pericolosissimo che è quello del soggettivismo secondo cui non si riconosce alcun principio oggettivo al di sopra di sè. Eliminando la dimensione comunitaria dell'entrare in relazione con il divino, nel "libero esame", si è distrutta la dimensione sociale e fatto credere l'uomo il centro dell'universo. Gli effetti devastanti della riforma si sono dispiegati "grazie" alla Gran Bretagna.

http://www.gris-imola.it/ultime_notizie/EnricoVIIIedElisabettaIsanguinaricontrolapopolazionecattolicainglese.php

15 settembre 2014

"Questo è il mio Corpo" .... "Questo è il mio Sangue"

"Ora, mentre essi mangiavano, avendo Egli preso del pane e detta una benedizione, lo spezzò e, dandolo ai discepoli disse: 'Prendete, mangiate: questo è il mio corpo. E avendo preso un calice, rese grazie, lo diede loro dicendo: "Bevetene tutti, perchè questo è il mio sangue della nuova alleanza, che è versato per molti in remissione dei peccati”.

LUTERO SCRIVE IN UNA LETTERA: "devo confessare che se qualcuno mi avesse potuto persuadere che nel sacramento non c'è nulla tranne pane e vino, costui mi avrebbe fatto un gran favore... ho sudato molto intorno a questo punto, ho cercato tutti i modi per districarmi... ma vedo che non c'è nessuna via di uscita; il testo evangelico è troppo chiaro e lampante".

Sarebbe forse difficile pensare che gli apostoli, ancora rozzi e scarsamente aperti alle cose soprannaturali - come rimasero fino al giorno della Pentecoste - immediatamente comprendessero e accettassero il mistero che il Cristo loro annunciava compiuto nel pane e nel vino in quella cena pasquale, se non supponessimo che Gesù ve li avesse da lungo tempo preparati. Quante volte, in maniera progressiva, Gesù avrà loro parlato del mistero eucaristico!


13 settembre 2014

Ma la Madonna appare a un'ora stabilita?

Negli ultimi tempi le apparizioni della Madonna si moltiplicano. Come comportarsi? Come vuole Dio che ci comportiamo di fronte a questi fenomeni?

La riflessione del vescovo Luciano Monari

Brescia.  Da un avviso parrocchiale: “Domenica alle ore 16.30 recita del Santo Rosario; seguirà la celebrazione della Messa. Alle ore 18.40 la veggente avrà l’apparizione della Madonna…”. Mi viene un sussulto: come? si può programmare anche giorno e ora dell’apparizione della Madonna? Immagino la Madonna che, assunta in cielo in corpo e anima, viene nella parrocchia x, nel momento in cui la veggente la invoca e mi sento un poco a disagio. Negli ultimi tempi le ‘apparizioni’ della Madonna si moltiplicano, tanto che si ha l’impressione di una strategia di rivelazione universale. Ai luoghi tradizionali (Lourdes, Fatima, La Salette…) se ne aggiungono molti nuovi, tanto che i vescovi fanno fatica a seguire tutto, a valutare la veridicità delle esperienze, a suggerire o scoraggiare l’afflusso dei pellegrini nell’uno o nell’altro luogo.

Incoraggiare potrebbe essere un invito alla superstizione, al gusto dello straordinario; scoraggiare potrebbe essere una mortificazione dello spirito religioso. Come comportarsi? Come vuole Dio che ci comportiamo di fronte a questi fenomeni? Si ricorre al criterio evangelico dei frutti: se i frutti sono buoni, vuol dire che è buono l’albero, e viceversa. Ma anche questo non è un criterio sicurissimo: bisognerebbe che i frutti fossero tutti di un tipo – o tutti buoni o tutti cattivi. E purtroppo, di solito, i frutti si trovano mescolati; ci sono molti che si convertono e ritrovano la fede, la voglia di pregare: frutti buoni; ci sono anche manifestazioni di fanatismo o interessi economici ambigui: frutti acerbi.

Partiamo da una domanda semplice: dove si trova il Signore Gesù risorto? E dove si trova sua madre, risorta dopo di Lui e a motivo di Lui? Naturalmente non si trovano in un luogo particolare del mondo; in questo caso, sarebbe definibile il loro ‘luogo’ con delle coordinate cartesiane. Non è così: il luogo del Signore risorto, quello che sarà il luogo di tutti i risorti con Lui è semplicemente Dio. Gesù risorto vive in Dio; Maria assunta vive in Dio; noi risorgeremo in Dio. Naturalmente, né io né chiunque altro può spiegare come sia fatto questo misterioso ‘luogo’ che è Dio stesso o come si possa ‘abitare’ in questo luogo; non possiamo perché non conosciamo Dio se non in modo parziale, attraverso l’analogia. Vengono in memoria le parole decisive del Concilio Lateranense IV secondo il quale il vero Dio è “immenso, onnipotente, immutabile, incomprensibile e ineffabile” e, di conseguenza, “tra il creatore e le creature non si può osservare una qualche somiglianza che non si debba osservare tra loro una dissomiglianza più grande".

Quando diciamo di Maria che ‘appare’ a qualcuno in un luogo e in un tempo particolare vogliamo dire in quel luogo e in quel tempo una persona (o un gruppo di persone) ha vissuto un’esperienza singolare e intensa della presenza di Maria; che ha ‘visto’ una forma umana riconoscibile come quella di Maria e udito parole umane la cui origine viene attribuita a Maria. Il fatto che altre persone, presenti nello stesso luogo e tempo, non facciano la medesima esperienza (non vedano la stessa forma e non sentano le stesse parole) significa che la percezione di Maria non è una percezione naturale (che ha origine cioè dai sensi e dal loro funzionamento usuale), ma, eventualmente, un dono speciale concesso a qualcuno per un motivo particolare di Dio. La forma, la natura, le caratteristiche di questa esperienza dipendono dal dono di Dio (che è libero) e dipendono dalla capacità ricettiva della persona stessa (che è comunque limitata). Posto questo, posso rivedere le immagini che mi erano venute in testa leggendo: alle ore 18,40 (colpisce la precisione!) apparirà la Madonna. Questo non vuol dire che la Madonna accorrerà in quel momento nella parrocchia di x lasciando il paradiso di Dio; e nemmeno che chi sfortunatamente in quel momento si trovasse lontano dalla parrocchia di x dovrebbe necessariamente rinunciare a incontrare la presenza di Maria perché Maria è ‘altrove’. Vuol dire invece che la veggente, che vive una devozione mariana particolarmente intensa e ha avuto doni di preghiera particolarmente vivaci, si porrà in quel momento in un atteggiamento di preghiera, nel contesto di una comunità che pregherà con lei; che questa preghiera potrà renderla ‘recettiva’ nei confronti della presenza soprannaturale di Maria (una presenza che, in qualche modo, c’è sempre quando un cristiano prega, ma che qualcuno, in un momento particolare, per grazia, può percepire con maggiore intensità e chiarezza); che addirittura, se Dio vorrà, in questa esperienza potrà accogliere un invito a un cammino di purificazione e di santificazione; che questa esperienza intensa potrà sollecitare altre persone presenti a fare anch’esse, nella preghiera, esperienza della vicinanza di Maria e, attraverso questa esperienza, esperienza dell’amore (anche) ‘materno’ di Dio stesso… Per questo assume grande rilevanza il giudizio sulla maturità, la fede, la sincerità, l’umiltà, il disinteresse dei ‘veggenti’.

In ogni modo vale anche per questa esperienza un principio della filosofia scolastica, secondo cui: “quicquid recipitur, ad modum recipientis recipitur”, e cioè: tutto ciò che viene ricevuto, viene ricevuto secondo la capacità e il modo di ricevere di colui che lo riceve. Il professore dice le medesime parole a una scolaresca intera, ma ciascuno degli ascoltatori riceverà i messaggi dell’insegnante secondo la sua capacità di ricevere (di capire, comprendere, afferrare). La ‘veggente’ parla e descrive la sua esperienza religiosa, sembra avere qualità buone di ‘ricezione’, altre persone sono portate ad aver fiducia in lei e accolgono come vere le sue parole, sono attirate a pregare a loro volta; ma, come per tutti, anche la ricezione della ‘veggente’ non è completa e perfetta e la sua esperienza non può diventare una regola che definisce l’esperienza religiosa degli altri. Ci potranno essere reazioni diverse: per alcuni pregare insieme alla veggente (o dove ha pregato la veggente) significherà fare un’esperienza particolarmente intensa, sentire un invito urgente alla fede, a una vita nuova e migliore; per altri quella esperienza rimarrà una semplice (che non significa banale!) esperienza di preghiera mariana. Bisogna però diventare attenti ai rischi che sono presenti in ogni esperienza religiosa di questo tipo: il primo è che la fede cristiana venga ridotta ai fenomeni straordinari mentre la vera misura della fede è l’obbedienza a Dio (“fare la volontà di Dio”) nel quotidiano; il secondo è che il gusto del miracoloso allontani dalla fatica di vivere la durezza del mondo per gustare la dolcezza dei mondi immaginari; il terzo è che nella figura di Maria vengano sottolineati elementi secondari e ci si allontani dall’essenziale: il suo ascolto della Parola di Dio, la sua fede obbediente, la sua maternità divina, la sua esemplarità nei confronti del mistero della Chiesa.

In concreto: se qualcuno trova in queste esperienze un arricchimento della fede, se ne serva con semplicità. Ma stia bene attento a verificare in se stesso gli effetti reali: sappia distinguere una reale crescita di maturità spirituale da un’emozione spirituale ambigua. È sempre possibile vivere processi di regressione nei quali diminuisce il senso di responsabilità delle proprie azioni: andare dietro a illusioni non è senza conseguenze negative sulla propria vita. Per un cristiano il criterio vero è Gesù Cristo: questa esperienza ti porta a conoscere meglio e ad amare di più Gesù Cristo? Ti spinge a una vita più evangelica, cioè più ricca di fede in Dio, di amore verso gli altri, di dominio di te stesso, di servizio umile…? O in questa esperienza sei portato a dimenticare Gesù Cristo, ad abbandonare la Messa, a considerare superflua la Chiesa? Cerchi forse una via di fuga facile dalla realtà troppo pesante? Se vuoi essere all’altezza della tua dignità di persona umana, devi porti questi interrogativi e devi rispondere con verità. Al contrario, se qualcuno non sente bisogno di queste esperienze o non trova in esse un nutrimento vero dalla sua vita spirituale, rimanga tranquillo; non si faccia scrupoli come se stesse rifiutando una grazia, ma non diventi nemmeno accusatore impietoso della fede (considerata infantile) degli altri.

Una cautela particolare debbono avere, però, i preti. Il motivo è che un prete appartiene strutturalmente a un presbiterio e quindi coinvolge il presbiterio intero nella sua predicazione e nel suo ministero pastorale. I fedeli hanno il diritto di ricevere dai preti un insegnamento e una prassi sacramentale che li inserisca correttamente e in pienezza nel mistero della Chiesa, niente di meno (quindi un prete non può ‘facilitare’ l’appartenenza alla Chiesa esonerando da comportamenti necessari) e niente di più (quindi un prete non può esigere niente di più di quanto esige la Chiesa). Per questo un prete deve stare attento che i suoi comportamenti non si configurino (e non possano essere interpretati) come un’approvazione indebita di fenomeni sui quali la Chiesa non ha ancora dato un giudizio; si renderebbe responsabile delle illusioni e delle conseguenti deformazioni spirituali delle persone.

Ho steso queste riflessioni senza riferirmi a casi particolari. Ho parlato quindi di ‘apparizioni’ in genere, prescindendo dai ‘messaggi’ che a volte sono legati a questi fenomeni. Sui messaggi bisognerebbe aggiungere altre riflessioni: che debbono essere uno stimolo a un’autentica vita di fede, di speranza e di carità; che debbono essere conformi con l’insegnamento del vangelo, con la fede della Chiesa, con la morale cristiana; se un messaggio si oppone alla fede (al Credo), il messaggio certo non viene da Dio. Soprattutto bisogna essere cauti quando si tratta di ‘profezie’ che anticiperebbero eventi (generalmente paurosi) del futuro. Nella maggior parte dei casi queste profezie sono fughe da un presente difficile da capire e da vivere, nascono da un risentimento inconsapevole nei confronti del mondo e della storia, distraggono le persone dalla responsabilità di vivere qui, oggi la volontà di Dio. Ma su tutto questo il giudizio ultimo appartiene al Papa e al collegio dei vescovi insieme con lui. A me e al presbiterio insieme con me il Signore chiede di vegliare perché il cammino dei credenti sia indirizzato correttamente verso una crescita di fede e non devii invece verso un desiderio non sano di cose straordinarie. I segni sono certamente preziosi, ma, in sé rimangono insufficienti (cf. Mt 7,22-23) e possono anche essere ambigui (cf. Mc 13,22); la fede nel Signore Gesù morto e risorto, l’amore verso il prossimo sono invece pienezza di bene e fondamento sicuro di speranza. A questo ci conducono la Parola di Dio e l’eucaristia che debbono essere la traccia centrale del nostro impegno di tutti i giorni.

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12 settembre 2014

Sette all'assalto...

Cosa pensereste di chi afferma che Gesù è il fratello (buono) di satana? 

Mormoni all’assalto di Roma con un maxi tempio-astronave alto 43 metri. 
Tra occultismo e spiritismo


Ed eccoli che sono arrivati. Meno male. Le imprese edili stanno brindando. Perché in effetti la costruzione del nuovo Tempio dei seguaci della “Chiesa di Gesù e dei Santi degli ultimi giorni” (Mormoni) a Roma – il centro di culto più grande d’Europa – è una vera e propria boccata d’ossigeno per gli addetti alle costruzioni. Oltre 60mila metri quadri per edificare un’astronave alta 43 metri. Sorgerà a Settebagni. A soli 18 chilometri dalla basilica di San Pietro. Sarà pronto tra 12 mesi. Per la gioia dei 2mila mormoni presenti a Roma.

D’altronde i soldi non mancano mai. La “Chiesa di Gesù e dei Santi degli ultimi giorni” è infatti una delle più ricche organizzazioni religiose (mormone era il candidato repubblicano alla Casa Bianca Mitt Romney battuto da Barack Obama). I mormoni seguono costumi e precetti molto rigidi. Sono dei veri e propri puritani, nel senso che non possono bere né tè né caffè. E’ vietato fumare o bere alcol. Vietatissima la droga. Hanno un proprio rituale che – per lo studioso Michael W. Homer – è ampiamente derivato da quello massonico. Solo una leggenda (che importa se Joseph Smith, fondatore del Mormonismo era un alto esponente della Massoneria americana)?

Di certo quello che sappiamo è quello che dice, in modo ufficiale, la Chiesa Cattolica a proposito di un rituale ben preciso praticato anche dai Mormoni. Parliamo del Battesimo. A questo proposito la Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata allora dal cardinale Ratzinger, ha stabilito che il battesimo amministrato dai Mormoni non è valido. E quindi chi di loro si converte al cattolicesimo deve essere ribattezzato da capo. Come è possibile? Una nota dell’ “Osservatore Romano” del 16 luglio 2001 chiarisce che le differenze tra il cattolicesimo e i Mormoni “sono talmente grandi che non si può nemmeno considerare la dottrina dei mormoni un´eresia cristiana”. “Per i mormoni – si legge – la Trinità sono tre dèi, dei quattro responsabili dell´universo, che un giorno decisero di unirsi e formare la divinità. Dio Padre è un uomo esaltato, oriundo di un altro pianeta. Ha avuto dei parenti. Ha una moglie, la Madre celeste. Procreano dei figli. Il loro primogenito è Gesù Cristo. Anche lo Spirito Santo è figlio di genitori celesti”.

Ma non finisce qui. Nel libro “Perla di Gran Prezzo” – uno dei testi considerati sacri e scritti – dicono sotto illuminazione – dal fondatore Joseph Smith si legge come Dio Padre era un uomo progredito fino a diventare Dio, da una unione carnale con Maria e altre donne. Ebbe numerosi figli. Il primogenito fu Gesù Cristo, uno degli altri figli fu Lucifero.

Quindi Gesù è il fratello di Satana?

Certo è che per quanto concerne la pratica dello spiritismo nella “Chiesa di Gesù e dei Santi degli ultimi giorni” alcune testimonianze non lasciano dubbi: il contatto con i morti gioca un ruolo importante. Sia Smith che altri dirigenti dopo di lui dicevano di essere in contatto regolare con il mondo degli spiriti. Addirittura un anziano di nome Parley Pratt nel 1853 racconta che i primi mormoni accettavano Smith come un medium “divino”. Walter Martin, studioso di religioni, ha osservato che “ciò di cui la maggio parte dei Mormoni non si rende conto è il fatto che Joseph Smith era un occultista ( lui esteso ha dichiarato di aver ricevuto la sua prima visita sovrannaturale da parte di “angeli” quando aveva 14 anni) e che il mormonismo ha origine occulte”.