15 novembre 2017

Nella preghiera – domando - ci lasciamo meravigliare o pensiamo che la preghiera è parlare a Dio come fanno i pappagalli?



Pregare, come ogni vero dialogo, è anche saper rimanere in silenzio - nei dialoghi ci sono momenti di silenzio -, in silenzio insieme a Gesù. E quando noi andiamo a Messa, forse arriviamo cinque minuti prima e incominciamo a chiacchierare con questo che è accanto a noi. Ma non è il momento di chiacchierare: è il momento del silenzio per prepararci al dialogo. È il momento di raccogliersi nel cuore per prepararsi all’incontro con Gesù. Il silenzio è tanto importante! Ricordatevi quello che ho detto la settimana scorsa: non andiamo ad un uno spettacolo, andiamo all’incontro con il Signore e il silenzio ci prepara e ci accompagna. Rimanere in silenzio insieme a Gesù. E dal misterioso silenzio di Dio scaturisce la sua Parola che risuona nel nostro cuore. Gesù stesso ci insegna come realmente è possibile “stare” con il Padre e ce lo dimostra con la sua preghiera. I Vangeli ci mostrano Gesù che si ritira in luoghi appartati a pregare; i discepoli, vedendo questa sua intima relazione con il Padre, sentono il desiderio di potervi partecipare, e gli chiedono: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc 11,1). Abbiamo sentito nella Lettura prima, all’inizio dell’udienza. Gesù risponde che la prima cosa necessaria per pregare è saper dire “Padre”. Stiamo attenti: se io non sono capace di dire “Padre” a Dio, non sono capace di pregare. Dobbiamo imparare a dire “Padre”, cioè mettersi alla sua presenza con confidenza filiale. Ma per poter imparare, bisogna riconoscere umilmente che abbiamo bisogno di essere istruiti, e dire con semplicità: Signore, insegnami a pregare.

Questo è il primo punto: essere umili, riconoscersi figli, riposare nel Padre, fidarsi di Lui. Per entrare nel Regno dei cieli è necessario farsi piccoli come bambini. Nel senso che i bambini sanno fidarsi, sanno che qualcuno si preoccuperà di loro, di quello che mangeranno, di quello che indosseranno e così via (cfr Mt 6,25-32). Questo è il primo atteggiamento: fiducia e confidenza, come il bambino verso i genitori; sapere che Dio si ricorda di te, si prende cura di te, di te, di me, di tutti.

La seconda predisposizione, anch’essa propria dei bambini, è lasciarsi sorprendere. Il bambino fa sempre mille domande perché desidera scoprire il mondo; e si meraviglia persino di cose piccole perché tutto è nuovo per lui. Per entrare nel Regno dei cieli bisogna lasciarsi meravigliare. Nella nostra relazione con il Signore, nella preghiera –domando - ci lasciamo meravigliare o pensiamo che la preghiera è parlare a Dio come fanno i pappagalli? No, è fidarsi e aprire il cuore per lasciarsi meravigliare. Ci lasciamo sorprendere da Dio che è sempre il Dio delle sorprese? Perché l’incontro con il Signore è sempre un incontro vivo, non è un incontro di museo. È un incontro vivo e noi andiamo alla Messa non a un museo. Andiamo ad un incontro vivo con il Signore.

12 novembre 2017

Il Papa all’Angelus: fede e carità per essere pronti all'incontro con Dio


Per entrare nel Regno dei cieli dobbiamo essere pronti all’incontro con il Signore. E non basta una vita scandita dalla fede se non è orientata anche dalla carità. E’ quanto ha affermato Papa Francesco all'Angelus ricordando la parabola delle dieci vergini. Non si deve aspettare - ha aggiunto il Santo Padre - “l’ultimo momento della nostra vita per collaborare con la grazia di Dio”. Si “deve farlo già da adesso”. 
“Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora”. In questo passo conclusivo del racconto evangelico delle dieci vergini – afferma il Papa – Gesù ci dice che “vegliare non significa soltanto non dormire, ma essere preparati”. E bisogna prepararsi all’incontro con il Signore “come se fosse l’ultimo giorno”. La lampada - spiega il Pontefice - è “il simbolo della fede che illumina la nostra vita”. L’olio è il simbolo della carità “che alimenta, rende feconda e credibile la luce della fede”. Una vita povera di carità è priva della vera luce:
“Se ci lasciamo guidare da ciò che ci appare più comodo, dalla ricerca dei nostri interessi, la nostra vita diventa sterile, incapace di dare vita agli altri, e non accumuliamo nessuna scorta di olio per la lampada della nostra fede; e questa si spegnerà al momento della venuta del Signore, o ancora prima”.
“La condizione per essere pronti all’incontro con il Signore - sottolinea Papa Francesco - non è soltanto la fede, ma una vita cristiana ricca di amore e carità per il prossimo”:
“Se invece siamo vigilanti e cerchiamo di compiere il bene, con gesti di amore, di condivisione, di servizio al prossimo in difficoltà, possiamo restare tranquilli mentre attendiamo la venuta dello sposo: il Signore potrà venire in qualunque momento, e anche il sonno della morte non ci spaventa, perché abbiamo la riserva di olio, accumulata con le opere buone di ogni giorno. La fede ispira la carità e la carità custodisce la fede”.

http://it.radiovaticana.va/news/2017/11/12/il_papa__bisogna_essere_pronti_allincontro_con_il_signore/1348456

9 novembre 2017

Doppiogiochista

Devo dire, e non di certo con piacere, che di cattolici se ne trovano ormai di ogni tipo ed etichettabili in vari modi. 
Ci sono i classici tradizionalisti, i progressisti, e poi altre categorie compresa quella dei "catto-doppiogiochisti" che magari ti scrivono in privato su determinati argomenti che li lasciano perplessi e quindi sono contro, salvo poi ritrovarteli altrove ed esattamente su gli stessi identici argomenti ai quali in privato ti scrivono contro, poi leggerli favorevoli e li vai con mi piace e cuoricini....

No, i doppiogiochisti proprio non mi piacciono, preferisco decisamente coloro che hanno un'unico pensiero, fosse anche diverso dal mio

L'Elezione di Giovanni Paolo I

“La gente talvolta dice: ‘Siamo in una società tutta guasta, tutta disonesta’. Questo non è vero. Ci sono tanti buoni ancora, tanti onesti. Piuttosto, che cosa fare per migliorare la società? Io direi: ciascuno di noi cerchi lui di essere buono e di contagiare gli altri con una bontà tutta intrisa della mansuetudine e dell’amore insegnato da Cristo”

Sciacallaggio....


Veramente per questioni di sicurezza, visti gli attentati che ci sono stati, in Via della Conciliazione non avrebbero fatto transitare quel camion neanche se ci stava su la pubblicità di qualche detersivo per lavatrice, indipendente poi da quale sia il Papa.
Ma se a voi piace così fate pure.
Certamente cosa buona ricordare il card. Caffarra, forse sarebbe stato meglio se lo si faceva con un’altra S.Messa in suffragio piuttosto che con un camion per le vie di Roma. In questo modo la cosa sembra tanto sciacallaggio, servirsi di un cardinale defunto, che tra l’altro disse che preferiva che piuttosto di lui si diceva che aveva un amante piuttosto che era contro Papa Francesco

8 novembre 2017

ECCO!.....

😂😂

Il sacerdote che presiede la celebrazione dice: “In alto i nostri cuori?”. Non dice: “In alto i nostri telefonini per fare la fotografia!”. No, è una cosa brutta! E vi dico che a me dà tanta tristezza quando celebro qui in Piazza o in Basilica e vedo tanti telefonini alzati, non solo dei fedeli, anche di alcuni preti e anche vescovi. Ma per favore! La Messa non è uno spettacolo: è andare ad incontrare la passione e la risurrezione del Signore. Per questo il sacerdote dice: “In alto i nostri cuori”. Cosa vuol dire questo? Ricordatevi: niente telefonini.


7 novembre 2017

Un Sacerdote risponde - Può spiegarmi, molto semplicemente, cosa intende per Trinità di Dio?


Quesito

Gentile padre Angelo,
può spiegarmi, molto semplicemente, cosa si intende per Trinità di Dio?
Può spiegarmi inoltre che rapporto sussiste fra le tre Persone?
Grazie

Risposta del sacerdote

Carissimo.
1. per Trinità di Dio s’intende che l’unico Dio sussiste in tre persone: Padre, Figlio e Spirito Santo.

2. Noi sappiamo che Dio sussiste in tre Persone solo perché Lui stesso ce l’ha detto. Se non ce l’avesse rivelato, l’uomo con le sue sole forze mai sarebbe riuscito ad intuire una realtà così al di sopra delle sue capacità.

3. Sono molti i passi del Nuovo Testamento in cui si parla esplicitamente o implicitamente della Trinità.
Il più noto è quello che si trova al termine del Vangelo di Matteo: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19).

4. Per abbozzare un tentativo di spiegazione io sono solito partire da quanto si afferma nel prologo del Vangelo di Giovanni: “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” (Gv 1,1).
In greco si trova la parola Logos, che significa pensiero.
Il termine latino Verbo significa la stessa cosa.

5. Ebbene il pensiero di Dio è grande quanto è grande Dio. Egli conosce perfettamente se stesso e tutto ciò che da Lui può essere fatto.
Sicché possiamo dire che Dio, pensando, genera nella propria mente una realtà che è grande quanto è grande Lui.
Per noi invece non succede la stessa cosa: la conoscenza che abbiamo di noi stessi, della nostra intima costituzione, del nostro passato, presente e futuro è infinitamente più povera della realtà. Il nostro pensiero non è grande quanto siamo grandi noi.
Allora possiamo dire che il nostro pensiero è un prodotto della nostra mente. Ma per Dio il suo pensiero è grande quanto è grande Lui.
Ugualmente dobbiamo dire che la realtà divina è grande quanto il suo Pensiero.
Ecco dunque una prima conclusione: Dio genera nella propria mente un’immagine perfetta di se stesso. Questa immagine è della sua stessa sostanza, non è un’altra realtà.
Per questo si tratta di due persone che sono fra loro perfettamente uguali e che costituiscono l’unico Dio.
Nel Credo della Messa affermiamo: Dio da Dio, luce da luce, Dio vero, da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre.

6. Quanto diciamo del pensiero di Dio, dobbiamo dirlo anche del suo amore. L’amore di Dio è grande quanto è grande Lui stesso. L’amore di Dio è grande quanto è grande il bene che egli conosce.
Di qui una seconda conclusione: l’Amore di Dio, che è noi chiamiamo Spirito Santo, è della stessa sostanza divina, non costituisce un altro Dio, ma è grande quanto è grande il Padre e il Figlio. Ecco la terza persona della Santissima Trinità.

7. Mi chiedi poi il rapporto tra le tre Persone.
Poiché il Pensiero è generato e concepito (conceptum) nella mente, noi lo chiamiamo anche Figlio.
E se il Pensiero è Figlio, la realtà da cui procede è Padre.
Ugualmente, poiché l’Amore procede dalla volontà a modo di spirazione, noi questo amore lo chiamiamo Spirito Santo.

8. In conclusione: le tre persone divine sono l’unico Dio. Nessuna ha qualcosa di meno o di più di un’altra.
Si distinguono fra di loro solo per la relazione: generante-generato, spirante- spirato.
In forza della relazione ognuna delle tre Persone ha un modo distinto di possedere la medesima essenza divina, come accade in un triangolo equilatero, dove ogni angolo è uguale all’altro e copre la stessa superficie degli altri.

9. Devo ancora precisare che quanto ti ho detto è un timidissimo tentativo di cercare di capire qualcosa di quella realtà che è immensamente superiore alla nostra testa, così come aveva intuito sant’Agostino sul lido di Ostia: una piccola buca scavata sulla sabbia non può contenere tutta l’immensità delle acque del mare. Quella piccola buca è la nostra testa. L’immensità delle acque del mare richiama l’infinità della grandezza divina.

Ti ringrazio di aver attirato l’attenzione anche su questo punto che è centrale nella fede cristiana e foriero di grandissime e meravigliose conseguenze.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

https://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1213

4 novembre 2017

"mio FIGLIO, UNO E TRINO"???

Quindi stando al recentissimo messaggio del 2 novembre 2017 di una presunta apparizione, sono state dette queste parole:
"Non dimenticate mai che mio FIGLIO, UNO E TRINO, vi ama"
Un evidente sfondone di chi si suppone che li appare, perché L’Essere Trinitario è una proprietà che compete alla Natura Divina, non alle singole Persone

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3 novembre 2017

Campioni dell'ortodossia....

Certi campioni dell'ortodossia hanno da ridire di Papa Francesco quando dice di cambiare il mondo con la rivoluzione della tenerezza. Evidentemente a loro interessano altre "tenerezze", magari per non aver problemi con le loro "tenerezze" si fanno anche firmare la dovuta documentazione onde evitare possibili guai.


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