Dall'Udienza di oggi 25 aprile 2018
"E’ faticoso combattere contro il male, sfuggire ai suoi inganni, riprendere forza dopo una lotta sfiancante, ma dobbiamo sapere che tutta la vita cristiana è un combattimento. Dobbiamo però anche sapere che non siamo soli, che la Madre Chiesa prega affinché i suoi figli, rigenerati nel Battesimo, non soccombano alle insidie del maligno ma le vincano per la potenza della Pasqua di Cristo. Fortificati dal Signore Risorto, che ha sconfitto il principe di questo mondo, anche noi possiamo ripetere con la fede di san Paolo: «Tutto posso in colui che mi dà la forza». Noi tutti possiamo vincere, vincere tutto, ma con la forza che mi viene da Gesù."
Nella foto si può osservare la solita piazza San Pietro squalidamente vuota come è di consueto con Papa Francesco 😁
25 aprile 2018
Guardatevi dai don seminatori di zizzania,
specie di quelli che amano fare le ore piccole. Quelli che alle tre del mattino stanno ancora a commentare qui in Facebook. Si dice che le 3 del mattino è l’ora del diavolo.
Faccia attenzione don ...... ....... a commentare e ad inviare insulsi messaggi sempre a tale ora perché rischia di essere ispirato in modo pessimo, potrebbe finire nell’inferno che lei non manca mai di prospettare agli altri.
Faccia attenzione don ...... ....... a commentare e ad inviare insulsi messaggi sempre a tale ora perché rischia di essere ispirato in modo pessimo, potrebbe finire nell’inferno che lei non manca mai di prospettare agli altri.
Perché le 3 del mattino sono note come “l’ora del diavolo”?
I film horror e gli show televisivi paranormali parlano spesso dell’“ora del diavolo”. A seconda della fonte, ci si può riferire al momento tra le 3 e le 4 del mattino o alle ore tra la mezzanotte e le 3 del mattino. In qualsiasi caso, molti affermano che il diavolo è potente soprattutto in quel lasso di tempo.
Questa idea sembra essere derivata dalla consapevolezza che Satana ama deridere Dio.
I Vangeli di Matteo, Marco e Luca ci dicono che Gesù è morto “all’ora nona”. In base ai calcoli moderni sarebbero le tre del pomeriggio. In base a questa idea, Satana capovolge il simbolismo riservandosi le tre del mattino, per deridere direttamente Dio.
Un altro motivo per il quale quest’ora è considerata una fonte di attività demoniaca insolitamente elevata è il fatto che si trova nel bel mezzo della notte; il sole è andato via da molto e non sorgerà ancora per qualche ora.
La Scrittura si riferisce ripetutamente alla notte e all’oscurità come a un periodo di peccato. Questo concetto è riassunto perfettamente nel Vangelo di Giovanni: “E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate” (Gv 3, 19-20).
Oltre a questo, Gesù è stato tradito da Giuda durante la notte (a volte si pensa a mezzanotte), e Pietro ha rinnegato Gesù prima che il gallo cantasse (verso le sei del mattino). Ciò vorrebbe dire che il “processo” di Gesù di fronte al Sinedrio è avvenuto durante l’“ora del diavolo”.
C’entra un po’ anche la biologia, visto che le tre del mattino segnano il momento del sonno notturno più profondo nel ciclo normale di sonno-veglia degli adulti. Svegliarsi o essere svegliati a quell’ora può sconvolgere il nostro ritmo cardiaco e ci fa sentire ansiosi.
Molti hanno una pratica personale di recitare qualche preghiera se si svegliano alle tre del mattino, ma ricordate, indipendentemente dal momento della giornata in cui ci si trova, Dio è sempre più potente di Satana, e resta la “luce del mondo” che dissipa ogni tipo di oscurità.
Aleteia
23 aprile 2018
Attenzione ai ladri e briganti
«In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante.
Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori.
E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.
Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori.
E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.
Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
22 aprile 2018
Io sono il buon pastore.
Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.
18 aprile 2018
Il padre di Alfie dal Papa: nuovo appello e preghiere per il piccolo
Viaggio inaspettato di Thomas Evans a Roma dove è stato ricevuto in privato in Vaticano da Francesco. Il bambino è piantonato in ospedale a Liverpool in attesa dell'esecuzione della sentenza.
L'incontro a Roma tra il Papa e il padre di Alfie
Papa Francesco lancia un nuovo appello e chiede preghiere per Alfie Evans e Vincent Lambert, al termine dell'udienza: "Vorrei ribadire e confermare che l'unico padrone della vita dall'inizio alla fine è Dio, è nostro dovere e fare di tutto per custodire la vita. Pensiamo in silenzio e preghiamo perché sia rispettata la vita di tutte le persone".
Già domenica scorsa, dopo la preghiera del Regina Coeli, il Papa aveva chiesto di pregare per Alfie e per Vincent Lambert "che vivono, a volte da lungo tempo, in stato di grave infermità, assistite medicalmente per i bisogni primari. "Sono situazioni delicate, molto dolorose e complesse", aveva sottolineato, richiamando poi la necessità del "rispetto per la vita. Preghiamo perché ogni malato sia sempre rispettato nella sua dignità e curato in modo adatto alla sua condizione, con l'apporto concorde dei familiari, dei medici e degli altri operatori sanitari".
L'incontro a Roma tra il Papa e il padre di Alfie
Prima dell'udienza generale papa Francesco aveva incontrato privatamente Thomas Evans, giunto a Roma appositamente. Il giovane sta cercando di evitare che venga eseguita la sentenza di una Corte d Londra, secondo la quale devono essere staccati i supporti che tengono in vita il piccolo di 23 mesi, affetto da una malattia degenerativa ancora non diagnosticata a esito letale. Alfie è ricoverato nell'ospedale pediatrico di Liverpool e i suoi genitori, Tom e Kate, rispettivamente 21 e 20 anni, si oppongono disperatamente all'esecuzione della sentenza.
L'ospedale Bambino Gesù di Roma si è più volte detto disponibile ad accogliere il bambino per assisterlo e accompagnarlo alla sua morte naturale.
È stato il vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina, a chiedere al Papa la possibilità di un colloquio con il papà di Alfie. "L'incontro è stato deciso ieri mattina, dopo che mi era arrivata una richiesta da Liverpool. Nel giro di 20 minuti il Santo Padre ha espresso tutto il suo desiderio di poter incontrare Thomas", ha racconta il vescovo a Vatican News. "Questo incontro è durato 20 minuti ed è stato un incontro, mi sembra di poter dire, di grande commozione". Il Papa, ha spiegato, «era partecipe di quello che stava raccontando il papà di Alfie e a un certo punto ha detto: 'Io la ammiro per il coraggio che lei ha, è così giovane ma ha il coraggio di difendere la vita di suo figlio". E addirittura a un certo punto ha detto che il coraggio di questo padre è simile all'amore che Dio ha nei confronti dell'uomo che non si rassegna a perderci. E penso che quello sia stato il momento più commovente".
Thomas Evans, "ha raccontato il suo dolore, perché era questo il desiderio che lui aveva, condividere con il Santo Padre il suo dolore e poi ha spiegato che cosa sta subendo da parte dell'ospedale che dovrebbe avere in cura Alfie, che non permette
alla famiglia di poterlo far curare in un ospedale diverso. E soprattutto ha riportato al Santo Padre cose che naturalmente il Santo Padre già conosceva, quello che dicono i giudici e cioè che la vita di questo bambino è assolutamente inutile. Thomas invece ha voluto ribadire che Alfie è figlio di Dio e proprio perché è figlio di Dio ha diritto, dal momento che è Dio che gli ha dato la vita, a far sì che sia Dio a togliergliela quando Dio ritiene che sia giunto il momento. E proprio per questo lui combatte, è pronto a combattere fino alla fine".
alla famiglia di poterlo far curare in un ospedale diverso. E soprattutto ha riportato al Santo Padre cose che naturalmente il Santo Padre già conosceva, quello che dicono i giudici e cioè che la vita di questo bambino è assolutamente inutile. Thomas invece ha voluto ribadire che Alfie è figlio di Dio e proprio perché è figlio di Dio ha diritto, dal momento che è Dio che gli ha dato la vita, a far sì che sia Dio a togliergliela quando Dio ritiene che sia giunto il momento. E proprio per questo lui combatte, è pronto a combattere fino alla fine".
Per monsignor Cavina, "da questo incontro scaturisce che il Santo Padre mi ha incaricato di mantenere i rapporti con la Segreteria di Stato perché il Bambino Gesù faccia tutto il possibile per potere accogliere Alfie nella propria struttura sanitaria. E quindi è quello che stiamo cercando di fare in questo momento. Poi è chiaro che ci sono grosse difficoltà da un punto di vista legislativo e giuridico: vediamo quindi se è possibile superarle".
Il papà di Alfie "è uscito molto rincuorato. Al termine dell'incontro, quando siamo rimasti soli, era molto commosso e diceva: 'Non ci credo! Non ci credo a quello che il Santo Padre mi ha detto!', proprio per la commozione, per l'emozione che ha vissuto. Per arrivare oggi hanno fatto un viaggio assurdo: sono dovuti andare ad Atene e poi da Atene a Roma: quindi hanno praticamente viaggiato tutta la notte, anche profondamente stanchi da un punto di vista fisico". "Per quel che penso io, non tutto è risolto. Bisogna dire così, perché, se non riusciamo a trovare una disponibilità da parte dei giudici e degli ospedali inglesi, tutto diventerà molto più difficile, e tutto corre il rischio di rimanere in un impasse come quello in cui ci troviamo adesso. Bisogna continuare a pregare", conclude.
Alfano parla con il suo omologo inglese Johnson
Da parte sua, il ministro degli Esteri, Angelino Alfano incontrando il suo omologo inglese Boris Johnson, ha auspicato che "sia accolto" questo desiderio dei genitori di Alfie, pur ricordando che "Alfie è un cittadino del Regno Unito e l'Italia rispetta le decisioni prese nella cornice della giurisdizione nazionale britannica" e che "il sistema sanitario nazionale britannico e gli standard medici sono tra i più alti del mondo".
16 aprile 2018
15 aprile 2018
il bimbo piange per il padre morto. il Papa: era buono, è con Dio
Il bambino vuole sapere il destino del papà ateo che ha fatto battezzare i figli. Francesco lo consola. Avviene nella visita a San Paolo della Croce a Corviale, quartiere della periferia di Roma
Quel papà «non aveva il dono della fede ma ha fatto battezzare i suoi figli, questo a Dio è piaciuto tanto». Papa Francesco ne è sicuro e rassicura così Emanuele, che, nel momento di rivolgergli la sua domanda, scoppia a piangere. Questa scena avviene durante la visita del Pontefice nella parrocchia di San Paolo della Croce a Corviale, quartiere della periferia di Roma dove campeggia il famigerato «Serpentone», un immenso palazzo dell'Istituto Case popolari che ospita 1.200 inquilini ed è da tempo in situazione di degrado sociale.
Il Papa percorre in auto tutta via Poggio Verde, costeggiando il chilometro del Serpentone, come gli abitanti chiamano il «Nuovo Corviale», il complesso residenziale che dà il nome all'intero quartiere. L'auto targata Cv1 è salutata dagli abitanti del caseggiato che si sono affacciati numerosi alle finestre. Alcuni residenti hanno affisso striscioni di benvenuto al Papa.
Al suo arrivo, Jorge Mario Bergoglio è accolto da un bagno di folla. Lo attendevano monsignor Angelo de Donatis, vicario generale della diocesi di Roma, monsignor Paolo Selvadagi, vescovo ausiliare per il settore ovest, il parroco don Roberto Cassano e i sacerdoti della Comunità dell'Incarnazione che ha trovato la sua sede all'interno dell'immenso edificio.
Francesco incontra prima i bambini del catechismo, poi gli anziani, gli ammalati e i poveri. Dopo un colloquio con alcuni detenuti in permesso e dopo avere confessato alcuni parrocchiani, presiederà la Messa.
Il Vescovo di Roma dialoga con i bambini che frequentano il catechismo, rispondendo ad alcune loro domande. Ecco la risposta a una bambina: «Tutti siamo figli di Dio, tutti, anche i non battezzati, sì, anche quelli che credono in altre religioni, o che hanno idoli. Anche i mafiosi sono figli di Dio ma preferiscono comportarsi come figli del diavolo». Tutti sono «figli di Dio, Dio ha creato e ha amato tutti e ha messo a tutti nel cuore la coscienza di distinguere il bene dal male. Con il battesimo è entrato lo Spirito Santo e ha rafforzato la tua appartenenza a Dio». Anche i mafiosi «sono figli di Dio, dobbiamo pregare perché tornino e riconoscano Dio. Chi di voi - chiede ai bambini - prega per i mafiosi perché si convertano? Bisogna pregare».
A Edoarco, che lo ha interrogato suoi primi stati d’animo dopo l’elezione a Papa, spiega di avere provato nessun sentimento di paura, né una gioia più intensa: sentiva solo che Dio l’aveva chiamato. Racconta di avere «sentito che Dio voleva quello. Mi sono alzato e sono andato avanti, non ho sentito niente di spettacolare».
Poi arriva Emanuele, che, nel momento di rivolgergli la sua domanda, scoppia a piangere al microfono. Allora il Papa lo invita ad avvicinarsi. Appena il bambino è vicino al Pontefice gli cade tra le braccia. Si intuisce che non è questione di timidezza. Emanuele ha bisogno di essere abbracciato, incoraggiato, rassicurato, consolato, di ricevere calore umano. Lo sta ricevendo dal Papa in persona. Probabilmente ha qualche angoscia, dolore da sfogare. Bergoglio lo abbraccia senza fretta di terminare la stretta. Gli parla all’orecchio. Emanuele gli chiede se suo padre, ateo ma che aveva fatto battezzare i suoi quattro figli (Emanuele, altri due fratelli e una sorella), dopo la morte sia andato in Cielo. E non all'inferno (si scoprirà dopo che la domanda completa comprendeva la specifica citazione del pericolo inferno per il papà di Emanuele). Ecco che cosa risponde Francesco (spiegando di avere chiesto il permesso a Emanuele di poter riportare pubblicamente la domanda, che il bambino gli ha sussurrato all’orecchio): «Magari potessimo piangere come Emanuele quando abbiamo un dolore nel cuore. Piange per il suo papà che è venuto a mancare e ha avuto il coraggio di farlo davanti a noi perché c'è amore nel suo cuore - sottolinea - il papà era ateo ma ha fatto battezzare i quattro figli, era un uomo bravo. È bello che un figlio dica del suo papà "era bravo”. Se quell'uomo è stato capace di fare figli così era un uomo bravo. Dio è fiero del tuo papà».
Evidenzia ancora Francesco: «Dio ha un cuore di papà, tuo papà era un brav'uomo, è in cielo con Lui, stai sicuro. Dio ha un cuore di papà e davanti a un papà non credente che è stato capace di battezzare i suoi bambini, Dio sarebbe capace di abbandonarlo? Dio sicuramente era fiero di tuo papà, perché è più facile essere credente e far battezzare i figli che non essere credente e far battezzare i figli. Prega per tuo papà, parla con tuo papà. Questa è la risposta».
Per chi crede di vedere e con tanta facilità da dell’eretico ecc ecc al prossimo.
«Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo forse ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane». Gv 9,39-41
13 aprile 2018
Papa Francesco: appello per la Siria, “niente può giustificare l’uso di strumenti di sterminio”
Angelus di domenica scorsa, ma Socci come suo solito non vede e non sente, per non dire poi dei suoi seguaci.
“Giungono dalla Siria notizie terribili, di bombardamenti con decine di vittime di cui molte sono donne e bambini, notizie di tante persone colpite da effetti di sostanze chimiche contenute nelle bombe. Preghiamo per tutti i defunti, per i feriti, per le famiglie che soffrono”. Lo ha detto ieri Papa Francesco dopo il Regina Coeli lanciando un appello per la pace nel Paese mediorientale. “Non c’è una guerra buona e una guerra cattiva e niente può giustificare l’uso di tali strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi – ha aggiunto –. Preghiamo perché i responsabili politici e militari scelgano l’altra via, quella del negoziato. La sola che può portare alla pace”.
https://agensir.it/quotidiano/2018/4/9/papa-francesco-appello-per-la-siria-niente-puo-giustificare-luso-di-strumenti-di-sterminio/

“Giungono dalla Siria notizie terribili, di bombardamenti con decine di vittime di cui molte sono donne e bambini, notizie di tante persone colpite da effetti di sostanze chimiche contenute nelle bombe. Preghiamo per tutti i defunti, per i feriti, per le famiglie che soffrono”. Lo ha detto ieri Papa Francesco dopo il Regina Coeli lanciando un appello per la pace nel Paese mediorientale. “Non c’è una guerra buona e una guerra cattiva e niente può giustificare l’uso di tali strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi – ha aggiunto –. Preghiamo perché i responsabili politici e militari scelgano l’altra via, quella del negoziato. La sola che può portare alla pace”.
https://agensir.it/quotidiano/2018/4/9/papa-francesco-appello-per-la-siria-niente-puo-giustificare-luso-di-strumenti-di-sterminio/

Mentre Antonio Socci come nulla fosse....
Quando sempre Antonio solo un anno fa scrivevache Papa Francesco doveva benedire la pacificazione che volevano Putin e Trump, ma ovviamente non lo ha fatto perché stando alle farneticazioni di Socci, il Papa era Obamaclintoniano:
“Purtroppo ha aderito in gran parte all' agenda Obama anche il capo della Chiesa cattolica, arrivando addirittura ad entrare a gamba tesa contro Trump, durante le presidenziali americane. Lo ha fatto perché il pontificato di Francesco appartiene tutto, fin dalla sua origine, all' epoca Obama/Clinton e rischia di tramontare con loro.”
Altro che papolatria! Qui siamo in piena emergenza veggentolatrica
... e questa volta ci pensa il Saverio Gaeta a dare al solito Socci le “giuste” notizie provenienti da una rivelazione finora sconosciuta di altro veggente ora defunto. Indovinate un po’ chi sarebbe il Papa eretico secondo Socci & C.? Suvvia è facile!
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