21 maggio 2017

Signore, nel silenzio di questo giorno che nasce,
vengo a chiederti pace, sapienza e forza.

Oggi voglio guardare il mondo
con occhi pieni di amore;
essere paziente, comprensivo, umile dolce e buono.

Vedere, dietro le apparenze, i tuoi figli,
come tu stesso li vedi,
per poter così apprezzare la bontà di ognuno.

Chiudi i miei orecchi alle mormorazioni,
custodisci la mia lingua da ogni maldicenza;
che in me ci siano solo pensieri che dicano bene.

Voglio essere tanto bene intenzionato e giusto
da far sentire la tua presenza a tutti quelli che mi avvicineranno.

Rivestimi della tua bontà, Signore,
fa' che durante questo giorno, io rifletta te.

Amen

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19 maggio 2017

Papa Bergoglio a sorpresa a Ostia, benedizioni alle famiglie delle case popolari e rosari in regalo: «Scusate il disturbo»

Secondo voi è più facile che si converta qualcuno che a sorpresa riceve la visita del Papa, oppure con le minacciate fiamme dell'inferno (che comunque c'è) di certi sacerdoti in Facebook?


Stavolta è proprio il caso di dire: Carramba che sorpresa. Immaginate il viso delle persone che oggi pomeriggio, a Ostia, convinti di aprire la porta al parroco della parrocchia Stella Maris, si sono trovati di fronte Papa Francesco. Già perché Papa Bergoglio
 in compagnia di monsignor Rino Fisichella e delle guardie del corpo, dopo pranzo, è salito in auto e ha preso la via del mare. Direzione Ostia.

Due giorni fa don Plinio Poncina, una delle sei parrocchie della zona, aveva affisso, come di consueto, un avviso sulla porta del condominio delle case popolari, avvertendo le famiglie che sarebbe passato per trovarle e benedire. La tradizionale benedizione pasquale. Un segno di
vicinanza alle famiglie residenti nella periferia di Roma. Sono stati visitati due condomini. Bergoglio ha suonato i campanelli aspettando sul pianerottolo. «Alcune persone erano talmente incredule che si sono avvicinate talmente tanto che quasi lo sfioravano. C'era tanta allegria, tanta freschezza, un incontro senza filtri di sorta. Una visita pastorale molto sentita» ha raccontato al Messaggero monsignor Fisichella. La vita quotidiana nei vari appartamenti che si disvelava man mano che la benedizione procedeva. Anziani soli, commossi dal gesto di attenzione. Mamme con i bambini con i quali Bergoglio si è messo a scherzare. Un signore che si è presentato in vestaglia perchè era appena stato operato, un papà a casa con i figli in attesa che tornasse la moglie dal lavoro. Persino una famiglia di rumeni, ortodossi, che hanno accolto Francesco e il parroco con grande gioia.


Al Papa non è mancato il buon umore. Scherzando ha voluto scusarsi per il disturbo, rassicurando però, di aver rispettato l’orario di silenzio in cui i condomini riposano dopo il pranzo, come recitava il cartello affisso all’ingresso del condominio. Perchè il Papa ha scelto proprio Ostia? «E' un'area molto vasta e molto problematica, una periferia che ha bisogno di attenzione e cura. Per questo la ha scelta tra tutte» ha spiegato monsignor Fisichella. 

Il Messaggero


18 maggio 2017

Gesù Ti Chiama. Seguilo, senza se, senza ma, e senza però.

Lo segui, ma se va a Gerusalemme, non ci stai. Se c’entra la croce, la sofferenza, non ci stai. Non lo vuoi, non gli apri la porta del tuo cuore, della tua casa. Non vuoi avere a che fare con il dolore, e così lo allontani, lo eviti, lo metti fuori. Ma con il dolore hai messo fuori il tuo cuore, e hai allontanato il Salvatore.

Lo segui, dovunque vada, nella sua dimora. Ma Gesù non ha dimora. Se lo vuoi seguire, non mettere radici, non fare il nido, non cercare un rifugio, un nascondiglio, una tana. Non stare seduto, bello, tranquillo, beato, protetto, comodo. Non adagiare il capo sui cuscini, non dormire tra due cuscini.
Perché se lo vuoi seguire, devi posare il capo solo su di lui, devi basarti su di lui. Devi andare dove ti porta, dove ti chiama, dove ti aspetta e dove tu non sai. E dove tu non vuoi.
Lo segui, ma prima devi andare a seppellire tuo padre. Gesù deve aspettare, non è ora. Non è il momento. Te lo ha chiesto nel momento sbagliato. Prima devi fare altre cose. Altre cose più importanti. Più importanti di lui.

Non vi è nulla più importante di lui. Tutto quello che non segue lui, diventa inutile, insignificante, senza senso, senza scopo, senza meta, senza vita, morto. Lascia che i morti seppelliscano i morti. Tu lascia quello che è morto, e rivolgiti al Signore della vita. Vai ad annunciare la vita. Vai ad annunciare a tutti che è venuto il Regno di Dio in terra. Così segui Gesù.

Lo segui, ma prima devi andare a dirlo ai tuoi, devi andare da loro, a riferirlo a loro, a farti dare il consenso, l’approvazione, la benedizione da loro. Non decidi da solo, sei ancora dipendente, succube, vincolato alla tua famiglia. La tua famiglia è ancora quella della terra. Dio non lo senti come Padre e la tua famiglia non è la famiglia di Dio, non è la famiglia del cielo. Appartieni ancora alla terra.

Gesù ti ha chiamato ad arare il suo campo e tu hai messo mano all’aratro. Non puoi voltarti indietro, girare l’aratro e rovinare la zolla. Quello è il terreno di Dio, quella è la zolla di Dio, quello è il seme di Dio.

Non appartieni più a te stesso. Ora appartieni a Dio.

In modo totale, completo, assoluto, eterno.


17 maggio 2017

"Gesù non è uno che si adatta al mondo, tollerando che in esso perdurino la morte, la tristezza, l’odio, la distruzione morale delle persone… Il nostro Dio non è inerte, ma il nostro Dio – mi permetto la parola – è un sognatore: sogna la trasformazione del mondo, e l’ha realizzata nel mistero della Risurrezione."

Udienza 17 maggio 2017

Pennivendoli....

L'inganno di un noto pennivendolo "cattolico" è nel far credere che il Papa sia contro le apparizioni di Maria, cosa che non è vera, in quanto il Papa ha avuto da ridire di quello che sembra un inarrestabile fiume di messaggi, che non di rado sembrano copiaincolla di se stessi. Certo, siamo duri di orecchi e quindi ci sta anche necessità di insistere su determinate cose, ma quando si arriva a migliaia di messaggi che ripetono sempre le stesse cose, il rischio è che quanto ci viene detto entri in un orecchio ed esca immediatamente dall'altro.

15 maggio 2017

Parole profetiche di Paolo VI - 29 giugno 1972

"C’è il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto. Non ci si fida più della Chiesa; ci si fida del primo profeta profano che viene a parlarci da qualche giornale......"

Aggiornato ai giorni nostri: qualche pennivendolo che si dice cattolico che si crede di essere il papa e ci parla dalla rete....


14 maggio 2017

Pennivendoli "cattolici"

Ormai credo che non serve neanche più commentare chi imputa al Papa delle distruzioni quando il soggetto in questione di sua volontà e in piena libertà ha distrutto la sua mente. Lo stesso dicasi per i suoi seguaci.
Chi vuole affondare la barca di Pietro inevitabilmente finisce per soccombere.





Nella immagine ritagliata per non fargli troppa pubblicità, il commento di un noto pennivendol
che si dice cattolico, riguardo il pellegrinaggio di Papa Francesco a Fatima

13 maggio 2017

Fatima 13 maggio 2017





Saluto del Santo Padre ai malati al termine della Santa Messa


Sagrato del Santuario, Fátima
Sabato, 13 maggio 2017



Cari fratelli e sorelle malati,

come ho detto nell’omelia, il Signore sempre ci precede: quando passiamo attraverso una croce, Egli vi è già passato prima. Nella sua Passione, Egli ha preso su di sé tutte le nostre sofferenze. Gesù sa cosa significa il dolore, ci capisce, ci consola e ci dà la forza, come ha fatto a San Francesco Marto e Santa Giacinta, ai Santi di tutti i tempi e luoghi. Penso all’apostolo Pietro, incatenato nella prigione di Gerusalemme, mentre tutta la Chiesa pregava per lui. E il Signore ha consolato Pietro. Ecco il mistero della Chiesa: la Chiesa chiede al Signore di consolare gli afflitti come voi ed Egli vi consola, anche di nascosto; vi consola nell’intimità del cuore e vi consola con la fortezza.

Cari pellegrini, davanti ai nostri occhi abbiamo Gesù nascosto ma presente nell’Eucaristia, come abbiamo Gesù nascosto ma presente nelle ferite dei nostri fratelli e sorelle malati e sofferenti. Sull’altare, noi adoriamo la Carne di Gesù; in questi fratelli, noi troviamo le piaghe di Gesù. Il cristiano adora Gesù, il cristiano cerca Gesù, il cristiano sa riconoscere le piaghe di Gesù. Oggi la Vergine Maria ripete a tutti noi la domanda che fece, cento anni or sono, ai Pastorelli: “Volete offrirvi a Dio?”. La risposta – “Sì, lo vogliamo!” – ci dà la possibilità di capire e imitare la loro vita. L’hanno vissuta, con tutto ciò che essa aveva di gioia e di sofferenza, in un atteggiamento di offerta al Signore.

Cari malati, vivete la vostra vita come un dono e dite alla Madonna, come i Pastorelli, che vi volete offrire a Dio con tutto il cuore. Non ritenetevi soltanto destinatari di solidarietà caritativa, ma sentitevi partecipi a pieno titolo della vita e della missione della Chiesa. La vostra presenza silenziosa ma più eloquente di molte parole, la vostra preghiera, l’offerta quotidiana delle vostre sofferenze in unione con quelle di Gesù crocifisso per la salvezza del mondo, l’accettazione paziente e persino gioiosa della vostra condizione sono una risorsa spirituale, un patrimonio per ogni comunità cristiana. Non vi vergognate di essere un prezioso tesoro della Chiesa.

Gesù passerà vicino a voi nel Santissimo Sacramento per manifestarvi la sua vicinanza e il suo amore. Affidategli i vostri dolori, le vostre sofferenze, la vostra stanchezza. Contate sulla preghiera della Chiesa, che da ogni parte si innalza verso il Cielo per voi e con voi. Dio è Padre e non vi dimenticherà mai.

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/may/documents/papa-francesco_20170513_malati-fatima.html

Santa Messa con il Rito della Canonizzazione dei Beati Francisco Marto e Jacinta Marto



OMELIA DEL SANTO PADRE 
Solennità della Beata Vergine Maria di Fátima
Sagrato del Santuario
Sabato, 13 maggio 2017



«Apparve nel cielo [...] una donna vestita di sole»: attesta il veggente di Patmos nell’Apocalisse (12,1), osservando anche che ella era in procinto di dare alla luce un figlio. Poi, nel Vangelo, abbiamo sentito Gesù dire al discepolo: «Ecco tua madre» (Gv 19,26-27). Abbiamo una Madre! Una “Signora tanto bella”, commentavano tra di loro i veggenti di Fatima sulla strada di casa, in quel benedetto giorno 13 maggio di cento anni fa. E, alla sera, Giacinta non riuscì a trattenersi e svelò il segreto alla mamma: “Oggi ho visto la Madonna”. Essi avevano visto la Madre del cielo. Nella scia che seguivano i loro occhi, si sono protesi gli occhi di molti, ma… questi non l’hanno vista. La Vergine Madre non è venuta qui perché noi la vedessimo: per questo avremo tutta l’eternità, beninteso se andremo in Cielo.

Ma Ella, presagendo e avvertendoci sul rischio dell’inferno a cui conduce una vita – spesso proposta e imposta – senza Dio e che profana Dio nelle sue creature, è venuta a ricordarci la Luce di Dio che dimora in noi e ci copre, perché, come abbiamo ascoltato nella prima Lettura, il «figlio fu rapito verso Dio» (Ap 12,5). E, secondo le parole di Lucia, i tre privilegiati si trovavano dentro la Luce di Dio che irradiava dalla Madonna. Ella li avvolgeva nel manto di Luce che Dio Le aveva dato. Secondo il credere e il sentire di molti pellegrini, se non proprio di tutti, Fatima è soprattutto questo manto di Luce che ci copre, qui come in qualsiasi altro luogo della Terra quando ci rifugiamo sotto la protezione della Vergine Madre per chiederLe, come insegna la Salve Regina, “mostraci Gesù”.

Carissimi pellegrini, abbiamo una Madre, abbiamo una Madre! Aggrappati a Lei come dei figli, viviamo della speranza che poggia su Gesù, perché, come abbiamo ascoltato nella seconda Lettura, «quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo» (Rm 5,17). Quando Gesù è salito al cielo, ha portato accanto al Padre celeste l’umanità – la nostra umanità – che aveva assunto nel grembo della Vergine Madre, e mai più la lascerà. Come un’ancora, fissiamo la nostra speranza in quella umanità collocata nel Cielo alla destra del Padre (cfr Ef 2,6). Questa speranza sia la leva della vita di tutti noi! Una speranza che ci sostiene sempre, fino all’ultimo respiro.

Forti di questa speranza, ci siamo radunati qui per ringraziare delle innumerevoli benedizioni che il Cielo ha concesso lungo questi cento anni, passati sotto quel manto di Luce che la Madonna, a partire da questo Portogallo ricco di speranza, ha esteso sopra i quattro angoli della Terra. Come esempi, abbiamo davanti agli occhi San Francesco Marto e Santa Giacinta, che la Vergine Maria ha introdotto nel mare immenso della Luce di Dio portandoli ad adorarLo. Da ciò veniva loro la forza per superare le contrarietà e le sofferenze. La presenza divina divenne costante nella loro vita, come chiaramente si manifesta nell’insistente preghiera per i peccatori e nel desiderio permanente di restare presso “Gesù Nascosto” nel Tabernacolo.

Nelle sue Memorie (III, n. 6), Suor Lucia dà la parola a Giacinta appena beneficiata da una visione: «Non vedi tante strade, tanti sentieri e campi pieni di persone che piangono per la fame e non hanno niente da mangiare? E il Santo Padre in una chiesa, davanti al Cuore Immacolato di Maria, in preghiera? E tanta gente in preghiera con lui?». Grazie, fratelli e sorelle, di avermi accompagnato! Non potevo non venire qui per venerare la Vergine Madre e affidarLe i suoi figli e figlie. Sotto il suo manto non si perdono; dalle sue braccia verrà la speranza e la pace di cui hanno bisogno e che io supplico per tutti i miei fratelli nel Battesimo e in umanità, in particolare per i malati e i persone con disabilità, i detenuti e i disoccupati, i poveri e gli abbandonati. Carissimi fratelli, preghiamo Dio con la speranza che ci ascoltino gli uomini; e rivolgiamoci agli uomini con la certezza che ci soccorre Dio.

Egli infatti ci ha creati come una speranza per gli altri, una speranza reale e realizzabile secondo lo stato di vita di ciascuno. Nel “chiedere” ed “esigere” da ciascuno di noi l’adempimento dei doveri del proprio stato (Lettera di Suor Lucia, 28 febbraio 1943), il cielo mette in moto qui una vera e propria mobilitazione generale contro questa indifferenza che ci raggela il cuore e aggrava la nostra miopia. Non vogliamo essere una speranza abortita! La vita può sopravvivere solo grazie alla generosità di un’altra vita. «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,24): lo ha detto e lo ha fatto il Signore, che sempre ci precede. Quando passiamo attraverso una croce, Egli vi è già passato prima. Così non saliamo alla croce per trovare Gesù; ma è stato Lui che si è umiliato ed è sceso fino alla croce per trovare noi e, in noi, vincere le tenebre del male e riportarci verso la Luce.


Sotto la protezione di Maria, siamo nel mondo sentinelle del mattino che sanno contemplare il vero volto di Gesù Salvatore, quello che brilla a Pasqua, e riscoprire il volto giovane e bello della Chiesa, che risplende quando è missionaria, accogliente, libera, fedele, povera di mezzi e ricca di amore.

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2017/documents/papa-francesco_20170513_omelia-pellegrinaggio-fatima.html