28 marzo 2025

Guida alla confessione

    Vi proponiamo una piccola guida che può essere d’aiuto per accostarsi al sacramento della Penitenza. Si divide in tre parti: la prima dedicata agli adulti, la seconda ai giovani, la terza ai bambini. Per ogni età c’è una lista di domande che possono aiutare a ricordarsi quali sono le cose di cui chiedere perdono al Signore.


ADULTI

La confessione ti offre l’occasione di riconciliarti con Dio chiedendogli perdono e ottenendo la sua misericordia. Prima di confessarti raccogliti in silenzio per qualche istante a rammentare ciò che hai fatto e che è dispiaciuto al Signore o ha danneggiato altri, e per cercare quello che puoi fare per essere un cristiano migliore. Una confessione sincera è l’occasione per rinnovare l’anima e aprirti alla grazia di Dio. Le domande seguenti possono aiutarti a ricordare in quali cose devi essere perdonato.
  • Ho rinnegato o trascurato la mia fede? Ho rifiutato di difenderla o sono stato timoroso a farlo? C’è qualche aspetto della mia fede che non accetto?
  • Ho nominato il nome del Signore invano? Ho sperimentato l’occultismo? Ho riposto la mia fiducia nei cartomanti o negli oroscopi? Ho mostrato mancanza di rispetto per cose, luoghi o persone sacre?
  • Ho mancato alla Messa la domenica o nelle feste di precetto?
  • Ho parlato male degli altri, partecipando a pettegolezzi o maldicenze?
  • Ho fatto un uso eccesivo di alcol o preso droghe?
  • Ho guardato filmati pornografici in video o siti web? Ho avuto atteggiamenti o compiuto atti impuri con me stesso o con altri? Sto vivendo con qualcuno come se fossi sposato, quando non lo sono?
  • Se sono sposato, cerco di amare mia moglie/mio marito al di sopra degli altri? Metto al primo posto il mio matrimonio? I miei figli? Sono aperto ad accogliere una nuova vita?
  • Ho ricevuto la Santa Comunione con un peccato grave sulla coscienza? Ho ricevuto la Comunione senza un’adeguata riverenza o senza gratitudine?
  • Ho rimuginato impazienze, arrabbiature o gelosie?
  • Ho lasciato che il mio lavoro occupi il tempo e l’energie che dovrei dedicare alla famiglia e agli amici?
  • Sono stato permaloso e riluttante a perdonare?
  • Sono stato fisicamente o verbalmente violento con gli altri?
  • Ho istigato all’aborto, alla distruzione di embrioni umani, all’eutanasia o a qualsiasi altro mezzo per spegnere la vita umana? Vi ho preso parte?
  • Ho avuto atteggiamenti di odio o giudizio in pensieri o azioni?
  • Ho disprezzato gli altri?
  • Sono stato orgoglioso o egoista in pensieri o azioni? Ho trascurato i poveri e i bisognosi? Ho speso soldi per mia comodità o per lusso, dimenticando le mie responsabilità con gli altri e con la Chiesa?
  • Ho detto bugie? Sono stato onesto e diligente nel mio lavoro? Ho rubato o truffato qualcuno sul posto di lavoro?
  • Ho ceduto alla pigrizia? Ho preferito il benessere fisico al servizio degli altri? Ho trascurato il dovere cristiano di portare gli altri più vicini a Dio attraverso l’esempio e la parola?

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GIOVANI

La confessione è l’occasione per chiedere perdono a Dio e ottenere la sua misericordia. Prima di confessarti raccogliti qualche istante per rammentare ciò che hai fatto e che è dispiaciuto al Signore o ha danneggiato altri, e per cercare quello che puoi fare per essere un cristiano migliore. Una confessione sincera è l’occasione per rinnovare l’anima e aprirti alla grazia di Dio. Le domande seguenti possono aiutarti a ricordare in quali cose devi essere perdonato.
  • Ho rinnegato o trascurato la mia fede? Mi sono preoccupato di conoscerla meglio? Ho rifiutato di difenderla o sono stato timoroso a farlo?
  • Ho nominato il nome del Signore invano? Ho sperimentato l’occultismo? Ho riposto la mia fiducia nei cartomanti o negli oroscopi? Ho mostrato mancanza di rispetto per cose, luoghi o persone sacre?
  • Ho mancato alla Messa la domenica e nelle feste di precetto? Mi sono dimenticato di Dio trascurando la preghiera?
  • Sono stato violento? Ho partecipato a risse? Ho danneggiato qualcuno parlandone male con pettegolezzi o, ad esempio, attraverso internet? Ho rivelato qualche segreto? Ho parlato per ferire altri?
  • Ho parlato in modo osceno? Ho Guardato riviste, siti web o video osceni? Ho avuto atteggiamenti o compiuto atti impuri con me stesso o con altri?
  • Ho detto bugie per scusarmi, per ferire gli altri o per apparire più importante?
  • Ho ricevuto la Santa Comunione con un peccato grave sulla coscienza? Ho ricevuto la Comunione senza un’adeguata riverenza o senza gratitudine?
  • Sono stato poco disponibile a casa? Ho mancato nell’affetto verso i miei genitori?
  • Ho rimuginato impazienze, arrabbiature o gelosie? Sono stato permaloso e riluttante a perdonare? Sono stato di cattivo umore? Sono stato sarcastico? Ho avuto atteggiamenti di odio o giudizio in pensieri o azioni?
  • Ho mancato di lavorare correttamente a scuola? Ho ceduto alla pigrizia? Ho trattato gli insegnanti e gli adulti senza rispetto?
  • Sono stato invidioso degli altri per le cose che hanno o per il loro successo? Ho alimentato nel mio cuore il desiderio di possedere oggetti o denaro in modo ingiusto o eccessivo?
  • Ho incoraggiato in qualche modo altri a fare del male?
  • Ho fatto un uso eccessivo di alcol o preso droghe?
  • Sono stato superficiale o egoista nei miei pensieri o azioni?
  • Ho preferito il benessere fisico al servizio degli altri? Ho cercato di portare gli altri più vicini a Dio attraverso l’esempio e le buone parole?

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BAMBINI

Queste domande ti aiuteranno a ricordare di cosa chiedere perdono.
  • Ho detto le mie preghiere?
  • Sono andato a Messa la domenica?
  • Ho nominato il nome del Signore invano?
  • Ho disturbato durante la Messa?
  • Sono stato disponibile a casa?
  • Sono stato egoista? Ho voluto bene ai miei genitori e agli altri della mia famiglia?
  • Ho obbedito ai miei genitori e insegnanti?
  • Ho condiviso i miei giocattoli con gli altri?
  • Sono stato impaziente, arrabbiato o geloso?
  • Sono stato testardo insistendo per fare le cose a modo mio?
  • Sono stato pigro a scuola?
  • Ho fatto il mio dovere come meglio ho potuto e ho fatto bene i compiti?
  • Ho picchiato qualcuno?
  • Ho parlato male degli altri?
  • Ho detto bugie?
  • Ho rubato qualcosa? Ho rotto o danneggiato cose che appartengono ad altri?
  • Ho dato cattivo esempio?
  • Ho incoraggiato in qualche modo altri a fare del male?
  • Sono stato egoista nei pensieri o nelle azioni?
  • Sono stato invidioso di altri?
  • Ho escluso qualcuno dai giochi?
  • Ho pregato per gli altri e ho cercato di avvicinarli a Dio?






25 marzo 2025

TV2000: Vaticano: “gli scritti della Valtorta non sono di origine soprannaturale”

Un documento della Santa Sede che porta la data del 22 febbraio 2025 afferma che i messaggi contenuti negli scritti di Maria Valtorta una donna cattolica italiana molto conosciuta, "non possono essere considerati di origine soprannaturale". Per capire meglio di chi stiamo parlando, dobbiamo fare un passo indietro e capire chi è Maria Valtorta. Una donna, nata a Caserta e morta a Viareggio nel 1961, che rimase costretta a letto per più di 30 anni in seguito a un incidente e che affermò di aver ricevuto visioni e rivelazioni da Gesù e dalla Vergine Maria, che riferì in ampi scritti sulla vita di Cristo, compresi dettagli che non compaiono nei Vangeli canonici. 


Cliccare sull'immagine per riprodurre il video di TV2000

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Gli scritti della Valtorta non possono essere considerati di origine soprannaturale perché se veramente lo fossero, automaticamente i Vangeli canonici passerebbero in secondo piano rispetto a "L'Evangelo come mi è stato rivelato" di Maria Valtorta, in quanto tale "Evangelo" è come se proviene direttamente dal Signore mentre i 4 Vangeli canonici sarebbero solo frutto della testimonianza di chi è stato vicino al Signore e quindi possibili di errore nel resoconto dei fatti

15 marzo 2025

Il sentiero della Quaresima. Catechesi di don Fabio Rosini sulle radici dell'iniziazione cristiana

Iniziamo un ciclo sulla Quaresima; noi dobbiamo sfruttare le occasioni che la Chiesa ci dà con i "tempi forti" per vivere più intensamente e crescere... allora capiamo un pochino il senso della Quaresima. Partiamo da ciò che sappiamo: il Tempo della Quaresima è un tempo tutto orientato alla Pasqua, il motivo per cui viviamo questa fase della vita liturgica è iniziare a preparare il centro assoluto dell'anno della nostra Liturgia, dell'anno della nostra spiritualità, ovvero sia il vero cammino di ogni cristiano è l'anno liturgico...

1. il rito dell'elezione

2. Il rito della Traditio

3. Il primo scrutinio battesimale

4. Il secondo scrutinio battesimale

5. Il terzo scrutinio battesimale

6. La consegna del Padre nostro


6 marzo 2025

Comunicato Circa gli scritti di Maria Valtorta

 DICASTERO PER LA DOTTRINA DELLA FEDE


Comunicato

Circa gli scritti di Maria Valtorta

Spesso pervengono alla Santa Sede, da parte sia di ecclesiastici che di laici, richieste di chiarimento circa la posizione della Chiesa riguardo agli scritti di Maria Valtorta, quali l’opera Il poema dell’Uomo Dio, oggi conosciuta con il titolo L’Evangelo come mi è stato rivelato, e altre pubblicazioni.

A tal riguardo, si ribadisce che presunte “visioni”, “rivelazioni” e “comunicazioni” contenute negli scritti di Maria Valtorta, o comunque ad essi attribuite, non possono essere ritenute di origine soprannaturale, ma devono essere considerate semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a modo suo, la vita di Gesù Cristo.

Nella sua lunga tradizione, la Chiesa non accetta come normativi i Vangeli apocrifi e altri testi simili, in quanto non ne riconosce l’ispirazione divina, rinviando alla lettura sicura dei Vangeli ispirati.

 

Città del Vaticano, 22 febbraio 2025



Per saperne di più (cliccare sul testo)

Condanna delle opere di Maria Valtorta






Il Signore è clemente e misericordioso...



    Figlio, se ti presenti per servire il Signore,resta  saldo nella giustizia e nel timore,
prepàrati alla tentazione. Abbi un cuore retto e sii costante, tendi l’orecchio e accogli parole sagge, non ti smarrire nel tempo della prova.

    Stai unito a lui senza separartene, perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni.
Accetta quanto ti capita e sii paziente nelle vicende dolorose, perché l’oro si prova con il fuoco e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore.
Affìdati a lui ed egli ti aiuterà, raddrizza le tue vie e spera in lui, persisti nel suo timore e invecchia in esso.

    Voi che temete il Signore, aspettate la sua misericordia e non deviate, per non cadere.
Voi che temete il Signore, confidate in lui, e la vostra ricompensa non verrà meno.
Voi che temete il Signore, sperate nei suoi benefici, nella felicità eterna e nella misericordia.
Voi che temete il Signore, amatelo, e i vostri cuori saranno ricolmi di luce.

    Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso?
O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato?
O chi lo ha invocato e da lui è stato trascurato?

    Perché il Signore è clemente e misericordioso, perdona i peccati e salva al momento della tribolazione,
protegge coloro che lo ricercano sinceramente.

Dal libro del Siràcide Sir 2,1-13

25 febbraio 2025

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 

    «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.

    E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro.

    Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.

    Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

    Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

 Lc 6,27-38

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…. e noi lo facciamo come ha detto Gesù? Io me lo chiedo tante volte e direi di proprio di no. A volte mi dico: ma che peccati ho fatto? Questo non lo faccio, quest’altro nemmeno ecc ecc… 
Poi ti leggi o ascolti questo Vangelo e la cosa che viene subito in mente che ho bisogno di confessarmi perché peccare non vuole solo dire fare cose che non si dovrebbero fare ma anche non fare cose che si dovrebbero fare perché Gesù ci ha detto di doverle fare.

24 febbraio 2025

Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera

    In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro.

    E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono.

    Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!».

    Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.

    Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».

Mc 9,14-29

15 febbraio 2025

Dio è mio papà!

C’era qualcosa di affascinante nella preghiera di Gesù, di talmente affascinante che un giorno i suoi discepoli hanno chiesto di esservi introdotti. L’episodio si trova nel Vangelo di Luca, che tra gli Evangelisti è quello che maggiormente ha documentato il mistero del Cristo “orante”: il Signore pregava. I discepoli di Gesù sono colpiti dal fatto che Lui, specialmente la mattina e la sera, si ritira in solitudine e si “immerge” in preghiera. E per questo, un giorno, gli chiedono di insegnare anche a loro a pregare (cfr Lc 11,1). È allora che Gesù trasmette quella che è diventata la preghiera cristiana per eccellenza: il “Padre nostro”.

Tutto il mistero della preghiera cristiana si riassume qui, in questa parola: avere il coraggio di chiamare Dio con il nome di Padre. Lo afferma anche la liturgia quando, invitandoci alla recita comunitaria della preghiera di Gesù, utilizza l’espressione «osiamo dire».

Infatti, chiamare Dio col nome di “Padre” non è per nulla un fatto scontato. Saremmo portati ad usare i titoli più elevati, che ci sembrano più rispettosi della sua trascendenza. Invece, invocarlo come “Padre” ci pone in una relazione di confidenza con Lui, come un bambino che si rivolge al suo papà, sapendo di essere amato e curato da lui. Questa è la grande rivoluzione che il cristianesimo imprime nella psicologia religiosa dell’uomo. Il mistero di Dio, che sempre ci affascina e ci fa sentire piccoli, però non fa più paura, non ci schiaccia, non ci angoscia. Questa è una rivoluzione difficile da accogliere nel nostro animo umano; tant’è vero che perfino nei racconti della Risurrezione si dice che le donne, dopo aver visto la tomba vuota e l’angelo, «fuggirono via […], perché erano piene di spavento e di stupore» (Mc 16,8). Ma Gesù ci rivela che Dio è Padre buono, e ci dice: “Non abbiate paura!”.

Pensiamo alla parabola del padre misericordioso (cfr Lc 15,11-32). Gesù racconta di un padre che sa essere solo amore per i suoi figli. Un padre che non punisce il figlio per la sua arroganza e che è capace perfino di affidargli la sua parte di eredità e lasciarlo andar via di casa. Dio è Padre, dice Gesù, ma non alla maniera umana, perché non c’è nessun padre in questo mondo che si comporterebbe come il protagonista di questa parabola. Dio è Padre alla sua maniera: buono, indifeso davanti al libero arbitrio dell’uomo, capace solo di coniugare il verbo “amare”.Quando il figlio ribelle, dopo aver sperperato tutto, ritorna finalmente alla casa natale, quel padre non applica criteri di giustizia umana, ma sente anzitutto il bisogno di perdonare, e con il suo abbraccio fa capire al figlio che in tutto quel lungo tempo di assenza gli è mancato, è dolorosamente mancato al suo amore di padre.

Che mistero insondabile è un Dio che nutre questo tipo di amore nei confronti dei suoi figli!

Forse è per questa ragione che, evocando il centro del mistero cristiano, l’apostolo Paolo non se la sente di tradurre in greco una parola che Gesù, in aramaico, pronunciava “abbà”. Per due volte san Paolo, nel suo epistolario (cfr Rm 8,15; Gal 4,6), tocca questo tema, e per due volte lascia quella parola non tradotta, nella stessa forma in cui è fiorita sulle labbra di Gesù, “abbà”, un termine ancora più intimo rispetto a “padre”, e che qualcuno traduce “papà, babbo”.

Cari fratelli e sorelle, non siamo mai soli. Possiamo essere lontani, ostili, potremmo anche professarci “senza Dio”. Ma il Vangelo di Gesù Cristo ci rivela che Dio che non può stare senza di noi: Lui non sarà mai un Dio “senza l’uomo”; è Lui che non può stare senza di noi, e questo è un mistero grande! Dio non può essere Dio senza l’uomo: grande mistero è questo! E questa certezza è la sorgente della nostra speranza, che troviamo custodita in tutte le invocazioni del Padre nostro. Quando abbiamo bisogno di aiuto, Gesù non ci dice di rassegnarci e chiuderci in noi stessi, ma di rivolgerci al Padre e chiedere a Lui con fiducia. Tutte le nostre necessità, da quelle più evidenti e quotidiane, come il cibo, la salute, il lavoro, fino a quella di essere perdonati e sostenuti nelle tentazioni, non sono lo specchio della nostra solitudine: c’è invece un Padre che sempre ci guarda con amore, e che sicuramente non ci abbandona.

Adesso vi faccio una proposta: ognuno di noi ha tanti problemi e tante necessità. Pensiamoci un po’, in silenzio, a questi problemi e a queste necessità. Pensiamo anche al Padre, a nostro Padre, che non può stare senza di noi, e che in questo momento ci sta guardando. E tutti insieme, con fiducia e speranza, preghiamo: “Padre nostro, che sei nei Cieli…

Parrocchia N.S. di Lourdes - Asti

10 febbraio 2025

Poté di più colei che più amò

Santa scolastica, la sorella di san Benedetto da Norcia

    Scolastica, sorella di san Benedetto, consacratasi a Dio fin dall’infanzia, era solita recarsi dal fratello una volta all’anno. L’uomo di Dio andava incontro a  lei, non molto fuori della porta, in un possedimento del monastero. 

   Un giorno vi si recò secondo il solito, e il venerabile suo fratello le scese incontro con alcuni suoi discepoli. Trascorsero tutto il giorno nelle lodi di Dio e in santa conversazione. Sull’imbrunire presero insieme il cibo.

   Si trattennero ancora a tavola e, col protrarsi dei santi colloqui, si era giunti a un’ora piuttosto avanzata. La pia sorella perciò lo supplicò, dicendo: «Ti prego, non mi lasciare per questa notte; ma parliamo fino al mattino delle gioie della vita celeste». Egli le rispose: «Che cosa dici mai, sorella? Non posso assolutamente pernottare fuori del monastero».

   Scolastica, udito il diniego del fratello, poggiò le mani con le dita intrecciate sulla tavola e piegò la testa sulle mani per pregare il Signore onnipotente. Quando levò il capo dalla mensa, scoppiò un tale uragano con lampi e tuoni e rovescio di pioggia, che né il venerabile Benedetto, né i monaci che l’accompagnavano, poterono metter piede fuori dalla soglia dell’abitazione, dove stavano seduti. 

   Allora l’uomo di Dio molto rammaricato cominciò a lamentarsi e a dire: «Dio onnipotente ti perdoni, sorella, che cosa hai fatto?». Ma ella gli rispose: «Ecco, ho pregato te, e tu non hai voluto ascoltarmi; ho pregato il mio Dio e mi ha esaudita. Ora esci pure, se puoi; lasciami e torna al monastero». 

   Ed egli che non voleva restare lì spontaneamente, fu costretto a rimanervi per forza. 

   Così trascorsero tutta la notte vegliando e si saziarono di sacri colloqui raccontandosi l’un l’altro le esperienze della vita spirituale.

   Non fa meraviglia che Scolastica abbia avuto più potere del fratello. Siccome, secondo la parola di Giovanni, «Dio è amore», fu molto giusto che potesse di più colei che più amò. 

   Ed ecco che tre giorni dopo, mentre l’uomo di Dio stava nella cella e guardava al cielo, vide l’anima di sua sorella, uscita dal corpo, penetrare nella sublimità dei cieli sotto forma di colomba. Allora, pieno di gioia per una così grande gloria toccatale, ringraziò Dio con inni e lodi, e mandò i suoi monaci perché portassero il corpo di lei al monastero e lo deponessero nel sepolcro che aveva preparato per sé.

​   Così neppure la tomba separò i corpi di coloro che erano stati uniti in Dio, come un’anima sola. 

Dai «Dialoghi» di san Gregorio Magno, papa (Lib. 2, 33; PL 66, 194-196)

27 gennaio 2025

C'è Speranza e speranza

Come avere fede sperando contro ogni speranza (Rm 4,18) e districarsi nel supermarket delle speranze.